A un famoso alpinista
fu chiesta la ragione per cui scalava
la montagna: «Perché si trova lì!»
rispose indicandola.
Nel dicembre del 1981 visitai la prefettura di Oita, nel Kyushu, che aveva dovuto affrontare tempeste di difficoltà durante la prima questione con il clero della Nichiren Shoshu. Ad accogliermi c’erano i volti luminosi e sorridenti dei membri, felici di aver superato tutti gli attacchi malvagi da parte dei preti ostili. I più radiosi erano i giovani Bodhisattva della Terra che avevano lottato ed erano cresciuti meravigliosamente senza farsi turbare dagli intrighi dei preti.
Giovani solidi sono garanzia di un solido futuro
Ero davvero felice. Se i giovani sono saldi, il futuro è assicurato. Mentre mi trovavo in quella regione pionieristica del Kyushu, dove pulsa lo spirito di maestro e discepolo, provai il desiderio di offrire una guida ai nostri validi successori del Giappone e del mondo intero. Così composi la poesia Giovani, scalate la montagna di kosen-rufu del XXI secolo.
Da allora sono passati quarant’anni e i giovani di quei tempi, tenendo alto il vessillo del Buddismo del sole, hanno scalato la grandiosa montagna di kosen-rufu mondiale insieme a me. Ora che siamo entrati nel nuovo secolo stanno scrivendo coraggiosamente la luminosa storia della vittoria della gente comune.
Non permettete che la vostra fede venga distrutta
Nel corso della vita ci saranno giorni di bel tempo e giorni di brutto tempo. Perciò rivolsi questo appello ai miei amati giovani: «Non perdete mai la speranza, per quanto dolorosa possa essere la vostra situazione. La pratica del Buddismo di Nichiren è una fonte di speranza illimitata, perciò non permettete a nulla di distruggere la vostra fede. Così facendo, davanti a voi si aprirà sicuramente un futuro luminoso!».
Un punto che sottolineai anche nella poesia:
Finché la vostra fede
rimane salda,
inevitabilmente una vittoria vi attende,
altrettanto salda.
E a tutti nella società
quella prova concreta
sarà evidente,
poiché il Buddismo che praticate
insegna che i tremila regni
del mondo fenomenico sono racchiusi
tutti in un singolo istante di vita.
Sia la vita sia kosen-rufu sono caratterizzati da una lotta incessante fra il Budda e le funzioni demoniache. Vincendo in ognuna di queste battaglie scaliamo la vetta della vittoria eterna.
La chiave per la vittoria è dentro di noi e richiede di compiere un primo passo risoluto sul ripido cammino che abbiamo davanti. Il fattore decisivo è la trasformazione del nostro atteggiamento interiore.
Adesso, mirando al nostro centenario (nel 2030), siamo impegnati in una nuova ascesa.
In questa lezione studiamo il significato della determinazione nella fede – la nostra determinazione in un singolo istante di vita – che è la fonte dell’energia per scalare con gioia anche i picchi più ripidi, vincendo su ogni ostacolo e creando valore lungo il cammino.
«È chiamata Legge mistica perché rivela la relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni. È questa la ragione per cui questo sutra [il Sutra del Loto] è la saggezza di tutti i Budda. “Mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni” significa che la vita in ogni singolo istante abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente di tutti gli esseri senzienti dei dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi. Risvegliarsi a questa verità è di per sé la relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni» (Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 3).
2Tutte le persone possiedono lo stato vitale di Buddità
Un Budda non è un essere sovrannaturale o distante.
Il Sutra del Loto rivela che tutti gli esseri viventi possiedono intrinsecamente lo stato vitale di Buddità: perciò questo sutra è la «saggezza di tutti i Budda».
Il Daishonin chiamò questa verità “Legge mistica” e insegnò che recitando Nam-myoho-renge-kyo tutti gli esseri umani, così come sono, possono conseguire immancabilmente la Buddità in questa esistenza.
Ne Il conseguimento della Buddità in questa esistenza il Daishonin delinea l’insegnamento che permette a tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge di ottenere questo supremo stato vitale e rivela la pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo che rende possibile ciò.
Risvegliarsi al fatto che il meraviglioso stato vitale di Buddità è inerente in noi è «la diretta via all’Illuminazione» (RSND, 1, 4), il fondamento dell’insegnamento per il conseguimento della Buddità in questa esistenza. Il Daishonin lo spiega con il principio della «relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni».
Tutti gli esseri viventi, dal mondo d’Inferno a quello di Buddità, così come le terre in cui vivono, comprese «le piante, il cielo e la terra, fino al più piccolo granello di polvere», sono inclusi in un singolo istante di vita. In altre parole ognuno e ognuna di noi possiede in un singolo istante della vita tutti gli elementi dell’intero universo. Allo stesso tempo, un singolo istante della nostra vita permea tutto l’universo. Questa è la «relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni», la dottrina dei “tremila regni in un singolo istante di vita”
implicita nel Sutra del Loto.
Recitare Daimoku per vincere sul nostro io illuso
La nostra mente, la nostra vita in ogni istante, è qualcosa di ineffabile, non ha colore o forma e trascende le categorie di essere e non essere, di esistenza e non esistenza. I sutra buddisti insegnano che «una singola persona, nel corso di un singolo giorno, ha otto milioni e quattromila pensieri» (Sul conseguimento della Buddità da parte delle donne, RSND, 2, 287). I nostri pensieri momentanei, ovvero gli stati della nostra mente, sorgono e svaniscono incessantemente, scatenati da varie cause e condizioni.
Il punto dunque è se eleviamo questi istanti di vita costantemente mutevoli e li indirizziamo verso il bene, verso la felicità, oppure permettiamo che precipitino in una spirale di sofferenza che ci trascinerà nello stato vitale di Inferno.
In questo scritto il Daishonin afferma: «Il Sutra del Loto è il re dei sutra, la diretta via all’Illuminazione, poiché spiega che l’entità della nostra mente o vita in ogni singolo istante, dalla quale sorgono sia il bene che il male, è in realtà l’entità della Legge mistica» (RSND, 1, 4).
In realtà il nostro stato mentale sempre mutevole è di per sé un’entità della Legge mistica. Eppure, anche se ci viene detto che la vita è un’entità della Legge mistica, “l’ignoranza fondamentale” ci impedisce di crederlo. Tale ignoranza è la causa di ogni sofferenza e solo la “spada affilata” della fede può dissolverla (cfr. La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 116, 61).Il Daishonin scrive: «Devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua vita stessa» (RSND, 1, 3). Lo stato vitale di Buddità si rivela in una mente che ha una fede profonda nella Legge mistica.
Recitare Nam-myoho-renge-kyo allinea la nostra vita con la Legge mistica. Dunque la preghiera è una intensa lotta fra la nostra natura originariamente illuminata – la natura del Dharma
– e l’ignoranza fondamentale dentro di noi. Il Daishonin dichiara che la “diretta via per l’Illuminazione” consiste nel vincere in questa lotta e avere la convinzione assoluta che la nostra vita incarna la Legge mistica.
Si tratta di una lotta per risvegliare il nostro vero io, che è originariamente una sola cosa con la Legge mistica, del quale siamo inconsapevoli perché le nostre menti sono offuscate dall’ignoranza fondamentale. Perciò è importante che “consideriamo allo stesso modo sofferenza e gioia e continuiamo a recitare Nam-myoho-renge-kyo” (cfr. Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607) allo scopo di vincere sulla nostra condizione interiore illusa.
Noi incarniamo la Legge mistica
Il mio maestro, il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, spiegava la dottrina dei “tremila regni in un singolo istante di vita” in maniera facilmente comprensibile facendo riferimento alla vita quotidiana.
Diceva: «Tutto nella nostra vita accade come effetto dei cambiamenti che avvengono dentro di noi. Perciò è importante che ci impegniamo a cambiare in meglio per creare incessantemente la nostra felicità. Quindi dovete essere onesti con voi stessi e assumervi la responsabilità della vostra vita. È assolutamente essenziale che vi rendiate conto che non c’è altra scelta che agire così».
“Essere onesti con se stessi e assumersi la responsabilità della propria vita”; è così che bisogna vivere per essere una sola cosa con la Legge mistica. Toda lo esprimeva chiaramente dicendo: «Decidete che la vostra vita non sia altro che Nam-myoho-renge-kyo!».
Un insegnamento trasformativo per creare felicità
Pur trovandoci in situazioni analoghe, la nostra mente, i nostri pensieri e le reazioni momentanee varieranno inevitabilmente, e tali differenze si rifletteranno direttamente nel nostro stato vitale. Come afferma il Daishonin: «I tremila mondi [o regni], ognuno di essi singolarmente, esistono [nella propria vita]» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 110, 49). Questa è la severa realtà della vita.
In un passo successivo di questo Gosho scrive: «Quando una persona è illusa è chiamata essere comune, quando è illuminata è chiamata Budda» (RSND, 1, 4). Anche se un Budda e una persona comune possono essere diversi in termini di Illuminazione o illusione, in quanto esseri umani non c’è alcuna sostanziale differenza fra loro. Alla fine, l’unica differenza consiste nella loro condizione interiore, nella loro mente. Lo stesso vale per le terre in cui le persone abitano. La differenza fra le terre impure e quelle pure, afferma il Daishonin, «sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente» (RSND, 1, 4).
La nostra mente, i nostri pensieri sono un campo di battaglia dove si decide se saremo felici o infelici. Perciò è così importante essere costanti e saldi nella fede. Il Buddismo di Nichiren è un insegnamento trasformativo per creare una solida felicità.
Tutte le attività per kosen-rufu «metteranno nella tua vita buone radici e benefici»
Il Daishonin trasformava le avversità in gioia, infatti scrive: «Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio. Si piange sia per la gioia sia per il dolore» (Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 342). È un esempio del maestoso stato vitale del Budda dell’Ultimo giorno della Legge, che considerava le difficoltà un trampolino per l’Illuminazione.
Dando prova di uno spirito altrettanto elevato, in tempi moderni il presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, quando era in prigione scrisse che le difficoltà che stava affrontando a causa della fede erano piccole e irrilevanti se paragonate a quelle del Daishonin.
Makiguchi morì in quella prigione per le sue convinzioni con una condizione mentale serena sapendo che «sorgeranno difficoltà, ed esse devono essere considerate pratiche “pacifiche”» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 116, 58).
Anche Toda si risvegliò alla sua identità di Bodhisattva della Terra mentre sopportava le dure condizioni di vita del carcere per difendere l’insegnamento corretto.
L’attuale meraviglioso movimento di kosen-rufu mondiale ebbe inizio da questa lotta di maestro e discepolo che, in collegamento diretto con il Daishonin, dedicarono altruisticamente la vita a propagare la Legge mistica. Seguendo le loro orme ci siamo alzati con ferma determinazione e abbiamo continuato a scalare le montagne di kosen-rufu e della vita, mirando ognuno e ognuna di noi alla nostra personale massima vetta e aiutando gli altri a fare lo stesso. Questo è il risultato dei nostri profondi legami karmici ed è una fonte di fortuna illimitata.
Alla luce degli insegnamenti del Daishonin è assolutamente vero che «tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita buone radici e benefici» (RSND, 1, 4) e che mantenere una salda convinzione nella fede colmerà la nostra vita di fortuna.
Il Daishonin scrive: «Non vi è luogo nei mondi delle dieci direzioni che il suono delle nostre voci che recitano il Daimoku [Nam-myoho-renge-kyo] non possa raggiungere. Le nostre voci possono essere deboli, ma quando emettono il potente suono del Daimoku non c’è luogo dell’universo in cui non penetrino» (GZ, nuova ed., p. 1121 [GZ, 808]).8 Ci assicura che tutti i Budda e i bodhisattva delle dieci direzioni saranno nostri alleati. Perciò nessuno può sconfiggere chi recita costantemente Nam-myoho-renge-kyo.
«La raccolta degli insegnamenti orali (Ongi kuden) dice: namu o nam è una parola sanscrita.
9Qui significa dedicare la propria vita [giapp. kimyo, n.d.r.], ovvero [dedicare la propria vita] alla Persona e alla Legge. Nei termini della Persona, si dedica la propria vita al Budda Shakyamuni; nei termini della Legge, si dedica la propria vita al Sutra del Loto. “Dedizione” significa dedizione al principio della verità eterna e immutabile dell’insegnamento transitorio, e “vita” significa che la propria vita dedicata a quel principio si basa sulla saggezza della verità dell’insegnamento originale che funziona in accordo con le circostanze mutevoli. In essenza, si dedica la propria vita a Nam-myoho-renge-kyo. Un commentario [di Dengyo] dice: “Quello che si accorda con le circostanze mutevoli, quello che è immutabile, l’uno e l’altro sono calmi e splendenti in un singolo istante di vita”» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 109, 40).
10Nam significa “dedicare la vita”
Questo passo de La raccolta degli insegnamenti orali espone il principio di “dedicare la propria vita”, con il quale trasformiamo la nostra mente o determinazione interiore per risplendere come entità della Legge mistica.
Il Daishonin inizia spiegando che la parola sanscrita namas – dalla quale deriva la trascrizione fonetica giapponese namu o nam – fu tradotta in cinese con i caratteri “devozione” e “dedicare la propria vita”; significa seguire e assumere come base fondamentale, credere con tutto il cuore.
Prosegue poi dicendo che noi dedichiamo la vita alla Persona e alla Legge. Per noi praticanti del Buddismo di Nichiren ciò significa dedicare la vita a Nichiren Daishonin, il Budda dell’Ultimo giorno della Legge, e al Gohonzon di Nam-myoho-renge-kyo.
Poi il Daishonin analizza i due caratteri cinesi che compongono la parola giapponese “dedicare la propria vita” (kimyo), per chiarire la pratica della nostra fede.
Inizia affermando: «“Dedizione” [ki di kimyo] significa dedizione al principio della verità eterna e immutabile dell’insegnamento transitorio [prima metà del Sutra del Loto]».
“Dedizione al principio della verità eterna e immutabile” significa accettare e abbracciare la verità fondamentale, cioè fondere la nostra vita con Myoho-renge-kyo, la Legge fondamentale alla base di tutta la vita e dell’universo.
Il modo fondamentale per farlo è avere fede nel Gohonzon e recitare Nam-myoho-renge-kyo. Così noi “dedichiamo” la vita alla Legge mistica. Inoltre, tutte le attività per kosen-rufu basate sul nostro voto e spirito di ricerca sono la pratica buddista di dedicare la vita alla Legge.
Poi il Daishonin scrive: «“Vita” significa che la propria vita dedicata a quel principio si basa sulla saggezza della verità dell’insegnamento essenziale che funziona in accordo con le circostanze mutevoli».
La “saggezza della verità che funziona in accordo con le circostanze mutevoli” è la saggezza del Budda che emerge in risposta alla realtà che cambia. È una funzione dello stato vitale di Buddità. «[La nostra vita che si basa] sulla saggezza della verità […] che funziona in accordo con le circostanze mutevoli» significa incarnare il modo di vivere di un Bodhisattva della Terra che è in linea con la Legge mistica. Così facendo faremo emergere una forza illimitata e la saggezza del Budda, potremo portare avanti la nostra rivoluzione umana e cambiare in meglio la nostra vita. Potremo superare ogni difficoltà e ostacolo, e trasformare ogni nostra sofferenza attuale in speranza e vittoria.
Questo comportamento che crea costantemente valore è ciò che caratterizza una vita basata sulla “saggezza che funziona in accordo con le circostanze mutevoli” e ci permette di vivere con vera gioia e soddisfazione.
L’organizzazione in accordo con l’intento del Budda
Come abbiamo visto, il passo appena citato spiega che “dedicare la propria vita” (kimyo) consiste nel “dedicare” e “basare” la propria vita. Dedicare la propria vita alla Legge significa basare la propria vita sulla Legge. Ciò implica manifestare lo stato vitale della Buddità e far emergere un potere senza limiti recitando Nam-myoho-renge-kyo. Lo stato vitale che è una sola cosa con la Legge eterna è indistruttibile e libero da ostacoli, qualsiasi cosa accada.
«In essenza, si dedica la propria vita a Nam-myoho-renge-kyo». Il Daimoku di Nam-myoho-renge-kyo ha un profondo significato in quanto fa emergere il mondo di Buddità, che inizia a fluire nella vita delle persone comuni.
Il Daishonin cita anche un commentario del Gran maestro Dengyo che afferma: «Quello che si accorda con le circostanze mutevoli, quello che è immutabile, l’uno e l’altro sono calmi e splendenti in un singolo istante di vita». “Calmo” significa che tutti i fenomeni sono contenuti in un singolo istante di vita, mentre “splendente” significa che un singolo istante di vita illumina tutti i fenomeni. Ciò «che si accorda con le circostanze mutevoli» e «che è immutabile» sono la “calma” e lo “splendore” di un singolo istante di vita, che sono entrambi funzioni intrinseche di Nam-myoho-renge-kyo.
Quando perseveriamo nella fede, nella pratica e nello studio, dedicando la vita al voto di kosen-rufu insieme alla Soka Gakkai – l’organizzazione in accordo con l’intento del Budda – manifestiamo al massimo il nostro ricco e unico potenziale e tutto intorno a noi inizierà a risplendere. Allora riusciremo a sfruttare pienamente i nostri talenti innati e adempieremo la nostra missione.
Un desiderio costante di aiutare gli altri a ottenere l’Illuminazione
Il sedicesimo capitolo del Sutra del Loto Durata della vita si conclude con questi versi: «Questo è il mio pensiero costante: / come posso far sì che tutti gli esseri viventi / accedano alla Via suprema / e acquisiscano rapidamente il corpo di Budda?» (SDLPE, 309). Il Budda pensa costantemente a come mettere in grado gli esseri viventi di accedere alla via suprema e ottenere l’Illuminazione.
Scrive il Daishonin: «Questo “pensiero”, nella frase “questo è il mio pensiero costante”, è il singolo istante di pensiero, o singolo istante di vita, che comprende i tremila regni, originariamente inerente ai Budda e a tutti gli esseri viventi» (Sulle diciotto perfezioni, RSND, 2, 857).
Tutti i Budda e tutti gli esseri viventi condividono il desiderio innato, per sé e per gli altri, di condurre una vita felice. Questo è il pensiero che pulsa nella profondità dell’esistenza. Dedicare la vita alla Legge mistica significa risvegliarsi a questo pensiero e dedicare la vita a esso.
Essere una sola cosa con la Legge mistica è un modo di vivere colmo del compassionevole desiderio del Budda di permettere a tutte le persone di raggiungere la felicità.
Far emergere un potere illimitato
La raccolta degli insegnamenti orali afferma: «Se in un singolo istante di vita esauriamo le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa, allora istante dopo istante sorgeranno in noi i tre corpi del Budda
di cui siamo eternamente dotati» (BS, 124, 56). Sin dalla gioventù ho inciso questo passo nel mio cuore e mi sono battuto, vincendo ogni battaglia, come fedele discepolo di Toda. “Esaurire in un singolo istante di vita le sofferenze e gli sforzi di milioni di kalpa” significa dedicare la propria vita, momento per momento, a realizzare il desiderio del Budda. Impegnarsi con questa sincera determinazione è “dedicare la propria vita” alla Legge mistica.
Quando basiamo la vita sulla Legge mistica possiamo far emergere la saggezza del Budda e dimostrare il comportamento del Budda attraverso le nostre azioni. Possiamo manifestare nella nostra vita «i tre corpi del Budda di cui siamo eternamente dotati». Questo è l’insegnamento del Buddismo di Nichiren.
La ricerca dello spirito umano
Il prossimo anno [2022] sarà il cinquantesimo anniversario dell’inizio del mio dialogo con il famoso storico britannico Arnold J. Toynbee (1889-1975). La chiave per risolvere molti degli attuali problemi globali – la guerra, la povertà, le discriminazioni e la devastazione ambientale – è che ognuno e ognuna di noi superi il proprio egocentrismo. Questa fu la conclusione a cui giunse il grande studioso, che dedicò la vita a esaminare la storia della civiltà umana.
Nel nostro dialogo discutemmo dell’importanza di vincere il proprio egocentrismo e del bisogno che c’è oggi nel mondo di una religione che permetta alle persone di fondersi con la “realtà spirituale fondamentale” dell’universo. E concordammo che il vero ruolo della religione è aiutarci a controllare i desideri egoistici e a espandere la nostra visione concentrata su un angusto piccolo io per abbracciare un io più grande in grado di abbracciare tutto.
Il professor Toynbee espresse simpatia nei confronti del Buddismo come sistema universale di leggi della vita adatto a rappresentare questa «realtà spirituale fondamentale».
La Legge mistica è il principio fondamentale alla base dell’universo e della vita, ed è esattamente quella che Toynbee chiamava la «realtà spirituale fondamentale». Dedicando la vita alla Legge mistica noi spezziamo il guscio dell’io “minore” dominato dal desiderio e oppresso dalla sofferenza e, facendo nostre le sofferenze degli altri, ritorniamo al grande io che desidera la felicità propria e degli altri. Questa idea fondamentale, cioè la filosofia della rivoluzione umana, è ciò di cui il mondo oggi ha urgentemente bisogno.
«Diventare eterni vincitori!»
Nella mia poesia scrissi:
Fede significa non temere nulla
e diventare eterni vincitori!
Si trova nelle azioni che fanno emergere
individui di eccezionale umanità,
che manifestano l’unità che esiste
tra le persone, la società e la Legge buddista.
Diventare eterni vincitori, eterne vincitrici, significa costruire un io forte, invincibile e resiliente che sia una sola cosa con la Legge eterna, la Legge mistica.
Noi uniamo le persone, la società e la Legge buddista impiegando liberamente «la saggezza della verità che funziona in accordo con le circostanze mutevoli» secondo il «principio della verità eterna e immutabile», mostrando una brillante prova concreta nella società.
Gli «individui di eccezionale umanità» sono coloro che adempiono «il compassionevole voto del Budda [il cui pensiero costante è l’Illuminazione di tutte le persone]» (cfr. Domande e risposte riguardo all’abbracciare il Sutra del Loto, RSND, 1, 55), determinati a realizzare la propria e l’altrui felicità.
Impegnarsi nello spirito di non dualità di maestro e discepolo dà alle persone giovani le ali per innalzarsi verso uno sviluppo dinamico illimitato. Voi e io siamo sempre connessi perché recitiamo il ruggito del leone di Nam-myoho-renge-kyo con il voto di realizzare kosen-rufu.
Un passo dopo l’altro verso una nuova vetta di kosen-rufu
Tenendo alto il vessillo della verità della Legge mistica e mirando all’eterno futuro dell’Ultimo giorno, puntiamo lo sguardo su una nuova vetta di kosen-rufu per la pace e la felicità di tutta l’umanità. Vi chiedo di compiere questa scalata un passo dopo l’altro, con sempre più forza e buon umore, insieme ai membri di tutto il mondo e a me. Facciamo risuonare in tutto l’universo il canto vittorioso della nostra incrollabile determinazione e la gioiosa ode alla vita di Soka!