BS 204 / 1 gennaio 2021

La pratica del Bodhisattva Mai Sprezzante su scala globale

Lezioni di Daisaku Ikeda sugli scritti di Nichiren Daishonin

Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di gennaio 2020

Il viaggio per propagare
la Legge mistica
è lungo;
incoraggiamoci a vicenda
e avanziamo insieme.

Conservo cari ricordi legati a questa poesia, composta dal mio maestro Josei Toda in occasione di un Capodanno di sessantacinque anni fa per i discepoli che lottavano al suo fianco e incisa su un monumento che si trova nella corte nord del Palazzo del grande voto di kosen-rufu, che quest’anno celebrerà il settimo anno di apertura (questa lezione è stata pubblicata a gennaio 2020, n.d.r.).
Il viaggio di kosen-rufu ha lo scopo di diffondere la Legge mistica. Coincide con la trasmissione del Buddismo verso Occidente, cioè con il ritorno dell’essenza del Buddismo dal Giappone all’India, sua terra d’origine, e al mondo intero.

1


Ogni volta che recito dentro di me la poesia di Toda rinnovo la determinazione di proseguire il lungo viaggio di kosen-rufu mondiale, unito per sempre al mio maestro e ai compagni e alle compagne di fede.
Quest’anno ricorre il 90° anniversario della fondazione della Soka Gakkai. Nel corso del nostro vasto e interminabile viaggio per kosen-rufu abbiamo attraversato infinite tempeste e superato montagne di difficoltà, una dopo l’altra. Siamo giunti in vista della vetta gloriosa del nostro centenario (2030) e il viaggio prosegue senza sosta, ovunque nel mondo.
L’incoraggiamento è un’espressione di rispetto e fiducia
«Incoraggiamoci a vicenda e avanziamo insieme». Queste parole racchiudono l’essenza della pratica dell’insegnamento umanistico del Daishonin. L’incoraggiamento non è a senso unico, è reciproco: incoraggiamo e riceviamo incoraggiamento, facendo del nostro meglio per procedere insieme proprio come diceva Toda. Alla base dell’incoraggiamento ci sono fiducia e rispetto. Un incoraggiamento autentico nasce dalla convinzione dell’intrinseca dignità degli esseri umani e della loro capacità innata di fare del bene.
Con questa potente convinzione, Toda incoraggiava senza sosta le persone sopraffatte dai dolori della vita e appesantite dalle sofferenze karmiche. Considerando ogni individuo nobile e prezioso, dotato della natura di Budda, gli trasmetteva la luce della speranza. Anch’io, come suo discepolo, mi sono dedicato anima e corpo a incoraggiare le altre persone. Le azioni del Bodhisattva Mai Sprezzante, che appare nel Sutra del Loto, sono il modello di questo tipo di incoraggiamento.
“Mai Sprezzante” è qualcuno che rispetta gli altri. Poiché noi rispettiamo la vita di ogni persona che incontriamo, possiamo aiutarla a far emergere il coraggio e la grande forza vitale che possiede intrinsecamente. Inoltre, quando incoraggiamo anche noi veniamo incoraggiati. Dimostrare rispetto per gli altri rafforza e arricchisce infinitamente la nostra vita.

Il Buddismo risiede nel nostro comportamento da esseri umani

Il Daishonin scrive: «Il cuore di tutti gli insegnamenti della vita del Budda è il Sutra del Loto e il cuore della pratica del Sutra del Loto si trova nel capitolo Mai Sprezzante. Cosa significa il profondo rispetto del Bodhisattva Mai Sprezzante per la gente? Il vero significato dell’apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 756). Per me ciò significa che noi stiamo non solo portando avanti la missione di kosen-rufu come Bodhisattva della Terra, ma anche diffondendo con gioia la pratica del Bodhisattva Mai Sprezzante, che consiste nel rispettare tutte le persone che vivono nel travagliato mondo di saha nell’epoca malvagia successiva alla morte del Budda.
Questo «comportamento da essere umano» si incarna nell’atto di incoraggiare la persona che abbiamo di fronte ed è al centro del nostro movimento di dialogo basato sul rispetto per la dignità della vita e per tutte le persone.
Nel passo seguente, tratto dallo scritto Sulla profezia del Budda, il Daishonin si paragona, in quanto devoto del Sutra del Loto dell’Ultimo giorno della Legge, al Bodhisattva Mai Sprezzante.
«Sotto la loro protezione [degli dèi celesti, le divinità benevolenti e i bodhisattva numerosi come i granelli di polvere di mille mondi che emersero dalla terra], egli [il devoto del Sutra del Loto] [istituirà e] diffonderà ampiamente in tutto Jambudvipa l’oggetto di culto dell’insegnamento originale, cioè i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo. Accadde lo stesso al Bodhisattva Mai Sprezzante che visse nel Medio giorno della Legge del Budda Re Suono Maestoso.

2

 Egli propagò ampiamente nella sua terra l’insegnamento di ventiquattro caratteri che comincia con “nutro per voi un profondo rispetto”, e fu attaccato con bastoni di legno dall’intera popolazione. I ventiquattro caratteri di Mai Sprezzante e i cinque caratteri di Nichiren differiscono a parole, ma lo spirito è lo stesso. Anche il metodo di propagazione è esattamente lo stesso, sia alla fine del Medio giorno del Budda Re Suono Maestoso sia adesso, all’inizio dell’Ultimo giorno. Il Bodhisattva Mai Sprezzante era una persona allo stadio iniziale di provare gioia e Nichiren è un essere comune allo stadio di udire il nome e le parole della verità3» (Sulla profezia del Budda

4

, RSND, 1, 354).

Felici così come siamo

All’inizio della storica campagna di Osaka il presidente Toda tenne una lezione sul Gosho Sulla profezia del Budda presso la sala civica di Nakanoshima, nel gennaio 1956. Nella sua copia del Sutra del Loto aveva sottolineato i ventiquattro caratteri del Sutra del Loto,

5

 quelli che nel passo citato vengano chiamati «l’insegnamento di ventiquattro caratteri».
Nella sua lezione disse: «Né il Bodhisattva Mai Sprezzante né il Daishonin avevano l’aspetto di Budda magnifici e scintillanti. Il Daishonin era un comune essere umano e il Bodhisattva Mai Sprezzante un praticante allo “stadio iniziale di provare gioia”, cioè qualcuno che aveva appena iniziato a praticare».

6


Intendeva dire che noi possiamo diventare felici così come siamo. Un Budda dell’Ultimo giorno della Legge è un comune essere umano, non un essere splendente dotato di attributi sovrumani come quelli descritti nei sutra come espedienti.
Non dobbiamo impressionare gli altri, darci delle arie o fingere di essere qualcosa che non siamo. Noi persone comuni di questo mondo di saha siamo intrinsecamente Budda, dotati di suprema dignità. Come indica l’espressione “stadio iniziale di provare gioia”, la fede non si misura in base al tempo di pratica o alla posizione nell’organizzazione. Nella sua lezione Toda stava esortando i nuovi membri del Kansai a mantenere fresca la gioia della fede.

Dialoghiamo con le persone intorno a noi

Molte delle persone presenti a quella lezione erano alle prese con varie difficoltà personali, alcune erano davvero disperate e avevano perso ogni fiducia in loro stesse. Toda le incoraggiò spiegando loro che non avrebbero dovuto fare altro che condividere fiduciose il Buddismo con gli altri e che in questo modo, come assicura il Daishonin, avrebbero sicuramente conseguito lo stato vitale della Buddità e goduto di una felicità assoluta grazie alla fede e alla pratica.
La sua insistenza sul fatto che erano “grandi persone comuni” e che avrebbero potuto conseguire la Buddità toccò profondamente quelle donne e quegli uomini perbene e semplici che, al colmo della gioia, cominciarono a darsi da fare per far conoscere il Buddismo di Nichiren agli altri.
Emulando il comportamento del Bodhisattva Mai Sprezzante, si rivolgevano a chiunque incontravano, vedevano o conoscevano cercando coraggiosamente un dialogo. Spiegavano che attraverso la pratica del Buddismo di Nichiren avrebbero raggiunto la felicità e che recitando Nam-myoho-renge-kyo avrebbero risolto i loro problemi. Quegli sforzi tenaci portarono all’intramontabile risultato della campagna di Osaka.
«È come il caso in cui ci si inchini rispettosamente davanti a uno specchio: l’immagine nello specchio allo stesso modo si inchina rispettosamente davanti a noi» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 120, 53). Misero in pratica queste parole del Daishonin, che anche Tsunesaburo Makiguchi aveva sottolineato nella sua copia del Gosho, facendo un “inchino rispettoso” che comunicava il massimo rispetto verso la natura di Budda di ogni persona che incontravano.

Sii ragionevole e flessibile

Il Bodhisattva Mai Sprezzante non era affatto un eminente bodhisattva e nemmeno una persona particolarmente erudita. Semplicemente persisteva nell’inchinarsi rispettosamente alle persone dicendo: «Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza» (SDLPE, 365). Ma queste, lungi dall’essergli grate, si incollerivano, lo deridevano per la sua ignoranza e lo attaccavano per ciò che aveva detto. Ma anche quando veniva assalito con pietre e bastoni, egli si poneva a distanza di sicurezza e poi continuava a proclamare a gran voce: «Voi tutti certamente conseguirete la Buddità!» (Ibidem). Era ragionevole e flessibile, evitava saggiamente che gli venisse fatto del male e tuttavia continuava a dire ciò che andava detto.
Rimaneva calmo e imperturbabile e continuava a cercare di dialogare con gli altri giorno dopo giorno. Il suo comportamento tenace rivela un’autentica umanità.
C’è un ulteriore aspetto del comportamento di Mai Sprezzante che desidero mettere in luce. Sebbene reagissero in maniera ostile, le persone a cui si rivolgeva non potevano fare a meno di riconoscere la verità delle sue parole. In altri termini, il Bodhisattva Mai Sprezzante trasmetteva l’essenza del Buddismo connettendosi con la vita di ogni persona. Il decimo capitolo del Sutra del Loto Il maestro della Legge afferma che chi è in grado di «trasmettere segretamente il Sutra del Loto a una sola persona» è l’inviato del Tathagata [il Budda], che svolge l’opera del Tathagata (cfr. SDLPE, 232). Il Bodhisattva Mai Sprezzante cercava in ogni modo di stabilire una relazione con la persona che aveva di fronte e farle conoscere il Buddismo. Dialogava instancabilmente con una persona dopo l’altra. In questo modo diffuse il “Sutra del Loto di ventiquattro caratteri”, la filosofia umanistica del Sutra del Loto basata sul rispetto di tutte le persone.
«Punto decimo, sul brano: “Allorché videro che egli aveva ottenuto grandi poteri sovrannaturali, il potere di predicare in modo gradevole ed eloquente, il potere di una profonda bontà e serenità, e udirono la sua predicazione, tutti loro presero fede in lui e volontariamente si fecero suoi fedeli seguaci” (SDLPE, 366).
La Raccolta degli insegnamenti orali dice: La parola “udirono” si riferisce allo stadio in cui si ascoltano il nome e le parole della verità, il secondo dei sei stadi della pratica. In realtà questo brano riguarda il Daimoku [Myoho-renge-kyo] che [come afferma il decimo volume di Parole e frasi di T’ien-t’ai] è “predicato in modo energico, benché ciò li faccia andare in collera”.
[Riguardo alla frase “tutti loro presero fede in lui e volontariamente si fecero suoi fedeli seguaci” (giapp. kai shinpuku zuiju):] la parola “tutti” [kai] si riferisce alle quattro categorie di credenti che erano prepotentemente arroganti. La parola “fede” [shin], si riferisce alla fede priva di dubbi. La parola “volontariamente”, fuku [puku], che letteralmente significa “sottomettersi”, indica che ci si sottomette e si obbedisce completamente al Sutra del Loto. La parola zui nel termine composto zuiju, che letteralmente significa “obbedire e seguire” ed è espressa nel testo con la frase “si fecero suoi fedeli seguaci”, significa che la propria mente è devota al Sutra del Loto. La parola ju significa che il proprio corpo è devoto al Sutra del Loto. In realtà questo brano sta dicendo che ora Nichiren e i suoi seguaci, i praticanti del Sutra del Loto che recitano Nam-myoho-renge-kyo, sono il Bodhisattva Mai Sprezzante dell’Ultimo giorno della Legge» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 120, 47).

7

Le azioni sincere cambiano gli altri

La Raccolta degli insegnamenti orali riconferma il fatto meraviglioso che ognuno e ognuna di noi, che ci impegniamo per kosen-rufu, è un «Bodhisattva Mai Sprezzante dell’Ultimo giorno della Legge». Qui il Daishonin afferma che i quattro tipi di credenti arroganti – monaci, monache, laici e laiche – che attaccarono e perseguitarono il Bodhisattva Mai Sprezzante, alla fine presero fede nelle sue parole attraverso il potere del «Daimoku che è predicato in modo energico, benché ciò li faccia andare in collera».
Nella frase immediatamente precedente a «udirono la sua predicazione», il Sutra del Loto descrive i quattro tipi di credenti arroganti che vedono il Bodhisattva Mai Sprezzante “ottenere grandi poteri sovrannaturali” e altre facoltà (cfr. SDLPE, 366), simbolo di una personalità brillante che lascia una profonda impressione negli altri e di una vivace e convincente eloquenza. Quando videro con i loro occhi queste qualità del Bodhisattva Mai Sprezzante, le persone arroganti che lo avevano disprezzato rimasero stupefatte, si accorsero del loro errore e dovettero riconoscere che era una persona eccezionale.
Nel Buddismo si emerge trionfanti. Se ci lasciamo sconfiggere dai soprusi e abbandoniamo la pratica di non disprezzare mai le altre persone, ci stiamo arrendendo alla funzione demoniaca dell’arroganza. Grazie alla perseveranza del Bodhisattva Mai Sprezzante «tutti loro presero fede in lui e volontariamente si fecero suoi fedeli seguaci» (SDLPE, Ibidem). Questo fu il trionfo della sua pratica sincera di credere nella natura di Budda di tutte le persone, indipendentemente dal fatto che lo deridessero o lo perseguitassero.
Il comportamento rispettoso del Bodhisattva Mai Sprezzante avvolgeva chiunque con la calda luce della compassione e trasformava la mente delle persone arroganti che lo avevano attaccato. Ciò era dovuto al potere del «Daimoku che è predicato in modo energico, benché ciò li faccia andare in collera». 

Una società basata sul rispetto

Quando incontrai Glenn Paige (1929-2017), famoso politologo che si batté per una società basata sul concetto di “non-uccidere”, parlammo del Bodhisattva Mai Sprezzante.

8

 Spiegai che questo bodhisattva sopportò tenacemente violenze verbali e fisiche, ma confidando nella natura di Budda di tutte le persone continuò a rispettarle senza mai nutrire disprezzo.
Commentai che è facile rispondere alla violenza con la violenza, ma che ciò non porrà fine al ciclo del male; al tempo stesso, se si sopporta la violenza in silenzio senza intraprendere alcuna azione, non si farà che favorirne la crescita. Dovremmo invece lottare senza compromessi a favore della nonviolenza, opponendoci a ogni violazione della dignità umana. Questa è la pratica del Buddismo, ribadii. Aggiunsi che nel cuore di chi si dedica a questa lotta per proteggere la dignità della vita risuona un canto di vittoria, e che per gettare le fondamenta di una pace duratura occorre formare persone del genere e creare un clima di nonviolenza.
Paige si trovò completamente d’accordo con me. Il nostro movimento dedito alla causa del bene sta svolgendo nel presente la pratica del Bodhisattva Mai Sprezzante, proseguendo la lotta per la pace.

«Perché lì ci sono delle persone»

La fondazione della Soka Gakkai Internazionale avvenne a Guam nel 1975 (26 gennaio). Eravamo in piena guerra fredda e il mondo era diviso nei due blocchi orientale e occidentale. Quel giorno partecipai alla riunione con la profonda determinazione che si riuscisse a superare quella separazione glaciale e trovare una strada sicura per unire tutta l’umanità. Per questo motivo l’anno precedente avevo visitato la Cina e l’Unione Sovietica, con l’intento di aprire varchi di amicizia. Quando mi chiesero perché visitassi paesi comunisti che rifiutavano la religione risposi: «Perché lì ci sono delle persone. Vado a incontrare le persone».

Una rete di cittadini e cittadine che abbraccia il mondo

Il Buddismo di Nichiren esiste per il benessere di tutte le persone. Per questo dovremmo comportarci come il Bodhisattva Mai Sprezzante, rispettando ognuna di loro e desiderando che riesca a risplendere al massimo. Non si costruisce la propria felicità sulle disgrazie altrui.
Lo scopo della Soka Gakkai è realizzare un’epoca in cui ogni persona possa vivere con vera dignità, portare a ciascuna pace e felicità e garantire la sicurezza della nostra comunità globale. La rete Soka di cittadini e cittadine del mondo è apparsa con questa meravigliosa e nobile missione.
Sono passati quarantacinque anni dalla fondazione della Sgi; da allora la nostra organizzazione è passata da 51 paesi e territori agli attuali 192 e ogni giorno il Seikyo Shimbun, quotidiano della Soka Gakkai, riporta le attività svolte dai nostri membri in tutto il globo.
Incarniamo lo spirito e la pratica del Bodhisattva Mai Sprezzante
Adesso ci sono membri a Ushuaia, in Argentina, una delle città più a sud del mondo, e a Vladivostok in Russia; nella Repubblica di Capo Verde nell’oceano Atlantico e nella storica città di Cracovia in Polonia. Anche in India, luogo natale del Buddismo, sono emersi danzando Bodhisattva della Terra e così in Asia, in Europa, Africa, nelle Americhe e in Oceania. Ovunque si trovino, i nostri membri intavolano gioiosi dialoghi buddisti allo scopo di incoraggiare le altre persone. Apprezzano ogni individuo, si adoperano per la propria e l’altrui felicità trasformando il proprio karma in missione e compiono la propria rivoluzione umana mentre continuano a espandere la nostra rete per la pace.
Non è eccessivo affermare che le storie meravigliose di tutte queste persone incarnano lo spirito e la pratica del Bodhisattva Mai Sprezzante che vedeva la natura di Budda nella vita di ogni individuo e la riveriva.
Ciò che facciamo adesso deciderà del futuro
In occasione della fondazione della Sgi, che segnò una nuova partenza nel viaggio di kosen-rufu e della pace, mi rivolsi così alle persone presenti, unite da una grande missione e da profondi legami karmici: «Adesso forse potreste non percepirlo, ma fra cinquanta o cento anni il significato di questo giorno sarà ancora più evidente […] Ciò che facciamo da ora in poi determinerà il futuro del mondo».
Ripartiamo con fresca determinazione chiedendoci: «Cosa posso fare a partire da oggi?».
La cosa più importante è continuare a procedere dialogando coraggiosamente con le persone che ci circondano e incoraggiandoci a vicenda come Bodhisattva Mai Sprezzanti di Soka, per la felicità e la vittoria nostra e degli altri. Ogni passo che facciamo apre una strada piena di speranza per il futuro.
La nostra sfida è appena cominciata. Impegniamoci ancora di più con lo spirito del Bodhisattva Mai Sprezzante a creare un secolo di rispetto della dignità della vita, un secolo di umanesimo in cui tutte le persone possano risplendere!

NOTE
  1. 1. Questo è un riferimento alla trasmissione del Buddismo verso ovest o ritorno del Buddismo a Occidente. In Sulla profezia del Budda Nichiren Daishonin predice che il suo Buddismo del sole si sarebbe propagato dal Giappone verso ovest, facendo ritorno ai paesi dai quali era originariamente stato trasmesso e diffuso nel mondo (cfr. RSND, 1, 355).
  2. 2. Budda Re Suono Maestoso: menzionato nel ventesimo capitolo del Sutra del Loto Il Bodhisattva Mai Sprezzante. Il Bodhisattva Mai Sprezzante apparve nel Medio giorno della Legge di questo Budda, un periodo in cui il Buddismo era in declino e l’autorità era in mano a monaci arroganti.
  3. 3. Sia lo “stadio iniziale di provare gioia” sia lo “stadio di udire il nome e le parole della verità” indicano stadi iniziali della pratica buddista.
  4. 4. Sulla profezia del Budda fu scritto l’11 maggio 1273 da Ichinosawa, sull’isola di Sado, dove il Daishonin si trovava in esilio. In esso egli predice la trasmissione del Buddismo verso ovest.
  5. 5. Il Sutra del Loto di ventiquattro caratteri indica le parole con le quali il Bodhisattva Mai Sprezzante lodava ogni persona che incontrava. Nel ventesimo capitolo del Sutra del Loto, Il Bodhisattva Mai Sprezzante, ogni volta che egli vedeva monaci, monache, laici o laiche, si inchinava rispettosamente a loro e diceva: «Nutro per voi un profondo rispetto; non oserei mai trattarvi con disprezzo o arroganza. Perché? Perché voi tutti praticherete la via del bodhisattva e sarete allora in grado di conseguire la Buddità» (SDLPE, 365). Nella traduzione cinese di Kumarajiva questo passo è formato da ventiquattro caratteri: viene detto “Sutra del Loto di ventiquattro caratteri” perché riassume l’insegnamento del Sutra del Loto secondo il quale tutte le persone possono conseguire la Buddità.
  6. 6. Josei Toda, Toda Josei Zenshu (Opere complete di Josei Toda), vol. 6, Tokyo, Seikyo Shimbunsha, 1986, p. 487.
  7. 7. La Raccolta degli insegnamenti orali, in due volumi, contiene le lezioni tenute da Nichiren Daishonin su alcuni passi fondamentali del Sutra del Loto mentre si trovava sul Monte Minobu. Furono trascritte dal suo discepolo Nikko Shonin. Questo passo è il decimo punto del “Capitolo venti. Il Bodhisattva Mai Sprezzante. Trenta punti importanti”.
  8. 8. L’incontro ebbe luogo presso la sede del Seikyo Shimbun a Shinanomachi, Tokyo, il 13 dicembre 1989.

buddismoesocieta.org