Lezione di Daisaku Ikeda | Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di settembre 2021
Lo scopo fondamentale della nostra pratica buddista, a livello individuale, è il conseguimento della Buddità in questa esistenza e, a livello sociale, l’adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese attraverso l’ampia diffusione della Legge mistica. Consiste, in altre parole, nell’innalzamento dello stato vitale personale attraverso l’impegno di compiere la propria rivoluzione umana e nella costruzione di una società felice e sicura che abbia come fondamento spirituale il rispetto della vita e della dignità umana.
Il mio maestro Josei Toda descrisse così, a un giovane discepolo, lo spirito della rivoluzione umana: «Se sei sinceramente preoccupato per il tuo paese e desideri la felicità delle persone, dovresti anzitutto ricercare questa nobile essenza della rivoluzione umana [adoperandoti per la felicità di tutti sulla base della fede nel Buddismo di Nichiren], lottare e trionfare sui tre potenti nemici
e sui tre ostacoli e i quattro demoni e continuare a sforzarti con energia e coraggio».
2Cambiare per realizzare una società migliore
A quel tempo molti dei giovani che si battevano al fianco di Toda si erano uniti da poco alla Soka Gakkai e alcuni stavano lottando contro qualche malattia o affrontavano difficoltà economiche. Ma avendo incontrato la Legge mistica ed essendosi risvegliati alla propria missione per kosen-rufu si sfidavano con coraggio per creare una società pacifica basata sulla filosofia del Buddismo di Nichiren che afferma il valore della vita.
Toda insegnò a quei giovani, ai quali aveva affidato il futuro, che kosen-rufu è una lotta continua contro la natura demoniaca connaturata alla vita. Il conseguimento della Buddità in questa esistenza e la rivoluzione umana richiedono di battersi contro i tre ostacoli e i quattro demoni, sconfiggendo le funzioni dell’ignoranza fondamentale e avanzando insieme con energia e coraggio. Il nostro movimento cerca di aiutare ogni persona a risvegliarsi all’infinito potenziale e al potere che possiede, a diventare forte e saggia e a lavorare insieme agli altri come promotrice di un cambiamento per la felicità umana e il miglioramento della società. Toda osservò però che il potere costituito avrebbe sicuramente percepito come una minaccia l’apparizione di questa nuova forza dedita al bene, e avrebbe cercato di indebolirla minandone l’unità interna. Perciò, affermò, dovevamo farci trovare pronti di fronte agli inevitabili attacchi dei tre potenti nemici. Solo affrontando e sconfiggendo con decisione i forti ostacoli che fanno soffrire le persone possiamo far avanzare il nostro movimento per la realizzazione di kosen-rufu e l’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
Sin dal giorno in cui proclamò il suo insegnamento [il 28 aprile 1253], Nichiren Daishonin diede inizio a una poderosa battaglia tenendo alto il vessillo di Nam-myoho-renge-kyo, la Legge per l’Illuminazione di tutte le persone, superando bufere di attacchi e persecuzioni per aprire la strada alla trasmissione eterna della Legge.
Le prove più ardue che incontrò furono la persecuzione di Tatsunokuchi, il 12 settembre 1271, e il successivo esilio a Sado.
Quest’anno [la lezione è stata pubblicata a settembre 2021] cade il settecentocinquantesimo anniversario della persecuzione di Tatsunokuchi; celebriamo questa ricorrenza studiando con sguardo rinnovato il significato di “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale”
che si verificò a quel tempo nella vita del Daishonin. Il Daishonin lottò instancabilmente come Budda dell’Ultimo giorno della Legge per
mettere in grado le persone di ottenere l’Illuminazione. Osservando il suo nobile spirito riflettiamo su cosa significhi per la Soka Gakkai e per ciascuno e ciascuna di noi “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale” come ulteriore ispirazione per approfondire la nostra determinazione nella fede.
«Nel dodicesimo giorno del nono mese dello scorso anno, tra le ore del topo e del bue [dalle ventitré alle tre] questa persona chiamata Nichiren fu decapitata [a Tatsunokuchi]. La sua anima è arrivata in quest’isola di Sado e nel secondo mese dell’anno seguente [febbraio 1272], in mezzo alla neve, scrive per i suoi discepoli più stretti. [La descrizione dell’epoca malvagia successiva alla morte del Budda nel capitolo Esortazione alla devozione sembra] spaventosa, ma [come persona che per amore della Legge non si preoccupa di se stessa] io non mi spavento. Altri leggendola si scoraggeranno, ma questo passo del sutra non è che il limpido specchio che Shakyamuni, Molti Tesori e i Budda delle dieci direzioni hanno lasciato per descrivere il futuro del Giappone e che riflette le attuali condizioni del paese. Può essere considerato anche il pegno che lascio in mio ricordo» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 243).
4La collusione fra autorità secolari e religione
Questo passo de L’apertura degli occhi conferma che, all’epoca della persecuzione di Tatsunokuchi, Nichiren Daishonin “abbandonò il transitorio e rivelò l’originale”.
Il 10 settembre 1271 il Daishonin fu convocato davanti a Hei no Saemon-no-jo Yoritsuna5 per essere interrogato. Due giorni dopo, la sera del 12 settembre, Yoritsuna, con una banda di soldati armati, si recò nella sua abitazione per arrestarlo.
Come il Daishonin scrisse in seguito, ciò non era «dovuto ad alcun crimine mondano» (Lettera da Sado, RSND, 1, 269) da parte sua; a provocare quell’ingiusto arresto era stata l’ostilità dei preti, che cercavano di evitare il confronto in un dibattito religioso e avevano cospirato con i funzionari governativi per rivolgere false accuse contro di lui e i suoi discepoli. Tra i principali istigatori c’erano Ryokan,Ryokan (1217-1303) detto anche Ninsho: prete della scuola dei Precetti-Vera Parola in Giappone. Con il patrocinio del clan Hojo divenne capo del tempio Gokuraku a Kamakura e acquisì notevole influenza. Era ostile al Daishonin e cospirò ripetutamente con le autorità per far perseguitare lui e i suoi discepoli. capo dei preti del tempio Gokuraku, che era stato sconfitto dal Daishonin nelle preghiere per la pioggia,Nell’estate del 1271, dopo una prolungata siccità il governo ordinò a Ryokan di pregare per la pioggia. Il Daishonin lo venne a sapere e fece la seguente proposta: se Ryokan fosse riuscito a far piovere entro sette giorni il Daishonin sarebbe diventato suo discepolo, ma, se avesse fallito, Ryokan avrebbe preso fede nel Sutra del Loto. Quando dopo sette giorni le sue preghiere non produssero risultati, Ryokan chiese una proroga di altri sette giorni, ma la pioggia ancora non cadde e si alzarono invece forti tempeste di vento. Ryokan aveva chiaramente perso, ma invece di ammettere la sconfitta diventò ancora più ostile al Daishonin. e Nen’a Ryochu
e i suoi accoliti, dei quali il Daishonin aveva denunciato la corruzione. Tutto quello che stava avvenendo era in accordo con il tipo di persecuzioni predette nel Sutra del Loto. Ancora una volta il Daishonin aveva espresso le sue rimostranze a Yoritsuna facendo notare che, a meno che le autorità non avessero cessato di offendere la Legge e avessero abbracciato l’insegnamento corretto, i due disastri delle lotte intestine e dell’invasione straniera, che egli aveva previsto per il Giappone nel trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, si sarebbero sicuramente verificati.
Dopo l’arresto sembrava che le autorità avessero deciso di esiliare il Daishonin sull’isola di Sado, e quella sera egli fu confinato nella residenza di Hojo Nobutoki, il conestabile dell’isola.8 Ma improvvisamente, nel cuore della notte, fu condotto alla spiaggia di Tatsunokuchi, alla periferia di Kamakura, perché alcuni funzionari del governo militare, profondamente avversi al Daishonin, avevano segretamente deciso di giustiziarlo con il favore della notte. Mentre il boia si apprestava a decapitarlo, «una sfera brillante quanto la luna» (Le azioni del devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 682), proveniente dalla direzione di Enoshima, un’isoletta vicina, pose fine a quel tentativo di assassinarlo. Questa in sintesi fu la persecuzione di Tatsunokuchi.
Una condizione vitale di libertà senza limiti traboccante di saggezza, compassione e coraggio
Perché, anche se di fatto non era stato giustiziato, il Daishonin afferma: «Questa persona chiamata Nichiren fu decapitata»? In realtà sta esprimendo il significato profondo di “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale”. Attraverso l’espressione “questa persona chiamata Nichiren” egli intende dire che a Tatsunokuchi era giunta al termine la sua vita di persona comune.
Il Daishonin fu poi condotto da Tatsunokuchi alla residenza di Homma Shigetsura,Homma Shigetsura: detto anche Homma Rokurozaemon-no-jo Shigetsura. Vassallo al servizio di Hojo Nobutoki, era vice conestabile dell’isola di Sado pur risiedendo a Echi, nella provincia di Sagami. a Echi, nella provincia di Sagami, dove rimase per circa un mese fino alla condanna ufficiale all’esilio sull’isola di Sado. In una lettera che scrisse allora discute del principio dell’“alleggerimento della retribuzione karmica”Questa espressione, che significa letteralmente “trasformare il pesante e riceverlo in forma leggera”, compare nel Sutra del Nirvana. “Pesante” è il karma negativo accumulato in innumerevoli vite passate. Come beneficio di proteggere l’insegnamento buddista corretto possiamo sperimentare retribuzioni karmiche relativamente più leggere in questa vita, trasformando così il karma pesante che altrimenti ci avrebbe afflitto non solo in questa esistenza ma anche per molte esistenze future. (cfr. Alleggerire la retribuzione karmica, RSND, 1, 173), spiegando di aver potuto conseguire la suprema Illuminazione del Budda proprio incontrando persecuzioni, come era avvenuto nel caso del Bodhisattva Mai Sprezzante che aveva raggiunto la via del Budda «quando le sue colpe furono espiate» (SDLPE, 368) cioè quando, avendo affrontato persecuzioni per il bene della Legge, erano state finalmente sradicate le sue colpe karmiche delle vite passate dovute alle offese all’insegnamento corretto (cfr. RSND, 1, 173).
Il Daishonin mostrò con il suo esempio come una persona comune dell’Ultimo giorno, nata in un’epoca malvagia e piena di sofferenze, fosse in grado, «grazie ai meriti acquisiti proteggendo la Legge» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 254),Il Sutra del Parinirvana afferma: «È grazie ai meriti acquisiti proteggendo la Legge che si può diminuire in questa vita la propria sofferenza e retribuzione». di alleggerire la retribuzione karmica dovuta alle offese alla Legge nelle vite passate e sradicare quelle colpe. Dimostrò che era possibile liberarsi dal ciclo negativo dei tre sentieri delle illusioni e desideri, del karma e della sofferenza. Tre sentieri delle illusioni e desideri, del karma e della sofferenza: sono chiamati sentieri perché uno conduce all’altro. Le illusioni e i desideri, che comprendono avidità, collera, stupidità, arroganza e dubbio, portano ad azioni che creano cattivo karma, i cui effetti si manifestano come sofferenza. La sofferenza a sua volta aggrava le illusioni e i desideri conducendo a ulteriori azioni distorte che genereranno ancora più karma negativo e sofferenza. In tal modo i tre sentieri ostacolano una persona nel conseguimento della Buddità.
Poi nel Gosho afferma: «La sua anima [di Nichiren] è arrivata in quest’isola di Sado». “Anima” qui indica lo stato vitale originale che può trasformare le illusioni e i desideri, il karma e la sofferenza. È lo stato vitale del Tathagata dotato delle tre caratteristiche distintive della Buddità (il corpo del Dharma, il corpo di ricompensa e il corpo manifesto);
consiste nel risvegliarsi alla Legge mistica – la verità ultima che pervade la vita e l’universo – e avere il coraggio di affrontare e superare tutte le difficoltà con suprema saggezza. È una condizione di totale libertà e di infinita compassione per ogni forma di vita. Il Daishonin si risvegliò a questo supremo stato vitale e lo stabilì fermamente nella sua vita di persona comune. Praticando come il Budda aveva insegnato, con dedizione altruistica, egli rivelò lo stato vitale di Buddità che è originariamente intrinseco nella vita di tutte le persone dell’Ultimo giorno. L’apertura degli occhi esprime chiaramente il suo stato vitale illimitato di Budda dell’Ultimo giorno della Legge che possiede le tre virtù di sovrano, maestro e genitore e cerca di condurre tutte le persone all’Illuminazione. È in questo stato vitale che consiste l’essenza di “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale” da parte di Nichiren Daishonin.
Ogni essere possiede intrinsecamente lo stato vitale del Budda dal tempo senza inizio
In un noto passo de L’apertura degli occhi il Daishonin scrive: «Sebbene io e i miei discepoli possiamo incontrare varie difficoltà, se non nutriamo dubbi nei nostri cuori conseguiremo naturalmente la Buddità. Non dubitate semplicemente perché il cielo non vi protegge. Non scoraggiatevi perché non godete di un’esistenza facile e tranquilla in questa vita» (RSND, 1, 256-257).
La frase: «Io e i miei discepoli [...] conseguiremo naturalmente la Buddità» significa che lo stato vitale del Budda dal tempo senza inizio innato nel Daishonin lo è anche in ognuno e ognuna di noi.
Ma, fintanto che l’annebbiamento causato dalle illusioni e dalle sofferenze controlla la nostra vita, non potremo percepire tale Buddità innata. Perciò il Daishonin incoraggiò costantemente i discepoli guidandoli e istruendoli con il suo esempio e comportamento. Scrisse tantissime lettere, dialogando con loro attraverso la parola scritta, ispirandoli e sostenendoli nella fede e nella pratica affinché potessero manifestare il suo stesso stato vitale di Buddità.
Sostanzialmente insegnò ai discepoli che facendo emergere un cuore da leone e perseverando di fronte a tutto con fede incrollabile avrebbero potuto manifestare la stessa vasta condizione vitale di saggezza, coraggio e compassione del Budda.
Da ciò si evince chiaramente come il fattore chiave per il conseguimento della Buddità delle persone comuni consista nel praticare esattamente come insegna il Daishonin. Nella sezione conclusiva de L’apertura degli occhi egli ci esorta a impegnarci nella diffusione della Legge mistica e a lottare per combattere le tendenze distruttive che sorgono dall’ignoranza fondamentale, causa ultima della sofferenza delle persone. Possiamo considerare tale esortazione come un invito a seguire il suo esempio “abbandonando il transitorio e rivelando l’originale” nella nostra vita.
Una riflessione sul presente
La seconda parte del passo de L’apertura degli occhi che stiamo studiando può essere letta come l’esortazione del Daishonin a riconoscere e a combattere i tre potenti nemici. Egli afferma che sta scrivendo quest’opera «nel secondo mese dell’anno seguente [febbraio 1272], in mezzo alla neve, [...] per i suoi discepoli più stretti». Aveva iniziato a comporre L’apertura degli occhi poco dopo l’arrivo a Sado e, dopo averla completata nel febbraio 1272, l’aveva affidata a Shijo Kingo affinché la facesse leggere appunto ai «discepoli più stretti».
Poi scrive: «[La descrizione dell’epoca malvagia successiva alla morte del Budda nel capitolo Esortazione alla devozione sembra] spaventosa, ma [come persona che per amore della Legge non si preoccupa di se stessa] io non mi spavento», incoraggiando ardentemente i seguaci e assicurando loro che, per quanto i tre potenti nemici descritti in quel capitolo possano apparire spaventosi, i praticanti del sutra non hanno niente da temere. Allo stesso tempo l’affermazione: «Altri leggendola si scoraggeranno» suggerisce che chi non è preparato a vivere fino in fondo al suo fianco come praticante del Sutra del Loto di certo verrà spaventato dalla descrizione del capitolo Esortazione alla devozione.
Il Daishonin, pur riconoscendo che i tre potenti nemici possono essere davvero impressionanti, dichiara convinto che chi ha una fede salda come praticante del Sutra del Loto di certo riuscirà a sconfiggerli.
Ryokan, uno dei principali istigatori della persecuzione di Tatsunokuchi, riverito da molti come un “Budda vivente”, era mosso in realtà dall’avidità e dall’ambizione e cospirò con le autorità per perseguitare il Daishonin, il devoto del Sutra del Loto. Era perciò l’esempio del più pericoloso dei tre potenti nemici, i falsi santi arroganti. Si può dire che gli sforzi del Daishonin per propagare la Legge mistica fossero di per sé una battaglia contro i tre potenti nemici. Infatti nonostante le innumerevoli persecuzioni – fra cui quella di Matsubagayatsu,Persecuzione di Matsubagayatsu: un attentato alla vita del Daishonin da parte di seguaci Nembutsu e altri che lo attaccarono nella sua dimora presso Matsubagayatsu, a Kamakura, nel 1260. l’esilio di IzuEsilio di Izu: una persecuzione nella quale il Daishonin fu esiliato a Ito, nella provincia di Izu, dal maggio 1261 al febbraio 1263. e la persecuzione di KomatsubaraPersecuzione di Komatsubara: l’11 novembre 1264 il Daishonin si stava recando a visitare un suo seguace di nome Kudo nella provincia di Awa insieme a un gruppo di discepoli. Al crepuscolo Tojo Kagenobu, signore del luogo e fervente credente della Pura terra (Nembutsu), tese loro un’imboscata presso il villaggio di Tojo, nella quale il Daishonin riportò una ferita di spada alla fronte e la frattura della mano sinistra, mentre uno dei suoi seguaci rimase ucciso e un altro morì in seguito per le ferite riportate. – egli non arretrò mai di un solo passo continuando a diffondere l’insegnamento corretto. E con tranquillità e fiducia superò anche la persecuzione peggiore, la tentata decapitazione di Tatsunokuchi. In seguito, riflettendo sugli eventi di quel periodo, proclamò la sua vittoria dicendo: «Sono sopravvissuto persino alla persecuzione di Tatsunokuchi».“Oko Kikigaki” (Le lezioni trascritte), GZ, 1176 (nuova ed.), non contenuto in RSND, 1 e 2.
In L’apertura degli occhi scrive: «Questo passo del sutra non è che il limpido specchio che Shakyamuni, Molti Tesori e i Budda delle dieci direzioni hanno lasciato per descrivere il futuro del Giappone e che riflette le attuali condizioni del paese. Può essere considerato anche il pegno che lascio in mio ricordo». Questo brano riflette lo stato vitale illimitato e sereno che il Daishonin aveva ottenuto leggendo con la sua vita il capitolo Esortazione alla devozione, trionfando sul Re demone del sesto cielo13 e rimanendo saldo e incrollabile di fronte ai tre potenti nemici.
Budda nell'Illuminazione interiore e Bodhisattva nelle azioni esteriori
Dopo aver “abbandonato il transitorio e rivelato l’originale” il Daishonin continuò a dedicarsi alla realizzazione del grande voto di mettere in grado le persone di conseguire una felicità incrollabile, che scaturiva ancora più forte dalla sua intrinseca condizione vitale di Buddità. Tale voto è identico al desiderio sincero e costante di Shakyamuni, che il Daishonin definisce «il compassionevole voto del Budda che dichiarò: “Questo è il mio pensiero costante: [come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano rapidamente il corpo di Budda]?”» (Domande e risposte riguardo all’abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 55). Questo desiderio è espresso nei versi conclusivi del capitolo Durata della vita (SDLPE, 319).
“Abbandonare il transitorio e rivelare l’originale” non significa diventare persone speciali, dotate di caratteristiche sovrumane. Significa agire da bodhisattva nel mondo reale, nella società. Questa è l’essenza del principio del mutuo possesso dei dieci mondi che il Sutra del Loto insegna.
In altre parole, la condizione vitale interiore del Daishonin era quella del Budda eterno, il Budda dal tempo senza inizio, mentre nelle azioni che compiva nel mondo reale egli si comportava come il Bodhisattva Pratiche Superiori, la guida dei Bodhisattva della Terra ai quali Shakyamuni aveva affidato la missione di propagare il Sutra del Loto nella malvagia epoca successiva alla sua morte.
I Bodhisattva della Terra sono individui ai quali è «stata affidata la Legge suprema» (L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, RSND, 1, 332) e perciò sono illuminati alla stessa Legge del Budda dal tempo senza inizio. Ciononostante vanno fra la gente che soffre in questo travagliato mondo di saha a diffondere la Legge mistica come bodhisattva, cercano di promuovere la felicità umana e costruire un mondo sicuro e pacifico, come dimostrò il Daishonin con il suo comportamento.
Pur avendo dovuto affrontare violenti e pericolosi attacchi da parte dei potenti, nessuno riuscì a uccidere il Daishonin, a dimostrazione che l’elevato e invincibile stato di Buddità inerente in lui in quanto persona comune dei nove mondi era indistruttibile. E il grande voto di condurre tutte le persone all’Illuminazione, che formulò quando fondò il suo insegnamento e che promise solennemente di non dimenticare mai, col tempo non fece che rafforzarsi.
La sua compassione era così profonda che desiderava aiutare ogni persona dell’Ultimo giorno ad “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale”, proprio come egli stesso aveva fatto.
In questo senso, alla luce della nostra pratica buddista “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale” significa prendere coscienza di aver ereditato il voto eterno del Budda e iniziare ad adoperarsi con coraggio per la felicità di ogni essere umano. Un processo che inizia da un singolo individuo che decide di seguire con fiducia lo stesso grande cammino che il Budda promise di percorrere. Quando persone animate da questo profondo impegno si uniscono, e danno inizio a un movimento per “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”, costruiscono un regno del Budda, un mondo di sicurezza e felicità per tutti. Questo è il vero significato di “abbandonare il transitorio e rivelare l’originale” nel Buddismo di Nichiren.
«Più e più volte ripenso a quel momento indimenticabile, quando stavo per essere decapitato e tu mi accompagnasti tenendo le redini del mio cavallo e versando lacrime di dolore,Si riferisce alla persecuzione di Tatsunokuchi, nel 1271, quando il Daishonin rischiò di essere decapitato. né potrò mai dimenticarlo in ogni vita futura. Se tu dovessi cadere nell’inferno per qualche grave colpa, anche se Shakyamuni mi invitasse a diventare un Budda, io rifiuterei: preferirei venire all’inferno con te. Perché, se cadessimo nell’inferno insieme, troveremmo là il Budda Shakyamuni e il Sutra del Loto. Sarebbe come la luna che illumina l’oscurità, come l’acqua fredda versata sull’acqua bollente, come il fuoco che scioglie il ghiaccio o come il sole che disperde l’oscurità. Ma se ti discosti anche minimamente dal mio consiglio, non dare la colpa a me per quello che potrà accadere» (I tre tipi di tesori,In questa lettera, scritta l’11 settembre 1277, il Daishonin insegna a Shijo Kingo il fattore chiave per vincere nella vita. RSND, 1, 754).
Shijo Kingo condivise per tutta la vita la lotta del suo maestro
Questo è un passo de I tre tipi di tesori, una lettera nella quale il Daishonin sottolinea al suo discepolo, che stava lottando contro gravi difficoltà, l’importanza dei «tesori del cuore» (RSND, 1, 755) e del proprio «comportamento da essere umano» (Ibidem, 756). Qui Nichiren sta riflettendo sul legame inscindibile di maestro e discepolo, che fu evidente nella persecuzione di Tatsunokuchi.
Come è noto, mentre le guardie lo stavano conducendo a cavallo verso Tatsunokuchi, il Daishonin riuscì a inviare un messaggero a Shijo Kingo chiedendogli di raggiungerlo. Forse desiderava che il discepolo fosse testimone del suo spirito indomito in quella persecuzione che minacciava la sua vita e della dedizione altruistica di un praticante del Sutra del Loto.
Shijo Kingo, accompagnato dai fratelli, si precipitò immediatamente da lui senza avere nemmeno il tempo di mettersi le scarpe, e percorse tutta la strada fino a Tatsunokuchi pronto a morire al suo fianco. Poco prima che il boia sollevasse la spada, sopraffatto dall’emozione scoppiò in lacrime, ma il Daishonin gli disse con calma: «Tu non capisci! Quale gioia potrebbe essere maggiore? [Dovresti sorridere ed essere contento!]» (Le azioni del devoto del Sutra del Loto, RSND, 1, 682). Questa fiera e ribelle esclamazione di fronte alla morte imminente era il ruggito del leone che proveniva dall’immenso stato vitale del Daishonin, che aveva dedicato la vita all’eterno grande voto di kosen-rufu.
Il comportamento del Daishonin nel momento in cui “abbandonò il transitorio e rivelò l’originale” dimostrò la sua condizione vitale di Budda dell’Ultimo giorno della Legge in grado di guidare le persone di quest’epoca malvagia all’Illuminazione. Ma la possiamo anche intendere come una cerimonia nella quale il maestro dimostrò al discepolo quanto potesse essere grande un essere umano.
Il Daishonin cercò di imprimere nella mente di Shijo Kingo, tra i suoi discepoli più fidati, la lotta per il Buddismo che stava conducendo a costo della vita, affinché fosse trasmessa eternamente nel futuro. Ecco perché dichiara che non avrebbe mai dimenticato che Shijo Kingo, accettando prontamente quella missione, lo aveva accompagnato a Tatsunokuchi. Aggiungendo che, se per qualche ragione il discepolo fosse caduto nell’inferno, egli stesso avrebbe rinunciato a diventare un Budda e l’avrebbe seguito. Loda così Shijo Kingo, assicurandogli che avrebbe sicuramente ottenuto l’Illuminazione.
Il nobile compito di elevare lo stato vitale dell'umanità
Sette secoli dopo la morte di Nichiren Daishonin, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda portarono avanti la sua pratica altruistica uniti dallo stesso profondo legame di maestro e discepolo basato sul voto per kosen-rufu. Anch’io ho continuato a procedere sinceramente su questa strada con lo stesso spirito e adesso una schiera infinita di membri sta seguendo il grande cammino Soka non solo in Giappone ma in 192 paesi e territori del mondo.
Con il loro impegno concreto, i membri della Soka Gakkai stanno cercando di realizzare l’intento del Budda attingendo alla propria Buddità per affrontare e superare le difficoltà, adoperandosi per creare una terra sempre più ricca di speranza e sicurezza, felicità e pace. In ogni luogo del mondo portano avanti il nobile compito di elevare lo stato vitale dell’umanità facendo emergere il loro grande io, il vero potere di Bodhisattva della Terra, e abbracciando la loro suprema missione, il grande voto di realizzare kosen-rufu e l’ideale di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”. È la prova che stanno “abbandonando il transitorio e rivelando l’originale” nella propria vita, rimanendo fedeli al loro voto e consolidando l’incrollabile determinazione di non farsi sconfiggere da nessun ostacolo. Man mano che sempre più persone agiranno così, diffondendo onde di gioia suprema e ispirando e motivando anche altri a battersi al loro fianco, il movimento per kosen-rufu mondiale continuerà a crescere e a svilupparsi.
La luminosa prova concreta della rivoluzione umana dei membri della Soka Gakkai attesta che la nostra organizzazione ha portato avanti e fatto rivivere nei tempi moderni la fede e la pratica del Daishonin per condurre tutte le persone all’Illuminazione.
La grandezza degli esseri umani
Adesso, mentre la società globale è alle prese con problemi complessi, è il momento che ognuno e ognuna di noi accetti la sfida di dimostrare quanto possono essere grandi gli esseri umani e cambiare così il destino dell’umanità.
Mentre ci avviciniamo al centenario della Soka Gakkai (nel 2030), il Buddismo del sole del Daishonin sta iniziando a illuminare vividamente il mondo. Rinnoviamo la determinazione di disperdere l’oscurità dell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno della Legge perseverando con dignità e convinzione.