Apriamo la strada della rivoluzione umana globale
Pubblicato sul mensile Daibyakurenge di dicembre 2017
«La missione della Soka Gakkai è la rivoluzione religiosa».1 Il mio maestro Josei Toda fece questa forte dichiarazione durante una riunione generale delle giovani donne nel dicembre 1955.
Sin dalla sua fondazione la Soka Gakkai ha lottato per capovolgere la tendenza della religione a utilizzare le persone e per dare inizio a un'epoca in cui sia davvero al servizio dei loro bisogni. Si potrebbe affermare che tutta la storia della Soka Gakkai sia stata dedicata alla rivoluzione religiosa.
Toda proseguì spiegando che per rivoluzione religiosa intendeva la rivoluzione umana: «In parole povere, compiere la propria rivoluzione umana non significa diventare un'altra persona, bensì creare una vita di felicità e soddisfazione. La rivoluzione religiosa non è una battaglia contro le altre religioni ma contro le difficoltà nella vita quotidiana, per diventare felici e aiutare anche altri a diventarlo. Questo è il nostro scopo».2
Affrontare onestamente i problemi della vita, diventare felici e guidare altre persone alla felicità. Questo, disse Toda, è il cammino della rivoluzione umana e il cuore della rivoluzione religiosa. E spiegò con grande forza questa verità fondamentale alle giovani donne che avevano il compito di costruire il futuro.
Ognuno e ognuna di noi è protagonista della propria storia di rivoluzione umana. Nichiren Daishonin insegna che, per rimanere sempre sulla strada della felicità autentica, ciò che conta di più è il nostro cuore. Questo principio è la chiave che permette a chiunque, in qualsiasi luogo e tempo, di vincere nella propria rivoluzione umana.
Il Daishonin loda la fede di Shijo Kingo e Sennichi-ama
In una lettera al suo discepolo Shijo Kingo il Daishonin scrive: «È il cuore che è importante» (La strategia del Sutra del Loto, RSND, 1, 889). Shijo Kingo fu perseguitato dagli altri vassalli e vide minacciate le sue fonti di sostentamento dopo aver cercato di far conoscere al suo signore l'insegnamento che aveva abbracciato. Il Daishonin lo incoraggia ad affrontare il problema e vincere con una fede corretta e tenace, perché ciò che abbiamo nel cuore e nella mente determina il risultato.
Anche alla monaca laica Sennichi, che abitava sull'isola di Sado, il Daishonin scrive: «È solamente il cuore che conta» (Il tamburo alla Porta del Tuono, RSND, 1, 844). In numerose occasioni Sennichi aveva inviato il marito Abutsu-bo sul monte Minobu per portare offerte al Daishonin. Sapendo quanto la donna avrebbe desiderato andare personalmente a fargli visita ma fosse invece rimasta a casa a prendersi cura delle necessità familiari, il Daishonin la incoraggia con calore dicendole che, nonostante fossero così distanti fisicamente, aveva sicuramente ricevuto il suo "cuore". "Cuore" qui indica lo spirito di non dualità di maestro e discepolo.
Il cuore dell'altruismo, il cuore della sfida e il cuore della convinzione
Alla luce di ciò che il Daishonin insegna, è chiaro che un cuore pervaso di fede autentica e dello spirito di non dualità di maestro e discepolo è la forza motrice per realizzare la felicità e la vittoria e costruire una vita di brillanti realizzazioni.
In questa lezione, che conclude la serie "La religione della rivoluzione umana", mi concentrerò su un assunto fondamentale del Buddismo di Nichiren: «È il cuore che è importante». Lo esaminerò da tre prospettive: il cuore dell'altruismo, il cuore della sfida e il cuore della convinzione.
«Il cibo ha tre virtù. Primo, sostiene la vita. Secondo, ravviva la carnagione. Terzo, alimenta la forza. Se si offre del cibo agli altri, si farà del bene anche a se stessi, cosi come, per esempio, se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada» (Sulle tre virtù del cibo, RSND, 2, 996).3
Il cibo è vita
Iniziamo parlando del cuore dell'altruismo: fare del bene agli altri.
La lettera Sulle tre virtù del cibo fu scritta dal Daishonin per ringraziare un discepolo che gli aveva inviato del cibo come offerta. In essa sono descritte le tre virtù o funzioni del cibo: sostenere la vita, migliorare la salute e rafforzare le energie mentali e fisiche. Il cibo è vita, questo intende dire il Daishonin.
Permettetemi di esprimere nuovamente la mia sincera gratitudine e ammirazione per le persone impegnate in attività come l'agricoltura e la pesca, che negli anni passati non si sono fatte spaventare dal cattivo tempo e da altre circostanze difficili e hanno continuato a procurarci il cibo che alimenta e sostiene la nostra vita.
Felicità propria e altrui
Il Daishonin scrive: «Se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada». Quando ci preoccupiamo del benessere delle altre persone e le aiutiamo, non stiamo facendo del bene solo a loro ma creiamo fortuna anche per noi.
Tantissimi membri della nostra organizzazione hanno inciso nel cuore queste auree parole del Daishonin rendendole una guida per le loro attività.
Tsunesaburo Makiguchi, il fondatore della Soka Gakkai, apprezzava profondamente questo punto di vista e nel suo Soka Kyoikygaku Taikei (Il sistema pedagogico per la creazione di valore) esortava ad abbandonare i due estremi di una vita dipendente, nella quale si conta solo sugli altri, e di una vita indipendente, nella quale ci si concentra unicamente su di sé, per abbracciare quella che egli chiamava vita contributiva.4
Tale filosofia e l'impegno a fornire un contributo positivo alla società alimentando il benessere e la prosperità propria e altrui sono sempre stati la forza motivante e l'orgoglio dei membri della Soka Gakkai, che hanno perseverato nella pratica buddista mettendo solide radici nelle loro comunità.
Il Daishonin scrive a Shijo Kingo: «Vivi in modo che tutte le persone di Kamakura lodino Nakatsukasa Saburo Saemon-no-jo [Shijo Kingo] per la devozione al suo signore, al Buddismo e per il suo rispetto e attenzione nei confronti degli altri» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 755).
I nobili membri della Soka Gakkai, mettendo in pratica il Buddismo del Daishonin, hanno preso a cuore questo passo continuando a sforzarsi con grande tenacia. Si sono impegnati attivamente nelle proprie comunità guadagnandosi la fiducia delle persone intorno a loro e hanno sempre dato la massima importanza al «comportamento da essere umano» (Ibidem, 756).
Attraverso il loro impegno hanno promosso buone relazioni con i vicini e sono diventati una forza essenziale per la costruzione di una rete di persone che operano insieme per il bene.
Fare del bene agli altri porta benefici anche a noi
Nel corso di calamità naturali come il grande terremoto di Hansin del 1995 (che colpì Kobe e le aree circostanti del Kansai), il terremoto e tsunami nel Tohoku del marzo 2011 e il terremoto di Kumamoto (nel Kyushu) del 2016, molti membri della Soka Gakkai locale, pur essendo colpiti personalmente dalla tragedia, hanno profuso tutte le loro energie per aiutare e incoraggiare le persone che stavano soffrendo. Questa nobilissima "virtù invisibile" ha prodotto enormi "ricompense visibili" che stanno portando nel Kansai, nel Tohoku e nel Kyushu una luce di speranza non solo per il Giappone, ma per il mondo intero.
Noi ci dedichiamo a illuminare la strada alle altre persone. Incontriamo chi sta lottando o soffrendo e attraverso la Legge mistica dissolviamo l'oscurità fondamentale o ignoranza5 non solo nella loro vita, ma anche nella nostra.
Più agiamo così, più apportiamo benefici alla società e accumuliamo fortuna tutti insieme. Come membri della Soka Gakkai stiamo percorrendo il supremo cammino della felicità propria e altrui.
«È dunque difficile per noi, persone comuni che non hanno conoscenza del remoto passato e del lontano futuro, aver fede in questo sutra [il Sutra del Loto]. Stando così le cose, anche se lo praticassimo, che significato avrebbe per noi? Alla luce di ciò possiamo dedurre che, quando il Sutra del Loto viene esposto da una persona in grado di esibire adesso una prova chiaramente visibile, ci saranno anche persone che crederanno» (Lettera a Horen, RSND, 1, 455).6
Le dinamiche del cuore producono esperienze reali
La rappresentazione della rivoluzione umana non è altro che la storia delle singole vittorie dei membri della Soka Gakkai che non si sono dati per vinti nemmeno davanti a enormi avversità e hanno mostrato una meravigliosa prova concreta del beneficio del Buddismo di Nichiren impegnandosi con spirito di sfida, con il cuore della sfida.
Lettera a Horen, del 1275, è indirizzata a Soya Kyoshin (noto anche come Horen), un risoluto discepolo del Daishonin che aveva appena inviato al maestro, insieme a varie offerte, una dichiarazione di suo pugno che aveva letto ad alta voce in occasione del tredicesimo servizio funebre per la morte del padre.
Il Daishonin loda la devozione filiale del discepolo e descrive i benefici delle preghiere offerte per i defunti sulla base della Legge mistica; questo scritto testimonia anche la grande convinzione del Daishonin e parla delle lotte del devoto del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge.
Nel Gosho è scritto che «è difficile per noi, persone comuni che non hanno conoscenza del remoto passato e del lontano futuro, aver fede in questo sutra [il Sutra del Loto]». Perché il Sutra del Loto è così difficile da credere e da comprendere? Perché, sebbene insegni il principio buddista di causalità che opera nelle tre esistenze di passato, presente e futuro, le persone comuni non possono conoscere le esistenze passate o future e dunque inevitabilmente trovano difficile credervi.
Per questo il Daishonin cercava di aprire gli occhi delle persone comuni, velati dall'oscurità o ignoranza, e farle risvegliare alla fede attraverso una «prova chiaramente visibile», cioè una prova concreta palese a tutti.
Nella seconda metà di Lettera a Horen il Daishonin descrive la sua battaglia personale contro le persecuzioni che lo avevano colpito per aver diffuso il Sutra del Loto e accenna anche al fatto che le due calamità che aveva predetto da tempo, cioè le lotte interne e l'invasione straniera,7 adesso erano realmente accadute. Così facendo afferma di essere il devoto del Sutra del Loto nell'Ultimo giorno della Legge, come dimostra la prova concreta della veridicità delle predizioni che formulò nel corso della sua lotta per cambiare il karma del paese.
Discepoli che trasformano le avversità in vittoria
Anche i discepoli del Daishonin seguirono il suo grande esempio, sfidando coraggiosamente le difficoltà che sorgevano nella loro vita.
Shijo Kingo fu perseguitato ed ebbe momenti veramente difficili ma, grazie all'assidua guida del Daishonin, rimase fedelmente al servizio del suo signore e continuò ad affrontare la situazione con la fede. Così non solo riconquistò la fiducia del suo signore, ma ricevette un feudo tre volte più grande di quello che aveva in precedenza.
In una lettera ai fratelli Ikegami, che furono disconosciuti due volte dal padre, il Daishonin scrive: «I tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrerà, mentre lo stolto indietreggerà» (RSND, 1, 568). Stava insegnando loro l'essenza della fede per affrontare gli ostacoli con spirito positivo e coraggioso.
I fratelli Ikegami non arretrarono di un passo, ma restarono aderenti alla loro fede nel Sutra del Loto e, insieme alle loro mogli, formarono un fronte unito per affrontare la situazione. Alla fine riuscirono anche a persuadere il padre, che si era opposto alla loro fede buddista, ad abbracciare la Legge mistica, dando una prova concreta di armonia familiare.
Così i discepoli del Daishonin, ciascuno nelle proprie circostanze, fornirono una «prova chiaramente visibile» e realizzarono un'esperienza di vittoria personale. Il Daishonin era sempre entusiasta delle vittorie dei discepoli e diceva che "lo rendevano veramente felice" (cfr. Nove pensieri per una parola, RSND, 2, 686).
Ispiriamo gli altri con la prova concreta del potere della fede
In accordo con gli insegnamenti del Daishonin, Makiguchi, Toda e io, uniti dal legame di maestro e discepolo, siamo sempre avanzati verso kosen-rufu dando importanza soprattutto alla prova concreta.
Il Daishonin afferma che «[per valutare le dottrine buddiste] i metodi migliori siano la ragione e la prova documentaria. Ma ancora migliore di queste è la prova concreta» (I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia, RSND, 1, 532), perché la «prova chiaramente visibile» - cioè la prova concreta del potere della fede e della pratica buddista - è l'argomento più persuasivo e convincente che ci sia. L'esperienza concreta ha una grande forza.
Le meravigliose esperienze che i membri condividono negli zadankai non sono altro che la «prova chiaramente visibile» dei nostri tempi. E anche se gli sforzi che facciamo nella pratica buddista non producono immediati risultati visibili, il "cuore" o spirito di continuare a sfidarsi, decisi a non farsi sconfiggere dalle avversità, è il segno che abbiamo già vinto. È impossibile che la nostra esperienza non tocchi tante altre persone infondendo loro coraggio e speranza.
L'esperienza di un singolo individuo che sfida il proprio destino ha un effetto a catena che alla fine trasforma il destino della società intera. Questa è la formula per cui la rivoluzione umana conduce direttamente alla pace mondiale.
«Quelli che credono nel Sutra del Loto sono come l'inverno, che si trasforma sempre in primavera. Non si è mai visto né udito, sin dai tempi antichi, di un inverno che si sia trasformato in autunno, né si è mai sentito di alcun credente del Sutra del Loto che sia diventato un essere comune. Un passo del sutra dice: "Fra coloro che ascoltano la Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità"» (L'inverno si trasforma sempre in primavera, RSND, 1, 477).8
Incoraggiamo chi sta soffrendo di più
"L'inverno si trasforma sempre in primavera". I membri di tutto il mondo hanno inciso profondamente nel cuore queste parole del Daishonin e le custodiscono come fonte di speranza nella loro pratica buddista. Di certo non si potrebbe esprimere in maniera più concisa l'essenza della rivoluzione umana.
In queste parole avverto intensamente il cuore del Daishonin, la sua convinzione che possiamo superare ogni ostacolo e conseguire senza alcun dubbio la Buddità in questa esistenza.
L'inverno si trasforma sempre in primavera è una lettera indirizzata alla monaca laica Myoichi, una discepola dalla forte fede che viveva a Kamakura. Sebbene molti discepoli avessero abbandonato la fede durante la persecuzione di Tatsunokuchi e il successivo esilio a Sado, Myoichi e il marito mantennero la fede nel Sutra del Loto. A causa di ciò quest'ultimo andò incontro a varie difficoltà, fra cui la confisca dei possedimenti. Morì prima che al Daishonin fosse condonato l'esilio e gli fosse concesso di ritornare da Sado.
Myoichi, che pure era afflitta da problemi di salute, dopo la morte del marito rimase sola a occuparsi dei due figli, uno dei quali era malato. Come dev'essersi sentita triste! Ma anche in quelle ardue circostanze continuò a sostenere costantemente il Daishonin, inviandogli un servo per assisterlo sia a Sado sia sul monte Minobu.
In questa lettera il Daishonin risponde alla sua sincerità incoraggiandola con tutto il cuore, deciso a far sì che diventi felice e consegua la Buddità in questa esistenza.
Una religione di speranza per superare le avversità
In questo passo il Daishonin anzitutto premette che "è come se coloro che credono nel Sutra del Loto si trovassero in inverno". Godere di una primavera di speranza significa superare un inverno di avversità.
Ma perché «quelli che credono nel Sutra del Loto» devono superare aspre difficoltà paragonabili a un gelido inverno? Perché, come il Sutra del Loto insegna, i "tre ostacoli e i quattro demoni" e i "tre potenti nemici" appaiono sicuramente per ostruire il cammino della pratica buddista che mira al conseguimento della Buddità in questa esistenza.
Ma il Daishonin ci assicura che "l'inverno si trasforma sempre in primavera".
Se osserviamo il flusso naturale delle stagioni, l'inverno non diventa mai autunno e, per quanto lungo e freddo possa essere, alla fine cede il passo al tepore della primavera. Allo stesso modo, se superiamo le opposizioni"invernali" alla nostra pratica buddista e continuiamo a impegnarci al massimo, risvegliando in noi una forte fede, alla fine riusciremo sicuramente a far sbocciare nella nostra vita una profusione di fiori di vittoria. Questo è assolutamente garantito.
Perciò è importante perseverare nella fede fino all'ultimo istante. Se ci fermiamo a metà strada e cediamo ai dubbi, smettendo di praticare, i nostri sforzi saranno stati vani. La chiave è continuare a procedere tenaci, incessanti, con allegria e fiducia nell'arrivo di una primavera di gioia.
Non lasciamo indietro nessuna persona
Un altro aspetto importante della fede nel Sutra del Loto è che ogni persona che ode l'insegnamento della Legge mistica è certa di ottenere l'Illuminazione. Come afferma un passo del secondo capitolo del Sutra del Loto Espedienti: «Fra coloro che ascoltano la Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità» (SDLPE, 85).
Così come l'arrivo della primavera non è riservato a un gruppo selezionato di persone, la Legge mistica apre la strada per l'Illuminazione di tutti, senza escludere o lasciare indietro nessuno; ciò diventa possibile piantando nella vita delle persone il seme della Legge mistica, la causa per il conseguimento della Buddità. È questo che caratterizza il Buddismo di Nichiren come religione universale.
Il Daishonin afferma: «Vedendo anche un solo fiore si può predire l'arrivo della primavera» (L'apertura degli occhi, RSND, 1, 241). Possiamo percepire l'arrivo della primavera vedendo un fiore sbocciare pieno di vitalità in mezzo al vento gelido. Ciò significa che "il cuore della convinzione" di un singolo individuo che ha fatto sbocciare la sua vittoria grazie alla fede nella Legge mistica può creare una fragrante brezza di speranza e portare una primavera di gioia e di vittoria a tutte le persone intorno.
Il cambiamento inizia nel cuore
Il cuore e la mente umana sono veramente incredibili e insondabili. Tutto si può trasformare attraverso "il meraviglioso funzionamento del nostro cuore o mente" (cfr. Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 110, 56).
In una lettera che inviò dal carcere alla famiglia, Makiguchi scrisse: «A seconda del proprio stato mentale, anche l'inferno può essere piacevole».9 La censura governativa cancellò queste parole, che comunicavano con chiarezza lo stato vitale imperturbabile che aveva raggiunto.
In questa lezione ho discusso dell'importanza del cuore da tre prospettive: il cuore dell'altruismo, o fare del bene agli altri, il cuore della sfida e il cuore della convinzione. Come membri della Soka Gakkai, la nostra fede nel Buddismo di Nichiren ci permette di godere di un ricco stato vitale.
Attraverso una costante pratica buddista quotidiana manifestiamo in modo naturale gli stati vitali di Bodhisattva e Buddità caratterizzati da un atteggiamento tenace, sempre vittorioso, pionieristico, rigenerante, resiliente, coraggioso, compassionevole, tollerante, incoraggiante, riconoscente e invincibile. Noi abbiamo un mezzo straordinario: il principio dei tremila regni in un singolo istante di vita che ci permette, attraverso un cambiamento di fondo del nostro cuore, di trasformare noi stessi, il nostro ambiente e la società.
"Cambiare il cuore" non significa tirarsi su di morale o sentirsi meglio momentaneamente senza cambiare la nostra realtà. La vera trasformazione del cuore è più profonda; un cambiamento interiore autentico produce un mutamento concreto nella nostra vita. "Approfondire il cuore" - lo stato vitale - è l'essenza della religione della rivoluzione umana. Quando parliamo di ottenere benefici attraverso la pratica buddista, in ultima analisi ci stiamo riferendo proprio a questa trasformazione interiore.
Per questo è necessario un atteggiamento serio nella fede. Se ci lasciamo sconfiggere dalle funzioni negative e ci abbandoniamo alle lamentele, il nostro cuore perderà la sua brillantezza. Una sottile differenza nel cuore può determinare una differenza enorme nei risultati.
Il Daishonin dice che il funzionamento del nostro cuore, o vita, è "rigoroso" [o senza eccezione] e aggiunge che ognuno dei tremila regni esiste nella nostra vita (cfr. Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 110, 49). È il cuore che determina se conseguiremo e meno la Buddità. Per questo «è il cuore che è importante».
[Tremila regni in un singolo istante di vita (giapp. ichinen sanzen): sistema filosofico elaborato dal maestro cinese T'ien-t'ai sulla base del Sutra del Loto secondo cui l'intero mondo fenomenico - i "tremila regni" dell'esistenza, che indicano i vari aspetti che la vita assume in ciascun momento - esiste in un singolo istante di vita dell'individuo, e un singolo istante di vita permea l'intero mondo fenomenico].
Poniamo le cause della vittoria futura
Scrive il Daishonin: «Poiché la vita non dura che un momento, il Budda ha esposto i benefici che derivano da un singolo istante di gioia [per avere udito il Sutra del Loto]» (Domande e risposte riguardo all'abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 56). Una fresca determinazione nella fede adesso, in questo preciso momento, può trasformare tutto.
Come praticanti del Buddismo di Nichiren, direzionando il nostro cuore diamo forma al presente e al futuro. Invece di rimuginare sul passato e cedere al rimpianto, è importante agire positivamente proprio adesso per creare qualcosa di significativo per il futuro.
Nella vita reale ci sono momenti in cui vinciamo e momenti in cui perdiamo ma, per quanto siano dolorose le prove che dobbiamo affrontare, fintanto che manteniamo la fede possiamo sicuramente porre le cause per una grande vittoria futura.
La luce splendente della rivoluzione umana
Noi della Soka Gakkai abbiamo lo spirito di dedicarci sempre al voto di kosen-rufu e di avanzare sempre insieme alla Soka Gakkai.
In verità, quando abbiamo il "cuore" di basare la vita sulla Legge mistica, sulla via di maestro e discepolo, e di impegnarci insieme ai compagni di fede, possiamo aprire possibilità illimitate in ogni situazione. Ciò che abbiamo nel cuore in questo momento dà forma al nostro futuro.
Perciò alziamoci, ognuno con le proprie capacità, e agiamo. Siamo tutti coraggiosi Bodhisattva della Terra con una missione da realizzare in questo mondo. Possa la vostra vita irradiare la luce splendente della rivoluzione umana!
Mentre ci dirigiamo verso una primavera di pace e felicità per tutta l'umanità, il sole di un'epoca di umanesimo buddista risplende sempre più luminoso.
(Traduzione di Marialuisa Cellerino)
[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]