Il valore delle esperienze: camminare insieme, sfidarsi insieme

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Immaginiamo di trovarci su una lunga strada, davanti e dietro di noi una geografia arida, fa molto caldo e se stiamo viaggiando da tanto la stanchezza inizia a farsi sentire e le gambe a tremare. Sappiamo che dobbiamo proseguire dritti in quella direzione fino a raggiungere la nostra destinazione, ma non abbiamo un navigatore che può indicarci quanto manca, né se incontreremo imprevisti lungo il percorso. Iniziamo a provare frustrazione, ansia e sfiducia. Avere voglia di fermarsi e di tornare indietro è un desiderio estremamente invitante.
Mi capita, spesso, di sentirmi così mentre affronto una grande esperienza; ciò accade perché non sempre si raggiungono con facilità i propri obiettivi ed è quindi normale sentirsi immobilizzati, senza il coraggio di proseguire.
Allora faccio un’azione semplice: apro il Gohonzon. Sincera, così come sono, recito Nam-myoho-renge-kyo anche se il giudizio e la sensazione di non farcela vibra in ogni mio respiro. E così immancabilmente, ma non sempre con gli stessi tempi, sento di poter fare un passo in avanti e poi un altro ancora, per poi ricominciare a camminare.
La voglia di fermarsi è ancora tanta, e le tendenze riemergono con grande facilità, ma continuare ad avanzare lungo quel percorso arido mi permette di notare in lontananza una struttura, un rifugio. Un ultimo sforzo e ci sono, dentro trovo un’oasi di coraggio.
Visualizzo così gli zadankai, gli incontri tra compagni e compagne di fede. Anche se a volte non è facile raggiungerli e mi devo sfidare per arrivare, trovo sempre una persona pronta ad “abbeverarmi” di coraggio per proseguire. Capita che inaspettatamente l’incontro stesso renda anche me in grado di sostenere chi sta percorrendo quella stessa strada, e condividere quel vissuto ci rende immediatamente compagni di viaggio.
La rivoluzione umana consiste nel collezionare tutte le nostre preziosissime esperienze quotidiane, anche quelle che ci sembrano “brutte”; perché il fallimento esiste ed è proprio quello che può diventare la causa della vittoria definitiva, nulla va sprecato o perduto per ricominciare.
Queste oasi sono davvero energizzanti quando ci sentiamo liberi, libere dalla performance, dall’ego, dalla perfezione… e sinceri, così come siamo.
Condividere le nostre esperienze e sostenerci tra uno zadankai e l’altro, tra un’oasi e la successiva, ci permette di non cedere alla sconfitta, ma soprattutto di decidere come vogliamo percorrere il viaggio, mai soli ma con il calore e il sostegno dei nostri amici e amiche nella fede. Per questo è importante esserci gli uni per le altre. Anche la sola nostra presenza racconta, incoraggia, rincuora. E così un sorriso, come un dubbio o un silenzio, alimentano quel legame, quel filo che ci unisce e non ci lascia mai indietro, arrivando sempre a destinazione insieme per realizzare grandi vittorie.
Commentando le parole di Nichiren Daishonin «Ciò che è nascosto si trasforma in virtù manifesta» (RSND, 1, 752), così ci incoraggia Daisaku Ikeda: «Tutto ciò che si fa per la Legge, per la gente e per gli amici, impegnandosi con tutto il cuore, alla fine torna a noi come beneficio. Nel mondo di kosen-rufu, chi compie un’azione, per quanto piccola e poco evidente, con la massima sincerità e forza, godrà sempre della massima felicità. Questa è la Legge buddista e l’essenza della fede in essa» (NR, 865).
(Rossella Maci)

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