BS / 7 aprile 2026

La scelta del tempo

Dalla serie "Nichiren Daishonin. Un grande voto compassionevole per la felicità dell'umanità" VENTESIMA PUNTATA (pubblicata sul mensile Daibyakurenge di dicembre 2023)

Con l’attacco al Giappone da parte delle forze mongole della dinastia Yuan,1 avvenuto il decimo mese del 1274 (e noto come “battaglia di Bun’ei”), “il “disastro dell’invasione da parte di paesi stranieri”, previsto da Nichiren, era diventato realtà.
L’invasione si era conclusa con una improvvisa ritirata dei Mongoli ma, pochi mesi dopo, questi avevano mandato cinque inviati ufficiali, fra cui il burocrate Yuan Du Shizhong originario della Mongolia, che giunsero a Murotsu, nella provincia di Nagato,2 il sedicesimo giorno del quarto mese del 1275. Il loro intento era richiedere al Giappone il pagamento di un tributo all’impero mongolo. Ma lo shogunato, invece di trattarli come diplomatici, li fece immediatamente prigionieri e li trasferì a Kamakura dove, il settimo giorno del nono mese, furono decapitati a Tatsunokuchi.
Nichiren venne subito a sapere delle esecuzioni dal resoconto inviatogli dal signore Nishiyama, un discepolo che era appena tornato a casa, nella provincia di Suruga,3 da Kamakura. Nella sua risposta Nichiren scrive: «Com’è penoso che siano stati decapitati gli innocenti inviati mongoli» (Gli inviati mongoli, RSND, 1, 560), esprimendo rammarico e collera per il comportamento brutale dello shogunato e simpatizzando con gli inviati.
Tre anni dopo, nel 1278, Nichiren denunciò nuovamente lo shogunato per questo errore: «Com’è penoso che Hei no Saemon e il signore di Sagami4 non mi abbiano dato ascolto! Di certo, non avrebbero decapitato gli inviati dell’impero mongolo che arrivarono qualche tempo fa. Senza dubbio ora lo stanno rimpiangendo» (Un padre abbraccia la fede, RSND, 1, 749).

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