Aprire gli occhi, acuire i sensi e attraversare il quotidiano lasciandoci meravigliare.
Meraviglia. È questa la parola che ci ha guidate in questo esercizio che ci ha fatto abitare il qui e ora in modo diverso. Una volta scovata la poesia, ci siamo sentite in connessione più profonda con l’universo e gli altri.
E così, nelle mie giornate, ho apprezzato la meraviglia di ridere con le lacrime agli occhi. Di aspettare i fiori dopo l’inverno. La fine dei concerti quando musicisti e pubblico si applaudono a vicenda. Le persone nel momento in cui, con fiducia, si mostrano autentiche. L’odore del Tevere lì dove ci sono le rapide e si accumulano i palloni…
E tu, quali meraviglie cogli?
Meraviglie quotidiane
di Valeria Rotili
