BS 222 / 1 luglio 2022

Lettera ai fratelli - La "fede per superare gli ostacoli" è la tradizione della Soka Gakkai

Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin

Lezione di Daisaku Ikeda | Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di luglio 2021

Giovani amici e giovani amiche del Gruppo futuro, vi amo e vi apprezzo moltissimo; avete speranze, sogni e un potenziale illimitato. Gli anni della vostra adolescenza sono un punto di partenza di importanza cruciale nella vita. Anche se potrete trovarvi ad affrontare situazioni e prove difficili, non c’è niente che non possiate superare, perché avete un’immensa forza vitale per vincere su qualsiasi avversità.
Il Buddismo di Nichiren insegna come ognuno e ognuna di noi, senza eccezioni, possa attingere a questa energia fondamentale e far emergere coraggio e saggezza, diventando assolutamente felice senza farsi sconfiggere dalle difficoltà della vita. Facendo conoscere alle persone del Giappone e del mondo questo grande insegnamento, la Soka Gakkai ha creato un movimento sempre più vasto dedicato alla realizzazione di kosen-rufu, per la felicità e la pace di tutta l’umanità.
In questa lezione e in quella successiva vorrei rivolgermi a voi, membri del Gruppo futuro, che vi accingete ad alzarvi in volo energicamente verso il domani. Questa volta studieremo lo scritto del Daishonin Lettera ai fratelli, fonte di immensa forza e ispirazione per affrontare senza paura qualsiasi difficoltà.

Le lotte impavide dei presidenti Makiguchi e Toda
Luglio, per la Soka Gakkai, è il mese di maestro e discepolo. Il 3 luglio 1945 il mio maestro, Josei Toda, uscì dalla prigione di Toyotama a Nakano, Tokyo. Era stato arrestato e incarcerato due anni prima insieme al suo maestro, il fondatore della Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi, mentre lottavano contro le persecuzioni delle autorità militariste giapponesi in tempo di guerra. Toda, come unico erede spirituale di Makiguchi, dopo aver riconquistato la libertà diede inizio a una grande battaglia per la realizzazione di kosen-rufu.
Makiguchi era morto otto mesi prima (il 18 novembre 1944) nel Centro di detenzione di Tokyo, a Sugamo, dando la vita per le proprie idee. Durante la prigionia aveva continuato a parlare coraggiosamente del Buddismo di Nichiren ai suoi carcerieri, proclamandone la validità anche durante gli interrogatori. Nella sua ultima lettera scrisse: «È del tutto naturale che i tre ostacoli e i quattro demoni mi abbiano assalito; è semplicemente quello che afferma [il Sutra del Loto]».

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Morì a settantatré anni, battendosi per la verità fino all’ultimo istante con “un cuore di leone”.

Il grande voto di aiutare tutte le persone a conseguire la Buddità
Kosen-rufu è il grande voto di aiutare tutte le persone a conseguire la Buddità. Alla luce degli scritti del Daishonin, è inevitabile che questa grande lotta dei maestri e dei discepoli Soka per realizzare la felicità e la pace di tutta l’umanità incontri ostacoli e persecuzioni. Il 3 luglio 1957 anch’io fui arrestato sulla base di false accuse e imprigionato dalle autorità, che temevano la forza di questo nuovo movimento popolare che stava nascendo.2
Noi incontriamo ostacoli perché pratichiamo l’insegnamento buddista corretto. E quando arrivano possiamo scegliere se considerarli saggiamente per quello che sono, cioè funzioni demoniache, e sfidarli risolutamente grazie alla fede, oppure spaventarci e retrocedere. Il Daishonin afferma chiaramente che i praticanti autentici scelgono la prima strada. Naturalmente questo non significa che dovete andare in prigione per dimostrare che la vostra fede è autentica! Makiguchi, Toda e io, uniti dal legame di maestro e discepolo, siamo sempre stati in prima linea in ogni battaglia, decisi a proteggere ogni singolo membro, ogni giovane, da qualsiasi pericolo. Spero che tutti e tutte voi ereditiate e portiate avanti questa fede decisa a sconfiggere tutte le funzioni demoniache. La “fede per superare gli ostacoli”3 è la fiera tradizione della Soka Gakkai.

«I credenti del Sutra del Loto devono temere coloro che cercano di ostacolare la loro pratica più di quanto temono i banditi, i ladri, i predoni notturni, le tigri, i lupi o i leoni, e persino più dell’invasione mongola.

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Questo mondo è il dominio del Re demone del sesto cielo. Tutti gli esseri umani sono suoi sudditi sin dal tempo senza inizio» (Lettera ai fratelli, RSND, 1, 440).

Una lettera di incoraggiamento a due fratelli
Questo passo è tratto da Lettera ai fratelli, che il Daishonin indirizzò ai due fratelli Ikegami, che si ritiene fossero diventati suoi seguaci non molto tempo dopo la fondazione del suo insegnamento (il 28 aprile 1253).
Dopo aver praticato costantemente per molti anni, essi incontrarono una grave difficoltà. Il padre, un seguace di Ryokan,5 capo dei preti del tempio Gokuraku della scuola Precetti-Vera Parola [che era ostile al Daishonin], si oppose alla loro fede nel Sutra del Loto giungendo a disconoscere il maggiore, Munenaka. Nell’epoca feudale venire disconosciuti non significava solo perdere il diritto di ereditare i beni di famiglia, ma anche essere privati di qualsiasi posizione sociale e sostegno economico.
Inoltre, disconoscendo il figlio maggiore, il padre voleva costringere il figlio minore Munenaga a scegliere fra la sua fede e la possibilità di diventare il nuovo erede. Sperava così di allettarlo e provocare una frattura fra i due fratelli. Seminare divisione fra le persone e indebolire la loro volontà è tipico delle funzioni demoniache.

Cattivi amici che distruggono buone menti
In questo passo il Daishonin afferma che coloro che credono nel Sutra del Loto dovrebbero guardarsi da «coloro che cercano di ostacolare la loro pratica» ancora di più che dai ladri, dai predoni notturni, dalle belve selvagge o dal pericolo di un’invasione straniera.
Nelle scritture buddiste gli individui che ostacolano la pratica buddista sono chiamati “cattivi amici”. Sono coloro che cercano di influenzare la mente dei praticanti sinceri e condurli sui cattivi sentieri, in particolare preti malvagi e individui malintenzionati che cercano di ostacolare e distruggere la fede delle persone. In un commentario buddista si legge: «Ma i cattivi amici usano le lusinghe, l’inganno, l’adulazione, i discorsi abili uniti a maniere affabili, per indurre gli altri a commettere il male. E inducendoli a fare il male distruggono la mente buona che c’è in loro».

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Vale a dire che usano abili parole per distruggere la bontà nel cuore delle persone.

Le funzioni del re demone del sesto cielo
Se ci lasciamo sviare da queste influenze negative, si insinueranno nella nostra mente il dubbio, l’incertezza, la confusione e l’incredulità. E se la nostra determinazione cede, perderemo di vista la fede corretta.
L’origine fondamentale di queste funzioni negative è il Re demone del sesto cielo.
In questa lettera il Daishonin ci sta dicendo che il travagliato mondo di saha in cui viviamo è governato dal Re demone del sesto cielo e che noi siamo i suoi sudditi. Il Re demone usa i familiari e gli individui dotati di potere e influenza come suoi agenti per ostacolare la fede di coloro che abbracciano la Legge mistica. Cerca di condurre le persone sui cattivi sentieri con ogni mezzo possibile, confondendo la loro mente e «inducendole a bere il vino di avidità, collera e stupidità» (RSND, 1, 440).

L'ignoranza fondamentale è l'incapacità di credere nella propria Buddità
In un’altra lettera il Daishonin afferma che l’essenza del Re demone del sesto cielo è l’ignoranza o oscurità fondamentale che esiste nelle profondità della nostra vita: «L’oscurità fondamentale si manifesta come Re demone del sesto cielo» (Curare la malattia, RSND, 1, 988). L’oscurità o ignoranza fondamentale alla radice delle illusioni della mente umana è l’ignoranza della vera natura della nostra vita. In altre parole, è l’incapacità di credere che ognuno e ognuna di noi è un’entità della Legge mistica, una persona nobile che possiede lo stato vitale di Buddità. Il Re demone del sesto cielo non è quindi un essere speciale che esiste al di fuori di noi; è l’aspetto illuso della mente che è incapace di credere nella dignità e nel potenziale intrinseco di ogni vita. Se ci facciamo dominare da questa ignoranza finiremo con il rifiutare, svalutare e persino distruggere noi stessi. Queste sono le funzioni del Re demone del sesto cielo: dobbiamo fare di tutto per non soccombere a esse.

La "spada affilata" della fede può vincere tutte le funzioni demoniache
Cosa può riuscire a sconfiggere il Re demone del sesto cielo? Solo la “spada affilata” della fede. Come afferma il Daishonin: «La sola parola “fede” è la spada affilata con cui si affronta e si vince l’oscurità fondamentale o ignoranza fondamentale» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 116, 61). Quando riusciamo a riconoscere le funzioni demoniache per quello che sono, e le affrontiamo con forte fede recitando Nam-myoho-renge-kyo al Gohonzon, possiamo far emergere la nostra Buddità innata e vincere immancabilmente.

Le difficoltà sono un allenamento per conseguire la Buddità
Forse alcuni o alcune di voi si stanno chiedendo perché debbano incontrare difficoltà visto che praticare questo Buddismo dovrebbe portare benefici. Potreste talvolta anche pensare che sarebbe stato meglio non aver mai cominciato. Nella sua lettera il Daishonin scrive: «Una roccia messa sul fuoco si ridurrà in cenere, mentre l’oro diverrà oro puro» (RSND, 1, 442). È un’espressione della fiducia profonda che riponeva nei due fratelli. Stava dicendo loro che, in quanto praticanti del Sutra del Loto, erano persone d’oro, e perciò si dovevano sfidare a superare ogni difficoltà e far risplendere intensamente la loro vita come «oro puro».
Una strada piana, senza ostacoli o alti e bassi, ovviamente è facile da percorrere. Ma scalando le alture delle difficoltà che sorgono lungo il cammino, quando raggiungiamo la vetta possiamo godere di una vista meravigliosa.
In altre parole, gli ostacoli e le difficoltà sono prove dell’autenticità della nostra fede, sono l’allenamento per conseguire la Buddità. Toda lo spiegava con parole semplici: «Gli ostacoli esistono per metterci alla prova e allenarci. È come accade agli allievi di judo, che diventano più forti venendo ripetutamente atterrati dal loro istruttore. Se affrontiamo ogni ostacolo pronti a sfidarlo e determinati a vincere, riusciremo a superare anche le peggiori difficoltà».

Trasformare il karma in missione
Il Buddismo di Nichiren ci permette di dare un significato più profondo alle difficoltà incoraggiandoci a considerarle opportunità per rafforzare la fede e la vita. Affrontando il nostro karma e sfidandolo con determinazione la nostra fede diventa più forte. Lo scopo della pratica buddista è costruire uno stato di felicità sereno e incrollabile.
Ai tempi del Daishonin le scuole buddiste tradizionali insegnavano che le sofferenze e le difficoltà erano retribuzioni dovute alle cause negative, al cattivo karma delle esistenze passate, un’interpretazione non particolarmente utile per superare e trasformare le difficoltà della vita reale.
Il Buddismo di Nichiren è invece un insegnamento che permette di cambiare il proprio destino, perché la Legge mistica è il mezzo fondamentale per superare tutte le sofferenze.
Per chi pratica questo Buddismo le difficoltà e i problemi personali sono opportunità per cambiare il destino o karma, e la missione è dimostrarlo agli altri con l’esempio, provando così la grandezza della Legge mistica. Guidati da questa visione, noi viviamo con l’intento positivo di trasformare il karma in missione. Nella terminologia buddista ciò si chiama “assumere volontariamente il karma appropriato” ed è il voto dei bodhisattva.
Basandosi sull’intenzione di “trasformare il karma in missione” i membri della Soka Gakkai in Giappone e nel mondo si sforzano nella fede e nella pratica ogni giorno.
Toda disse a tale proposito: «Gioite quando incontrate difficoltà. Questo è il momento di dimostrare il potere della fede. È un’opportunità per cambiare il vostro karma. Superando queste prove potete ottenere una fortuna illimitata ed eterna».

«Se [...] propagate [questo insegnamento], i demoni sorgeranno certamente. Se così non fosse, non ci sarebbe modo di sapere che questo è il vero insegnamento. In un passo dello stesso volume [il quinto volume di Grande concentrazione e visione profondaGrande concentrazione e visione profonda: una serie di lezioni del Gran maestro cinese T’ien-t’ai (538-597) trascritte dal suo discepolo Chang-an. È considerata una delle sue tre opere maggiori insieme a Il significato profondo del Sutra del Loto e Parole e frasi del Sutra del Loto. di T’ien-t’aiT’ien-t’ai (538-597), detto anche Chih-i, diffuse il Sutra del Loto in Cina ed elaborò la dottrina dei “tremila regni in un singolo istante di vita”.] si legge: “Quando la pratica progredisce e aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono in maniera disorientante, facendo a gara per interferire. [...] Non dovete farvi influenzare né spaventare da loro. Se vi fate influenzare da loro, sarete trascinati nei sentieri del male. Se vi fate spaventare, vi sarà impedito di praticare il corretto insegnamento”. Questa spiegazione non si applica solo a Nichiren, ma è anche una guida per i suoi discepoli. Imparatela rispettosamente e trasmettetela come verità di fede alle generazioni future» (Lettera ai fratelli, RSND, 1, 446).

Gli ostacoli sorgono quando pratichiamo l'insegnamento corretto
Questo è il passo più famoso di Lettera ai fratelli. «Se propagate [questo insegnamento]» significa che quando ci impegniamo nella pratica buddista le funzioni demoniache che cercano di ostacolare la nostra fede sorgeranno sicuramente.
Il Daishonin prosegue spiegando che «se così non fosse, non ci sarebbe modo di sapere che questo è il vero insegnamento». Proprio perché il Buddismo di Nichiren è l’insegnamento corretto per il conseguimento della Buddità, le funzioni demoniache sorgono per ostacolarne la pratica.
Poi cita un passo di Grande concentrazione e visione profonda di T’ien-t’ai che afferma: «Quando la pratica progredisce e aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono in maniera disorientante, facendo a gara per interferire».
I tre ostacoli sono: l’ostacolo delle illusioni e dei desideri; l’ostacolo del karma; l’ostacolo della retribuzione.8 “Ostacolo” qui significa qualcosa che blocca o ostruisce la pratica buddista.
I quattro demoni sono: l’impedimento dovuto ai cinque aggregati; l’impedimento dovuto a illusioni e desideri; l’impedimento della morte; l’impedimento del Re demone.9 Un demone è una funzione negativa che prosciuga la vitalità di coloro che praticano l’insegnamento corretto. È importante ricordare che sia gli ostacoli sia i demoni sono forze che ostruiscono o impediscono la nostra pratica buddista.
Fra questi il più grave è l’impedimento del Re demone, che si riferisce al Re demone del sesto cielo, detto anche Colui che gode liberamente delle creazioni illusorie degli altri, perché gode nel manipolare e sfruttare gli altri a suo piacimento. Il Re demone è la più forte delle funzioni demoniache che possono governare la mente umana e impiega ogni mezzo concepibile per attaccare e perseguitare i praticanti dell’insegnamento corretto. Spesso si manifesta in figure dotate di potere e autorità nella società, manipolandole in modo che perseguitino i praticanti della Legge mistica.
Il Daishonin qui dice che quando si incontrano questi ostacoli e impedimenti non bisogna farsi «influenzare né spaventare da loro».

«Il saggio si rallegrerà e lo stupido indietreggerà»
Non essere influenzati significa non farsi sviare dalle funzioni demoniache. Non farsi spaventare significa sconfiggerle grazie alla saggezza di riconoscerle per quello che sono e al coraggio di affrontarle. Comportandoci così, potremo realizzare la nostra rivoluzione umana e trasformare il nostro karma.
In una lettera indirizzata al più giovane dei fratelli, il Daishonin scrive: «I tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà» (RSND, 1, 568). Sta dicendo a Munenaga di considerare l’apparizione dei tre ostacoli e dei quattro demoni come un’opportunità che lo avvicina al conseguimento della Buddità, e lo incoraggia a superare questa difficoltà mantenendo lo spirito del saggio che se ne rallegra.
Alla fine del passo che stiamo studiando il Daishonin scrive: «Questa spiegazione non si applica solo a Nichiren, ma è anche una guida per i suoi discepoli. Imparatela rispettosamente e trasmettetela come verità di fede alle generazioni future».
Il Daishonin aveva già subìto numerose persecuzioni in cui aveva rischiato la vita, fra cui l’esilio di IzuEsilio di Izu: persecuzione nella quale il Daishonin fu esiliato nella provincia di Izu, dal maggio 1261 al febbraio 1263. e la persecuzione di Tatsunokuchi seguita dall’esilio a Sado,Esilio di Sado; il 12 settembre 1271 il Daishonin fu arrestato e condotto nella località di Tatsunokuchi, alla periferia di Kamakura, dove le autorità speravano di giustiziarlo con il favore delle tenebre. Ma il tentativo di esecuzione fallì, e dopo circa un mese fu esiliato sull’isola di Sado, che equivaleva a una condanna a morte. Ma quando le predizioni del Daishonin di lotte intestine e invasione straniera si realizzarono, il governo lo perdonò, nel marzo 1274, ed egli fece ritorno a Kamakura. e le aveva sempre superate. Per questo scrive che «questa spiegazione [...] si applica [...] a Nichiren».
Afferma poi che questo cammino su cui si basa la pratica buddista, il cammino della lotta condivisa percorso da lui e dai suoi discepoli, deve essere trasmesso alle generazioni future come parte dell’impresa di assicurare l’eterna perpetuazione della Legge.
Il Daishonin incoraggia i fratelli Ikegami dicendo che spetta a loro percorrere questo cammino e trasmetterlo alle generazioni future come fonte di ispirazione. I fratelli superarono quegli ostacoli e grazie alla loro solida unità nella fede alla fine riuscirono a convertire il padre agli insegnamenti del Daishonin. Questo passo dice che il nostro esempio di andare fieramente avanti e sconfiggere le funzioni demoniache è un punto di riferimento saldo per lo sviluppo eterno di kosen-rufu.

Il nostro vero valore si rivela nei momenti difficili
Nel novembre 2006, a Tokyo, ebbi l’onore di incontrare Betty Williams (1943-2020), una vera paladina dei diritti umani che ha ricevuto il premio Nobel per la pace.
Quando le chiesi quale fosse la sua fonte di sostegno per le attività instancabili che svolgeva, mi rispose: «In questo lavoro occorre avere il coraggio delle proprie convinzioni. Bisogna continuare, continuare sempre, qualsiasi cosa gli altri dicano, e non arrendersi mai».
Avere il coraggio delle proprie convinzioni è importante anche nella fede. Il coraggio è espressione di una fede forte.
Nella vita le prove e le difficoltà sono inevitabili. Miei giovani amici, mie giovani amiche, ci saranno momenti in cui sentirete di non riuscire ad andare avanti, ma sono proprio quelle le occasioni in cui dimostrare il vostro vero valore come coraggiosi e coraggiose praticanti della Legge mistica. I leoni e le leonesse Soka che si alzano coraggiosamente nel momento cruciale alla fine trionferanno di certo.

Costruire fin da giovani un'incrollabile base di fede
La gioventù è il tempo in cui costruire una base di fede solida e incrollabile. Il fattore chiave è mantenere una fede e una pratica salde per tutta la vita, qualsiasi cosa accada, e continuare ad andare avanti con coraggio.
In tutto il mondo tantissimi membri più anziani di voi nella fede si adoperano per kosen-rufu insieme a tanti altri “buoni amici”, conducendo vite vittoriose uniti alla Legge mistica, alla Soka Gakkai e ai loro fidati compagni di fede. Tutti stanno avanzando sulla strada che conduce infallibilmente alla felicità.

Le vostre priorità sono la salute e lo studio
Mirando al centenario della Soka Gakkai (nel 2030), in quanto successori del nostro movimento vi prego di studiare, svilupparvi e realizzare una crescita meravigliosa, facendo dell’apprendimento e della salute le vostre priorità. Cari amici e care amiche, spero che vi impegniate con coraggio nella pratica buddista, continuando ad andare avanti con una fede incrollabile per tutta la vita.
Davanti a voi si estende una strada vasta e senza limiti. Un futuro pieno di speranza e di entusiasmanti vittorie vi attende. Presto giungerà il momento di librarvi in alto con coraggio per condurre l’umanità verso la felicità e la pace.

NOTE
  1. 1. Tsunesaburo Makiguchi, Makiguchi Tsunesaburo Zenshu (Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), vol. 10, Daisanbunmei-sha, Tokyo, 1987, p. 301
  2. 2. Nel luglio 1957 il presidente Ikeda, allora responsabile di staff del Gruppo giovani della Soka Gakkai, fu arrestato e ingiustamente accusato di violazione delle leggi elettorali durante le elezioni dei rappresentanti alla Camera alta a Osaka. Il processo, che si protrasse per più di quattro anni, si concluse il 25 gennaio 1962 con la piena assoluzione.
  3. 3. Una delle cinque guide eterne della Soka Gakkai.
  4. 4. Durante la vita del Daishonin l’esercito mongolo attaccò due volte il Giappone, nel 1274 e nel 1281. Lettera ai fratelli fu scritta nel 1275, poco dopo il primo tentativo di invasione.
  5. 5. Ryokan (1217-1303) detto anche Ninsho: un prete della scuola Precetti-Vera Parola in Giappone. Con il patrocinio del clan Hojo divenne capo del tempio Gokuraku a Kamakura e acquisì notevole influenza. Era ostile al Daishonin e cospirò ripetutamente con le autorità per fare perseguitare lui e i suoi discepoli.
  6. 6. Un riassunto di un passo di Annotazioni sul Sutra del Nirvana del Gran maestro Changan, citato nel Gosho Sulla recitazione del Daimoku del Sutra del Loto (RSND, 2, 208).
  7. 7. Grande concentrazione e visione profonda: una serie di lezioni del Gran maestro cinese T’ien-t’ai (538-597) trascritte dal suo discepolo Chang-an. È considerata una delle sue tre opere maggiori insieme a Il significato profondo del Sutra del Loto e Parole e frasi del Sutra del Loto. di T’ien-t’aiT’ien-t’ai (538-597), detto anche Chih-i, diffuse il Sutra del Loto in Cina ed elaborò la dottrina dei “tremila regni in un singolo istante di vita”.
  8. 8. L’ostacolo delle illusioni e dei desideri deriva dai “tre veleni” di avidità, collera e stupidità che ci impediscono di progredire nella fede e nella pratica buddista. L’ostacolo del karma si riferisce agli impedimenti alla fede e alla pratica che derivano dal karma negativo. L’ostacolo della retribuzione indica gli impedimenti alla pratica buddista dovuti alle circostanze difficili in cui siamo nati o viviamo, che sono considerate retribuzioni che derivano dal karma negativo creato nelle vite passate.
  9. 9. L’impedimento dovuto ai cinque aggregati corrisponde a una disarmonia nelle funzioni di mente e corpo (i cinque aggregati) di chi sta praticando. L’impedimento dovuto a illusioni e desideri si riferisce alla manifestazione nella propria vita di impulsi come l’avidità, la collera e la stupidità che distruggono la fede. L’impedimento della morte si verifica quando una morte prematura ci impedisce di continuare a praticare il Buddismo oppure la morte di una persona cara o di un altro praticante ci fa dubitare della fede. Infine il più grave è l’impedimento del Re demone.
  10. 10. Esilio di Izu: persecuzione nella quale il Daishonin fu esiliato nella provincia di Izu, dal maggio 1261 al febbraio 1263. e la persecuzione di Tatsunokuchi seguita dall’esilio a Sado,Esilio di Sado; il 12 settembre 1271 il Daishonin fu arrestato e condotto nella località di Tatsunokuchi, alla periferia di Kamakura, dove le autorità speravano di giustiziarlo con il favore delle tenebre. Ma il tentativo di esecuzione fallì, e dopo circa un mese fu esiliato sull’isola di Sado, che equivaleva a una condanna a morte. Ma quando le predizioni del Daishonin di lotte intestine e invasione straniera si realizzarono, il governo lo perdonò, nel marzo 1274, ed egli fece ritorno a Kamakura.

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