Illuminazione nella vita presente

Prima lezione / Introduzione

Daisaku Ikeda

Raggiungere la Buddità in questa esistenza è lo scopo fondamentale della vita individuale e fonte di speranza per l'umanità intera

«Se vuoi liberarti dalle sofferenze di nascita e morte che sopporti dal tempo senza inizio e ottenere sicuramente la suprema Illuminazione in questa esistenza, devi cogliere la mistica verità originariamente presente negli esseri viventi. Questa verità è Myoho-renge-kyo. Di conseguenza recitare Myoho-renge-kyo ti permetterà di cogliere questa mistica verità originariamente presente negli esseri viventi».

In cosa consiste un'esistenza profondamente significativa? Cos'è la vera felicità? Il Buddismo di Nichiren Daishonin è un insegnamento pieno di speranza che ci permette di forgiare una condizione di felicità insuperabile e indistruttibile e di condurre una vita di supremo valore, aiutando nel contempo anche gli altri a fare la stessa cosa.
Tutti hanno il potenziale per raggiungere la Buddità e inoltre possono acquisire questa suprema condizione così come sono, certi di riuscire a farlo in questa vita. Il Buddismo di Nichiren Daishonin espone con chiarezza questo meraviglioso sentiero per l'Illuminazione.
Il profondo insegnamento del raggiungimento della Buddità in questa esistenza esposto dal Daishonin fu un'idea rivoluzionaria che sovvertì completamente il pensiero dominante buddista; a tutt'oggi continua a brillare come un principio in grado di trasformare radicalmente la nostra epoca spalancando le porte a un futuro luminoso per il mondo nel XXI secolo.
Perciò mi accingo con entusiasmo a studiare questo Gosho insieme con voi proprio adesso che stiamo partendo con grande energia per una nuova avventura di crescita e di sviluppo verso l'ottantesimo anniversario della Soka Gakkai nel 2010.

Il profondo significato della recitazione del Daimoku

Il raggiungimento della Buddità in quest'esistenza chiarisce le basi teoriche e pratiche del Buddismo di Nichiren Daishonin. Grazie allo studio di questo Gosho, animati dal sincero intento di farne una guida per la pratica e per lo studio, i membri di tutto il mondo hanno potuto approfondire la comprensione dell'essenza degli insegnamenti del Daishonin.
Sebbene l'originale non esista più e non si conoscano né la data esatta di stesura né il nome del destinatario, si ritiene che questa lettera sia stata scritta a Toki Jonin1 nel 1255. Questa data, di poco successiva alla proclamazione ufficiale da parte del Daishonin della propria dottrina, è plausibile anche alla luce del contenuto della lettera, in cui si spiega il significato di recitare Daimoku in termini sia teorici che pratici.
La recitazione del Daimoku è la base di tutto l'insegnamento del Daishonin. Il suo Buddismo, a differenza delle scuole buddiste ufficiali del suo tempo, non si basava sul culto di una specifica divinità o Budda; ciò che il Daishonin stabilì fu il mezzo per realizzare l'ideale del Sutra del Loto, il raggiungimento dell'Illuminazione da parte di tutte le persone, attraverso la pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo che ci permette di attivare la nostra intrinseca natura di Budda e manifestarla nello stato vitale di Buddità.
Nel Buddismo di Nichiren vi sono due aspetti del Daimoku: il Daimoku della fede e il Daimoku della pratica. Il primo riguarda l'aspetto spirituale della nostra pratica e consiste essenzialmente nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra condizione interiore illusa, od oscurità. È una battaglia contro le forze negative e distruttive interiori per aprire un varco nell'oscurità che avvolge la natura di Budda e far emergere la condizione vitale di Buddità grazie al potere della fede.
Il Daimoku della pratica riguarda invece l'azione specifica di recitare Nam-myoho-renge-kyo e di insegnarlo agli altri, gli sforzi che compiamo, con le parole e con le azioni, per la nostra felicità e per quella degli altri, che sono la dimostrazione tangibile della nostra battaglia interiore contro l'illusione e la negatività interne.
Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo stiamo recitando il nome della natura di Budda che esiste nella nostra vita e in quella degli altri, e al tempo stesso la stiamo risvegliando. Quando la fede vince sul dubbio e sulle illusioni interiori, il potere della natura di Budda viene risvegliato dal suono del Daimoku e si manifesta spontaneamente nella nostra vita2.
Il punto essenziale che differenzia il Buddismo del Daishonin dalle altre scuole buddiste del suo tempo è l'aver stabilito questo mezzo concreto per raggiungere la Buddità. Dalla prima volta che proclamò Nam-myoho-renge-kyo fino al momento della morte Nichiren si impegnò ardentemente per insegnare questo supremo sentiero per l'Illuminazione a tutte le persone della sua terra.
Nel brano d'apertura del Raggiungimento della Buddità in questa esistenza il Daishonin espone in maniera chiara ed esaustiva la filosofia di salvezza che sta alla base del suo insegnamento, il cui scopo è la felicità di tutta l'umanità.
Il brano «Se vuoi liberarti [...] negli esseri viventi», che vorrei discutere dettagliatamente nella prossima puntata, afferma in sintesi che possiamo liberarci dalle sofferenze eterne di nascita e morte manifestando dentro di noi la mistica verità originariamente presente in tutti gli esseri viventi. Il nome di questa mistica verità è Myoho-renge-kyo e il modo per manifestarla è proprio la recitazione di Myoho-renge-kyo.

Il significato della nostra esistenza come esseri umani

«Tuttavia, se reciti e credi in Myoho-renge-kyo ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore».

"Raggiungere la Buddità in quest'esistenza" significa che una persona comune diventa illuminata nel corso della sua attuale esistenza e, per estensione, che lo potrà fare così com'è. Perciò "raggiungere la Buddità in quest'esistenza" ha lo stesso significato di "raggiungere la Buddità nella forma presente", che è la visione della Buddità esposta nel Sutra del Loto ed esemplificata dalla figlia del re drago3 nel dodicesimo capitolo, Devadatta.
Questa visione è in totale contrasto con gli insegnamenti precedenti al Sutra del Loto, secondo i quali ci si può illuminare soltanto dopo aver praticato varie austerità per innumerevoli vite.
Poiché la condizione vitale di Buddità è una sola cosa con la Legge mistica eterna ed è colma di infinita saggezza e compassione, si tende a considerarla del tutto separata e distante dalla vita delle persone comuni immerse nelle illusioni. Fu proprio l'idea che ottenere l'Illuminazione richiedesse il superamento di questo abisso di incalcolabile profondità tra la condizione spirituale di un Budda e quella di una persona comune che diede origine al pensiero che fosse necessario svolgere pratiche austere per innumerevoli kalpa.
Il Buddismo di Nichiren spiega invece che è proprio in questa esistenza, in cui siamo nati come esseri umani, che possiamo realizzare il principio del raggiungimento della Buddità nella propria forma presente rivelato nel Sutra del Loto. Questo è ciò che portò il Daishonin a chiarire il suo profondo insegnamento del raggiungimento della Buddità in questa esistenza.
Il Daishonin spiega che analogamente alle qualità del riso, alcune delle quali maturano prima e altre dopo ma tutte producono un raccolto entro l'anno, coloro che praticano il Sutra del Loto conseguiranno immancabilmente la Buddità in quest'esistenza.4
Il Daishonin attribuisce importanza alla vita presente degli esseri umani. Naturalmente tutti gli esseri viventi posseggono la natura di Budda e sono dotati del potenziale per conseguire la Buddità nella propria forma presente, ma il motivo per cui il Daishonin pone l'accento sul raggiungimento della Buddità in quest'esistenza è che il suo obiettivo fondamentale è sempre, prima di tutto, la felicità degli esseri umani.
Il cuore umano è sensibile, ricco e multiforme, e ha la capacità di realizzare imprese straordinarie. Ma proprio per questo spesso prova grandi sofferenze e tormenti. Al tempo stesso, il cuore umano può cadere prigioniero di una infinita spirale negativa. Le nostre vite dovranno forse trasmigrare per sempre nei sentieri del male o possiamo riuscire a farle entrare nell'orbita del bene?
Come dimostrano molti dei suoi scritti, il Daishonin sottolinea ripetutamente l'importanza cruciale che riveste il cuore o mente. È in quest'ambito interiore della vita che risiede il potenziale per realizzare enormi cambiamenti, sia dal male al bene che dal bene al male. Perciò la dottrina dell'Illuminazione del Daishonin si può leggere come un processo che ha inizio con il cambiamento interiore. Grazie al potere della fede possiamo sconfiggere le forze negative dentro di noi governate dall'oscurità fondamentale che risiede in ogni cuore umano, e manifestare le funzioni positive della vita che sono un tutt'uno con la natura del Dharma, cioè con la nostra Buddità.
L'esistenza presente, in cui siamo nati come esseri umani, è un'occasione d'oro per assicurarci che la nostra vita non debba più trasmigrare nei sentieri del male ma in quelli del bene.

L'accento sul cambiamento interiore

«Perciò, quando invochi myoho e reciti renge, devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua stessa vita».

«Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo».

Nel Raggiungimento della Buddità in quest'esistenza il Daishonin spiega dettagliatamente che non possiamo raggiungere l'Illuminazione senza un cambiamento profondo nella nostra vita, al livello del nostro cuore o mente.
Prima di tutto afferma che la mistica verità di cui sono dotati tutti gli esseri viventi rivela «la relazione di reciproca inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni». Ciò significa che la nostra vita e la nostra mente in ogni momento comprendono tutti i fenomeni e li pervadono, in una condizione vitale di identità con l'universo.
Inoltre il Daishonin ci ammonisce a non ricercare la Legge mistica fuori di noi perché altrimenti, per quanto Daimoku possiamo recitare, non riusciremo a raggiungere l'Illuminazione e, al contrario, la nostra pratica buddista sarà solo «un'infinita e dolorosa austerità». Afferma esplicitamente che «se reciti e credi in Myoho-renge-kyo, ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica ma un insegnamento inferiore».
Il Daishonin spiega che la chiave per recitare Daimoku è fare appello a una fede profonda. Facendo così possiamo "lucidare" la nostra vita e ottenere l'Illuminazione. Scrive: «Perciò, quando invochi myoho e reciti renge, devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua stessa vita [lett.: è la tua mente in ciascun momento]» e «Risveglia in te una profonda fede e lucida con cura il tuo specchio notte e giorno. Come dovresti lucidarlo? Solo recitando Nam-myoho-renge-kyo».
Inoltre il Daishonin parla della «mistica entità della Via di mezzo che è la realtà ultima di tutte le cose», cioè della natura mistica e insondabile della vita, del nostro cuore e della nostra mente, che si manifesta come Buddità. Afferma così che Myoho-renge-kyo è la Legge mistica della vita, del mondo interiore di noi esseri umani; dunque quando recitiamo Daimoku con profonda fede nella Legge mistica possiamo raggiungere la Buddità in questa esistenza.

Un umanesimo autentico

Ora vorrei affrontare tre aspetti per i quali la dottrina del Daishonin sul raggiungimento della Buddità in questa esistenza è significativa.
Prima di tutto vorrei far notare che, aprendo la strada del raggiungimento dell'Illuminazione in questa vita a tutte le persone attraverso la recitazione del Daimoku, il Daishonin istituì per la prima volta una dottrina di autentico umanesimo. Permettere a tutte le persone di ottenere l'Illuminazione è il primo requisito di una religione veramente umanistica. È questo, a mio avviso, il significato religioso e filosofico del principio del raggiungimento della Buddità in questa esistenza.
Nichiren Daishonin aveva una profonda comprensione del potenziale degli esseri umani: vedeva chiaramente che, grazie a un profondo cambiamento interiore, essi avrebbero potuto liberarsi dal ciclo negativo di trasmigrazioni e crearne uno positivo. Espose così un modo pratico per farlo; perciò nessun altro insegnamento potrebbe maggiormente meritare l'aggettivo "umanistico" del Buddismo del Daishonin.
In Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin scrive: «Sebbene si pensi che Shakyamuni sia dotato delle tre virtù di sovrano, maestro e genitore per il bene di noi tutti esseri viventi, in realtà non è così. Al contrario sono i comuni mortali che lo dotano delle tre virtù»5. Questo brano mette in evidenza il passaggio da una "religione autoritaria" a una "religione umanistica, centrata sulle persone"6. E il Buddismo di Nichiren Daishonin, che stabilisce il mezzo concreto per raggiungere l'Illuminazione in questa esistenza, rende possibile tale spostamento.
Quando il primo presidente della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, formulò la sua teoria del valore, non incluse il concetto di "santità" o "sacralità", considerato un valore religioso da vari altri filosofi prima di lui. Makiguchi riteneva che il più alto valore che una religione doveva sforzarsi di realizzare fosse il "grande bene". "Grande bene" significa il massimo valore che gli esseri umani e la società possono creare. Nella teoria del valore di Makiguchi una vera religione deve servire al benessere degli esseri umani. Aprire la via per il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, come ha fatto il Daishonin, significa fondare una religione che contribuisce alla felicità degli esseri umani nella maniera più ampia possibile.

Il significato di raggiungere la Buddità in quest'esistenza dal punto di vista individuale

In secondo luogo, esponendo la via del raggiungimento della Buddità in quest'esistenza, il Daishonin ci ha dato la possibilità di condurre una vita basata sull'infinito potere della Legge mistica, una vita solida e sicura che infonde coraggio e fiducia in se stessi. Questo è il significato del principio del raggiungimento della Buddità in questa esistenza nei termini della nostra vita individuale.
Nel Buddismo del Daishonin ottenere l'Illuminazione non significa imbarcarsi in un viaggio inconcepibilmente lungo per diventare un Budda splendente come una divinità, bensì effettuare una trasformazione nelle profondità del nostro essere. Questa concezione rivoluzionaria del raggiungimento dell'Illuminazione cambia radicalmente l'intero significato della pratica buddista per come era sempre stata tradizionalmente intesa.
Non si tratta dunque di praticare per raggiungere le massime vette dell'Illuminazione a un certo momento in un lontano futuro, ma piuttosto di una costante lotta interiore, attimo dopo attimo, fra le due alternative di rivelare la nostra innata natura del Dharma oppure di farci dominare dall'oscurità fondamentale e dall'illusione. Questo sforzo incessante di perfezionare la nostra vita è il nucleo e l'essenza della pratica buddista.
Solo vincendo sulla nostra oscurità e negatività interna possiamo essere vincitori nella vita e rivelare pienamente il nostro potenziale. Lo stesso vale se desideriamo davvero godere di una piena realizzazione nella nostra vita. In tal senso vorrei sottolineare che la pratica esposta nel Buddismo di Nichiren Daishonin per raggiungere la Buddità in questa esistenza è il solo mezzo per vincere l'oscurità e l'illusione, che sono l'origine fondamentale di tutto ciò che di male esiste nella vita degli esseri umani, e coltivare una vera indipendenza, costruire un io solido e raggiungere uno stato vitale di illimitata felicità e pace della mente. Raggiungere la Buddità in questa esistenza diventa così lo scopo fondamentale della vita di un individuo.

Il Significato di raggiungere la Buddità in quest'esistenza dal punto di vista collettivo

«Il Sutra del Loto è il re dei sutra, la diretta via all'Illuminazione, poiché spiega che l'entità della nostra vita in ogni singolo istante, dalla quale sorgono sia il bene che il male, è in realtà l'entità della Legge mistica.
Se hai una profonda fede in questa verità e reciti Myoho-renge-kyo, sicuramente raggiungerai la Buddità in questa esistenza. Questo è il motivo per cui il sutra afferma: "Dopo la mia estinzione, dovrebbe abbracciare e sostenere questo sutra. Tale persona sicuramente, senza alcun dubbio, conseguirà la Via del Budda". Non dubitarne mai minimamente».

Il terzo motivo per cui ritengo così significativo il principio del raggiungimento della Buddità in quest'esistenza è perché costituisce una fonte di speranza per tutta l'umanità che renderà possibile trasformarne il destino. Questo è il suo significato dal punto di vista collettivo e universale.
Molti eminenti pensatori e intellettuali condividono la percezione che la civiltà moderna abbia perso di vista l'essere umano e si trovi in un vicolo cieco su molti fronti. Non si può negare che il mondo spirituale interiore sia stato trascurato e che troppe persone siano ossessionate dalla ricerca di comodità, agio e piacere in qualcosa di esterno a loro.
Se non superiamo le fondamentali illusioni umane indotte dall'avidità, dalla collera e dalla stupidità non potremo risolvere i numerosi problemi che il mondo attuale ha di fronte, fra cui la preoccupazione per la crescita economica, una politica priva di umanesimo, i conflitti internazionali, la guerra, la crescente disparità fra ricchi e poveri e la discriminazione che dilaga. La conclusione che ho tratto dai miei dialoghi con grandi pensatori è che l'unica soluzione reale per gli esseri umani è cambiare, che l'unica chiave risiede nella "rivoluzione umana".
Inoltre se non si adotta una visione corretta della vita e della morte è impossibile vincere radicalmente sull'oscurità e sulle illusioni interiori. Senza la visione della vita e della morte della Via di mezzo - una visione che rifugge i punti di vista estremi della dottrina dell'annichilazione e della dottrina dell'eternità7 - è impossibile ottenere un'autentica e duratura felicità.
Per gli esseri umani l'unico modo di cambiare è vincere l'oscurità interiore e riscoprire la sacralità e la dignità eternamente presenti nella vita.
Coltivare la nobile spiritualità di cui tutte le persone sono originariamente dotate condurrà direttamente a un cambiamento nel destino dell'umanità. Con questa convinzione noi della Soka Gakkai ci siamo adoperati per costruire una rete di bene che abbracci tutto il mondo.
In queste lezioni avrò ulteriori occasioni di parlare di quanto sia apprezzata quest'impresa senza precedenti che stiamo cercando di realizzare e delle grandi aspettative che suscitiamo.
Alla fine del Gosho il Daishonin dice: «Non dubitarne mai minimamente».
Sta dicendoci di avere completa fiducia nel fatto che raggiungeremo la Buddità in questa esistenza. Le sue parole contengono anche il monito a mantenere una forte fede, altrimenti sarà facile perdere di vista l'obiettivo fondamentale dell'Illuminazione e cadere negli abissi dell'oscurità e dell'illusione.
Tutti nel profondo del cuore anelano a raggiungere l'Illuminazione, ma nessun insegnamento è tanto difficile da credere e comprendere quanto quello che ci assicura il raggiungimento della Buddità nell'esistenza presente. Noi della Soka Gakkai abbiamo accettato la sfida di praticare questo profondo insegnamento e condividerlo con le altre persone, in Giappone e in tutto il mondo.
Come coraggiosi Bodhisattva della Terra stiamo dando prova, nel mondo di oggi, del potenziale che ha ogni essere umano di trasformare il proprio destino. Fieri della nostra nobile missione continuiamo a diffondere con gioia il Buddismo del Daishonin - con la sua dottrina del raggiungimento della Buddità in questa esistenza che permette a tutte le persone di realizzare la suprema felicità - e a condurre un'esistenza realizzata e del massimo valore.

Note

1) Toki Jonin era un seguace laico del Daishonin che viveva a Wakamiya, nel distretto di Katsushika, provincia di Shimosa (nell'attuale prefettura di Chiba) ed era al servizio del signore di Chiba. Ricevette dal Daishonin vari scritti che custodì con cura, fra cui Il vero Oggetto di culto.
2) Nel Gosho Il Sutra del Loto porta all'Illuminazione coloro che per la prima volta aspirano alla strada il Daishonin scrive: «Quando veneriamo come oggetto di culto Myoho-renge-kyo dentro la nostra vita, la natura di Budda che è in noi viene richiamata dalla nostra recitazione di Nam-myoho-renge-kyo e si manifesta. Questo si intende per "Budda". Per fare un esempio, quando un uccello in gabbia canta, gli uccelli che volano liberi nel cielo sono richiamati e si radunano intorno a lui. E quando gli uccelli che volano nel cielo si radunano, l'uccello in gabbia cerca di uscir fuori. Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà» (SND, 8, 34 e WND, 887).
3) Nel capitolo dodicesimo del Sutra del Loto, Devadatta, la figlia di otto anni del re drago Sagara concepisce il desiderio dell'Illuminazione quando ascolta il Bodhisattva Manjushri predicare il Sutra del Loto. Si reca allora da Shakyamuni a cui offre un gioiello e istantaneamente completa la sua pratica di bodhisattva. Appare quindi in una terra del sud chiamata Mondo Immacolato nel quale consegue lo stato di Buddità senza mutare la sua forma di drago e predica il Sutra del Loto a tutti gli esseri di quella terra. (Vedi SDL, 243-246)
4) In Ichinen Sanzen Homon (La dottrina fondamentale dei tremila regni in un singolo istante di vita) il Daishonin afferma: «Se i praticanti del Sutra del Loto seguono fedelmente l'insegnamento del Budda conseguiranno sicuramente e senza eccezione alcuna la Buddità nel corso di questa esistenza. Per fare un'analogia, se si seminano i campi in primavera o in estate allora, sia che la semina sia avvenuta prima o dopo, si avrà sicuramente un raccolto entro l'anno. I praticanti del Sutra del Loto appartengono a tre categorie, quelli di capacità superiori, medie e inferiori, e tuttavia otterranno immancabilmente l'Illuminazione nell'arco di una singola esistenza» (GZ, 416).
5) WND, 384; cfr. SND, 4, 231.
6) Per un'analisi approfondita di questo brano vedi Daisaku Ikeda, Lezioni sull'Apertura degli occhi, seconda puntata, Buddismo e società, n. 107.
7) La dottrina dell'annichilazione è l'attaccamento erroneo all'idea che la vita abbia inizio con la nascita e termini con la morte. Secondo questa visione esiste solo la vita presente, e la morte rappresenta la completa cessazione dell'esistenza sia fisica che spirituale. La dottrina dell'eternità è una visione altrettanto erronea secondo cui ciò che esiste nel presente è permanente e immutabile. È una teoria che rifiuta la nozione di causalità e sostiene che agire bene o male non ha alcuna influenza sulla propria condizione.

 

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