Cfr.Tsunesaburo Makiguchi, Makiguchi Tsunesaburo Zenshu (Opere complete di Tsunesaburo Makiguchi), vol. 10, Dai- sanbunmei-sha, Tokyo, 1987, pp. 199-200.Dialoghi da persona a persona
Il 3 maggio 1951, quando fu nominato secondo presidente, Josei Toda formulò il suo voto di realizzare kosen-rufu dichiarando: «Io faccio voto di realizzare con i miei sforzi 750.000 famiglie di membri nel corso della mia vita». E stabilì anche su quale strada indirizzare l’impegno dei membri della Soka Gakkai, affermando che kosen-rufu nell’epoca moderna si sarebbe realizzato grazie al dialogo da persona a persona. Il 3 maggio 1960 fui nominato terzo presidente della Soka Gakkai; come rappresentante dei discepoli di Toda mi posi alla guida dell’organizzazione per fare un altro passo verso la realizzazione concreta di kosen-rufu. Unito nello spirito al mio maestro, incisi nel cuore queste parole del Daishonin: «Questo io affermo. Che gli dèi mi abbandonino. Che tutte le persecuzioni mi assalgano. Io continuerò a dare la mia vita per la Legge!» (L’apertura degli occhi, RSND, 1, 253). Basandomi su di esse mi sono dedicato anima e corpo ad aprire la grande strada di kosen-rufu, ovvero la pace mondiale.
La preghiera dei Bodhisattva della Terra
Oggi nobili e coraggiosi Bodhisattva della Terra, provenienti da ogni parte del Giappone e del mondo, si radunano con gioia nel Palazzo del grande voto di kosen-rufu situato nel complesso in cui ha sede la Soka Gakkai, nel quartiere Shinanomachi di Tokyo. Qui, davanti al Joju Gohonzon della Soka GakkaiOltre alla frase «Per la realizzazione del grande voto di kosen-rufu attraverso la propagazione compassionevole della grande Legge», su questo Gohonzon è scritto anche: «Affidato permanentemente alla Soka Gakkai» (giapp. Soka Gakkai Joju). Perciò è chiamato Joju Gohonzon della Soka Gakkai e anche Gohonzon di kosen-rufu della Soka Gakkai. che reca l’iscrizione: “Per la realizzazione del grande voto di kosen-rufu attraverso la propagazione compassionevole della grande Legge”, offrono preghiere basate sul loro voto. In questa lezione, che conclude la serie dedicata ai cari amici e alle care amiche del Gruppo giovani, vorrei concentrarmi su kosen-rufu, la nobile missione della Soka Gakkai.
«Il settimo volume del Sutra del Loto afferma: “Dopo la mia estinzione, nell’ultimo periodo di cinquecento anni, dovrai diffonderlo in tutto Jambudvipa e non permettere mai che [la sua diffusione] sia interrotta” [SDLPE, 394]. Da una parte è deplorevole che siano già trascorsi più di duemiladuecentoventi anni dalla morte del Budda. Quale karma negativo mi ha impedito di nascere durante la sua esistenza? Perché non ho potuto vedere i quattro ordini di saggiQuattro ordini di saggi: maestri buddisti su cui fare affidamento dopo la morte del Budda Shakyamuni. Anche se si riferisce a quattro diversi livelli di comprensione, l’espressione viene spesso impiegata per denotare genericamente tali maestri, indipendentemente dal livello raggiunto. nel Primo giorno della Legge, o T’ien-t’ai e DengyoT’ien-t’ai (538-597): noto anche come Chih-i, diffuse il Sutra del Loto in Cina ed elaborò la dottrina dei “tremila regni in un singolo istante di vita”. Le sue lezioni furono raccolte in varie opere fra cui Il significato profondo del Sutra del Loto, Parole e frasi del Sutra del Loto e Grande concentrazione e visione profonda. Dengyo (767-822), detto anche Saicho: si recò in Cina per apprendere gli insegnamenti di T’ien-t’ai e fondò la scuola giapponese Tendai (T’ien-t’ai). nel Medio giorno? Dall’altra mi rallegro per la fortuna che mi ha permesso di nascere nell’ultimo periodo di cinquecento anni e di leggere queste veritiere parole del sutra» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 352). [Il Daishonin scrisse Sulla profezia del Budda nel 1273, mentre era in esilio sull’isola di Sado. In questo scritto dichiara di essere il solo ad aver realizzato la profezia di Shakyamuni e formula la predizione che la Legge di Nam-myoho-renge-kyo, l’essenza del Sutra del Loto, si diffonderà ampiamente in tutto il mondo].
L’appello del Budda per un’ampia propagazione del Sutra del Loto Sulla profezia del Budda è un’opera importante composta dal Daishonin dopo L’oggetto di culto per l’osservazione della mente (RSND, 1, 313) e La pratica dell’insegnamento del Budda (RSND, 1, 346). È uno scritto che noi, discepoli di Nichiren, impegnati a realizzare le sue predizioni per l’Ultimo giorno della Legge, dovremmo studiare con attenzione. La frase del Sutra del Loto citata in questo passo è contenuta nel ventitreesimo capitolo Precedenti vicende del bodhisattva Re della Medicina; esprime in maniera articolata il volere di Shakyamuni, il quale affida ai suoi discepoli la propagazione mondiale del Sutra del Loto nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno della Legge successiva alla sua morte. Queste righe mostrano che il vero intento del Budda è kosen-rufu. Kosen-rufu è la missione dei discepoli del Budda che consiste nell’ereditare e realizzare il suo desiderio di liberare le persone dalle sofferenze di nascita, invecchiamento, malattia e morte mettendo in grado tutta l’umanità di raggiungere una condizione di felicità duratura. Il Daishonin dichiara poi di considerare «deplorevole» il fatto di non essere nato durante la vita del Budda o al tempo dei grandi saggi e maestri buddisti, ma prosegue affermando che “si rallegra”, grato di avere avuto la fortuna di vivere nell’Ultimo giorno e di assistere all’avverarsi della profezia del Budda. La trasformazione dal “deplorare” al “rallegrarsi” ha un significato profondo. A quell’epoca il Daishonin era oggetto di feroci persecuzioni. Fu trattato come un criminale e in seguito condannato a un esilio che equivaleva a una sentenza di morte, come spiega in questo scritto: «Da allora ho sopportato persecuzioni giorno dopo giorno e mese dopo mese. Negli ultimi due o tre anni, fra le altre cose, sono stato quasi messo a morte. Le probabilità che io sopravviva a quest’anno o addirittura a questo mese sono una su diecimila» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 357). Eppure, anche in queste circostanze dichiara: «Che gioia è per me espiare nell’arco di un’esistenza tutte le offese alla Legge commesse fin dall’infinito passato! Che fortuna servire il Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, che io non ho mai visto! Prego prima di ogni altra cosa di poter guidare verso la verità il sovrano e gli altri che mi hanno perseguitato» (Ibidem). L’espressione «mi rallegro» dimostra che nel suo cuore ardeva intensamente lo spirito da leone di “alzarsi da solo” per kosen-rufu nell’Ultimo giorno della Legge. Nonostante le dure persecuzioni che stava subendo era in grado di affermare, grazie al suo maestoso stato di Buddità: «Nel Primo e nel Medio giorno della Legge [il Buddismo] si diffuse da ovest a est, ma nell’Ultimo giorno si propagherà da est verso ovest. […] Io dico che certamente il Buddismo sorgerà e scorrerà da est, dalla terra del Giappone» (Sulla profezia del Budda, RSND, 1, 355-356). Questa è la dichiarazione della trasmissione del Buddismo verso occidente e di kosen-rufu mondiale. Il maestro Toda sottolineò questo passo nella sua copia degli scritti del Daishonin e vi si ispirò per molte lezioni.
[box] Cinque periodi di cinquecento anni successivi alla morte di Shakyamuni durante i quali si ritiene che il Buddismo si diffonda, prosperi e alla fine declini. Essi sono: l’“epoca del conseguimento della liberazione”, in cui molte persone si emancipano praticando gli insegnamenti del Budda; l’“epoca della meditazione”, in cui la meditazione è praticata diffusamente; l’“epoca della lettura, della recitazione e dell’ascolto”, durante la quale al centro della pratica vi sono lo studio, la recitazione dei sutra e l’ascolto delle lezioni su di essi; l’“epoca della costruzione di templi e stupa”, che vede il declino dello spirito di ricerca degli insegnamenti buddisti; l’“epoca delle dispute e dei conflitti”, caratterizzata dal sorgere di lotte tra le varie scuole rivali che portano all’oscuramento e alla perdita degli insegnamenti del Budda Shakyamuni. Inoltre i primi mille anni corrispondono al Primo giorno della Legge; i secondi mille anni al Medio giorno della Legge; gli ultimi cinquecento anni segnano l’inizio dell’Ultimo giorno della Legge.[/box]
Dal cercare aiuto all’aiutare gli altri
Consideriamo la grande trasformazione dal “deplorare” al “rallegrarsi” nel contesto della nostra vita. Come esseri umani non possiamo scegliere l’epoca o la società in cui nascere. La realtà può essere così atroce da indurci a dolerci delle condizioni del mondo e chiederci perché dobbiamo vivere in un’epoca così corrotta e degenerata. Questo atteggiamento è un riflesso di una mente umana controllata dall’ambiente. Ma gli esseri umani, per quanto difficili siano le circostanze, se trasformano il loro atteggiamento interiore o stato mentale possono condurre una vita di livello totalmente diverso. Questa è la trasformazione profonda dal “deplorare” al “rallegrarsi”, e si realizza quando ci impegniamo attivamente nel movimento per kosen-rufu. Solo quando agiamo da protagonisti della nostra vita possiamo sperimentare tale gioia. La chiave di questa grande trasformazione è la consapevolezza della nostra missione di Bodhisattva della Terra. Da persone che ricercano l’aiuto del Budda possiamo diventare – attraverso il processo della rivoluzione umana – persone che lavorano al suo fianco per aiutarne altre a diventare felici. Anziché dolerci del nostro karma di sofferenza nell’epoca malvagia dell’Ultimo giorno, possiamo scegliere la missione piena di gioia del bodhisattva che sostiene e incoraggia le persone che ha intorno, creando felicità per sé e per gli altri mentre sfida le furiose ondate delle avversità. Questo è il modo di vivere di un bodhisattva che ha volontariamente rinunciato alla ricompensa che gli spettava per le sue azioni pure e ha “volontariamente assunto il karma appropriato”, nascendo in un mondo impuro per condurre le persone alla felicità (cfr. SDLPE, 232).
[box] Assumere volontariamente il karma appropriato: si riferisce ai bodhisattva che rinunciano alle ricompense karmiche, che spetterebbero loro per aver praticato il Buddismo, e fanno voto di rinascere in un mondo impuro per salvare gli esseri viventi. Essi diffondono la Legge mistica affrontando le stesse sofferenze di quanti sono nati in un mondo malvagio a causa del proprio karma. Questa espressione deriva dall’interpretazione di Miao-lo di alcune frasi del decimo capitolo del Sutra del Loto Il maestro della Legge: «Re della Medicina, sappi che queste persone hanno rinunciato volontariamente alla ricompensa che hanno meritato per le loro azioni pure e, nell’epoca successiva alla mia estinzione, mosse da compassione per gli esseri viventi, sono nate in questo mondo malvagio per poter propagare ampiamente questo sutra» (SDLPE, 232).[/box]
Il voto di nascere nel mondo di saha
È inevitabile trovarsi in circostanze dolorose, sperimentare difficoltà e sofferenze. Ma il modo di vivere più nobile sta nel vedere questi assalti del karma in una luce positiva, valutandone il significato profondo e considerandole situazioni che solo noi siamo in grado di affrontare. Questo è lo spirito originale dei Bodhisattva della Terra, che nel remoto passato promisero di nascere nell’Ultimo giorno della Legge in questo mondo di saha pieno di conflitti per propagare il Sutra del Loto. Il maestro Toda si risvegliò alla sua missione di Bodhisattva della Terra mentre era in prigione, durante la seconda guerra mondiale. Quando fu rilasciato, si accinse ad adempiere il grande voto di diffondere la Legge mistica nel mezzo della disperazione e della miseria del Giappone postbellico. Chi altri avrebbe potuto promettere fieramente di realizzare kosen-rufu in un momento del genere? La Soka Gakkai è un’organizzazione religiosa che sta realizzando concretamente l’ampia propagazione della Legge mistica in accordo con l’intento del Budda, perché la fede e la pratica dei suoi membri sono dedicate a kosen-rufu.
Una scrittura che ci risveglia al significato della vita
Nelle nostre discussioni chiesi a Margarita Vorobyova-Desyatovskaya, eminente studiosa russa del Sutra del Loto, la sua opinione riguardo alla funzione di questo sutra per l’umanità nel XXI secolo. Rispose che il Sutra del Loto ci fa riflettere sulle motivazioni delle nostre azioni e sulla direzione verso cui ci muoviamo come singoli individui e come umanità. Ci stimola a pensare, disse, questa è la sua missione.Da un articolo del Seikyo Shimbun, 17 febbraio 1996. Il Sutra del Loto ci risveglia al significato fondamentale e più nobile della vita. Ci insegna che il modo supremo di vivere è dedicarsi al grande voto di kosen-rufu. I Bodhisattva della Terra in esso descritti sono discepoli dal remoto passato ai quali Shakyamuni affida la trasmissione dei suoi insegnamenti nell’ultima epoca dopo la sua scomparsa. Esaminiamo adesso un passo de Il vero aspetto di tutti i fenomeni nel quale il Daishonin spiega la missione dei Bodhisattva della Terra che appaiono nell’Ultimo giorno della Legge.
«Non devono esserci discriminazioni fra coloro che propagano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyoMyoho-renge-kyo si scrive con cinque caratteri cinesi mentre Nam-myoho-renge-kyo con sette (nam o namu è costituito da due caratteri). Nei suoi scritti il Daishonin li usa spesso come sinonimi. nell’Ultimo giorno della Legge, siano essi uomini o donne: se non fossero Bodhisattva della Terra non potrebbero recitare il Daimoku. Dapprima solo Nichiren recitò Nam-myoho-renge-kyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”?» (Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 341). [Ne Il vero aspetto di tutti i fenomeni, composto nel maggio 1273, il Daishonin risponde alla domanda del suo discepolo Sairen-bo sul “vero aspetto di tutti i fenomeni” esponendo i più profondi insegna-menti del Buddismo. Qui dichiara che tutti i discepoli che hanno la sua stessa mente sono Bodhisattva della Terra e che kosen-rufu sarà sicuramente realizzato].
Tutte le persone sono assolutamente degne di rispetto
Nel Sutra del Loto non esistono discriminazioni fra uomini e donne: ogni persona ha la nobile missione di kosen-rufu. Il Daishonin dichiara che gli «uomini e le donne che abbracciano il Sutra del Loto» sono torri preziose «qualunque sia la loro condizione sociale» (La Torre preziosa, RSND, 1, 264). E loda così i discepoli e le discepole: «Chiunque, prete o monaca, laico o laica, insegni agli altri anche una singola frase del Sutra del Loto è senza dubbio l’inviato del Tathagata» (Una nave per attraversare il mare della sofferenza, RSND, 1, 29). Ogni persona è una Torre preziosa, un’inviata del Tathagata emissaria del Budda. In altre parole tutti gli individui possiedono la natura di Budda, degna di supremo rispetto, e hanno un potenziale infinito. Il grande insegnamento del Buddismo di Nichiren spiega questa verità inconfutabile. Nella frase successiva il Daishonin afferma che i suoi discepoli dovrebbero praticare e insegnare agli altri così come aveva fatto lui, che da solo iniziò a recitare Nam-myoho-renge-kyo e praticò in accordo con gli insegnamenti del Budda. Dapprima un singolo individuo si alza e diventa un punto di partenza, poi parla con un altro; questo semplice contatto fra individui è e sarà sempre il fondamento per la crescita di kosen-rufu in ogni tempo e in ogni luogo. Nell’attuale sviluppo globale della Sgi, ogni passo per l’espansione di kosen-rufu ovunque nel mondo è iniziato da questo collegamento fra due persone. Questo è il cammino a cui si riferisce il Daishonin quando afferma: «La propagazione si svilupperà così anche in futuro». La gioia di agire di propria iniziativa Leggendo il Sutra del Loto, il Daishonin si rese conto di essere uno dei Bodhisattva della Terra presenti alla Cerimonia nell’aria. Per questo afferma: «Provo una gioia senza limiti anche se adesso sono in esilio» (Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 342). Quando siamo consapevoli della nostra missione suprema per kosen-rufu ed entriamo in azione con una fede ispirata dal voto, conducendo la nostra battaglia con coraggio e saggezza, la nostra vita trabocca della «più grande di tutte le gioie» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 54). Come afferma il Daishonin: «Sia se stessi che gli altri insieme troveranno gioia nel possesso della saggezza e della compassione» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 118, 50). Formulare un grande voto per kosen-rufu ci riempie della gioia di agire di nostra iniziativa, della gioia di incontrare l’insegnamento meraviglioso della Legge mistica e risvegliarci autonomamente alla nostra profonda missione senza che nessuno ci forzi o ci costringa. In queste condizioni proviamo una gioia così grande da non riuscire a trattenerci (cfr. Scegliere il cuore del Sutra del Loto, RSND, 2, 459) dal parlare agli altri di Nam-myoho-renge-kyo e dal «proclamare ad alta voce» (La pratica dell’insegnamento del Budda, RSND, 1, 350) il potere della Legge mistica alle persone che ci circondano. Fu il maestro Toda, grazie al risveglio in carcere alla sua identità di Bodhisattva della Terra, a far rivivere questo spirito di impegnarsi per kosen-rufu insito nel Buddismo di Nichiren. La gioia che provò grazie alla sua Illuminazione gli fece sorgere l’insopprimibile desiderio di condividerla con tutte le persone del Giappone e del mondo. Il Daishonin scrive che udire qualcuno che gioisce ci fa gioire a nostra volta (cfr. La recitazione dei capitoli Espedienti e Durata della vita, RSND, 1, 60). La gioia genera una reazione a catena. Preghiere, esperienze e voci gioiose risuonano da una persona all’altra, generando onde che si propagano ad altre due, tre, cento e così via. Quando incontrai Toda e percepii il suo impegno appassionato per kosen-rufu provai una gioia elettrizzante. Quel fatidico primo incontro ebbe luogo nell’estate del mio diciannovesimo anno di vita. Provai una gioia immensa anche quando ascoltai le sue lezioni sul Sutra del Loto e venni ispirato a scrivere nel mio diario: «La rivoluzione religiosa è di per sé una rivoluzione umana. […] Giovani, avanzate con illimitata compassione! Giovani, continuate ad avanzare facendo tesoro di questa grande filosofia!». E mi sentii pieno di gioia anche quando, in piedi sulla spiaggia di Atsuta in Hokkaido, Toda mi affidò il suo sogno per il futuro: «Devi aprire la strada per kosen-rufu mondiale al posto mio». Man mano che questi momenti decisivi vissuti con il mio maestro si accumulavano, approfondivo la mia determinazione a dedicarmi a kosen-rufu insieme a lui non solo in questa vita ma per l’eternità.
«Miei cari discepoli, meravigliosi compagni dell’assemblea sul Picco dell’Aquila»
Nei suoi scritti il Daishonin esorta il giovane Nanjo TokimitsuNanjo Tokimitsu (1259-1332): fedele discepolo del Daishonin e amministratore del villaggio di Ueno nel distretto di Fuji, provincia di Suruga. Dal momento in cui il Daishonin si stabilì sul Monte Minobu, Nanjo Tokimitsu fu in stretto contatto con lui e ricevette numerose guide. Svolse un ruolo importante nella difesa dei seguaci del Daishonin durante la persecuzione di Atsuhara e per questo Nichiren lo soprannominò “Saggio di Ueno” e altri affermando: «È mio desiderio che tutti i miei discepoli formulino un grande voto» (La Porta del drago, RSND, 1, 891). Tenendo bene a mente queste parole io formulai il grande voto di aprire la strada alla realizzazione di kosen-rufu in tutto il globo. Alla fine del 2017, poco prima del mio novantesimo compleanno scrissi: «La mia determinazione per il nuovo anno è impegnarmi insieme a tutti i miei cari discepoli, meravigliosi compagni dell’assemblea sul Picco dell’Aquila,L’assemblea sul Picco dell’Aquila è quella in cui Shakyamuni predicò il Sutra del Loto e che continua per sempre, come afferma il Daishonin nella Raccolta degli insegnamenti orali: «L’assemblea sul sacro Picco dell’Aquila […] continua solennemente e non si è ancora sciolta» (cfr. BS, 117, 50) per assicurarci che i Bodhisattva della Terra continuino a emergere incessantemente fino all’eterno futuro dell’Ultimo giorno della Legge».Cfr. NR, 621 Kosen-rufu è l’avventura di maestro e discepolo, una grande epopea di lotta condivisa che si svolge attraverso il passato, il presente e il futuro.
Trasformiamo la terra infondendo coraggio e speranza
Il mondo di oggi è pieno di guerre e conflitti. La minaccia del terrorismo sta crescendo, l’inquietudine sociale causata dalla povertà e dalla disparità di reddito sta aumentando e l’oscurità della sofferenza è profonda. La distruzione ambientale è inarrestabile e i disastri naturali si susseguono. Ma per quanto infurino le tempeste delle difficoltà e il nostro cammino sia irto di ostacoli spaventosi, alla luce delle parole del Sutra del Loto appariranno fieri Bodhisattva della Terra per infondere coraggio e speranza a ogni persona. Se ciò non si verificasse, gli insegnamenti del Sutra del Loto sarebbero falsi. Quando un primo Bodhisattva della Terra emerge, è certo che ne apparirà un altro e poi un altro ancora, perché lavorino insieme a chi li ha preceduti. La loro brillante entrata in scena genera in ogni angolo del mondo una rete di individui che si impegnano per la felicità e la pace. Questo è il principio di “emergere dalla terra”. Una grande alleanza di Bodhisattva della Terra cambierà il destino di un’intera nazione. Questo è il tempo in cui, come afferma il Sutra del Loto, i Bodhisattva della Terra “emergono nello stesso istante” (cfr. SDLPE, 295). Scrive il Daishonin: «“Emergere” significa che al tempo di kosen-rufu esseri viventi in tutto Jambudvipa [il mondo intero] praticheranno il Sutra del Loto» (GZ, 834).Oko Kikigaki (Le lezioni trascritte), non incluso in RSND, 1 e 2.