Lo scrittore tedesco Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) scrisse: «Questa terra è la fonte di tutte le mie gioie e questo sole brilla sulle mie sofferenze».
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Con la terra come palcoscenico eseguiamo la danza della nostra missione e con il sole come compagno trasmettiamo a ogni persona la luce della speranza. Così viviamo da membri della Soka Gakkai. Ciò che conta è usare questo profondo potere interiore e continuare a progredire con saggezza e forza.
In questo momento il mondo intero sta affrontando la grave crisi della pandemia da Covid-19. Ma anche la peste nera, l’epidemia che devastò l’Europa nel quattordicesimo secolo, una volta superata portò al Rinascimento, una grande rinascita culturale. Questa è la storia dell’umanità, nella quale si risponde a ogni crisi con coraggio e saggezza, elevandosi verso nuove vette. Credo fermamente che anche nell’oscurità più profonda il Buddismo del sole illuminerà l’umanità con la sua luce brillante.
Un movimento di persone comuni che unisce il mondo
Oggi i membri della Soka Gakkai sono attivi in ogni angolo del globo e si impegnano con fiducia per diffondere la filosofia di speranza e rinnovamento del Buddismo di Nichiren. A testa alta, intonando un canto di indomita vittoria, avanzano a grandi passi verso il progresso del nostro impareggiabile movimento di persone comuni.
Di certo il Daishonin sta applaudendo questa assemblea di Bodhisattva della Terra, paragonabile a quella del Sutra del Loto. Quanto sarebbero lieti i presidenti Makiguchi e Toda di assistere al nostro sviluppo!
L’organizzazione per formare persone di valore
La Soka Gakkai fu fondata il 18 novembre 1930, data della pubblicazione del primo volume dell’opera Soka kyoikugaku taikei (Il sistema pedagogico per la creazione di valore) di Tsunesaburo Makiguchi, che riassume la sua filosofia educativa e fu realizzata grazie al sostegno del suo fedele discepolo Josei Toda. Quel giorno il nome “Soka Kyoiku Gakkai” (lett. società educativa per la creazione di valore, antesignana della Soka Gakkai) fece il suo debutto pubblico. Quest’opera, che racchiude l’impegno del maestro e del discepolo, inizia così: «L’educazione per la creazione di valore è una metodologia per formare individui capaci di creare valore, che è lo scopo della vita».
L’educazione Soka per la creazione di valore è un metodo per far crescere persone in grado di creare valore mirando a elevare e arricchire la personalità di ogni individuo in direzione di questo fine.
3E poiché la felicità consiste nel creare valore, l’educazione Soka si impegna a formare persone che lavorino per la propria e l’altrui felicità. Il punto focale sono sempre gli esseri umani.
Verso una vita contributiva
In Jinsei chirigaku (La geografia della vita umana),4 la sua mastodontica opera giovanile, Makiguchi espresse l’idea che l’umanità avrebbe dovuto indirizzarsi verso quella che chiamava “competizione umanitaria”. Diversamente dalle altre forme di competizione, «la competizione umanitaria non è meramente egocentrica, e cerca di proteggere e migliorare non solo la propria vita ma anche quella altrui. Ciò significa operare scelte al servizio degli altri che rechino beneficio anche a se stessi. Significa impegnarsi consapevolmente a vivere in maniera collaborativa».
Circa trent’anni dopo, nel suo Sistema pedagogico per la creazione di valore, Makiguchi parlava di un processo in tre fasi che vede il passaggio da una vita dipendente a una vita indipendente e infine a una vita contributiva.
6 Quest’ultima non è altro che il modo di vivere del bodhisattva, la pratica altruistica insegnata nel Buddismo mahayana.
In piena seconda guerra mondiale Makiguchi dichiarò che «non esiste un Budda egoista che si limita ad accumulare benefici personali senza adoperarsi per il benessere degli altri. Se non svolgiamo la pratica del bodhisattva non possiamo conseguire la Buddità».
Pronunciò queste parole poco più di sei mesi prima di essere incarcerato insieme al discepolo Toda dalle autorità militariste, nel corso di una campagna di repressione religiosa.
«È tempo che si facciano avanti individui capaci di creare un grande valore, persone che incarnano lo spirito dei Bodhisattva della Terra». Questo era l’ideale che Makiguchi aveva perseguito sin dalla gioventù e che chiarì ulteriormente dopo la fondazione della Soka Gakkai.
Un’impareggiabile comunità di bodhisattva
Il 18 novembre 1944 Makiguchi morì in una fredda cella di prigione. Per una coincidenza mistica, circa nello stesso momento in un’altra cella il suo successore Toda, concentrato con tutto se stesso nella lettura del Sutra del Loto, si risvegliò alla propria identità di Bodhisattva della Terra.
«Siamo tutti Bodhisattva della Terra che hanno scelto di nascere nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno della Legge in accordo con il nostro voto per kosen-rufu!». Grazie a questa consapevolezza di Toda la Soka Gakkai assunse il suo autentico ruolo di gruppo di persone capaci dedite alla pratica del bodhisattva, il desiderio di Makiguchi sin dalla fondazione dell’organizzazione.
Oggi la Soka Gakkai, legata direttamente a Nichiren Daishonin «il solo che abbia iniziato a realizzare la missione dei Bodhisattva della Terra» (Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 341), è diventata una solida e armoniosa comunità di Bodhisattva della Terra che si dedicano eternamente al movimento di kosen-rufu attraverso la diffusione compassionevole della Legge mistica.
In questa lezione studieremo un passo tratto da Le cinque guide per la propagazione, per ribadire che i Bodhisattva della Terra sono le uniche persone in grado di condurre all’Illuminazione l’umanità nell’epoca travagliata dell’Ultimo giorno della Legge.
«Ma i grandi bodhisattva numerosi come i granelli di polvere di mille mondi che emersero dalla terra, anzitutto hanno vissuto in questo mondo di saha
8per un periodo di tempo incalcolabilmente lungo; inoltre sono stati discepoli del Budda Shakyamuni sin dal remoto passato, quando per la prima volta egli aspirò all’Illuminazione e la ottenne; e infine questi bodhisattva erano le prime persone del mondo di saha ad aver ricevuto il seme della Buddità dal Budda. Perciò, per la relazione karmica dal passato che li legava a questo mondo di saha, superavano gli altri grandi bodhisattva» (Le cinque guide per la propagazione, RSND, 2, 519).9
La missione di diffondere la Legge mistica nell’Ultimo giorno
In questo scritto il Daishonin spiega che la Legge mistica, espressa come i «cinque caratteri di Myoho-renge-kyo» (RSND, 2, 517), è l’insegnamento essenziale per l’Illuminazione di tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge e che soltanto i Bodhisattva della Terra lo diffonderanno in questo mondo di saha colmo di sofferenza.
Il ventunesimo capitolo del Sutra del Loto Poteri sovrannaturali del Tathagata, che descrive la grandiosa cerimonia nella quale Shakyamuni affida questo compito ai Bodhisattva della Terra, inizia con le parole: «A quel tempo i bodhisattva mahasattva10 che erano emersi dalla terra numerosi come particelle di polvere di mille mondi» (SDLPE, 373).
Dunque, i «grandi bodhisattva numerosi come i granelli di polvere di mille mondi» citati nella lettera sono gli innumerevoli Bodhisattva della Terra guidati dal Bodhisattva Pratiche Superiori.
Poi il Daishonin elenca tre caratteristiche che li definiscono. Anzitutto essi considerano il travagliato mondo di saha la loro dimora, e qui agiscono da lungo tempo basandosi sul voto che è proprio questo il luogo a loro destinato, il palcoscenico sul quale adempiranno la propria missione.
Secondo, sono i discepoli del Budda sin dalla sua Illuminazione nel remoto passato che hanno continuato a battersi al suo fianco in quello che potremmo chiamare l’eterno viaggio della lotta condivisa di maestro e discepolo.
Terzo, sono i bodhisattva che, per primi fra tutti gli esseri viventi del mondo di saha, ricevettero il seme della Buddità dal Budda nel remoto passato.
A loro volta essi piantano i semi della Buddità12 nel cuore delle persone dell’Ultimo giorno della Legge. Il tratto caratteristico del Bodhisattva della Terra consiste proprio in questo impegno coraggioso di diffondere la Legge mistica senza farsi intimorire da alcun ostacolo.
Il mondo di saha è il luogo in cui adempiamo la nostra missione
Questa è la natura meravigliosa dei “veri discepoli che il Budda aveva tenuto nascosti nella profondità della terra” (cfr. Risposta a Niiama, RSND, 1, 414). I Bodhisattva della Terra hanno un forte legame con il Budda sin dal remoto passato. Sono bodhisattva uniti da una missione e da profondi legami karmici, che hanno scelto di nascere nell’Ultimo giorno della Legge. Il Daishonin li descrive come «grandi bodhisattva […] che erano discepoli del Tathagata Shakyamuni sin da un tempo remoto tanti kalpa quanti i granelli di polvere di innumerevoli sistemi maggiori di mondi e che, neanche per un momento, avevano dimenticato il Budda» (Offrire preghiere al Mandala della Legge mistica, RSND, 1, 368).
Nel Sutra del Loto si riteneva che gli abitanti del mondo di saha avessero una scarsa capacità di comprendere la Legge; erano descritti come persone «corrotte e dedite al male, estremamente arroganti, con scarse virtù, irascibili, impure, servili, infide e i loro cuori non sono sinceri» (SDLPE, 268).
Tuttavia è proprio in questo mondo così difficile che appaiono i Bodhisattva della Terra, animati dal voto di diffondere la Legge mistica.
Sbocciano meravigliosi “fiori umani”
I Bodhisattva della Terra hanno una salda determinazione e non temono niente. Affrontano con pazienza, perseveranza e fermezza qualsiasi avversità, si impegnano in dialoghi coraggiosi senza farsi spaventare da nessuno. E così come il fiore di loto sboccia puro e incontaminato in uno stagno melmoso, essi praticano tenacemente la via del bodhisattva nel fango di questo mondo così travagliato.
I nostri membri hanno diffuso la Legge mistica proprio così. La Soka Gakkai è un gruppo di Bodhisattva della Terra che opera in ogni parte del globo facendo del mondo di saha il palcoscenico delle loro attività.
Toda era convinto che quello fosse il tempo dell’entrata in azione dei Bodhisattva della Terra per la realizzazione concreta di kosen-rufu
e si rivolgeva affettuosamente ai membri dicendo: «Miei cari compagni Bodhisattva della Terra, affrontiamo questa sfida!».
Riferendosi al meraviglioso spettacolo degli innumerevoli Bodhisattva della Terra che appaiono nell’assemblea del Sutra del Loto, il Daishonin scrive che essi «si disposero nell’aria come tante stelle» (Sulle preghiere, RSND, 1, 305). Sembravano costellazioni luminose che riempivano il cielo notturno, in cui ogni astro brillava del proprio nobile splendore.
Nel Sutra del Loto troviamo un’altra bella metafora, quella dei «fiori umani» (SDLPE, 162). Così come i fiori sbocciano copiosamente quando ricevono una pioggia rivitalizzante, anche noi possiamo fiorire luminosi grazie al nutrimento della «pioggia del Dharma» (SDLPE, 161) degli insegnamenti del Budda ed esprimere appieno le nostre qualità peculiari come i fiori di “ciliegio, susino, pesco e prugno selvatico” (cfr. La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 47), producendo abbondanti frutti di pace, cultura ed educazione nella società.
Oggi i nostri membri, come il sole e le stelle, stanno diffondendo la luce della speranza nelle loro comunità e nel mondo. Stanno sbocciando magnificamente come “fiori umani”, come nobili Bodhisattva della Terra, in ogni continente del pianeta. È un evento da celebrare con gioia, che non ha precedenti nella storia del Buddismo.
Vincere l’egoismo
Uno dei temi che discussi con il famoso storico britannico Arnold J. Toynbee (1899-1975) era come gli esseri umani potessero vincere l’egoismo. Toynbee osservò che «l’altruismo, a differenza dell’egoismo, richiede un notevole sforzo».
Richiede grande impegno, forza interiore e ingegno, e io sono pienamente d’accordo con lui.
Gli parlai della condizione vitale del bodhisattva che tutti e tutte intrinsecamente possediamo, «lo stato dell’altruismo, ossia la gioia di aiutare gli altri».
Come scrive il Daishonin: «Se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada» (Sulle tre virtù del cibo, RSND, 2, 996), quando facciamo qualcosa per gli altri rechiamo beneficio anche a noi, illuminando il nostro e il loro futuro. Arrecare beneficio agli altri significa apportarlo anche a noi stessi. Quando noi praticanti del Buddismo di Nichiren preghiamo e agiamo per la felicità altrui, espandiamo il nostro stato vitale e portiamo avanti la nostra rivoluzione umana insieme a loro.
Perciò impegnarsi nella pratica del bodhisattva è una fonte di gioia incomparabile che a sua volta genera una reazione a catena di gioia. Come afferma il Daishonin: «“Gioia” significa che se stessi e gli altri insieme provano gioia. […] Sia se stessi che gli altri insieme troveranno gioia nel possesso della saggezza e della compassione» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 118, 50). Questa è la pratica essenziale del Sutra del Loto e del Buddismo mahayana.
Nel 1951, l’anno in cui diventò secondo presidente della Soka Gakkai, Toda scrisse: «Avendo avuto la fortuna di vivere in questo tempo propizio [il tempo di kosen-rufu], noi della Soka Gakkai abbiamo formulato il grande voto di dedicarci in maniera attiva e altruistica alla diffusione della Legge mistica, animati dalla forte convinzione di realizzare questa immensa impresa. Siamo veramente fortunati a poter avanzare su questo cammino che conduce alla Buddità e ci permette di assaporare la gioia di vivere».
Indubbiamente la Soka Gakkai è apparsa in accordo con il grande voto dei Bodhisattva della Terra. È un regno di Budda che hanno perseverato nel praticare l’essenza del Buddismo mahayana, cioè la realizzazione della propria felicità e di quella degli altri.
«[Il secondo capitolo del Sutra del Loto, Espedienti], dice: “Fra coloro che ascoltano la Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità” (SDLPE, 85). Queste parole significano che se cento o mille persone abbracciano questo sutra, tutte e cento o tutte e mille, nessuna esclusa, diventeranno Budda» (Wu-lung e I-lung, RSND, 1, 974).17
«Nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità»
Questo passo è tratto da una lettera intitolata Wu-lung e I-lung, indirizzata alla monaca laica Ueno, madre di Nanjo Tokimitsu. In essa il Daishonin cita un passo dal capitolo Espedienti del Sutra del Loto: «Fra coloro che ascoltano la Legge, nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità» (SDLPE, 85). È una potente espressione di come il voto originale del Budda permetta a tutti gli esseri viventi di conseguire la Buddità. Per il Daishonin è una prova documentaria importante, una conferma che il Sutra del Loto è il grande insegnamento dell’Illuminazione universale.
La monaca laica Ueno era profondamente addolorata per la morte improvvisa del suo adorato figlio minore. In questa lettera e in molte altre il Daishonin cita il passo suddetto del Sutra del Loto per incoraggiarla.
Usa queste parole anche in una lettera alla monaca laica Myoichi, che perseverò nella pratica buddista nonostante le persecuzioni rivolte ai seguaci del Daishonin e la perdita del marito. Esse si trovano immediatamente dopo la famosa frase su «l’inverno che si trasforma sempre in primavera».
E cita nuovamente questo passo anche in una lettera alla monaca laica Sennichi, alla quale era morto il marito, assicurandole che «tutti coloro che ascoltano questo sutra, nessuno escluso, conseguiranno la Buddità» (Il tesoro di un figlio devoto, RSND, 1, 925).
«Nemmeno uno mancherà di conseguire la Buddità». Questa attenzione alla felicità di ogni persona è il cuore del Sutra del Loto. E il fatto che il Daishonin abbia rivolto queste parole a tanti discepoli e tante discepole alle prese con le dolorose sofferenze della vita dimostra la sua profonda compassione e la determinazione di risollevarne il morale, impedendo loro di cadere nella disperazione.
Ogni essere umano ha una vita e problemi diversi. Oggi i membri di tutto il mondo incarnano questo spirito compassionevole di sostenere con calore ed empatia le persone che stanno soffrendo, guidandole verso una felicità autentica. Noi preghiamo per la felicità di tutte le persone, incoraggiandole e compiendo azioni concrete per aiutarle, anche quando stiamo affrontando le avversità e le tempeste del destino. Per questo la Soka Gakkai è stata capace di costruire un bellissimo regno di umanesimo buddista vivace e armonioso, che potrebbe essere definito un miracolo, un regno pervaso dallo spirito compassionevole del Budda.
Un mondo che valorizzi ogni persona
La Soka Gakkai ha intessuto a livello di base una vasta rete che abbraccia 192 paesi e territori, diventando un movimento religioso globale. Naturalmente questo è dovuto alla grandezza del Buddismo di Nichiren e al potere benefico del Gohonzon, ma dipende anche dall’apprezzamento e dal riconoscimento del valore di ogni persona. Invece di pensare all’umanità in termini astratti, noi cerchiamo di costruire relazioni concrete per incoraggiare individui reali che stanno soffrendo o lottando. Alcuni e alcune di loro poi si uniscono a noi nel recitare Nam-myoho-renge-kyo e agire per la felicità di altre persone che fanno parte del loro ambiente. La nostra rete mondiale di Bodhisattva della Terra è stata costruita grazie a questo sincero e costante incoraggiamento personale.
Da giovane io diventai discepolo di Toda e ricevetti da lui innumerevoli incoraggiamenti e insegnamenti. A mia volta ho cercato di sostenere e incoraggiare al massimo le persone che ho incontrato, indipendentemente dal tempo o dalle circostanze.
Il Buddismo, e il Sutra del Loto in particolare, insegna che tutti gli esseri umani possiedono la nobile natura di Budda e possono farla risplendere. La vita di ogni persona è una torre preziosa infinitamente degna di rispetto. Dal punto di vista del Sutra del Loto, tutti e tutte, senza eccezione, possiedono valore e dignità.
Nichiren afferma: «Le torri preziose non sono altro che tutti gli esseri viventi, e tutti gli esseri viventi non sono altro che la completa entità di Nam-myoho-renge-kyo» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 125, 47).
Risvegliatevi alla dignità intrinseca della vostra vita! Insieme ai compagni e alle compagne di fede di tutto il mondo continuiamo a espandere la nostra rete di persone dedite a rivelare il loro vero e supremo potenziale e a far risplendere la dignità di tutta l’umanità! Questa è la grandiosa avventura di kosen-rufu, l’impegno di realizzare concretamente l’obiettivo dell’Illuminazione universale.
La “spada affilata” della fede per sconfiggere l’ignoranza fondamentale
Questo insegnamento del Daishonin evoca il concetto di dignità, che è alla base dei diritti umani. Una grande sostenitrice di questo principio è la professoressa Donna Hicks, del Centro Weatherhead per gli affari internazionali dell’Università di Harvard, da molti anni amica della Soka Gakkai in virtù del suo legame con il Centro Ikeda per la pace, l’educazione e il dialogo di Boston. In una recente intervista al Seikyo Shimbun ha detto: «Imparare la dignità e parlarne ci porta su un piano più alto, nel quale il livello di coscienza si amplia. E da quel piano elevato vediamo il valore in noi, negli altri e nel mondo che ci circonda. Sperimentare queste interconnessioni significa attingere a un potere che potrebbe eliminare le sofferenze e impedire agli esseri umani di combattersi e farsi del male a vicenda. La dignità svolge un ruolo essenziale per creare un mondo pacifico […]. Il Buddismo ha semplificato nel modo più bello l’idea di svelare la natura umana, rivelando il nostro profondo valore intrinseco».
I Bodhisattva della Terra sono persone d’azione che incarnano lo spirito del Sutra del Loto, il rispetto per tutte le persone. Sono campioni e campionesse che brandiscono con coraggio la “spada affilata” della fede
20 per vincere l’ignoranza fondamentale inerente alla vita in cui si radica la sfiducia reciproca. Combattendo questa negatività innata, causa di così tanti dolori e sventure, fanno sorgere un’alba che celebra l’umanità e la vita e scaccia l’oscurità di ogni forma di sofferenza.
Questa è la missione della Soka Gakkai. È anche la ragione per cui molte persone in tutto il mondo ripongono grandi speranze nel nostro movimento.
È giunto il tempo in cui un numero sempre crescente di Bodhisattva della Terra sta diffondendo in maniera dinamica la luce della speranza in tutto il globo.
Insieme dall’eterno passato
Una volta ho scritto questa poesia per i compagni e le compagne di fede, nobili Bodhisattva della Terra:
Possa ciascuno e ciascuna di voi,
senza eccezioni,
costellare di felicità
la propria vita
in questa esistenza.
I maestri e i discepoli Soka, convocati in virtù di un profondo legame mistico, ora si sono qui riuniti. Passando la fiaccola della nostra nobile missione da una persona all’altra continuiamo a espandere la grande rete dei Bodhisattva della Terra.
Il centesimo anniversario della Soka Gakkai nel 2030 è ormai in vista. Adesso inizia un decennio cruciale per noi, in cui consolidare nel mondo le fondamenta di quella potente forza di pace che è kosen-rufu.
Con l’ardente voto dei Bodhisattva della Terra nel cuore, vi prego di proseguire allegramente il viaggio della felicità e della vittoria, il viaggio della rivoluzione umana, il viaggio della lotta condivisa di maestro e discepolo, insieme a me e ai compagni e alle compagne dall’eterno passato!