Zadankai: sedersi e parlare

In ogni angolo d’Italia esiste un gruppo della Soka Gakkai, un insieme di persone che portano avanti la pratica buddista. A oggi i gruppi sono 4.344, ciascuno dei quali ogni mese organizza una riunione di dialogo incentrato sul Buddismo.
Questa riunione è chiamata zadankai. La Soka Gakkai porta avanti numerose attività, ma è negli zadankai, piccole “riunioni di discussione” nate per creare uno scambio intimo e profondo, che scorre la linfa vitale della diffusione degli ideali del Buddismo, una chiave per affrontare sofferenze e difficoltà e gioire delle vittorie e delle realizzazioni.
La nostra organizzazione ha avviato un processo di rivitalizzazione dello zadankai e lo sta facendo con lo scopo di mettere al centro le persone. Perché la riunione in sé non è che un punto di arrivo di una serie di azioni per incontrarci tra noi, sostenerci e dialogare, e poi ripartire insieme verso nuove sfide ed esperienze.
Questo speciale è rivolto a tutti e tutte, non solo ai responsabili della Soka Gakkai, perché ogni persona è protagonista degli zadankai.
Nelle prossime pagine il significato delle riunioni di discussione viene approfondito attraverso riflessioni di giovani praticanti di diverse parti d’Italia. Nell’articolo Lo zadankai che vorrei (p. 18) abbiamo chiesto a otto persone di raccontarci come vivono le riunioni, cosa vorrebbero che si migliorasse e quale contributo sentono di poter dare. Segue un saggio di Daisaku Ikeda sulla forza delle riunioni di discussione (p. 21).
Lo speciale si conclude con un articolo dei responsabili nazionali giovani donne e giovani uomini sulle attività volte alla “rivoluzione” dei nostri zadankai. Una rivoluzione che vuol dire ritorno al punto di origine, all’essenza fondamentale del movimento buddista. Affinché, immersi nel tessuto sociale, ognuno e ognuna di noi possa trasformare positivamente e concretamente la sua vita e l’ambiente.

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