BS 195 / 1 luglio 2019

Una religione che esiste per la felicità delle persone

La saggezza per creare la pace e la felicità

Terza parte / Kosen rufu e le pace mondiale, quattordicesima puntata. Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda. Selezione e adattamenti a cura della Sgi

che contiene la verità fondamentale, destinandosi così all’infelicità. Deciso a mettere fine a tutto ciò, citando le quattro massimeQuattro massime: quattro affermazioni con cui Nichiren Daishonin denunciò le quattro scuole buddiste più influenti nel Giappone dell’epoca: la scuola della Pura Terra (chiamata anche Nembutsu), la scuola Zen, la scuola della Vera Parola e la scuola dei Precetti. In base alla propria comprensione della superiorità del Sutra del Loto e delle offese perpetrate da tali scuole a questa scrittura, Nichiren ripudiò le loro dottrine e dichiarò quanto segue: «Il Nembutsu conduce all’inferno della sofferenza incessante» (RSND, 1, 520); «Lo Zen è un’invenzione del demone celeste» (RSND, 1, 651); «La scuola della Vera Parola manderà in rovina il paese» (RSND, 1, 588); «I preti dei Precetti sono traditori del paese» (RSND, 2, 877). aveva ingaggiato una lotta senza quartiere contro il clero corrotto e degenerato del suo tempo, che diffondeva false dottrine in tutto il paese con il sostegno delle autorità di governo. Sapeva che, se avesse ignorato tali insegnamenti errati o non li avesse confutati, in realtà li avrebbe incoraggiati consentendone una diffusione sempre maggiore. La sua lotta si concretizzò in una forma di dialogo chiamata shakubuku, una battaglia intellettuale e spirituale per risvegliare altri esseri umani. Dall’inizio alla fine la sua lotta fu basata sul potere della parola detta e scritta. E malgrado fosse minacciato da continue persecuzioni, mantenne sempre uno spirito nonviolento.
«Per questo motivo non c’è contraddizione fra lo spirito che anima lo shakubuku – confutare l’errore e rivelare la verità – e una sincera amicizia» disse Shin’ichi rivolto alla donna che aveva posto la domanda. «La compassione è essenziale in entrambi i casi. Di conseguenza, più ci sforziamo nella fede, più dovremmo abbracciare con calore e generosità i nostri amici e approfondire il nostro legame con loro. Se è vero che shakubuku è il tentativo di toccare la vita degli altri attraverso il dialogo, sono essenziali la fiducia e l’amicizia.
«La prego di diventare una donna incurante delle differenze di religione, che prega per la felicità degli altri e forgia profondi legami d’amicizia con tante persone. In questo modo darà anche prova della profondità e dell’ampiezza di vedute del Buddismo».
Da La nuova rivoluzione umana, vol. 1, cap. “Luce della compassione”

Il Buddismo di Nichiren si concentra sugli esseri umani

Il presidente Ikeda spiega che il Buddismo di Nichiren è un insegnamento umanistico, che dà importanza al nostro comportamento come esseri umani. La Soka Gakkai, egli afferma, ha fatto rivivere nei tempi moderni questo spirito, che si manifesta in particolare nella pratica del bodhisattva.

Il Buddismo di Nichiren riguarda gli esseri umani. L’essere umano, l’individuo, ha la massima importanza. La nazionalità, la posizione sociale, l’ideologia non contano. Il fondamento è l’essere umano e anche ogni mia attività è sempre rivolta alle persone comuni. Tutto dipende da come agiamo e ci comportiamo. Credo che anche il mondo nel suo complesso stia andando verso l’umanesimo, che attribuisce agli esseri umani la massima priorità.
Lo scopo originale del Buddismo fu insegnare alle persone il miglior modo di vivere. Shakyamuni insegnò un cammino di umanità che tutti noi dovremmo seguire. Alcuni pensano che il Buddismo riguardi un ambito separato dalla vita quotidiana. E in effetti spesso il clero descrive gli insegnamenti buddisti proprio in questo modo, per rafforzare la propria autorità spirituale. Ma questo non è il Buddismo autentico. Non è il Buddismo che aveva concepito Shakyamuni, il cui insegnamento rivelò e spiegò una strada universale ed eterna di vita e di umanità.
Shakyamuni descrisse così la sua Illuminazione sotto l’albero della bodhi: «C’era un uomo che vagando in una remota foresta trovò un sentiero che percorrevano le persone nei tempi passati e, seguendolo, giunse in quella che una volta era un’antica capitale, una città popolosa e ora deserta. Era una città splendida, circondata da giardini e punteggiata da meravigliosi stagni in cui crescevano fiori di loto. Quando fece ritorno a casa l’uomo informò il re di ciò che aveva visto e chiese che l’antica capitale fosse ricostruita. Il re acconsentì e da allora tante persone, seguendo lo stesso sentiero, la ripopolarono, rendendola nuovamente prospera. Allo stesso modo, mentre sedevo sotto l’albero della bodhi, io vidi l’antico cammino percorso dagli Illuminati del passato. E lo insegnai alle persone in modo che tanti lo potessero conoscere, affinché esso fiorisse e si diffondesse come è accaduto oggi».Cfr. Bhikkhu Bodhi, The Connected Discourses of the Buddha: A Translation of the Samyutta Ni-kaya, Wisdom Publishing, Boston 2000, “Nidanasamyutta”, pp. 601-4, ed. italiana, Samyutta Nikaya. Discorsi in gruppi, a c. di V. Talamo, Ubaldini, Roma, 1998.
Shakyamuni aveva indicato agli esseri umani una strada per vivere, ma il Buddismo gradualmente ha cessato di concentrarsi sulle persone per divenire sempre più formale e assumere un alone di misticismo. La manifestazione estrema di questo cambiamento è che i suoi leader spirituali, i membri del clero che avrebbero dovuto impegnarsi a condurre una vita di grande dignità e valore, si sono allontanati del tutto da un cammino di vera umanità.
Shakyamuni aveva rifiutato le religioni del suo tempo, infarcite di elaborati rituali, per insegnare un modo attraverso il quale gli esseri umani avrebbero potuto vivere appieno. Ma dopo la sua morte i suoi insegnamenti caddero alla fine nel dimenticatoio. L’Ultimo giorno della Legge è il periodo di massimo declino ed è in quest’epoca che nacque Nichiren Daishonin.
Il Daishonin dichiarò: «Il vero significato dell’apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 756).
È un’affermazione rivoluzionaria quanto quella di Copernico, secondo il quale era la Terra a girare intorno al Sole, e un ritorno allo spirito fondamentale del Buddismo, che ai tempi del Daishonin era ormai permeato di ritualismi e formalità.
L’essenza del Buddismo risiede nel “comportamento da essere umano” e Shakyamuni fece la sua apparizione nel mondo per dare un esempio di questo comportamento. Il Daishonin dice che qualsiasi cosa si allontani da questa verità è secondaria e priva di importanza. Egli cercò di riportare il Buddismo, che nel corso dei secoli era diventato rigido e formale, al suo spirito originale. Sostanzialmente egli intraprese una rivoluzione per farlo tornare a essere l’insegnamento umanistico che era stato all’inizio, una religione per gli esseri umani.
Oggi la Soka Gakkai ha fatto rivivere nel Buddismo questa centralità del comportamento umano, che si esprime in particolare nella pratica del bodhisattva. È tornata al punto di partenza del Buddismo, infondendo nuova vita nell’insegnamento del Daishonin. Per questo le gerarchie autoritarie del clero hanno cercato di attaccarci e di sopprimerci.
Siamo fermamente convinti che il cammino dell’umanesimo che stiamo seguendo incarni il vero spirito di riforma religiosa di Nichiren Daishonin e l’essenza della via buddista.
Perciò, come membri della Soka Gakkai che abbracciano l’insegnamento corretto, continuiamo a espandere sempre di più la nostra rete di persone sincere e di buon cuore. Spero che ognuno e ognuna di voi si impegni come pietra miliare in questa impresa, promuovendo in tutta la società la solidarietà fra le persone di buona volontà, indipendentemente dal fatto che esse abbraccino o meno il Gohonzon.
Da un discorso a una riunione esecutiva della Sgi-Filippine, Manila, 9 maggio 1993

(Traduzione di Marialuisa Cellerino)

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NOTE
  1. 1. In A Study of History Toynbee scrive: «Per “religioni superiori” intendo quelle religioni preposte a condurre gli esseri umani in comunione diretta con la Realtà spirituale assoluta, in contrasto con le precedenti forme di religione che conducevano solo a una comunione indiretta con essa, mediata dalla particolare società alla quale appartenevano. La religione, nelle sue forme più antiche, è parte integrante della cultura di una particolare società. Invece le religioni superiori – alcune parzialmente e altre completamente – sono uscite dagli schemi della specifica cultura dalla quale avevano avuto origine. Sono diventate sistemi culturali religiosi a sé stanti, in uno stato di tensione con i sistemi della cultura secolare dalla quale si sono separati. L’avvento di una religione superiore, dunque, porta con sé la distinzione, prima inesistente, fra “religioso” e “secolare”, fra “spirituale” e “temporale”, fra “sacro” e “profano”» (Oxford University Press, Oxford, 1934-61).? Arnold J. Toynbee sosteneva che esse necessitano di una riforma sostanziale. L’eminente storico fu attratto dalla Soka Gakkai perché la considerava una religione superiore viva, che guardava al presente e al futuro. Dietro suo invito, mi recai a Londra nel maggio 1972 e nuovamente nel maggio 1973 per intrattenere con lui un dialogo di ampio respiro.
    Che cosa occorre affinché le religioni superiori risplendano nel XXI secolo?
    Nel suo Storia e religione. Alle radici delle civiltà Toynbee sottolineò la necessità di distinguere l’«essenza» delle religioni dalle «concrezioni non essenziali», gli orpelli superflui che si sono accumulati nel corso del tempo.Arnold Toynbee, An Historian’s Approach to Religion, Oxford University Press, Londra, 1956, pp. 277-78. Ed. italiana: Storia e religione. Alle radici delle civiltà, Rizzoli, 1984.
    Occorre focalizzarsi sull’essenza di una religione, sulle sue caratteristiche immutabili che trascendono le limitazioni di certe epoche o condizioni sociali, e scartare tutto il resto. Se si fallisce in questa impresa, la religione non avrà futuro e l’umanità non riuscirà a elevarsi spiritualmente.
    Cosa è “essenziale” nella fede e nella pratica religiosa della Soka Gakkai? Credere in Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, e aver fede nelle Tre grandi Leggi segrete.Le Tre grandi Leggi segrete costituiscono il nucleo dell’insegnamento del Daishonin. Sono: l’oggetto di culto dell’insegnamento originale, il Daimoku dell’insegnamento originale e il santuario dell’insegnamento originale. La Legge di Nam-myoho-renge-kyo le include tutte. Questo è l’insegnamento fondamentale che il Budda espose per condurre tutte le persone all’Illuminazione.
    Le “concrezioni non essenziali” sono gli elementi che cambiano a seconda del tempo e del luogo, in particolare le cerimonie e i formalismi che furono adottati nei secoli successivi alla morte del Daishonin.
    Toynbee paragonava tali concrezioni alla pula, e la vera essenza al grano. Separare la pula dal grano è l’azione più naturale da fare. Sosteneva la necessità di scartare la pula e valorizzare il grano.Ibidem, p. 264. In altre parole bisogna rimuovere i vari strati che si sono sovrapposti per giungere all’essenza.
    Rimuovere gli elementi temporanei e gli orpelli estranei accumulati nei secoli; scartare gli aspetti che hanno significato solo all’interno di uno specifico e ristretto contesto culturale; salvare lo spirito, il cuore di una religione. Questo è l’unico modo per garantire la fioritura dell’umanità nel XXI secolo. È questa la riforma religiosa che intendeva Toynbee. Nel suo libro lo storico afferma, a proposito della Riforma cristiana del XVI secolo: «La Riforma non fu soltanto uno specifico evento del passato che appartiene agli albori della storia moderna del Cristianesimo occidentale; è una sfida perpetua che si presenta costantemente a tutte le religioni superiori e che nessuna può ignorare nemmeno per un istante senza tradire le proprie responsabilità».Ibidem.
    La Soka Gakkai è in prima linea in questa riforma religiosa auspicata da Toynbee, e senza dubbio il Daishonin e il suo successore Nikko Shonin ne sarebbero lieti. Il nostro sviluppo costituisce una luminosa fonte di speranza per l’umanità nel XXI secolo.
    Da un discorso alla riunione commemorativa del 3 maggio, in concomitanza con le riunioni generali dell’area metropolitana e della regione di Tokyo, 3 maggio 1994

     

    Una risposta adeguata ai tempi

    Come praticanti del Buddismo di Nichiren dovremmo impiegare la nostra saggezza per comunicare l’essenza di questo insegnamento umanistico in maniera accessibile, affinché si accordi alle diverse culture e al mutare dei tempi.

    In una delle sue lettere Nichiren Daishonin loda il giovane discepolo Nanjo Tokimitsu per lo spirito ammirevole con il quale ha ereditato la fede del padre: «La tintura di indaco è più blu dell’indaco stessoQuesta similitudine deriva da uno scritto del filosofo cinese Hsün Tzu. Il blu del liquido estratto dalla pianta di indaco non è particolarmente intenso, ma intingendo ripetutamente in esso il tessuto si ottiene un blu molto più scuro del colore del succo originale. La similitudine si riferisce all’approfondimento della conoscenza attraverso lo studio e viene citata in Grande concentrazione e visione profonda di T’ien-t’ai. Nichiren Daishonin la impiega spesso non solo per riferirsi all’approfondimento della pratica buddista, ma anche alla crescita dei successori. e il ghiaccio è più freddo dell’acqua. Com’è meraviglioso, veramente meraviglioso!» (Offerte nella neve, RSND, 2, 760).
    Ognuno e ognuna di voi, nei luoghi in cui abita, sta portando avanti spontaneamente le attività per kosen-rufu seguendo le orme dei pionieri e la loro dedizione. Tutto ciò mi rassicura davvero. Penso che in questo passo il Daishonin ci stia insegnando l’importanza, nel Buddismo, di crescere fino a superare i nostri predecessori e impegnarci più di loro per lo sviluppo del nostro movimento.
    I figli seguono la guida dei genitori, i membri più giovani ripetono le parole dei più anziani: da un certo punto di vista questo può sembrare un buon esempio di come ereditare una tradizione. Ed è anche vero che lo spirito fondamentale del Buddismo di Nichiren e della fede nella Legge mistica è eterno e immutabile. Ma i tempi cambiano costantemente e la società è in rapida trasformazione. Il mondo è infinitamente vario e le persone reali sono particolarmente complesse. Toccare il cuore altrui non è un’impresa facile.
    A fronte di questa diversità umana e del rapido mutare dei tempi, per condurre gli altri all’Illuminazione e realizzare kosen-rufu è necessario sviluppare una grande saggezza, una saggezza che sia anche espressione di compassione.
    Possiamo esporre le teorie più profonde, ma ciò avrà scarso significato se nessuno le capisce. Continuare a utilizzare vecchi modi di fare o di esprimersi, o un linguaggio obsoleto, può dare alle persone un’impressione sbagliata del Buddismo di Nichiren e della sua vera grandezza. Ciò costituisce non solo una mancanza di compassione per gli altri ma, francamente, anche una violazione dello spirito del Daishonin che voleva condurre tutte le persone all’Illuminazione.
    La terminologia buddista si è sviluppata nel corso di lunghi secoli di storia, ma non potete aspettarvi che le persone di culture estranee a tale tradizione ne comprendano il vero significato. In casi del genere è necessario trovare espressioni che trasmettano in maniera più accurata e comprensibile l’intento e il significato dei princìpi buddisti.
    Questa è una delle grandi sfide di kosen-rufu mondiale. Sono convinto che questa strada sia in accordo con lo spirito del Daishonin che ci ha insegnato a progredire con il principio del “più blu dell’indaco stesso”.
    Il Buddismo insegna il precetto dell’adattamento ai costumi locali e alle usanze dei tempi.Precetto dell’adattamento ai costumi locali (giapp. zuihō-bini): precetto buddista secondo cui, nelle questioni su cui il Budda non si è espresso né con un permesso né con una proibizione, si può agire in accordo con gli usi del luogo se questi non violano i princìpi fondamentali del Buddismo. Questo precetto fu applicato quando il Buddismo si diffuse in varie regioni che differivano per cultura, tradizioni, usi e costumi, clima e altri aspetti della vita umana e dell’ambiente. Sebbene non proibisca né prescriva alcun comportamento specifico, esso è comunque annoverato tra i precetti. Inoltre fra i quattro modi di predicareQuattro modi di predicare (giapp. shi-shitsudan): detti anche quattro modi di insegnare. Quattro modi in cui i Budda espongono i loro insegnamenti, come spiegato nel Trattato sulla grande perfezione della saggezza di Nagarjuna. Essi sono: 1. insegnare il Buddismo in termini secolari, spiegando alle persone che esso soddisferà i loro desideri, risvegliando in tal modo la volontà di prendere fede in esso; 2. insegnare secondo le rispettive capacità delle persone, permettendo loro di accrescere il karma positivo; 3. aiutare gli individui ad abbandonare le illusioni e a liberarsi dai tre veleni di avidità, collera e stupidità; ciò è possibile insegnando a chi è intrappolato nell’avidità a riconoscere l’impurità dei suoi attaccamenti, a chi è dominato dalla collera a praticare la compassione e a chi è accecato dal veleno della stupidità a percepire la legge causale; 4. rivelare direttamente la verità ultima, facendo in modo che le persone possano illuminarsi. Rispetto a questo tipo di insegnamento, i primi tre sono considerati temporanei. troviamo “insegnare il Buddismo in termini secolari” e “insegnare secondo le rispettive capacità delle persone”.
    Poiché il Buddismo di Nichiren spiega la verità fondamentale della vita, noi possiamo creare un valore senza limiti.
    E poiché si basa sulla ragione, offre una pratica che chiunque è in grado di capire e accettare. Questa è l’essenza dell’insegnamento corretto.
    Da un discorso a un corso mondiale giovani Sgi, Tokyo, 14 ottobre 1990

     

    Un cuore grande e magnanimo

    Nel primo volume de La nuova rivoluzione umana Shin’ichi Yamamoto – pseudonimo del presidente Ikeda – compie il suo primo viaggio oltreoceano (1960) visitando tre paesi fra cui gli Stati Uniti. In questo estratto risponde alle domande dei membri in due zadankai, rispettivamente alle Hawaii e a Washington, esponendo in maniera facilmente comprensibile il significato di una vera religione umanistica.

    Una donna chiese: «Mio figlio sta frequentando una scuola cristiana; mi chiedo se ciò non equivalga a offendere il Buddismo». «Va benissimo. Suo figlio non frequenta quella scuola per seguirne la religione ma per studiare. Non c’è assolutamente problema. Il denaro che dà alla scuola serve per l’istruzione di suo figlio, non è un’offerta alla religione cristiana. È giusto che lei paghi una retta, dal momento che suo figlio viene educato in quella scuola. La nostra fede si basa sulla preghiera al Gohonzon rivelato da Nichiren Daishonin. Non serve essere rigidi o intolleranti fintanto che non ci discostiamo da questo principio basilare.
    Molti aspetti della cultura e dello stile di vita sono collegati in qualche modo alla religione. La maggior parte delle ditte chiude la domenica, per esempio, un’usanza che deriva dal Cristianesimo dove la domenica è considerata un giorno di riposo e di preghiera. Ma chiunque ritenga che non lavorare di domenica sia un’offesa al Buddismo è una persona incapace di vivere armoniosamente nella società.
    Anche la musica e l’arte sono spesso influenzate dalla religione. Tuttavia c’è una bella differenza tra apprezzare un’opera d’arte e credere nella religione che l’ha ispirata. Non pensate che contemplare un determinato capolavoro o ascoltare un dato genere di musica costituisca un’offesa. Se la fede vi impedisse di ammirare le sublimi creazioni dell’arte, rinnegherebbe la vostra stessa umanità. Alcune religioni si curano degli individui, altre esistono solo per loro stesse e cadono nel dogmatismo; in definitiva, non fanno altro che vincolare e rendere schiave le persone in nome della fede. Ne consegue che la gente viene privata della propria libertà spirituale; il buon senso e l’umanità finiscono per essere negate e il divario fra religione e società si allarga sempre di più.
    Il Buddismo di Nichiren Daishonin esiste per le persone e si prefigge lo scopo di far sbocciare il fiore dell’umanità in ogni individuo. Un leader religioso che esponesse i princìpi del Daishonin e al tempo stesso dichiarasse che le conquiste dell’umanesimo, come l’arte e la cultura, offendono tali insegnamenti non sarebbe altro che un bigotto dogmatico che tradisce il vero spirito del Daishonin. Le azioni di una persona del genere avrebbero l’effetto di distorcere il Buddismo e bloccare la strada per la realizzazione di kosen-rufu mondiale.
    Da La nuova rivoluzione umana, vol. 1, cap. “Aurora”

    Una donna chiese: «Una delle mie vicine di casa ogni tanto mi chiede di badare ai suoi figli per potersi recare in chiesa. Rovinerei la nostra amicizia se le dicessi che non voglio più tenere d’occhio i suoi bambini mentre va in chiesa! Cosa devo fare?» «Qui siamo in America. La prego quindi di manifestare un cuore grande e magnanimo, vasto quanto questo paese. Quel che la sua amica sceglie di fare mentre lei bada ai suoi bambini è affar suo; lei l’aiuta per l’amicizia che vi lega. In questo modo, peraltro, permette alla sua amica di creare un legame con il Buddismo, quindi non è proprio il caso che si agiti o stia in ansia per quello che sta facendo.
    In quanto discepoli del Daishonin è naturale prendere una posizione precisa su ciò che è giusto o errato nei termini dell’insegnamento. Tuttavia le nostre relazioni con gli altri devono basarsi sulla tolleranza e la generosità. Questo è il vero modo di vivere buddista.
    Distinguere con fermezza la verità dall’errore e dimostrarsi generosi nei confronti degli altri non sono due questioni incompatibili tra loro: sono essenzialmente due aspetti di un’unica cosa. Supponiamo per esempio che una persona ingerisca dei funghi velenosi e debba ricorrere urgentemente a cure mediche. Chiunque sia il paziente, il medico ovviamente si adopererà con ogni mezzo a sua disposizione per salvargli la vita, cercando anche di incoraggiarlo con parole appropriate. Questo è ciò che possiamo definire un esempio di generosità verso gli altri.
    È inoltre plausibile che il medico raccomandi al paziente di non mangiare più funghi velenosi in futuro. Sono sicuro che nessun medico dotato di coscienza rimarrebbe impassibile mentre il paziente dichiara che i funghi velenosi sono deliziosi e che vuole mangiarne ancora: questo è ciò che corrisponde al prendere una posizione ferma rispetto alla Legge.
    In entrambi i casi la motivazione del medico sorge dalla sua compassione e dal suo impegno nel rimuovere la sofferenza del paziente. Questo è anche il comportamento di una persona buddista».
    Shin’ichi poi si soffermò a spiegare in dettaglio come Nichiren Daishonin avesse intrapreso una coraggiosa campagna per confutare i falsi insegnamenti e rivelare la verità, animato dalla profonda compassione di permettere a tutto il genere umano di diventare felice.
    Il Daishonin – disse Shin’ichi – aveva compreso che se le persone avessero continuato a credere che le dottrine precedenti al Sutra del Loto costituivano l’insegnamento più elevato, non avrebbero potuto prendere fede nel Sutra del Loto del Buddismo della semina [Nam-myoho-renge-kyo] che contiene la verità fondamentale, destinandosi così all’infelicità. Deciso a mettere fine a tutto ciò, citando le quattro massimeQuattro massime: quattro affermazioni con cui Nichiren Daishonin denunciò le quattro scuole buddiste più influenti nel Giappone dell’epoca: la scuola della Pura Terra (chiamata anche Nembutsu), la scuola Zen, la scuola della Vera Parola e la scuola dei Precetti. In base alla propria comprensione della superiorità del Sutra del Loto e delle offese perpetrate da tali scuole a questa scrittura, Nichiren ripudiò le loro dottrine e dichiarò quanto segue: «Il Nembutsu conduce all’inferno della sofferenza incessante» (RSND, 1, 520); «Lo Zen è un’invenzione del demone celeste» (RSND, 1, 651); «La scuola della Vera Parola manderà in rovina il paese» (RSND, 1, 588); «I preti dei Precetti sono traditori del paese» (RSND, 2, 877). aveva ingaggiato una lotta senza quartiere contro il clero corrotto e degenerato del suo tempo, che diffondeva false dottrine in tutto il paese con il sostegno delle autorità di governo. Sapeva che, se avesse ignorato tali insegnamenti errati o non li avesse confutati, in realtà li avrebbe incoraggiati consentendone una diffusione sempre maggiore. La sua lotta si concretizzò in una forma di dialogo chiamata shakubuku, una battaglia intellettuale e spirituale per risvegliare altri esseri umani. Dall’inizio alla fine la sua lotta fu basata sul potere della parola detta e scritta. E malgrado fosse minacciato da continue persecuzioni, mantenne sempre uno spirito nonviolento.
    «Per questo motivo non c’è contraddizione fra lo spirito che anima lo shakubuku – confutare l’errore e rivelare la verità – e una sincera amicizia» disse Shin’ichi rivolto alla donna che aveva posto la domanda. «La compassione è essenziale in entrambi i casi. Di conseguenza, più ci sforziamo nella fede, più dovremmo abbracciare con calore e generosità i nostri amici e approfondire il nostro legame con loro. Se è vero che shakubuku è il tentativo di toccare la vita degli altri attraverso il dialogo, sono essenziali la fiducia e l’amicizia.
    «La prego di diventare una donna incurante delle differenze di religione, che prega per la felicità degli altri e forgia profondi legami d’amicizia con tante persone. In questo modo darà anche prova della profondità e dell’ampiezza di vedute del Buddismo».
    Da La nuova rivoluzione umana, vol. 1, cap. “Luce della compassione”

     

    Il Buddismo di Nichiren si concentra sugli esseri umani

    Il presidente Ikeda spiega che il Buddismo di Nichiren è un insegnamento umanistico, che dà importanza al nostro comportamento come esseri umani. La Soka Gakkai, egli afferma, ha fatto rivivere nei tempi moderni questo spirito, che si manifesta in particolare nella pratica del bodhisattva.

    Il Buddismo di Nichiren riguarda gli esseri umani. L’essere umano, l’individuo, ha la massima importanza. La nazionalità, la posizione sociale, l’ideologia non contano. Il fondamento è l’essere umano e anche ogni mia attività è sempre rivolta alle persone comuni. Tutto dipende da come agiamo e ci comportiamo. Credo che anche il mondo nel suo complesso stia andando verso l’umanesimo, che attribuisce agli esseri umani la massima priorità.
    Lo scopo originale del Buddismo fu insegnare alle persone il miglior modo di vivere. Shakyamuni insegnò un cammino di umanità che tutti noi dovremmo seguire. Alcuni pensano che il Buddismo riguardi un ambito separato dalla vita quotidiana. E in effetti spesso il clero descrive gli insegnamenti buddisti proprio in questo modo, per rafforzare la propria autorità spirituale. Ma questo non è il Buddismo autentico. Non è il Buddismo che aveva concepito Shakyamuni, il cui insegnamento rivelò e spiegò una strada universale ed eterna di vita e di umanità.
    Shakyamuni descrisse così la sua Illuminazione sotto l’albero della bodhi: «C’era un uomo che vagando in una remota foresta trovò un sentiero che percorrevano le persone nei tempi passati e, seguendolo, giunse in quella che una volta era un’antica capitale, una città popolosa e ora deserta. Era una città splendida, circondata da giardini e punteggiata da meravigliosi stagni in cui crescevano fiori di loto. Quando fece ritorno a casa l’uomo informò il re di ciò che aveva visto e chiese che l’antica capitale fosse ricostruita. Il re acconsentì e da allora tante persone, seguendo lo stesso sentiero, la ripopolarono, rendendola nuovamente prospera. Allo stesso modo, mentre sedevo sotto l’albero della bodhi, io vidi l’antico cammino percorso dagli Illuminati del passato. E lo insegnai alle persone in modo che tanti lo potessero conoscere, affinché esso fiorisse e si diffondesse come è accaduto oggi».Cfr. Bhikkhu Bodhi, The Connected Discourses of the Buddha: A Translation of the Samyutta Ni-kaya, Wisdom Publishing, Boston 2000, “Nidanasamyutta”, pp. 601-4, ed. italiana, Samyutta Nikaya. Discorsi in gruppi, a c. di V. Talamo, Ubaldini, Roma, 1998.


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