BS 251 / 1 dicembre 2024

Un invito all'apertura e al dialogo

Come stai? Così si apre lo Speciale di questo numero, un delicato invito all’apertura e al dialogo. Si tratta di una domanda che riguarda un elemento centrale del pensiero buddista, la condizione vitale, che secondo tale visione determina non solo l’esistenza individuale, ma l’intera società e l’ambiente globale. E che possiamo trasformare in qualsiasi momento, per apprezzare la vita in ogni circostanza e influenzare ciò che ci circonda. Perché, come riportato nella rubrica Le parole del Buddismo dedicata all’approfondimento del concetto di Ultimo giorno della Legge, «non può esistere una vera soluzione dei problemi sociali che prescinda dal miglioramento del nostro stato vitale». Sempre il presidente Ikeda, nello Studio di questo mese, sottolinea che «quanto più le persone credono nella bontà intrinseca degli esseri umani e basano i loro rapporti sul rispetto reciproco, tanto più forte diverrà la corrente di considerazione per la dignità della vita, diffondendosi in tutto il mondo. Alla fine ciò permetterà di porre fine al ciclo di conflitti e odio che sembra aver caratterizzato il karma dell’umanità e di inaugurare una nuova era di comprensione reciproca e costruzione della pace». Concetto che viene riaffermato nell’Editoriale del presidente Harada, dove si sottolinea che «formare una rete di successori che avanzino in perfetta unità con il maestro sul cammino di kosen-rufu genera una forza essenziale nella storia».
Infine, nel Primo piano, il presidente di Senzatomica Daniele Santi commentando il conferimento del Nobel per la pace 2024 alla Nihon Hidankyo, l’organizzazione giapponese dei sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, sottolinea che non si tratta di un premio dato al passato bensì di un monito a non abbassare la guardia ma a rinnovare l'impegno per il disarmo nucleare di fronte alle sfide presenti.

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