Percorrete la strada dei campioni che non si fanno abbattere dalle avversità

Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin

Lettera da Sado | Parte 2

Lezione di Daisaku Ikeda | Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di aprile 2021

Ci sono musiche che ho ascoltato infinite volte quando ero giovane e che non dimenticherò mai. Lavoravo per il mio maestro, Josei Toda, in un periodo in cui i suoi affari faticavano a mantenersi a galla nel tumultuoso periodo del dopoguerra. Erano momenti drammatici in cui cercavo con tutte le mie forze di trovare un modo per ribaltare la situazione e al tempo stesso combattevo la mia battaglia personale contro la tubercolosi. Nel mio piccolo appartamento continuavo a riascoltare le opere di un grande compositore, Ludwig van Beethoven. Mi colpivano particolarmente la Quinta sinfonia, detta anche la “sinfonia del destino”, e l’Inno alla gioia della Nona sinfonia. La sua musica così coinvolgente, pervasa dallo spirito di abbattere il muro della sofferenza e arrivare alla gioia, mi ispirava a non smettere di lottare. Quando nell’ottobre 1961 mi recai per la prima volta a Vienna, la capitale della musica classica, resi omaggio alla tomba di Beethoven nel Cimitero centrale della città.
Nel maggio 1981, dopo aver visitato l’Opera statale di Vienna e incontrato il vice cancelliere e ministro dell’educazione e delle arti austriaco Fred Sinowatz, i membri locali mi portarono al Museo Beethoven a Heiligenstadt, la casa in cui il grande compositore aveva scritto il suo testamento in un momento di profonda disperazione per aver a lungo lottato contro le crudeltà del destino, fra cui la perdita dell’udito, un senso così essenziale per un musicista.

IL MIO DESTINO NON MI SCHIACCERÀ!
Ma Beethoven rifiutò di lasciarsi sconfiggere dai colpi incessanti del destino e riuscì a donare all’umanità una musica così gioiosa da far breccia nell’oscurità di quei tempi. Scrisse: «Andrò incontro coraggiosamente al mio destino, non riuscirà mai a piegarmi. Oh, è meraviglioso vivere la propria vita mille volte!».

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Le sue parole mi ricordano gli innumerevoli membri della Soka Gakkai i quali, impegnati al massimo per far avanzare kosen-rufu nella dura realtà della società, hanno trasformato il proprio destino e realizzato una felicità assoluta. Raccogliendo il “coraggio di un leone”, come insegna il Daishonin (Le persecuzioni che colpiscono il santo, RSND, 1, 885), hanno affrontato ogni problema continuando ad avanzare con decisione verso la vittoria. E ne vanno immensamente orgogliosi.

INSEGNARE ATTRAVERSO L’ESEMPIO
Lottando contro grandi difficoltà possiamo espandere illimitatamente il nostro stato vitale. Come abbiamo studiato nella lezione precedente (BS, 218, 4-9), Nichiren Daishonin, trionfando su innumerevoli persecuzioni che misero a repentaglio la sua vita, aprì la strada di kosen-rufu per alleviare per sempre le sofferenze dell’umanità. Inoltre, con il suo esempio, insegnò ai discepoli il fattore chiave per trasformare radicalmente il proprio destino.
In questa lezione studieremo la seconda parte di Lettera da Sado approfondendo insieme l’incoraggiante principio della trasformazione del karma, o destino, insegnato nel Buddismo di Nichiren.

«Una bella spada si ottiene battendo il ferro incandescente. I santi e i saggi sono messi alla prova dagli insulti. Il mio attuale esilio non è dovuto ad alcun crimine mondano; è per permettermi di espiare in questa esistenza le mie gravi offese passate ed essere libero dai tre cattivi sentieriTre cattivi sentieri: i mondi di inferno, spiriti affamati e animali, i primi tre fra i dieci mondi. Sono condizioni in cui si soffre a causa delle proprie azioni malvagie. “Sentiero” qui significa stato o regno dell’esistenza. nell’esistenza futura» (Lettera da Sado, RSND, 1, 269).Questa lettera, composta il 20 marzo 1272 a Tsukahara, sull’isola di Sado, era indirizzata a tutti i discepoli del Daishonin: in essa egli fuga ogni dubbio che poteva essere sorto a causa della persecuzione di Tatsunokuchi e del successivo esilio a Sado, avvenuti sei mesi prima, e offre loro guida e incoraggiamento.

LA FEDE È LA MASSIMA ESPRESSIONE DI UNO SPIRITO INVINCIBILE
Il Daishonin dice che «una bella spada si ottiene battendo il ferro incandescente». Lottando contro le avversità tempriamo la nostra vita proprio come se fosse una bella spada. Afferma inoltre che «i santi e i saggi sono messi alla prova dagli insulti». Una persona veramente saggia si distingue per la sua capacità di sopportare critiche e offese; coloro che la storia acclama come saggi hanno immancabilmente affrontato persecuzioni e opposizioni. Sopportare le difficoltà si può considerare una prova della nostra forza interiore. Affrontare le situazioni più ardue con determinazione incrollabile e perseveranza, rifiutandosi di arretrare di un solo passo, permette di forgiare uno spirito tenace che sarà la forza trainante di una vita vittoriosa. La fede nel Buddismo di Nichiren è l’espressione massima di questo spirito invincibile.

UNA RELIGIONE CHE RENDE LE PERSONE FORTI, BUONE E SAGGE
Nella mia lezione “Il Buddismo Mahayana e la civiltà del XXI secolo”, che tenni all’Università di Harvard,3 sollevai le seguenti questioni: la religione rende le persone più forti o più deboli, incoraggia in loro il bene o il male, le rende più o meno sagge?
Rendere le persone forti, buone e sagge è l’essenza del Buddismo di Nichiren. In un’epoca così piena di disumanità c’è sempre più bisogno di questa religione centrata sull’essere umano. Tutto comincia dalla trasformazione interiore dell’individuo. Praticando con costanza il Buddismo di Nichiren ci risvegliamo alla dignità e alla preziosità della nostra vita, attingiamo alla saggezza e alla forza intrinseche in essa e ci impegniamo nella creazione del massimo valore contribuendo al benessere e alla felicità delle persone e della società. La Soka Gakkai è l’organizzazione che costruisce ed espande questo movimento di rivoluzione umana in tutto il mondo. Sono passati dieci anni dal devastante terremoto e tsunami che colpì il Tohoku nel marzo 2011 e i membri di quella zona, costretti ad affrontare difficoltà e sofferenze inimmaginabili, sono andati avanti con la salda determinazione di non farsi sconfiggere da niente. Nichiren Daishonin scrive: «Anche se si verificassero calamità, si possono trasformare in fortuna» (Gli dèi proteggono il luogo della pratica, RSND, 2, 630), «Quando accade un grande male, seguirà un grande bene» (Grande male e grande bene, RSND, 1, 992) e «L’inverno si trasforma sempre in primavera» (L’inverno si trasforma sempre in primavera, RSND, 1, 477). Serbando nel cuore tali parole, i membri del Tohoku hanno dimostrato la forza innata dello spirito umano di non arrendersi mai e hanno accumulato immensi «tesori del cuore» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 755). Il loro spirito indomito ha ispirato tantissime persone in Giappone e in tutto il mondo; il loro coraggioso esempio è un faro di speranza per il ventunesimo secolo.

UNO STATO VITALE NOBILE COME QUELLO DEL BUDDA
In Lettera da Sado il Daishonin scrive: «Il mio attuale esilio non è dovuto ad alcun crimine mondano». Chiarisce che la vera ragione per cui aveva dovuto affrontare quella dura prova era trasformare il suo karma. Illustra poi il principio della trasformazione del karma basandosi sul funzionamento di causa ed effetto così come viene ora insegnato nel Buddismo di Nichiren. La teoria di causa ed effetto insegnata dalle scuole buddiste istituzionali della sua epoca era piuttosto pessimista. Si concentrava sulle cause poste nelle esistenze passate che avevano prodotto infelicità e sfortuna nell’esistenza presente, e insegnava che il presente è fisso e immutabile. Ma il Daishonin espose il principio della trasformazione del karma basandosi sulla visione più vasta e profonda di causa ed effetto contenuta nel Sutra del Loto.
Basarsi sul Sutra del Loto significa riconoscere che noi, e tutte le altre persone, possediamo
uno stato vitale nobile come quello del Budda. Quando il sole sorge, disperde l’oscurità e illumina il mondo. Allo stesso modo, quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo facciamo sì che il sole della nostra Buddità intrinseca dal tempo senza inizio risplenda in noi. Come effetto, l’oscurità dell’ignoranza fondamentale svanisce, il karma passato si trasforma e in noi emerge il potere innato di vincere ogni sofferenza o difficoltà.
In quel momento il karma cambia significato. La nostra esistenza segnata dalle sofferenze karmiche compie una trasformazione radicale diventando una vita in cui sfidiamo il karma e dimostriamo l’autentico valore e la dignità dell’essere umano. Questa è l’essenza del Buddismo di Nichiren, che insegna il principio della trasformazione del karma, il fattore chiave per rivitalizzare la nostra esistenza e creare un futuro migliore.

TRASFORMARE IL KARMA IN MISSIONE
Toda fece notare che secondo il Sutra del Loto anche il Budda soffriva a causa delle malattie. Volendo liberare tutti gli esseri viventi dalla sofferenza doveva ammalarsi come loro, perché altrimenti non sarebbero stati in grado di relazionarsi con lui o ascoltare ciò che aveva da dire. In questo modo facilmente comprensibile Toda spiegò un assunto buddista fondamentale e una prospettiva di vita: affrontando malattie e problemi, e superandoli, offriamo agli altri un esempio ispiratore dando loro speranza e coraggio.
Nel Sutra del Loto c’è una scena in cui i bodhisattva fanno voto di apparire in una malvagia epoca futura per condurre le persone alla felicità. In altre parole scelgono liberamente di assumere il karma di nascere in un’epoca travagliata e di incoraggiare chi soffre attraverso la loro personale lotta contro quel karma. Questo è il principio di “assumere volontariamente il karma appropriato”.4
Osservando l’esempio di questi bodhisattva, le persone trovano il coraggio di rialzarsi e decidere di fare la stessa cosa. Si risvegliano e scoprono che il potere di superare ogni avversità è intrinseco nella loro vita. Grazie a questo potere innato, che sorge dalla fede nella Legge mistica, possono quindi respingere tutte le sofferenze karmiche che le assalgono e diventare persone in grado di ispirare e incoraggiare coloro che le circondano.
Questo modo di vivere basato sulla trasformazione del karma in missione corrisponde, in termini contemporanei, all’opera di rendere consapevoli le persone del loro potere personale e coltivarne le capacità di resilienza. Questo è il potere del voto del bodhisattva. Nel novembre 2020 Adolfo Pérez Esquivel, attivista argentino per i diritti umani e premio Nobel per la pace, ha inviato un messaggio di congratulazioni alla Soka Gakkai per il novantesimo anniversario della sua fondazione in cui diceva che la pandemia di Covid-19 avrebbe richiesto all’umanità una dimostrazione di grande forza spirituale.
«Vi prego – ha detto – di non smettere di sorridere alla vita. Nei momenti più difficili dobbiamo andare avanti. Possiamo sempre costruire un mondo migliore attraverso la forza della speranza. Voi membri della Soka Gakkai state trasmettendo il significato della vita e io penso che ciò sia molto importante. La vostra è una lunga impresa che non avrà mai fine. State tracciando una strada che gli altri seguiranno nel futuro».5 I membri della Soka Gakkai di tutto il mondo mantengono salda la convinzione piena di speranza di poter trasformare il destino in missione. Pérez Esquivel ha manifestato il suo profondo sostegno per le azioni dei membri della Soka Gakkai, costantemente impegnati nell’incoraggiare gli altri. Oggi una folta schiera di successori, giovani “tedofori di giustizia”, sta continuando a emergere nel Gruppo futuro, individui capaci che ispirano grande speranza. Tantissime persone di coscienza in tutto il mondo simpatizzano con il nostro movimento e aspettano con impazienza la loro crescita.

SVILUPPATE LE VOSTRE GIOVANI ALI
Sono certo che voi, giovani amici e amiche del Gruppo futuro, stiate vivendo ogni sorta di problemi e difficoltà. Ma chi ha sofferto può capire le sofferenze degli altri e incoraggiarli. Superare dolori e difficoltà vi rende più forti e sviluppa le vostre giovani ali affinché possiate librarvi in alto. Niente va mai sprecato. Il fattore chiave è continuare ad andare avanti con pazienza e coraggio, avendo la saggezza di confrontarvi costantemente con “buoni amici” e con persone con più esperienza di fede, che si prendono cura di voi. Ma più di ogni altra cosa rimanete saldi nella fede e nella pratica buddista per tutta la vita. Il seguente passo di Lettera da Sado insegna che per far questo occorre avere “un cuore di leone”.

«Ci sono quelli che sembravano credere in Nichiren, ma hanno cominciato a dubitare dopo che l’hanno visto perseguitato. Essi non solo hanno abbandonato il Sutra del Loto, ma si credono tanto saggi da poter istruire Nichiren. La cosa pietosa è che queste persone irragionevoli dovranno soffrire nell’inferno AvichiInferno Avichi: l’inferno di incessante sofferenza. ancora più a lungo dei credenti nembutsu. [...] I discepoli rinnegati dicono che Nichiren è il loro maestro, ma che è troppo rigido ed essi propagheranno il Sutra del Loto in modo più tranquillo. Sono ridicoli, ridicoli come lucciole che ridono del sole e della luna, come il formicaio che guarda dall’alto in basso il monte Hua,Monte Hua: una delle cinque montagne sacre della Cina. come pozzi o ruscelli che disprezzano il fiume e il grande mare, o come una gazza che si prende gioco di una fenice» (Lettera da Sado, RSND, 1, 271-272).

LA GRANDEZZA DEL MAESTRO CHE PROPAGA IL SUTRA DEL LOTO
Mentre il Daishonin scriveva questa lettera, anche i suoi discepoli a Kamakura stavano subendo persecuzioni: alcuni di loro cominciavano a dubitare dei suoi insegnamenti e per paura abbandonavano la fede. Alla luce delle scritture buddiste era inevitabile che ci fossero persone che perseguitavano il Daishonin, il devoto del Sutra del Loto. Ma quando egli fu esiliato a Sado alcuni discepoli non solo abbandonarono gli insegnamenti, ma affermarono di saperne più di lui e iniziarono a criticarlo.
Questi individui arroganti non avevano davvero accettato gli insegnamenti di Nichiren, bensì dichiaravano le proprie opinioni arbitrarie.
Il Daishonin afferma che erano come asura che cercavano di superare il Budda esponendo diciannove elementi mentre il Budda ne insegnava solo diciotto7 o come i maestri non buddisti che affermavano di avere novantacinque strade per ottenere l’Illuminazione

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mentre il Budda ne offriva solo una (cfr. RSND, 1, 271-272).
Allo stesso modo, alcuni discepoli del Daishonin lo criticavano dicendo che anche se Nichiren era il loro maestro in realtà era troppo rigido ed essi avrebbero propagato il Sutra del Loto in modo più tranquillo.
Ma il Daishonin rispose con serena compostezza che questi individui erano «ridicoli come lucciole che ridono del sole e della luna, come il formicaio che guarda dall’alto in basso il monte Hua, come pozzi o ruscelli che disprezzano il fiume e il grande mare, o come una gazza che si prende gioco di una fenice».

UNO STATO VITALE DI COMPASSIONE ILLIMITATA COSTRUITO SOPPORTANDO LE DIFFICOLTÀ
Qui il Daishonin mette in luce l’immensa differenza tra il suo stato vitale e quello dei suoi detrattori paragonando le lucciole al sole e alla luna, il formicaio alla montagna e i pozzi e i ruscelli ai fiumi e agli oceani.
Sin dal giorno in cui proclamò il suo insegnamento, il Daishonin iniziò la sua lotta risoluta per alleviare le sofferenze di tutte le persone in tutte le epoche. Dichiarò che non avrebbe abbandonato questo voto nemmeno dopo essere stato esiliato a Sado e che non lo avrebbe mai infranto in futuro.
Non smise mai di ingaggiare la sua compassionevole lotta per la felicità delle persone e per la pace. La sua visione diventò sempre più ampia fino a comprendere non solo la gente attorno a lui ma l’intera società, non solo il suo paese ma tutto il mondo, non solo il presente ma anche l’infinito futuro.
Egli affermò che la sua vita era stata una serie incessante di ostacoli e difficoltà: «Come le montagne si sovrappongono alle montagne e le onde seguono le onde, così le persecuzioni si aggiungono alle persecuzioni e le critiche si aggiungono alle critiche» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 214). Da questo punto di vista non lo superava nessuno. Ma poiché si aspettava di incontrare questi grandi ostacoli, per quanto le persone arroganti si impegnassero ad attaccarlo non sarebbero mai riuscite a minare la sua vasta condizione vitale.
Qui vediamo come il Daishonin stia cercando di comunicare ai discepoli il suo stato vitale di compassione illimitata, inseparabile dal voto di condurre tutte le persone alla felicità. Facendo proprio il suo spirito, i discepoli che stavano affrontando le persecuzioni a Kamakura devono aver sentito nascere il coraggio nel loro cuore. La comunità dei compagni e delle compagne di fede di Nichiren Daishonin, un esempio dello spirito di non dualità di maestro e discepolo, si formò quando i discepoli decisero di agire in base al suo stesso voto e agire con il suo stesso impegno.

LA SOKA GAKKAI PROGREDISCE CON IL “CUORE DI UN LEONE”
Il coraggio è il fattore chiave per mantenere una fede salda. L’arroganza è semplicemente una manifestazione di vigliaccheria: una persona codarda non è capace di vincere le forze demoniache dentro di sé. Per questo è così importante tirar fuori il “cuore di un leone” e combattere fino in fondo.
I nostri primi due presidenti, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda, superarono ogni ostacolo e difficoltà con un cuore di leone, proprio come il Daishonin aveva insegnato, per aprire il grande cammino di kosen-rufu. Makiguchi disse: «Quanto più combattiamo, tanto più forti diventiamo e tanto più rapidamente possiamo dimostrare la grandezza del Buddismo di Nichiren». Disse anche: «Mettete in pratica nella vostra vita il principio di “trasformare il veleno in medicina”».
I membri della Soka Gakkai in Giappone e in tutto il mondo sono andati avanti con grande coraggio mantenendo esattamente questo spirito. I maestri e i discepoli della Soka Gakkai, facendo
tesoro di ogni singola parola di Lettera da Sado, si sono alzati con lo stesso spirito del Daishonin per portare avanti la grande impresa di kosen-rufu.

IL MONDO È IL VOSTRO PALCOSCENICO
Basandoci sullo spirito della Soka Gakkai noi dedichiamo la vita al nobile scopo di realizzare kosen-rufu mondiale, la pace nel mondo. Non c’è un modo di vivere più degno di rispetto. Voi membri del Gruppo futuro, che state partecipando a questa ammirevole impresa da giovani, siete ormai presenti in ogni continente. Il mondo intero è il vostro palcoscenico.
Qualsiasi problema possa sorgere, continuate a tirar fuori il “cuore di un leone” e a superare ogni ostacolo con uno spirito di dedizione altruistica alla diffusione della Legge mistica. Grazie a una fede così determinata la vostra vita risplenderà di onore e vittoria.

«AFFIDO KOSEN-RUFU INTERAMENTE A VOI!»
Voi, giovani tedofori di giustizia, siete la nostra speranza per il futuro. In conclusione vorrei condividere con voi alcune parole che dissi ai membri del Gruppo scuole superiori al tempo in cui studiammo insieme Lettera da Sado: «Spero che finché vivrete non dimentichiate mai il puro spirito della Soka Gakkai di realizzare kosen-rufu e che lo trasmettiate ai membri più giovani. Affido kosen-rufu interamente a voi».

NOTE
  1. 1. Ludwig van Beethoven, Beethoven’s Letters (1790-1826): From the Collection of Dr. Ludwig Nohl, trad. e a c. di Grace Jane Wallace, Cambridge University Press, Cambridge, Massachusetts, 2014, vol. 1, p. 35.
  2. 2. Tre cattivi sentieri: i mondi di inferno, spiriti affamati e animali, i primi tre fra i dieci mondi. Sono condizioni in cui si soffre a causa delle proprie azioni malvagie. “Sentiero” qui significa stato o regno dell’esistenza. nell’esistenza futura» (Lettera da Sado, RSND, 1, 269).Questa lettera, composta il 20 marzo 1272 a Tsukahara, sull’isola di Sado, era indirizzata a tutti i discepoli del Daishonin: in essa egli fuga ogni dubbio che poteva essere sorto a causa della persecuzione di Tatsunokuchi e del successivo esilio a Sado, avvenuti sei mesi prima, e offre loro guida e incoraggiamento.
  3. 3. Il presidente Ikeda tenne due lezioni all’Università di Harvard: la prima il 26 settembre 1991, “L’era del potere morbido”, e la seconda il 24 settembre 1993, “Il Buddismo Mahayana e la civiltà del XXI secolo”.
  4. 4. Assumere volontariamente il karma appropriato: principio riferito ai bodhisattva che, pur potendo ricevere ricompense pure per la loro pratica buddista, decidono di rinunciarvi e fanno voto di rinascere in un mondo impuro per salvare gli esseri viventi. Essi diffondono la Legge mistica affrontando le stesse sofferenze di coloro che sono nati in un mondo malvagio a causa del proprio karma.
  5. 5. Seikyo Shimbun, 26 novembre 2020.
  6. 6. Inferno Avichi: l’inferno di incessante sofferenza. ancora più a lungo dei credenti nembutsu. [...] I discepoli rinnegati dicono che Nichiren è il loro maestro, ma che è troppo rigido ed essi propagheranno il Sutra del Loto in modo più tranquillo. Sono ridicoli, ridicoli come lucciole che ridono del sole e della luna, come il formicaio che guarda dall’alto in basso il monte Hua,Monte Hua: una delle cinque montagne sacre della Cina.
  7. 7. Diciotto elementi: i sei organi di senso (vista, udito, olfatto, gusto, corpo e mente), i sei oggetti che essi percepiscono e le sei coscienze o funzioni percettive degli organi di senso.
  8. 8. Basato su un passo del Trattato sulla grande perfezione della saggezza. Le “novantacinque strade” probabilmente si riferiscono alle novantacinque scuole non buddiste che esistevano al tempo di Shakyamuni.

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