intervista a Tamotsu Nakajima
intervista a Tamotsu Nakajima
Dopo gli approfondimenti e le riflessioni su quanto scrive Ikeda nel Mondo del Gosho, e dopo successivi confronti in redazione, è scaturita l'esigenza di precisare il significato di alcuni principi buddisti, di cui si parlava molto in passato, che ci sembrava suggerissero l'idea di una eliminazione del karma piuttosto che di una sua trasformazione. Per chiarirci le idee abbiamo posto alcune domande a Tamotsu Nakajima. Ecco un breve resoconto del nostro incontro.
Nel Mondo del Gosho il presidente Ikeda parla di trasformare il karma piuttosto che di estinguerlo, eliminarlo. Ci sono però due principi che tornano alla mente e sembrano indicare un'altra possibilità. Il primo è il concetto di sange, o pentimento, nel brano che dice: «Se desideri esprimere il tuo pentimento [fare sange] siedi eretto e medita sulla vera entità della vita. Allora tutte le tue colpe svaniranno come rugiada o brina alla luce del sole della saggezza eterna».
In questo caso sembra che il karma non si trasformi ma scompaia.
Questa è una frase della Raccolta degli insegnamenti orali che dice esattamente: «Punto quarto, sul brano: "L'intero mare degli impedimenti karmici / nasce dai pensieri illusori. / Se vuoi pentirti, / siedi eretto e medita sul vero aspetto. / Allora tutte le colpe, come brina o rugiada, / possono essere dissolte dal sole della saggezza". La raccolta degli insegnamenti orali dice: "Tutte le colpe" sono gli impedimenti karmici che derivano dai sei organi di senso, e questi [impedimenti] sono come brina o rugiada. Perciò, benché essi esistano, possono essere dissolti dal sole della saggezza. Il sole della saggezza è Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren ha e sta propagando ora nell'Ultimo giorno della Legge. Le parole "sole della saggezza" si riferiscono sia al Budda che alla Legge»1.
La brina quando si scioglie al sole non scompare ma cambia forma. È impossibile che si annulli. Così il nostro karma attuale contiene la totalità di tutte le azioni compiute dall'infinito passato, niente o nessuno può cancellarle. Quello che può cambiare è l'impedimento karmico, cioè l'influenza che il karma esercita sulla nostra vita.
Il significato di questa frase della Raccolta degli insegnamenti orali è che, grazie alla potenza del sole di Nam-myoho-renge-kyo, gli impedimenti karmici che si posano come brina sulla vita si dissolvono.
Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo cercando di avere lo stesso cuore di Nichiren questa pratica diventa talmente potente che riusciamo a realizzare pienamente la nostra vita.
Dunque tutto dipende dalla nostra intenzione?
Sì. Io penso che la Legge sia talmente grande che noi non riusciamo a concepirla all'interno della nostra idea del tempo e dello spazio. Normalmente noi ragioniamo così: in quanto tempo abbiamo creato il karma che abbiamo adesso? Un tempo infinito, perché nel nostro karma attuale sono contenute tutte le azioni passate. Quanto ci vorrà per cambiarlo? Un tempo equivalente. In questo modo però stiamo dando alla Legge lo stesso valore del karma che abbiamo creato.
Invece il valore della Legge è infinito. La Legge è compassione, armonia, contiene tutto il valore e il potere che ha ogni singola persona, da quando è nata la Terra. Se una persona in quell'istante nel suo ichinen di fede riesce a mettere tutto il tempo passato, infinito, in quell'ichinen riesce a trasformare tutto il futuro. Come si riesce a valorizzare così l'ichinen? Con il Daimoku e il Gohonzon. E con il desiderio della felicità per tutto ciò che esiste.
C'è un brano della Raccolta degli insegnamenti orali che dice: «Se in un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa, allora istante dopo istante sorgeranno in noi i tre corpi del Budda di cui siamo eternamente dotati».2
Se riusciamo a mettere tutto questo in un istante possiamo trasformare totalmente la nostra vita. Noi dovremmo praticare con questo tipo di ichinen.
Quindi si può far diventare un singolo attimo equivalente a tutto il passato?
Se si considera il tempo dal punto di vista fisico no. Ma mi riferisco alla potenzialità o capacità della Legge stessa.
Anche il concetto di alleggerimento della retribuzione karmica sembra che non riguardi la trasformazione ma piuttosto l'eliminazione di almeno una parte del karma. Tempo fa si faceva l'esempio di un debito di centomila lire con la banca che puoi estinguere con cinquemila lire.
L'esempio non mi sembra tanto corretto, perché quello che ho creato ricevo. Se semino grano raccolgo grano, non riso. Quindi come posso pensare che una cosa che ho creato diventi più leggera di per sé?
La questione è un'altra. Per me che sono piccolo un peso di cinquanta chili è pesante. Per una persona forte non è pesante. In ogni momento sono messe a confronto la situazione che vivo e la forza vitale che ho. Mi sembra pesante o non mi sembra pesante, il karma? A seconda della mia forza vitale, della mia convinzione, quel karma può anche diventare la mia missione. La medesima cosa se la vedo dal mondo di Animalità mi dispero, se la vedo dal mondo di Bodhisattva gioisco. La cosa è la stessa, ma a seconda di come sto la vivo diversamente.
Mi spiego meglio. Consideriamo una tendenza karmica: mi innamoro, mi lascia. Rimango male. La prima volta sto malissimo, la seconda un po' meno, la terza o la quarta volta viene fuori che anzi sto meglio adesso. Praticando cambia il mio stato vitale, cambia la mia tendenza. Sono io che sto cambiando, il karma è quello che è, può tornare, ma io, cambiando il mio punto di vista, affronto il problema in un altro modo.
Vuol dire che si soffre di meno?
Trasformare il karma non significa passare dalla sofferenza all'assenza di sofferenza, ma essere capaci di gioire anche nella sofferenza.
Quindi il problema non è la quantità di sofferenza, né capire da dove deriva quello che ci accade. O valutare se è pesante o meno. Bisogna fare come dice il Gosho. Ho un problema: il Gosho dice che se credo risolvo. Se non credo non funziona. Il Buddismo è assoluto, le altre valutazioni sono relative. Non c'è una bilancia per pesare il karma, dipende da come ciascuno lo affronta.
Nel Gosho si parla proprio di alleggerimento.
Nel Sutra del Nirvana si parla della teoria dell'alleggerimento del karma. "Alleggerimento della retribuzione karmica" è la traduzione di ten ju kyo ju: se una cosa pesante rotola (ten significa rotolare), si riceve leggera. Immaginiamo una cosa pesante. Se rotola come una bicicletta sembra più leggera.
Cosa significa questo? Dedicandoci alla Legge mistica, cioè abbracciando la pratica per sé e per gli altri insegnata da Nichiren Daishonin, diventiamo più forti e riusciamo a vivere la nostra esistenza quotidiana nei nove mondi in maniera dinamica, come se fosse più leggera.
In origine i bodhisattva erano Budda, poi hanno costruito un karma per vivere e dimostrare il funzionamento della Legge di Nam-myoho-renge-kyo. Se facciamo nostra la missione dei Bodhisattva della Terra e riusciamo a pensare così del nostro karma allora questo non è più un peso; siamo noi che lo stiamo alleggerendo, trasformandolo da impedimento in occasione.
Si potrebbe allora affermare che non c'è una vera differenza tra karma positivo e karma negativo? Nel senso che dal momento in cui si comincia a praticare non ha importanza saperlo, qualsiasi cosa serve per fare la rivoluzione umana. Ad esempio la morte di una persona cara può essere occasione di crescita mentre una promozione nel lavoro può essere motivo di arroganza e quindi causa di sofferenza.
Il karma è karma, sia buono che cattivo. Per esempio, ricevere un'eredità di miliardi normalmente sembra un evento positivo, però spesso diventa negativo perché può causare litigi tra i familiari.
Per il Buddismo qualsiasi occasione serve per far emergere la Buddità. Non c'è un karma di per sé negativo, è sempre un'occasione: se è brutto, fallo tu diventare bello.
Nichiren dice che nessuna preghiera rimarrà senza risposta.3
La traduzione giapponese letterale è: «Per il praticante del Sutra del Loto non esiste preghiera che non si realizzi». Il punto è essere praticanti del Sutra del Loto.
Quindi tutto dipende dal momento presente?
Sul passato non possiamo intervenire, ma di fronte alla situazione presente, qualsiasi essa sia, siamo noi che possiamo affrontarla in modo positivo o negativo. A partire da quell'occasione cosa facciamo, quale causa mettiamo? Il passato non cambia, è impossibile cambiare il passato, ma il futuro dipende da quello che facciamo ora.
Note
1) The Record of the Orally Transmetted Teachings (Ongi Kuden), Soka Gakkai 2004, p. 205 (di prossima pubblicazione in italiano su Buddismo e società)
2) Ibidem, p. 214
3) Sulle preghiere, cfr. WND, 345, SND, 9, 183.
intervista a Tamotsu Nakajima
Dopo gli approfondimenti e le riflessioni su quanto scrive Ikeda nel Mondo del Gosho, e dopo successivi confronti in redazione, è scaturita l'esigenza di precisare il significato di alcuni principi buddisti, di cui si parlava molto in passato, che ci sembrava suggerissero l'idea di una eliminazione del karma piuttosto che di una sua trasformazione. Per chiarirci le idee abbiamo posto alcune domande a Tamotsu Nakajima. Ecco un breve resoconto del nostro incontro.
Nel Mondo del Gosho il presidente Ikeda parla di trasformare il karma piuttosto che di estinguerlo, eliminarlo. Ci sono però due principi che tornano alla mente e sembrano indicare un'altra possibilità. Il primo è il concetto di sange, o pentimento, nel brano che dice: «Se desideri esprimere il tuo pentimento [fare sange] siedi eretto e medita sulla vera entità della vita. Allora tutte le tue colpe svaniranno come rugiada o brina alla luce del sole della saggezza eterna».
In questo caso sembra che il karma non si trasformi ma scompaia.
Questa è una frase della Raccolta degli insegnamenti orali che dice esattamente: «Punto quarto, sul brano: "L'intero mare degli impedimenti karmici / nasce dai pensieri illusori. / Se vuoi pentirti, / siedi eretto e medita sul vero aspetto. / Allora tutte le colpe, come brina o rugiada, / possono essere dissolte dal sole della saggezza". La raccolta degli insegnamenti orali dice: "Tutte le colpe" sono gli impedimenti karmici che derivano dai sei organi di senso, e questi [impedimenti] sono come brina o rugiada. Perciò, benché essi esistano, possono essere dissolti dal sole della saggezza. Il sole della saggezza è Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren ha e sta propagando ora nell'Ultimo giorno della Legge. Le parole "sole della saggezza" si riferiscono sia al Budda che alla Legge»1.
La brina quando si scioglie al sole non scompare ma cambia forma. È impossibile che si annulli. Così il nostro karma attuale contiene la totalità di tutte le azioni compiute dall'infinito passato, niente o nessuno può cancellarle. Quello che può cambiare è l'impedimento karmico, cioè l'influenza che il karma esercita sulla nostra vita.
Il significato di questa frase della Raccolta degli insegnamenti orali è che, grazie alla potenza del sole di Nam-myoho-renge-kyo, gli impedimenti karmici che si posano come brina sulla vita si dissolvono.
Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo cercando di avere lo stesso cuore di Nichiren questa pratica diventa talmente potente che riusciamo a realizzare pienamente la nostra vita.
Dunque tutto dipende dalla nostra intenzione?
Sì. Io penso che la Legge sia talmente grande che noi non riusciamo a concepirla all'interno della nostra idea del tempo e dello spazio. Normalmente noi ragioniamo così: in quanto tempo abbiamo creato il karma che abbiamo adesso? Un tempo infinito, perché nel nostro karma attuale sono contenute tutte le azioni passate. Quanto ci vorrà per cambiarlo? Un tempo equivalente. In questo modo però stiamo dando alla Legge lo stesso valore del karma che abbiamo creato.
Invece il valore della Legge è infinito. La Legge è compassione, armonia, contiene tutto il valore e il potere che ha ogni singola persona, da quando è nata la Terra. Se una persona in quell'istante nel suo ichinen di fede riesce a mettere tutto il tempo passato, infinito, in quell'ichinen riesce a trasformare tutto il futuro. Come si riesce a valorizzare così l'ichinen? Con il Daimoku e il Gohonzon. E con il desiderio della felicità per tutto ciò che esiste.
C'è un brano della Raccolta degli insegnamenti orali che dice: «Se in un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa, allora istante dopo istante sorgeranno in noi i tre corpi del Budda di cui siamo eternamente dotati».2
Se riusciamo a mettere tutto questo in un istante possiamo trasformare totalmente la nostra vita. Noi dovremmo praticare con questo tipo di ichinen.
Quindi si può far diventare un singolo attimo equivalente a tutto il passato?
Se si considera il tempo dal punto di vista fisico no. Ma mi riferisco alla potenzialità o capacità della Legge stessa.
Anche il concetto di alleggerimento della retribuzione karmica sembra che non riguardi la trasformazione ma piuttosto l'eliminazione di almeno una parte del karma. Tempo fa si faceva l'esempio di un debito di centomila lire con la banca che puoi estinguere con cinquemila lire.
L'esempio non mi sembra tanto corretto, perché quello che ho creato ricevo. Se semino grano raccolgo grano, non riso. Quindi come posso pensare che una cosa che ho creato diventi più leggera di per sé?
La questione è un'altra. Per me che sono piccolo un peso di cinquanta chili è pesante. Per una persona forte non è pesante. In ogni momento sono messe a confronto la situazione che vivo e la forza vitale che ho. Mi sembra pesante o non mi sembra pesante, il karma? A seconda della mia forza vitale, della mia convinzione, quel karma può anche diventare la mia missione. La medesima cosa se la vedo dal mondo di Animalità mi dispero, se la vedo dal mondo di Bodhisattva gioisco. La cosa è la stessa, ma a seconda di come sto la vivo diversamente.
Mi spiego meglio. Consideriamo una tendenza karmica: mi innamoro, mi lascia. Rimango male. La prima volta sto malissimo, la seconda un po' meno, la terza o la quarta volta viene fuori che anzi sto meglio adesso. Praticando cambia il mio stato vitale, cambia la mia tendenza. Sono io che sto cambiando, il karma è quello che è, può tornare, ma io, cambiando il mio punto di vista, affronto il problema in un altro modo.
Vuol dire che si soffre di meno?
Trasformare il karma non significa passare dalla sofferenza all'assenza di sofferenza, ma essere capaci di gioire anche nella sofferenza.
Quindi il problema non è la quantità di sofferenza, né capire da dove deriva quello che ci accade. O valutare se è pesante o meno. Bisogna fare come dice il Gosho. Ho un problema: il Gosho dice che se credo risolvo. Se non credo non funziona. Il Buddismo è assoluto, le altre valutazioni sono relative. Non c'è una bilancia per pesare il karma, dipende da come ciascuno lo affronta.
Nel Gosho si parla proprio di alleggerimento.
Nel Sutra del Nirvana si parla della teoria dell'alleggerimento del karma. "Alleggerimento della retribuzione karmica" è la traduzione di ten ju kyo ju: se una cosa pesante rotola (ten significa rotolare), si riceve leggera. Immaginiamo una cosa pesante. Se rotola come una bicicletta sembra più leggera.
Cosa significa questo? Dedicandoci alla Legge mistica, cioè abbracciando la pratica per sé e per gli altri insegnata da Nichiren Daishonin, diventiamo più forti e riusciamo a vivere la nostra esistenza quotidiana nei nove mondi in maniera dinamica, come se fosse più leggera.
In origine i bodhisattva erano Budda, poi hanno costruito un karma per vivere e dimostrare il funzionamento della Legge di Nam-myoho-renge-kyo. Se facciamo nostra la missione dei Bodhisattva della Terra e riusciamo a pensare così del nostro karma allora questo non è più un peso; siamo noi che lo stiamo alleggerendo, trasformandolo da impedimento in occasione.
Si potrebbe allora affermare che non c'è una vera differenza tra karma positivo e karma negativo? Nel senso che dal momento in cui si comincia a praticare non ha importanza saperlo, qualsiasi cosa serve per fare la rivoluzione umana. Ad esempio la morte di una persona cara può essere occasione di crescita mentre una promozione nel lavoro può essere motivo di arroganza e quindi causa di sofferenza.
Il karma è karma, sia buono che cattivo. Per esempio, ricevere un'eredità di miliardi normalmente sembra un evento positivo, però spesso diventa negativo perché può causare litigi tra i familiari.
Per il Buddismo qualsiasi occasione serve per far emergere la Buddità. Non c'è un karma di per sé negativo, è sempre un'occasione: se è brutto, fallo tu diventare bello.
Nichiren dice che nessuna preghiera rimarrà senza risposta.3
La traduzione giapponese letterale è: «Per il praticante del Sutra del Loto non esiste preghiera che non si realizzi». Il punto è essere praticanti del Sutra del Loto.
Quindi tutto dipende dal momento presente?
Sul passato non possiamo intervenire, ma di fronte alla situazione presente, qualsiasi essa sia, siamo noi che possiamo affrontarla in modo positivo o negativo. A partire da quell'occasione cosa facciamo, quale causa mettiamo? Il passato non cambia, è impossibile cambiare il passato, ma il futuro dipende da quello che facciamo ora.
Note
1) The Record of the Orally Transmetted Teachings (Ongi Kuden), Soka Gakkai 2004, p. 205 (di prossima pubblicazione in italiano su Buddismo e società)
2) Ibidem, p. 214
3) Sulle preghiere, cfr. WND, 345, SND, 9, 183.