«Condividere attivamente la bellezza è una prova della nostra dedizione alla pace e anzi crea una cultura di pace, perché a livello profondo pace e scambio culturale sono una sola cosa. Quando conflitti e violenza si moltiplicano, la cultura declina e la storia va verso l’oscurità e la distruzione. Credo fermamente, e ho sempre agito in base a questa convinzione, che gli scambi culturali rappresentino un’“arma” spirituale con cui affrontare il muro della brutalità e della negatività» (Daisaku Ikeda, BS 190).
Esperte, ma soprattutto appassionate e “ambasciatrici” di arti figurative, Manuela Gandini, Elisabetta Cappugi e Arianna Fantuzzi si confrontano con la redazione di Buddismo e Società sulla funzione che la bellezza, la cultura e l’arte svolgono nella vita delle persone e nella società, anche in relazione alla loro esperienza nella pratica buddista. Prima di entrare nel merito della nostra conversazione chiediamo loro di presentarsi.
