La prima volta che partecipai a una riunione di discussione avevo dodici anni e poca voglia di parlare o di ascoltare gli altri, soprattutto gli adulti che fino a quel momento mi era sembrato avessero tanto da dire sulla mia vita, senza prendersi il tempo di ascoltare profondamente ciò che io volevo esprimere, ciò che avevo nel cuore.
Lo zadankai fu il luogo nel quale per la prima volta compresi cosa significa non essere giudicata, ma accolta, abbracciata da un gruppo di estranei che credevano in me più di me stessa. Leggendo già da un po’ i libri del presidente Ikeda mi sembrava di rivedere in ognuno e ognuna di loro il comportamento del mio maestro.
La partecipazione allo zadankai divenne sempre più assidua fino a entrare a far parte della mia quotidianità. Mi ha insegnato ad ascoltare, incoraggiare, aprirmi, essere a volte vulnerabile per crescere insieme agli altri. E la cosa più importante per me: lo zadankai è stata ed è tutt’ora una palestra nella quale alleno il mio cuore a non giudicare sulla base delle apparenze esterne, ma ad andare a fondo e percepire il Budda che dimora nel cuore di ogni partecipante. Anche nel mio.
Sensei afferma che «dialogare significa imparare l’uno dall’altro. Significa conoscersi e rispettarsi reciprocamente». E che «lo scopo del dialogo è stringere amicizia con l’intera umanità e far sì che il mondo diventi nostro alleato» (NR, 726, 9).
Quante sono le occasioni che abbiamo nella nostra vita di poterci confrontare con persone, a volte anche molto diverse da noi, su princìpi umanistici così universali e profondi come quelli del Buddismo?
Ripensando alla mia esperienza personale, mi rendo conto di quanto sia cresciuta grazie alla partecipazione alle riunioni e di quanti legami si siano creati attraverso questo scambio reciproco. Scavando a ogni incontro ancora di più nel mio cuore e in quello degli altri per ricercare e manifestare l’umanità che ci accomuna.
Negli zadankai abbiamo l’occasione di sviluppare le nostre qualità di esseri umani basandoci su un dialogo che trascende le differenze e abbraccia gli individui così come sono, con il desiderio di sostenerci a vicenda nella nostra rivoluzione umana.
Sono laboratori di dialogo preziosi per rivitalizzarci e per sfidarci nell’aprire ancora di più la nostra vita al mondo. Come afferma Sensei: «Kosen-rufu si realizza attraverso le riunioni di discussione» (Zadankai, Tascabile Esperia, p. 38). (Lucrezia Petrucci)
BS 249 / 1 ottobre 2024
L'incontro e l'ascolto: un laboratorio di dialogo
Lo zadankai fu il luogo nel quale per la prima volta compresi cosa significa non essere giudicata
