Piantando alberi ha cambiato il mondo

Wangari Maathai, ambientalista keniota

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Wangari Maathai, ambientalista keniota Questa serie di incoraggiamenti del presidente della Soka Gakkai Internazionale Daisaku Ikeda, dal titolo Arcobaleni di speranza, è rivolta ai bambini e alle bambine delle scuole elementari Quando arriva la stagione il grano matura e gli alberi danno frutti, fornendo il nutrimento per tutte le specie viventi. Le piante impiegano tutte le loro energie per dare il raccolto più ricco; Nichiren Daishonin utilizza il loro esempio per insegnarci a utilizzare al meglio la nostra vita con lo scopo di creare la pace e la felicità di tutti gli esseri viventi. Tsunesaburo Makiguchi e il suo amato discepolo Josei Toda decisero di tradurre l'insegnamento del Daishonin in azioni concrete. Con il desiderio di formare persone che come forti alberi non si lasciassero abbattere nemmeno dalle tempeste più violente, cominciarono a incoraggiare ogni persona che incontravano. Il 18 novembre del 1930 fu fondata la Soka Gakkai, e oggi i suoi membri sono presenti in ben 192 paesi del mondo. Un singolo individuo, quando entra in azione, può cambiare la storia. Makiguchi ha avuto Toda come discepolo, e Toda ha avuto me. Io ho voi, membri del Gruppo futuro, come successori, e ciò mi rassicura e rasserena. Wangari Maathai (1940-2011), ambientalista keniota e cara amica della SGI, diede inizio da sola a un movimento per la protezione dell'ambiente piantando alberi. Piantare alberi significa piantare vita. Quando si pianta un albero sulla terra nuda si crea un ambiente in cui persone, animali e innumerevoli altri esseri viventi possono insediarsi, crescere e riprodursi. L'iniziativa di Wangari Maathai ebbe un grande successo: più di quaranta milioni di alberi furono piantati da oltre centomila persone per proteggere l'ambiente, in particolare nelle aree dei paesi africani soggette alla desertificazione. Wangari Maathai nel 2005 visitò la sede del Seikyo Shimbun a Tokyo, e in quell'occasione parlammo del futuro del pianeta. Ricordo perfettamente il messaggio che trasmise con il suo sorriso radioso: «Il futuro non è lontano, è adesso. Se c'è qualcosa che vogliamo ottenere nel futuro, dobbiamo agire ora». Mi disse che era molto felice di aver incontrato i membri della Soka Gakkai nel corso dei suoi viaggi. In quei giorni tenne anche una lezione presso l'Università Soka di Tokyo, e uno degli edifici del campus dell'Università Soka d'America, in California, è intitolato a lei. Oggi impareremo a compiere sforzi instancabili studiando la vita di questa grande attivista. Wangari Maathai nacque in Kenya l'1 aprile del 1940. Il villaggio nel quale crebbe si trovava su un altipiano dal quale si poteva ammirare il Monte Kenya. Nelle foreste circostanti vivevano uccelli e animali selvatici come elefanti, scimmie e leopardi. C'erano inoltre enormi alberi di fico, i cui rami si potevano estendere anche per un raggio di una ventina di metri. Sua madre le insegnò che le persone dovevano vivere assieme e in armonia con tutti gli animali e le piante, poiché questi supportavano e sostenevano la loro vita. Wangari era la terza di sei figli. Oltre a frequentare le elementari con impegno, spesso aiutava la madre nelle faccende di casa e prendendosi cura delle sorelle minori. Dopo le scuole superiori ottenne una borsa di studio per frequentare l'università negli Stati Uniti, dove conseguì la laurea in biologia. Cinque anni dopo tornò in Kenya e notò con stupore che le sue adorate foreste erano state abbattute e trasformate in campi per la coltivazione di prodotti per l'esportazione. Era come se tutti si fossero dimenticati di come gli alberi avessero da sempre sostenuto la terra e protetto le fonti di acqua pulita e di cibo. Ora, quando la pioggia cadeva sulla terra nuda, il suolo veniva lavato via formando fiumi di fango che rendevano impossibile la crescita dell'erba. «Di questo passo il nostro paese diventerà un deserto», affermava preoccupata Wangari Maathai, che nel frattempo aveva proseguito gli studi in Kenya e conseguito un dottorato in anatomia veterinaria presso l'università di Nairobi. Si mise a riflettere su cosa fare per trasformare la situazione e capì che la soluzione era quella di piantare alberi. Si mise subito in azione radunando un gruppo di persone che condivideva quel tipo di soluzione. Il suo slogan era harambee, che in lingua swahili significa "lavoriamo tutti insieme". Non mancava chi si opponeva al suo movimento e chi considerava lei e i suoi sostenitori come ostacoli alla realizzazione dei propri fini. Un giorno qualcuno sradicò e gettò via alcuni alberi in segno di protesta ma Wangari non cedette nemmeno in quel momento. Non concepiva l'idea di arrestare il suo progetto a causa degli oppositori, essendo assolutamente convinta che quella fosse la cosa più giusta da fare. Raccontava spesso la storia del colibrì. Quando un giorno nella foresta scoppiò un incendio, l'elefante, la tigre, l'orso e la rana si spaventarono e si misero in fuga. Il colibrì invece si diresse verso un laghetto per raccogliere con il becco una goccia d'acqua da versare sulle fiamme e continuò a ripetere questo gesto innumerevoli volte. «Le goccioline che stai gettando sul fuoco non serviranno a nulla» gli dissero gli altri animali. Ma il colibrì rispose: «Sto solo facendo del mio meglio per risolvere la situazione». Con lo stesso spirito, Wangari Maathai continuò a fare ciò che poteva. La sua perseveranza alla fine arrivò al cuore delle persone facendo aumentare sempre di più il numero degli aderenti alla campagna di piantagione degli alberi, fino a riuscire a convincere le autorità a fermarne l'abbattimento e a salvare le foreste dalla distruzione. Il movimento da lei creato, conosciuto anche con il nome di Green Belt Movement, venne acclamato da ogni parte del mondo. Quando le persone danno valore alla vita, la pace si diffonde. Nel 2004 Wangari Maathai ricevette il premio Nobel per la pace. Sia Makiguchi sia Toda incoraggiarono chi soffriva e fecero ciò che ritenevano giusto per condurre le persone verso la felicità. Per questo furono arrestati e imprigionati dalle autorità militariste giapponesi, che incitavano le persone ad andare in guerra, e con lo spirito del re leone si rifiutarono di indietreggiare anche di un solo passo. Coloro che non si lasciano sconfiggere dalle persone malvagie incarnano il coraggio e la giustizia. Anch'io, assieme ai miei compagni di fede pionieri, tra i quali anche molti dei vostri nonni e genitori, ho agito coraggiosamente in base a ciò che ritenevo giusto, a dispetto di qualsiasi critica. Spero che anche voi ereditiate questo spirito audace. Wangari Maathai affermava che ciascun individuo ha il potere di creare un mondo migliore. Tutti voi avete il potenziale di cambiare il mondo e lo potete manifestare sfidandovi negli studi, nello sport, leggendo, facendo Gongyo e così via. Salutare i genitori e gli amici ogni giorno con un bel sorriso costituisce un passo meraviglioso verso la pace. Il vostro volto radioso rasserenerà i vostri genitori e tutti coloro che vi circondano, e forse contribuirà a ridurre litigi e discussioni. Nel profondo della nostra vita siamo tutti legati, per questo le azioni di una sola persona possono cambiare il mondo. Ogni giorno è una nuova battaglia. Scoprite che cosa potete fare e sfidatevi di conseguenza, e come Wangari Maathai non smettete mai di fare del vostro meglio. Piantate un albero di studio, un albero di speranza, nella terra del vostro cuore oggi, per il bene del mondo e per il futuro! Traduzione di Lisa Michieletto da Boys and Girls Hope News, mensile della Soka Gakkai dedicato ai bambini e alle bambine delle scuole elementari, del 1 novembre 2015

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