Una riserva di forza infinita

Omaggio a Rachel Carson

La biologa emblema del movimento ecologista occidentale. Biologa e zoologa statunitense (1907-1964), fu tra le prime a intuire e provare connessioni e rapporti di interdipendenza nei comportamenti ambientali. Emblema del movimento ecologista occidentale, ha denunciato l'uso nocivo dei fitofarmaci, portando nel 1972 all'abolizione del DDT

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Rachel Carson
La biologa emblema del movimento ecologista occidentale


di Francesca Diodati

Biologa e zoologa statunitense (1907-1964), fu tra le prime a intuire e provare connessioni e rapporti di interdipendenza nei comportamenti ambientali. Emblema del movimento ecologista occidentale, ha denunciato l'uso nocivo dei fitofarmaci, portando nel 1972 all'abolizione del DDT

Ci sono persone che fanno la storia, uomini e donne che, forse senza neppure essere del tutto consapevoli della portata profonda del loro agire, cambiano il mondo. Seguono il dettato del loro più profondo sé, una forza che le spinge a realizzare una missione di cui, a volte, neppure possono vedere la compiutezza. Eppure, a rileggerla dopo, la loro vita appare come una perfetta opera d'arte, suscita gratitudine e spiega l'esistenza.
La biologa e zoologa statunitense Rachel Carson (1907-1964) è uno di questi stupefacenti esempi di coraggio e passione. È l'autrice di Primavera silenziosa (edito in italiano da Feltrinelli nel 1999), il best seller che nel lontano 1962, denunciando l'uso nocivo e smodato dei fitofarmaci, ha dato inizio al movimento ambientalista occidentale e ha portato all'abolizione dell'uso del DDT (acronimo di para-diclorodifeniltricloroetano, insetticida altamente nocivo e diffusissimo negli anni '50) negli Stati Uniti.
Rachel Carson nacque nel 1907 in una piccola famiglia vicino a Springdale, in Pennsylvania. Da bambina sembrava che la sua vita fosse indirizzata verso la lingua e la scrittura creativa, ma presto emerse la sua vera passione per la biologia e così decise di seguire il suo sogno. Dopo il College, e nonostante le difficoltà finanziarie, si laureò in zoologia alla Johns Hopkins University, nel 1932.
Mi chiedo se i nostri sogni siano la nostra bussola. Se seguirli al di là di ogni difficoltà, lottando e impegnandoci, sia non solo un nostro diritto ma anche un dovere che abbiamo verso la vita, perché solo così possiamo realizzare la missione unica per cui siamo nati e offrire il nostro contributo di valore al mondo.
Certo è che se Rachel Carson non avesse perseguito i suoi obiettivi con tutta la sua determinazione, il suo contributo sarebbe andato perduto. Dopo la laurea cominciò a insegnare zoologia alla Johns Hopkins e all'Università del Maryland, continuando a studiare per conseguire il dottorato, che dovette però interrompere per problemi economici. Ma invece di rassegnarsi e abbandonare i suoi sogni, decise di scrivere una tesi per un master universitario e ottenne un lavoro part time presso il Dipartimento per la pesca degli Stati Uniti. Poco dopo, contrastando le discriminazioni che imperversavano nei confronti delle donne, e contro ogni previsione, nel 1936 divenne la seconda donna a essere assunta a tempo indeterminato dal Dipartimento per la pesca, come biologa marina.
Durante quell'incarico si distinse per i suoi prestigiosi articoli, ma il successo letterario come scrittrice scientifica non fu immediato. Trascorsero altri quattordici anni, la seconda guerra mondiale e non poche difficoltà familiari prima che il suo secondo libro, The Sea Around Us, divenisse un best seller segnando la fine delle sue difficoltà economiche. (Il primo, Under the Sea-Wind, non aveva avuto alcun successo commerciale).
Nel frattempo, dalla metà degli anni '50 aveva cominciato a occuparsi del problema legato all'impatto ambientale dell'uso dei nuovi fitofarmaci, in particolare il DDT. «Più cose imparo sull'uso dei pesticidi, più divento preoccupata» scrisse tempo dopo, motivando le sue ricerche per quello che divenne il suo lavoro più famoso, Primavera silenziosa. «Scoprivo che tutto ciò che era importante per me come naturalista veniva maltrattato, e che non c'era niente di più necessario che io potessi fare». Lavorò a quest'opera fino alla morte, avvenuta nel 1964 a causa di un cancro. Aveva solo cinquantasei anni.
Se pensiamo alle difficoltà che, ancora oggi, incontrano gli scienziati che si battono per i pericoli del clima legati a politiche agricole aggressive e dissennate, è facile immaginare gli ostacoli che Rachel Carson si trovò a fronteggiare. Eppure Primavera silenziosa è oggi universalmente riconosciuto come il punto di partenza del movimento ecologista contemporaneo. L'opera sintetizza un lunghissimo lavoro sul campo e in laboratorio teso a valutare gli impatti, sino a quel momento sottovalutati, dell'uso del DDT in agricoltura. Fin dal titolo, che prende spunto dalla diminuzione di uccelli canori nei campi primaverili in seguito all'utilizzo massiccio di insetticidi, si possono intuire le conseguenze che l'uso indiscriminato della chimica può arrivare a produrre, trasformando la primavera in una stagione di silenzio e di morte.
Uno dei meriti della scienziata fu quello di intuire e provare connessioni, catene e rapporti di interdipendenza nei comportamenti ambientali. Scoprì e dimostrò come il fitofarmaco non si rivelasse dannoso solo per gli insetti a cui era destinato. Una volta depositato sul terreno la sua azione persiste nel tempo, dai due ai quindici anni, e i suoi effetti si riverberano attraverso la catena alimentare fino a compromettere la salute umana.
Nonostante Primavera silenziosa si basasse su solide basi scientifiche, Rachel Carson dovette subire numerosi attacchi da parte delle lobby dell'industria chimica e agroalimentare, supportate dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e dai mass media. Eppure, dimostrando ancora una volta la sua esemplare determinazione, la biologa riuscì a vincere sulle opposizioni fino a che la situazione si ribaltò completamente. Per il suo lavoro ricevette numerosi premi e onorificenze, fu invitata a molti dibattiti e apparizioni televisive, e nel 1963 lei stessa chiese al Congresso americano l'adozione di politiche in grado di salvaguardare esseri umani e natura da un uso indifferenziato dei pesticidi.
Morì l'anno successivo, senza poter assistere alla messa al bando del DDT, avvenuta nel 1972 da parte dell'Agenzia americana per l'ambiente (EPA). Nel 1980 le fu conferito postumo, dal presidente Jimmy Carter, il massimo riconoscimento al valore civile in America, la Medaglia presidenziale della libertà.
L'impegno appassionato di tutta una vita, il rigore scientifico e l'intensa attività di scrittrice e divulgatrice hanno fatto di Rachel Carson l'emblema del movimento politico e culturale ecologista e, sebbene siano passati cinquanta anni dalla sua scomparsa, la sua voce è più che mai attuale. L'aspetto tecnico e puntuale del suo lavoro di biologa, fondendosi con la profondità e la poesia delle sue parole, hanno dato forza e corpo a un lavoro che ancora oggi ha tanta presa sulle coscienze civili. «Coloro che contemplano la bellezza della terra trovano riserve di forza che dureranno finché dura la vita. C'è qualcosa di infinitamente curativo nel ripetersi dei cicli della natura - la certezza che l'alba arrivi dopo notte, e la primavera dopo l'inverno» (da Primavera silenziosa).
I valori e l'approccio ambientalista di Rachel Carson hanno molti punti in comune con la filosofia buddista. Nichiren Daishonin afferma: «La vita in ogni singolo istante abbraccia il corpo e la mente, l'io e l'ambiente di tutti gli esseri senzienti dei dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e la terra, fino alla più piccola particella di polvere» (Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 3). In queste parole si esprime il principio di "origine dipendente" secondo il quale ogni elemento della vita esiste in virtù della relazione con tutto ciò che fa parte dell'universo. Dunque, le nostre azioni determinano il mondo in cui viviamo. Come Rachel Carson ha trasformato e influenzato la coscienza di un pianeta, ognuno di noi può produrre il medesimo cambiamento nel proprio contesto di vita, mostrando un modo di vivere rispettoso e consapevole del valore profondo che ogni essere vivente, la società e tutto l'ambiente naturale possiedono. Come lei diceva: «In natura nessuna cosa esiste da sola» (op. cit.).

(con in contributo di Monica Berardi e Francesca Maresi)

Fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Rachel_Carson
http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/rachel-carson/
http://www.sostenibile.com/blog/2013/02/primavera-silenzione-leredita-di-rachel-carson/
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/rachel_carson_primavera_silenziosa
http://www.rickdeckard.net/2012/07/18/primavera-silenziosa/
http://www.nrdc.org/health/pesticides/hcarson.asp

 

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