Resistente come la gentilezza

Per non cedere all'aggressività e alla prevaricazione

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Tempo fa ero in auto, alla guida, nell’acrobatico traffico romano, in ritardo, stressata, affaticata, arrabbiata, agitata, preoccupata, un’auto mi taglia la strada e io mi attacco al clacson come se fosse una mitraglietta. Muovendoci quell’auto mi affianca; fermi tra le macchine, il signore alla guida mi guarda, mi sorride e mi chiede: «Ti sei spaventata?». Scoppio in lacrime sentendo sciogliersi ogni groviglio di tensione dentro di me. Quell’estraneo, contro cui avevo urlato, mi aveva vista, capita, aveva scelto di essermi “amico”, mi aveva disarmata! Così, in mezzo al traffico, fermi, con un diavolo per capello, tutto era cambiato. Ricambiando il sorriso coi lacrimoni, ho fatto “sì” con la testa e ci siamo salutati.
Non l’ho più dimenticato.
È il potere della gentilezza e la scelta di esserlo, di non cedere al magma generale di aggressività, individualismo, prevaricazione. Un atto di “resistenza” che provoca uno scambio umano diverso, cambiando la direzione emotiva delle giornate e dei pensieri, la scelta di andare controcorrente.
Essere gentili è una scelta di campo, un potere morbido e incisivo, un’eleganza di sguardo e gesto che modifica gli scambi, i risultati e i processi. È un modo che sorprende, disarma, accoglie.
Se ne dovessi indovinare gli ingredienti, come in un frappè colorato, direi altruismo, empatia, garbo, eleganza, bellezza, generosità. Un frappè che quando lo offri o lo sorseggi ha il potere di mettere a proprio agio, di far sentire riconosciuti, apprezzati, benvoluti, di dare valore a ogni istante, ai gesti piccoli come a quelli grandi.
Nella tempesta di spinte, suggestioni, strattoni che portano a muoversi nel mondo in maniera competitiva e spesso sgarbata, la gentilezza è un atto rivoluzionario, di libertà e bellezza. Un atto potente di cambiamento “climatico” sociale, famigliare, personale.
“Questo mondo non mi renderà cattivo”, dice Zerocalcare: potrebbe essere non solo il titolo di una serie, ma anche uno slogan, un’intenzione, una decisione, una filosofia di vita, una sorta di resistenza umana.
(Vanessa Donaggio)

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