BS 197 / 1 novembre 2019

Pace, cultura ed educazione: la fioritura di un nuovo umanesimo

La saggezza per creare la pace e la felicità. Terza parte - Kosen-rufu e la pace mondiale

Sedicesima puntata. Brani scelti da testi di Daisaku Ikeda, selezione a cura della Sgi

Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di ottobre 2017

PARTE SECONDA

Un’università senza mura


Formare le persone è essenziale per il successo di qualsiasi iniziativa. La Soka Gakkai è un’“università senza mura” dedita all’educazione umanistica.

La Soka Gakkai è impegnata in un movimento mondiale per la pace, la cultura e l’educazione basato sul Buddismo. Nel suo complesso potremmo considerarla un’“università senza mura”, un esteso e variegato regno di educazione umanistica che affonda le radici fra la gente e forma gli individui affinché diventino leader ricchi di umanità. È per via di questo ruolo educativo che spesso parlo ai membri degli argomenti più disparati.
Le correnti di pensiero e le tradizioni spirituali hanno un’influenza enorme sugli accadimenti umani. Attualmente noi della Soka Gakkai siamo impegnati nella creazione di una grande corrente di civiltà spirituale che possa durare decine di migliaia di anni. Non c’è dubbio che con il tempo questa corrente genererà un fiume possente che si espanderà fino a diventare un vasto oceano.
Guardando le cose da questa prospettiva a lungo termine, potete capire quanto sarebbe stupido farsi sviare dalle increspature che si formano sulla superficie della corrente principale. Vi chiedo di sviluppare una notevole apertura mentale e di condurre vite degne che si accordino con questo nostro grande obiettivo.
In un certo senso non esiste compito più importante dell’educazione. Recentemente mi hanno chiesto di apporre una frase sul frontespizio del libro dei visitatori della scuola Soka del Kansai e ho scritto a penna il seguente messaggio: «L’educazione è il compito più sacro della vita».
Solo un essere umano può educare un altro essere umano. Occorre una persona di vera umanità per far crescere una persona di vera umanità. Per chi insegna, ovviamente, ma anche per ognuno e ognuna di voi, sforzarsi sinceramente di far crescere le persone è il compito più nobile che si possa svolgere in questa vita, il cui valore è destinato a rimanere nel tempo.
Da un discorso a una riunione di responsabili di capitolo della regione del Kansai, Osaka, 2 febbraio 1989

 

L’educazione è il fondamento della pace


Un mondo veramente pacifico è quello in cui risuonano le allegre risa delle mamme e dei bambini. L’educazione umanistica è la chiave per costruire fondamenta indistruttibili per la pace.

Negli occhi brillanti dei bambini e delle bambine vediamo forse confini nazionali? Nelle loro voci ridenti sentiamo forse qualche discriminazione etnica? Quando sono tristi piangono forse lacrime diverse a seconda della religione a cui appartengono?
Il desiderio cui anela l’umanità è sicuramente portare la pace ai bambini e alle bambine del mondo, che ne hanno diritto e desiderano, assieme alle loro mamme, condurre vite sicure e pacifiche. Ma in realtà per tantissime famiglie anche questo semplice desiderio non viene soddisfatto.
Martin Luther King, il leader americano dei diritti civili, osservava: «L’ingiustizia, in qualunque luogo avvenga, è una minaccia alla giustizia ovunque».1 Il suo messaggio potrebbe essere così riformulato: «La guerra, in qualunque luogo avvenga, è una minaccia alla pace ovunque». Non potremo essere veramente in pace o sentirci felici fintanto che in qualche punto del pianeta ci saranno persone minacciate dalla guerra o che soffrono la fame.
Come possiamo costruire la pace? Credo che la strada più sicura verso la pace sia un’educazione veramente umanistica.
Se consideriamo la storia dell’umanità ci troviamo di fronte al paradosso che a iniziare le guerre sono state quasi sempre persone istruite, appartenenti all’élite della società. Questa è davvero una delle più grandi tragedie dell’umanità: individui che hanno ricevuto una buona educazione, che si sono dedicati allo studio e hanno acquisito conoscenze, non sono riusciti a impiegare i risultati di tale formazione per aiutare le persone e assicurare la pace, ma al contrario li hanno usati per affermare la loro superiorità e per realizzare il proprio profitto.
Spesso inoltre gli interessi degli Stati sono stati anteposti ai bisogni dei cittadini, una situazione che perdura anche oggi. Questo non è nient’altro che un abuso dell’educazione.
Quando ero ragazzo il sistema educativo giapponese era finalizzato a sostenere la guerra e a glorificare la nazione. In quel periodo Tsunesaburo Makiguchi, ideatore della pedagogia Soka per la creazione di valore, dichiarò che lo scopo dell’educazione è la felicità dei bambini e delle bambine. Rifiutando di farsi intimidire dalla repressione governativa passò l’ultima fase della sua nobile vita in carcere.
Ora più che mai ritengo che occorra quel tipo di educazione alla pace e alla felicità di cui parlava Makiguchi. Dobbiamo insegnare ai bambini e alle bambine quanto sia preziosa la vita, insegnare loro il rispetto per gli altri, infondere in loro il coraggio e la consapevolezza di essere cittadini e cittadine del mondo affinché sviluppino la saggezza necessaria a mettere a frutto le loro conoscenze nell’ottica della felicità di tutte le persone.
Questo è l’unico modo per costruire fondamenta indistruttibili per la pace nel XXI secolo. È davvero l’unico modo.
Dalla prefazione di Haha to Ko no Seiki 3 (Il secolo delle mamme e dei bambini, vol. 3), pubblicato in giapponese nel maggio
2002

 

L’eredità che lasciamo all’umanità


Daisaku Ikeda ha fondato 15 istituti educativi in sette paesi, fra cui l’Università e il College femminile Soka, le scuole Soka di Tokyo e del Kansai e l’asilo Soka di Sapporo in Giappone; gli asili Soka di Hong Kong, Singapore, Malesia e Corea del Sud; le scuole Soka in Brasile. È il fondatore anche della Soka University of America (SUA) in California.

Il mio impegno nel campo dell’educazione si è ulteriormente approfondito grazie agli incontri con Arnold Toynbee, uno dei più grandi storici del XX secolo. Ci incontrammo per la prima volta nel 1972 in primavera, presso la sua casa di Londra. A quel tempo aveva 83 anni e io 44. All’inizio del nostro dialogo espressi la speranza che quelle conversazioni offrissero agli esseri umani qualche spunto per risolvere i problemi che avrebbero dovuto fronteggiare. Non dimenticherò mai la sua risposta: «Anch’io penso in termini del prossimo secolo e sono altrettanto preoccupato di ciò che accadrà molto tempo dopo che lei, e sicuramente io, non saremo più al mondo».
Cosa lasciamo all’umanità dopo la morte? Dal professor Toynbee ho imparato e rimesso a fuoco l’importanza di vivere tenendo sempre bene a mente questo punto, che è della massima importanza.
Per me la risposta è l’educazione. È l’università.
La sua natura onnicomprensiva rende l’educazione autentica una forza per la pace: può, per esempio, correggere e mitigare la tendenza della religione a essere dogmatica e creare legami fra le persone di ogni parte del mondo.
L’università può costituire una fonte di luce e di speranza che illumina di saggezza il cammino dell’umanità verso il futuro.
Toynbee sottolineò un altro punto cruciale: «Un essere umano può essere manipolato nella misura in cui viene disumanizzato». Nulla può manipolare quanto l’educazione, o meglio l’indottrinamento che glorifica, promuove e perpetua la guerra.
Nei giorni bui e folli della seconda guerra mondiale il primo e il secondo presidente della Soka Gakkai lottarono a costo della vita per sfidare l’educazione che promuoveva la guerra e per impedire che l’umanità degli individui fosse manipolata. Per questo le autorità militari soppressero la Soka Gakkai e ne incarcerarono i fondatori come se fossero criminali. Makiguchi, il padre dell’educazione Soka, morì in carcere all’età di 73 anni.
L’ardente desiderio di Makiguchi e Toda era lasciare in eredità un pilastro eterno di umanità e di giustizia, un baluardo per una cultura di pace. Credo che questa sia anche la richiesta e la speranza di coloro che hanno visto i loro diritti e la loro vita calpestati dalla violenza e dalla tirannia. La Soka University of America è stata costruita con l’intento di realizzare questa speranza e questo sogno. Il presidente Makiguchi dichiarò che la felicità è il vero scopo dell’educazione. In questa terra di speranza, dove si ricerca il valore universale della felicità, la Soka University si impegnerà sempre nel perseguirla.
Tutti i popoli della terra hanno diritto alla felicità; tutte le persone possiedono intrinsecamente la capacità di creare una felicità duratura; ogni individuo, adempiendo il proprio unico e nobile scopo nella vita, può realizzare la massima felicità per sé e per gli altri. Il mondo ha bisogno di leader che abbraccino una filosofia e una visione che risvegli ogni persona alla propria missione unica, in grado di far emergere questa capacità di creare felicità e di unire l’umanità nel nobile scopo della pace. Un’educazione che formi questo tipo di leader è per noi la cosa più necessaria.
Dal messaggio inviato per la cerimonia di inaugurazione della Soka University of America, 3 maggio 2001 [/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]
NOTE
  1. 1. Martin Luther King, Jr., “Letter from Birmingham Jail”, The Autobiography of Martin Luther King, Jr., a c. di Clayborne Carson, IPM and Warner Books, New York, 1998, p. 189. Ed. Italiana: Martin Luther King, Lettera dal carcere di Birmingham, Castelvecchi, 2013.

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