BS 201 / 1 luglio 2020
Zhou Enlai
Arcobaleni di speranza, scritti di Daisaku Ikeda per i bambini e le bambine delle scuole elementari

Molto amato dal suo popolo, fu uno dei fondatori della Repubblica popolare cinese e suo primo Premier. Grazie allo spirito di verità e giustizia e all’impegno a prodigarsi per il bene delle persone e della società che lo animarono fin da bambino, diede un contributo essenziale alla costruzione della Cina moderna
Io feci una promessa molto importante al premier cinese Zhou Enlai (1898-1976), un leader molto amato e rispettato dal suo popolo che contribuì a gettare le fondamenta per lo sviluppo della Cina moderna.
Zhou Enlai trascorse la sua gioventù in una nazione occupata da potenze straniere da molti decenni. Durante la seconda guerra sino-giapponese (1937-1945) e la seconda guerra mondiale, in particolare, vi furono tragiche perdite di vite umane e la popolazione cinese ne soffrì terribilmente. Nel corso dei secoli il Giappone aveva imparato molto dalla Cina, dalla scrittura al Buddismo, ma le autorità militariste in tempo di guerra indebolirono e calpestarono questo paese da cui avevano tratto un così grande beneficio culturale.
Sin da giovane Zhou si batté per il benessere delle persone. Sopravvissuto ai tumulti della guerra, fu uno dei fondatori della Repubblica popolare cinese nel 1949 e lavorò alacremente per ricostruire il suo paese. Ma era l’epoca della guerra fredda e il mondo era diviso in due blocchi contrapposti. Alla nuova Repubblica popolare cinese non fu consentito di entrare a far parte delle Nazioni Unite e a quel tempo non c'era alcun tipo di relazione diplomatica tra Cina e Giappone.
Nel 1968, durante un discorso a più di diecimila giovani, invitai i presenti ad allacciare legami di amicizia tra Cina e Giappone. Molti giapponesi non condividevano la mia visione e subii delle minacce. Ma il premier Zhou, più di chiunque altro, fu profondamente felice del mio appello.
Lo incontrai per la prima volta il 5 dicembre 1974, una gelida sera, in un ospedale di Pechino. Sebbene si trovasse in ospedale per una malattia grave, quando mia moglie ed io arrivammo si alzò per salutarci: «Grazie per essere venuti – disse con voce chiara – ci tenevo molto a incontrarvi». Mi strinse energicamente la mano e mi guardò dritto negli occhi. Tutti i grandi leader hanno uno sguardo intenso.
In seguito scoprii che a causa della gravità della sua malattia i medici non erano favorevoli a fargli ricevere visite; ma lui era così determinato a conoscerci che ci accolse con estrema cortesia. Preoccupato per la sua salute, cercai di rendere breve la nostra visita, tuttavia Zhou ignorò le raccomandazioni dei dottori e continuò a parlare con noi.
Verso la fine del nostro incontro lo esortai a prendersi cura della sua salute, per il bene della pace mondiale e del popolo cinese. Era convinto – mi disse – che le nazioni di tutto il mondo dovrebbero agire in nome del mutuo rispetto e sostegno.
Zhou Enlai aveva 76 anni e io 46; mi chiese di continuare a lavorare per costruire un'amicizia duratura tra Cina e Giappone per il bene della pace in Asia e nel mondo. Promisi che l'avrei fatto.
Per aiutare il popolo cinese a rialzarsi
Zhou Enlai nacque il 5 marzo 1898 nella provincia orientale dello Jiangsu. Poiché la sua famiglia era povera fu adottato da uno zio, e alla morte di quest’ultimo la zia indirizzò tutto il suo amore e la sua dedizione verso il bambino, insegnandogli poesie, canzoni, storie e la pittura.
Purtroppo quando Zhou aveva solo nove anni sia sua madre che sua zia si ammalarono e morirono. Così fu costretto ad andare a vivere da un altro zio a più di mille chilometri a nord. Nonostante questi tragici eventi, Zhou non mancò mai di fare i compiti per casa. Era un bambino serio, gentile e premuroso nei confronti degli amici.
Un giorno il preside della scuola chiese agli studenti: «Per quale fine studiate?», e la maggior parte di loro rispose: «Per il mio futuro», o «Per diventare ricco». Quando toccò a Zhou, egli si alzò in piedi e dichiarò a gran voce: «Per aiutare il popolo cinese a rialzarsi di nuovo». Lo spirito di verità e giustizia, l’impegno a prodigarsi per il bene delle persone che soffrivano e per il benessere della società illuminavano il suo giovane cuore.
Dopo aver terminato la scuola elementare chiese aiuto a un altro parente benestante, che lo iscrisse alla prestigiosa scuola media di Nankai nella città di Tianjin. Era sempre molto povero e spesso saltava il pranzo; aveva un’unica divisa scolastica che lavava da solo e che curava con molta attenzione.
Sebbene le sfide non mancassero, Zhou aveva un irrefrenabile desiderio di imparare. I suoi sforzi instancabili e il suo rifiuto di essere sconfitto dalle avversità commossero gli insegnanti e la sua retta fu azzerata. Dopo il diploma venne a studiare in Giappone.
Per inciso, la scuola media di Nankai dove studiò divenne poi l'Università di Nankai presso la quale, mantenendo vivo lo spirito della relazione tra me e Zhou, è stato istituito il “Gruppo di ricerca Zhou Enlai e Daisaku Ikeda” dove i giovani, futuri leader, studiano assieme.
Rimanendo fedele al suo scopo giovanile, Zhou intraprese un percorso per diventare un leader dedito a servire coloro che soffrono. Superò molte sfide, alcune delle quali spaventose, fino a diventare il primo Premier della Repubblica popolare cinese e contribuire in modo duraturo al benessere della società.
Ciò che ha reso Zhou così grande è aver sempre mantenuto le promesse.
Ad esempio una volta, poco prima di visitare un paese africano per tener fede a una sua promessa, emerse una situazione pericolosa. Nonostante molti gli raccomandassero di posticipare il viaggio, lui proseguì secondo i suoi piani, dicendo che quanto più grandi sono i pericoli che le persone affrontano, tanto più urgente è offrire la propria solidarietà. La sua visita contribuì a costruire forti legami di amicizia con la popolazione di quel paese.
Mantenere le promesse ci consente di costruire amicizie solide: un vero amico è qualcuno che tende la mano nel momento del bisogno.
Quando il premier Zhou studiava in Giappone, dovette rientrare in Cina prima della fioritura dei ciliegi. Durante il nostro incontro espresse il desiderio di tornare in quel periodo e aprire un nuovo capitolo di amicizia tra i due paesi. Sfortunatamente non gli fu possibile realizzare tale visita prima della sua morte, avvenuta nel gennaio 1976.
Desideravo fare il possibile per rispondere al desiderio di Zhou. L'anno dopo il nostro incontro la Soka University accolse un gruppo di studenti cinesi. Era la prima volta da quando la Cina era diventata la Repubblica popolare cinese. Come simbolo di un’amicizia imperitura, gli studenti cinesi e giapponesi piantarono insieme nel campus universitario il “ciliegio di Zhou”.
Da allora ogni primavera gli alberi di ciliegio piantati in onore del premier Zhou e di sua moglie Deng Yinchao (1904-1992) fioriscono meravigliosamente. Molti visitatori, anche giovani, che stimano la coppia, si riuniscono per godere di questo spettacolo.
Come un alberello impiega anni per diventare un albero grande e forte, così l'amicizia tra Cina e Giappone può avere forti radici e fiorire solo quando viene coltivata dai giovani, generazione dopo generazione.
Dopo la scomparsa di Zhou Enlai ho continuato a coltivare l'amicizia con sua moglie Deng Yingchao. Mi sono anche dedicato con tutto il cuore agli scambi culturali e didattici con la Cina e ho promosso visite e interazioni tra i giovani di entrambe le nazioni. A giugno del 2015 i membri del Gruppo giovani della Soka Gakkai sono stati invitati in Cina dalla Federazione giovanile cinese (Acyf, All-China Youth Federation). Hanno visitato numerosi luoghi in giro per la nazione e approfondito i legami di amicizia con i giovani cinesi.
La lealtà fa cambiare il cuore degli altri
Forse vi è familiare la storia di Corri, Melos!, una vicenda che sottolinea l’importanza di mantenere le promesse. Melos, il protagonista, deve correre con tutte le sue forze per riuscire a mantenere una promessa fatta al suo amico, che si trova nelle grinfie di un perfido re. Dopo molteplici ostacoli, quando sta quasi per darsi per vinto, Melos riesce a rilanciare, raggiunge la destinazione in tempo e onora la sua promessa. La lealtà dimostrata al suo amico contribuirà anche a far cambiare il cuore del re cattivo, che era crudele e aveva perso fiducia nella bontà dell'essere umano.
Spero che ognuno e ognuna di voi diventi un Melos di Soka. Affido a voi il compito di portare avanti l'amicizia e la pace con le persone nel mondo. So che lo farete.
Affinché possiate adempiere a questa missione, per favore studiate alacremente, sviluppate la vostra personalità e affinate le vostre capacità.
(Traduzione di Audrey Quinto da Boys and Girls Hope News, mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine delle scuole elementari, del 1 dicembre 2015)