BS 251 / 1 dicembre 2024

Quel legame essenziale

Insieme al maestro per trasformare la condizione vitale, giorno dopo giorno

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Quando si parla di condizione vitale immediatamente penso a un testo di Daisaku Ikeda: si tratta del capitolo "La dottrina dei dieci mondi" del secondo volume del libro La saggezza del Sutra del Loto. Alla fine di questo speciale ne presentiamo un estratto delle circa cento pagine che lo compongono. In questo e in altri due capitoli – L’entusiasmo per la vita e L’eternità della vita – il maestro Ikeda prende in esame il cuore del Sutra del Loto, ossia il sedicesimo capitolo Durata della vita del Tathagata, in cui il Budda Shakyamuni rivela il suo insegnamento essenziale.
Si tratta di una lettura da cui esco ogni volta incoraggiato e profondamente soddisfatto, con un senso di gratitudine per il fatto che, interiorizzando e mettendo in pratica quelle parole, ho la consapevolezza che la mia vita può veramente cambiare. Mi viene naturalmente da chiedermi come sarebbe andata se non mi ci fossi mai imbattuto, considerando il fatto che sono ancora relativamente poche le persone che hanno avuto modo di leggere questo testo – oppure anche altri – del maestro Ikeda. E davanti ai possibili scenari alternativi la gratitudine non può che aumentare ulteriormente.
Tanto più che la nostra è una società confusa dove spesso si perde ogni punto di riferimento rispetto ai valori e a ciò che dovrebbe avere più importanza. Dove le informazioni che riceviamo ci plasmano senza che neanche ce ne accorgiamo e il nostro modo di vivere è spesso condizionato dal giudizio degli altri.
Penso allora che ci siano delle domande su cui è importante riflettere, sia che si pratichi il Buddismo, sia che non se ne sia neanche sentito parlare, come ad esempio: “Nella mia vita ho dei punti di riferimento?”; “Ci sono delle persone che offrono un esempio a cui ispirarmi?”; “E se la risposta è sì, chi sono?”.
Nel Buddismo queste domande hanno una particolare rilevanza, poiché tale insegnamento ha a che vedere con le convinzioni più intime e profonde che ciascuno di noi ha, relative ai grandi temi come la visione della vita, della morte e dell’eternità.
In questo contesto si evince l’importanza della relazione tra maestro e discepolo: in un rapporto di parità, uguaglianza e indipendenza, il maestro trasmette ciò a cui si è risvegliato, il discepolo decide di far propria la visione del maestro e di metterla in pratica.
È il discepolo a scegliere il maestro: questo è un punto cruciale. Sulla base di questa consapevolezza è basilare riflettere sinceramente su quale punto di riferimento abbiamo scelto, o sceglieremo, nella nostra vita. 

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