Questo articolo è tratto dalla serie “Insegnamenti per la vittoria basati sull’umanesimo”, nella quale il presidente Ikeda vuole trasmettere lo spirito della Soka Gakkai ai membri della divisione giovani discutendo di vari aspetti della fede e della pratica e raccontando le sue esperienze personali e le attività per kosen-rufu alle quali ha partecipato. Le puntate più recenti di questa serie sono disponibili sul Volo continuo, la testata web dei giovani dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (www.ilvolocontinuo.it)
di Daisaku Ikeda
Mettiamo il Daimoku al primo posto
È importante mettere il Daimoku al primo posto. Dobbiamo sempre iniziare recitando Nam-myoho-renge-kyo con convinzione. Perché pratichiamo? Per rendere le nostre vite più forti e manifestare pienamente il nostro potenziale.
Nichiren Daishonin scrive: «La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede. Allora egli sarà forte come un demone armato di una mazza di ferro» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).
Dobbiamo scavalcare i limiti del nostro piccolo io e dedicarci con tutto il cuore alla diffusione della Legge mistica. È importante sbarazzarci della tendenza alla negligenza, a prendere scorciatoie e a fare il minimo indispensabile, e dobbiamo combattere l’arroganza di pensare che le nostre inconsistenti strategie in qualche modo ci trarranno d’impaccio. Non vi è nulla di più potente della recitazione del Daimoku basata sulla promessa di vincere per kosen-rufu.
I giovani che recitano Daimoku non retrocedono mai. Recitare Daimoku significa imboccare la strada per la vittoria. Coloro che basano le proprie azioni sulla preghiera alla fine vinceranno.
Muoviamoci verso la migliore direzione possibile per la nostra vita
A proposito della preghiera basata sulla Legge mistica, Nichiren Daishonin scrive che ci sono «preghiere visibili con risposte visibili, preghiere visibili con risposte invisibili, preghiere invisibili con risposte invisibili e preghiere invisibili con risposte visibili» (Lettera al prete laico Domyo, RSND, 1, 665). A volte le nostre preghiere hanno subito una risposta, mentre altre volte non si riesce a ottenere chiarezza. In ogni caso, la cosa importante è continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo con una fede incrollabile nel Gohonzon. Dobbiamo continuare a recitare Daimoku con convinzione, e continuare a farlo fino alla fine.
Anche se sembra che non vi sia risposta alle nostre preghiere, alla fine tutto andrà nella direzione più giusta per la nostra vita. Saremo in grado di costruire una vita di incredibile gioia per la quale sarà valsa la pena lottare e sforzarci. Questo è il grande potere della Legge mistica.
Stabiliamo sempre obiettivi precisi
Una freccia non può colpire il bersaglio se non si prende bene la mira. Lo stesso vale per il Daimoku. Le nostre preghiere funzionano quando stabiliamo degli obiettivi chiari e ci sforziamo con impegno e tenacia per realizzarli.
La fede nel Buddismo di Nichiren Daishonin non si limita alla recitazione di Daimoku davanti al Gohonzon nell’attesa passiva che le cose vadano automaticamente bene. Dobbiamo recitare e sforzarci, sforzarci e recitare: solo in questo modo possiamo attivare le funzioni positive dell’universo che lavorano per il nostro successo.
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, parafrasando il Daishonin disse: «Se non siete in grado di attraversare un fossato largo tre metri, come potete sperare di attraversarne uno largo sei o nove? (cfr. Lettera di petizione di Yorimoto, RSND, 1, 718). Dovete lavorare con risolutezza e pazienza per realizzare ogni obiettivo che vi siete posti».
Quando perdiamo di vista i nostri obiettivi, cominciamo a girare a vuoto e non andiamo da nessuna parte.
Recitate specificamente per i vostri obiettivi futuri, e poi fate del vostro meglio per realizzarli, sforzandovi con tutto il cuore così come si addice alla gioventù.
(Traduzione di Susanna Celotti dal Soka Shimpo, quindicinale della divisione giovani della Soka Gakkai, del 7 marzo 2012)
di Daisaku Ikeda
Mettiamo il Daimoku al primo posto
È importante mettere il Daimoku al primo posto. Dobbiamo sempre iniziare recitando Nam-myoho-renge-kyo con convinzione. Perché pratichiamo? Per rendere le nostre vite più forti e manifestare pienamente il nostro potenziale.
Nichiren Daishonin scrive: «La potente spada del Sutra del Loto deve essere brandita da un coraggioso nella fede. Allora egli sarà forte come un demone armato di una mazza di ferro» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365).
Dobbiamo scavalcare i limiti del nostro piccolo io e dedicarci con tutto il cuore alla diffusione della Legge mistica. È importante sbarazzarci della tendenza alla negligenza, a prendere scorciatoie e a fare il minimo indispensabile, e dobbiamo combattere l’arroganza di pensare che le nostre inconsistenti strategie in qualche modo ci trarranno d’impaccio. Non vi è nulla di più potente della recitazione del Daimoku basata sulla promessa di vincere per kosen-rufu.
I giovani che recitano Daimoku non retrocedono mai. Recitare Daimoku significa imboccare la strada per la vittoria. Coloro che basano le proprie azioni sulla preghiera alla fine vinceranno.
Muoviamoci verso la migliore direzione possibile per la nostra vita
A proposito della preghiera basata sulla Legge mistica, Nichiren Daishonin scrive che ci sono «preghiere visibili con risposte visibili, preghiere visibili con risposte invisibili, preghiere invisibili con risposte invisibili e preghiere invisibili con risposte visibili» (Lettera al prete laico Domyo, RSND, 1, 665). A volte le nostre preghiere hanno subito una risposta, mentre altre volte non si riesce a ottenere chiarezza. In ogni caso, la cosa importante è continuare a recitare Nam-myoho-renge-kyo con una fede incrollabile nel Gohonzon. Dobbiamo continuare a recitare Daimoku con convinzione, e continuare a farlo fino alla fine.
Anche se sembra che non vi sia risposta alle nostre preghiere, alla fine tutto andrà nella direzione più giusta per la nostra vita. Saremo in grado di costruire una vita di incredibile gioia per la quale sarà valsa la pena lottare e sforzarci. Questo è il grande potere della Legge mistica.
Stabiliamo sempre obiettivi precisi
Una freccia non può colpire il bersaglio se non si prende bene la mira. Lo stesso vale per il Daimoku. Le nostre preghiere funzionano quando stabiliamo degli obiettivi chiari e ci sforziamo con impegno e tenacia per realizzarli.
La fede nel Buddismo di Nichiren Daishonin non si limita alla recitazione di Daimoku davanti al Gohonzon nell’attesa passiva che le cose vadano automaticamente bene. Dobbiamo recitare e sforzarci, sforzarci e recitare: solo in questo modo possiamo attivare le funzioni positive dell’universo che lavorano per il nostro successo.
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, parafrasando il Daishonin disse: «Se non siete in grado di attraversare un fossato largo tre metri, come potete sperare di attraversarne uno largo sei o nove? (cfr. Lettera di petizione di Yorimoto, RSND, 1, 718). Dovete lavorare con risolutezza e pazienza per realizzare ogni obiettivo che vi siete posti».
Quando perdiamo di vista i nostri obiettivi, cominciamo a girare a vuoto e non andiamo da nessuna parte.
Recitate specificamente per i vostri obiettivi futuri, e poi fate del vostro meglio per realizzarli, sforzandovi con tutto il cuore così come si addice alla gioventù.
(Traduzione di Susanna Celotti dal Soka Shimpo, quindicinale della divisione giovani della Soka Gakkai, del 7 marzo 2012)