(Brani scelti, testo integrale RSND, 1, 793-797)
Se una persona comune dell’ultima epoca ha colto l’essenza di tutti i sacri insegnamenti del Budda, ha compreso il cuore dell’importante dottrina esposta in Grande concentrazione e visione profonda ed è pronta a conseguire la Buddità, questo demone, vedendo ciò, è assai sorpreso e dice fra sé e sé: «Non deve succedere! Se gli permetterò di rimanere nel mio dominio, costui non solo si libererà dal ciclo di nascita e morte, ma condurrà anche gli altri [alla salvezza]. Inoltre, si impadronirà del mio regno e lo trasformerà in una terra pura. Cosa posso fare?». Allora convoca tutti i suoi sudditi dei tre mondi del desiderio, della forma e della non forma e ordina loro: «Andate a insidiare quel devoto, ognuno secondo la sua abilità. Se non riuscite [a fargli abbandonare la pratica buddista], entrate nella mente dei suoi discepoli, dei suoi sostenitori laici e della gente del suo paese e cercate di consigliarlo o di minacciarlo. Se anche questo non riesce, scenderò io personalmente e cercherò di minacciarlo entrando nel corpo e nella mente del suo sovrano. Insieme è impossibile che non riusciamo a impedirgli di conseguire la Buddità». Così decidono. Io, Nichiren, l’avevo capito già da tempo, e perciò so quanto sia difficile per una persona comune dell’ultima epoca conseguire la Buddità in questa esistenza. [...]
Quanto ai miei insegnamenti, considerate quelli anteriori al mio esilio nella provincia di Sado come i sutra predicati dal Budda prima del Sutra del Loto. [...] Ma la notte del dodicesimo giorno del nono mese dell’ottavo anno di Bun’ei (1271) rischiai di essere decapitato a Tatsunokuchi; da quel momento ho avuto pietà dei miei seguaci pensando che non avevo ancora rivelato questo vero insegnamento e dalla provincia di Sado ho segretamente comunicato il mio insegnamento ai discepoli.
Dopo la morte del Budda, grandi eruditi e maestri quali Mahakashyapa, Ananda, Nagarjuna, Vasubandhu, T’ien-t’ai, Miao-lo, Dengyo e Gishin conoscevano questo insegnamento, ma lo tennero segreto nei loro cuori e non lo espressero a parole. La ragione era che il Budda aveva proibito loro di diffonderlo affermando: «Dopo la mia morte, questa grande Legge non deve essere rivelata finché non si entri nell’Ultimo giorno della Legge». Io, Nichiren, posso non essere l’inviato del Budda, ma la mia apparizione in questo mondo coincide con l’epoca dell’Ultimo giorno della Legge. Inoltre, in maniera abbastanza inattesa, sono giunto a comprendere questo insegnamento che ora espongo per preparare la via a un santo.
Dopo la comparsa di questo insegnamento, quelli esposti dagli eruditi e dai maestri buddisti del Primo e del Medio giorno della Legge saranno come stelle dopo che è sorto il sole o come un goffo apprendista accanto a un abile artigiano. Si afferma che allora le statue del Budda e i preti dei templi e delle pagode costruiti nel Primo e nel Medio giorno perderanno le loro mistiche facoltà benefiche e che solo questo grande insegnamento sarà propagato in tutto il paese di Jambudvipa. Poiché tutti voi avete un legame con questo insegnamento, dovete sentirvi rassicurati.
La lezione integrale di Daisaku Ikeda su questi brani del Gosho Lettera a Misawa, pubblicata su Buddismo e società n. 132 di gennaio-febbraio 2009 (tradotta dal mensile Daibyakurenge di luglio 2008), si trova anche sul sito al seguente link: https://buddismoesocieta.org/a/lettera-a-misawa/.
I punti in cui sono stati omessi i brani della lezione originale sono indicati, come di consueto, con il simbolo [...].
*CENNI STORICI
Questo Gosho, scritto dal Daishonin a Minobu, è datato 23 febbraio 1278 ed è indirizzato a un suo discepolo chiamato Misawa Kojiro, signore di Misawa nel distretto del Fuji della provincia di Suruga (situata nell’odierna prefettura di Shizuoka).
Sembra che il Daishonin e Misawa non fossero più in contatto da tempo e che Misawa avesse mantenuto una certa distanza dal Daishonin per timore di farsi dei nemici e di destare sospetti nello shogunato di Kamakura. Nella provincia di Suruga, un’area di importanza strategica controllata direttamente dai membri del clan Hojo al potere, la situazione era molto delicata: i seguaci del Daishonin erano tenuti sotto stretta sorveglianza dalle autorità e dovevano muoversi con cautela per non incorrere in ritorsioni da parte del governo. Vi era inoltre in atto la persecuzione di Atsuhara, che ebbe inizio nel 1278, quando fu scritta questa lettera, e che raggiunse il suo apice l’anno successivo.
Quando Misawa, dopo un lungo periodo di tempo, inviò un messaggero dando sue notizie, il Daishonin gli rispose prontamente e decise di cogliere questa opportunità per offrirgli un’importante guida e un incoraggiamento, aiutandolo così ad approfondire la fede.
(a cura del Comitato nazionale di studio)
*PER ORIENTARSI NELLA LETTURA
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- Attraverso il suo esempio, il maestro incoraggia calorosamente il discepolo a sconfiggere il Re demone del sesto cielo. (p. 33)
- Quando si pratica l’insegnamento corretto del Buddismo si incontrano inevitabilmente le funzioni negative della vita. (p. 35)
- Sostituendo la saggezza con la fede possiamo vincere l’oscurità fondamentale così come siamo. (p. 36)
- Una fede autonoma che non regredisce permette di progredire con costanza, indipendentemente dagli ostacoli che si incontrano. (pp. 39-40)
SCONFIGGIAMO IL RE DEMONE CON UNA FEDE IMPAVIDA, EREDITANDO LO SPIRITO CORAGGIOSO, LIBERO E INDIPENDENTE DI NICHIREN DAISHONIN
Il mio maestro Josei Toda affermava spesso: «Quando diamo battaglia al nostro karma pesante e facciamo la nostra rivoluzione umana, i grandi ostacoli e le avversità possono diventare una potente forza motrice che ci permette di fare grandi progressi nella vita. Muoversi lungo una strada priva di ostacoli non sarà di nessun aiuto per cambiare il karma». Più grandi sono le difficoltà e le sfide che si presenteranno, più vasto sarà lo stato vitale che riusciremo a sviluppare. Per questa ragione non dobbiamo farci intimidire dai tre ostacoli e i quattro demoni, cioè gli ostacoli e gli impedimenti che immancabilmente sorgono nel corso della pratica buddista. Con la saggezza che nasce dalla fede e lo studio degli insegnamenti del Daishonin come nostro fondamento dobbiamo essere in grado di riconoscere questi fenomeni per quello che sono e considerare la loro manifestazione come un’opportunità per cambiare il karma. Dobbiamo allora agire con una convinzione e un coraggio ancora più profondi, recitando Daimoku con ferma determinazione e avanzando con decisione.
Scrive il Daishonin: «I tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà» (I tre ostacoli e i quattro demoni, RSND, 1, 568). Avanziamo o indietreggiamo: non esiste altra possibilità. Possiamo ritirarci impauriti e arrenderci alle funzioni demoniache – la negatività che esiste nella nostra vita e in quella degli altri – oppure decidere di sfidare questa negatività e approfondire la nostra convinzione nella fede.