Nel settimo mese del 1276 Nichiren venne a sapere della morte di Dōzen-bō, che era stato il suo maestro quando era entrato nel clero. Per ripagare la gentilezza che questi gli aveva dimostrato Nichiren scrisse Ripagare i debiti di gratitudine e chiese che fosse letto in occasione del servizio funebre di Dōzen-bō.
In quest’opera egli inizia spiegando il principio di ripagare i propri debiti di gratitudine e dichiara: «A maggior ragione chi si dedica al Buddismo non dovrebbe dimenticare i debiti di gratitudine verso i genitori, verso i maestri e verso il paese» (RSND, 1, 614). E afferma che si può sperare di ripagare tale gratitudine soltanto studiando a fondo il Buddismo e diventando un “sapiente” (Ibidem).
Nei suoi studi Nichiren aveva esplorato il valore dei sutra che Shakyamuni predicò nel corso della sua vita; basandosi sui testi stessi aveva concluso che il Sutra del Loto era superiore a tutti. Fa notare che i fondatori di altre scuole buddiste, basandosi su ragionamenti discutibili, sostenevano la superiorità di altri sutra, di fatto offendendo il Sutra del Loto e diventando «acerrimi nemici dei Budda» (Ibidem, 618), e prosegue mostrando dettagliatamente le deviazioni di queste altre scuole.
Negare che il Sutra del Loto sia l’insegnamento supremo significa essere un grande nemico del Budda, egli afferma, ed è «un grave problema, e la questione più importante che riguarda gli insegnamenti del Budda» (Ibidem, 618-619).
Nichiren traccia la storia del Buddismo dall’epoca di Shakyamuni ai suoi tempi, della sua diffusione dall’India, alla Cina e in seguito al Giappone. Mostra anche come Shakyamuni, il Gran Maestro Tiantai (Zhiyi) e il Gran Maestro Dengyō (Saichō), che avevano messo in luce la superiorità del Sutra del Loto rispetto a tutti gli altri insegnamenti e praticato come esso insegna, avevano dovuto affrontare gravi avversità.
BS / 7 aprile 2026