L’impegno più nobile: prendersi cura di ogni singola persona

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Prendersi cura di ogni singola persona potrebbe voler dire tante cose. Ho riflettuto un po’ su questa espressione, che quando ho iniziato a praticare il Buddismo non capivo benissimo e quasi rifiutavo: “Perché mai qualcuno dovrebbe prendersi cura di me? Non sono mica malato!”, pensavo, oppure: “Che sono tutti medici?”.
Poi col tempo sono arrivato alla conclusione che per me significa interessarmi veramente e sinceramente della persona che ho davanti, vederne il valore e il potenziale infinito. Tutte cose che, devo dire, prima di praticare il Buddismo non ero assolutamente abituato a fare né con me stesso né con gli altri.
Ecco che allora mi chiedo: ma come si fa? E perché dovrei farlo? Mi rendo conto che da quando ho iniziato a praticare ho avuto un sacco di persone che si sono prese cura di me, a ogni zadankai e in ogni occasione di incontro, e il risultato è stato sempre provare una gioia e un benessere molto naturali.
Viviamo in una società che tende sempre di più a far sviluppare un forte individualismo. Diventa abbastanza evidente che prendersi cura di ogni singola persona rappresenta un gesto veramente nobile e di incalcolabile valore. La cosa meravigliosa è che agendo in questa direzione sperimentiamo una gioia incondizionata e le nostre vite vengono permeate di felicità, di una ricchezza del cuore che ci rende nobili.
Grazie alla Soka Gakkai abbiamo la possibilità di sperimentare tutto questo a partire dagli zadankai, dove possiamo allenarci a costruire relazioni di valore, una a una. Questi incontri, che potrebbero sembrare delle semplici riunioni, costituiscono in realtà un’ottima palestra dove imparare a prenderci cura di ogni persona, imparando a prenderci cura di noi stessi. Sederci insieme e dialogare cuore a cuore ci fa sentire sollevati quando siamo tristi, accolti quando ci sentiamo soli, incoraggiati quando abbiamo perso la speranza.
Gli impegni della vita sono molteplici e a volte non riusciamo a trovare il tempo di partecipare alle riunioni. Ma non credo serva preoccuparsi, possiamo comunque dedicare preziose e sincere preghiere alle persone con cui condividiamo un profondo legame e fare in modo di non lasciare nessuno indietro, assicurandoci che anche chi non siamo riusciti a vedere allo zadankai stia bene e che si possano creare ulteriori occasioni di incontro.
Mantenere il desiderio e la forte decisione nel cuore di prendersi cura di ogni singola persona ci permette di sperimentare un tipo di preghiera che arriva più lontano di quanto possiamo immaginare e creare un’armonia che ci farà essere nel posto giusto al momento giusto.
Ogni incontro, ogni dialogo è inoltre un’occasione per arricchirci e crescere grazie alla diversità e all’unicità che ogni individuo porta con sé. Se preghiamo per avere un cuore sincero che desidera sostenere tutte le persone, non conosceremo sfida insormontabile e obiettivo che non si possa realizzare.
Il maestro Ikeda scrive: «Le persone tendono a concentrarsi su risultati spettacolari. Ma non è corretto. Io sono andato a trovare ogni singolo gruppo, a volte a piedi, a volte in sella alla moto di qualcuno. Ho incoraggiato ogni singola persona andandola a trovare. Ho guidato il movimento di kosen-rufu creando relazioni uno a uno. Per questo motivo ho vinto. Questo aspetto non dovrebbe mai essere preso alla leggera» (NR, 861).
(Mohamed Ambrosini)

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