Nel 1974, quando feci la mia prima visita in Cina, una giovane donna mi chiese: «Perché sei venuto qui?». «Sono venuto per incontrarti», le risposi. Circa tre mesi dopo, durante la mia prima visita in Unione Sovietica, il Primo ministro Alexei Kosygin mi chiese quale fosse la mia base ideologica. Risposi: «Ci stiamo impegnando per i valori della pace e della cultura, le basi fondamentali dell’umanesimo».
Sono giunto alla conclusione che, nonostante le diverse concezioni e ideologie, finché le persone condividono lo stesso scopo di lavorare per la felicità e per una pace duratura di tutta l’umanità, noi possiamo invariabilmente arrivare a comprenderci l’uno con l’altro come esseri umani e scoprire una solidarietà basata sull’amicizia e la fiducia. Sono convinto che sia sempre possibile una comprensione reciproca, se basiamo il dialogo sul terreno comune dell’umanità.
La pratica del Buddismo è basata sulla compassione. La parola compassione in giapponese si compone di due caratteri cinesi, ji e hi. Ji corrisponde a metta in Pali e a maitri in sanscrito, ed esprime il significato di “vera amicizia”, mentre hi corrisponde a karuna in entrambe le lingue, ed esprime il significato di “empatia” o “condividere la sensibilità, i sentimenti”. Quindi, nel Buddismo, la compassione indica il sublime sforzo di condividere le sofferenze degli altri partendo dalla nostra comune umanità e di creare ed espandere una rete di autentica amicizia e fiducia. Percepisco nella compassione di Shakyamuni – elaborata ed esaltata nella tradizione mahayana come la Via del bodhisattva – un profondo e solido umanitarismo. La Soka Gakkai Internazionale è un’organizzazione impegnata a sviluppare attività per la pace, la cultura e l’educazione basate sull’umanesimo buddista.
