I due tipi di fede

di ottobre

spiegazione a cura del Dipartimento di studio

spiegazione a cura del dipartimento di studio

Titolo originale: Ueno Dono Gohenji (Suika nishin sho) (GZ, 1544)
Scritto il 25 febbraio 1278, a 57 anni, da Minobu
Destinato a Nanjo Shichiro Jiro (Nanjo Tokimitsu)


Ho ricevuto le colocasie1, gli spiedi di cachi secchi, il riso essiccato, le castagne, i germogli di bambù e i contenitori di bambù con l'aceto.
C'era una volta in India un re chiamato Ashoka il Grande che governava su un quarto del paese di Jambudvipa. Assistito dai re draghi2 controllava la pioggia a suo piacere e aveva i demoni al suo servizio. Dapprima era un re spietato, ma poi si convertì al Buddismo. Ogni giorno faceva offerte a sessantamila preti e fece erigere ottantaquattromila stupa di pietra. Indagando sulle vite passate di questo grande sovrano, scopriamo che all'epoca del Budda Shakyamuni vivevano due ragazzi chiamati Tokusho Doji (Virtù Vittoriosa) e Musho Doji (Invincibile), i quali offrirono al Budda una torta di fango. [Grazie a quest'azione Tokusho, il maggiore dei due,] rinacque nell'arco di cento anni come un grande sovrano.
Benché il Budda sia degno di rispetto, paragonato al Sutra del Loto è come una lucciola accanto al sole o alla luna. La superiorità del Sutra del Loto rispetto al Budda Shakyamuni è grande quanto la distanza fra il cielo e la terra. Se fare offerte al Budda produce tali benefici, fare offerte al Sutra del Loto ne produrrà di ben più grandi. Se l'offerta di una torta di fango ottenne una così meravigliosa ricompensa, quelle che otterrai tu con i tuoi vari doni saranno molto maggiori. Al Budda non mancava il cibo, ma ora viviamo in un paese alla fame. Perciò è impossibile che il Budda Shakyamuni, il Budda Taho (Molti Tesori) e le Jurasetsu (le dieci fanciulle demoni) non ti proteggano.
Oggi ci sono persone che credono nel Sutra del Loto; la fede di alcuni è come il fuoco, quella di altri è come l'acqua. Quando i primi ascoltano l'insegnamento ardono di passione come il fuoco ma, con il passare del tempo, tendono ad abbandonare la fede. Avere fede come l'acqua significa credere sempre, senza mai retrocedere. Poiché tu mi hai sempre fatto visita, senza retrocedere di fronte a nessuna situazione, la tua fede è paragonabile all'acqua che scorre. Ciò è ammirevole, veramente ammirevole!
È vero che nella tua famiglia qualcuno è malato? Se è così, non può essere opera dei demoni. Probabilmente le Jurasetsu stanno mettendo alla prova la tua fede. Nessun demone degno di tal nome vorrebbe farsi rompere la testa per aver molestato un devoto del Sutra del Loto3. Persevera nella fede con la ferma convinzione che le parole del Budda Shakyamuni e del Sutra del Loto non contengono alcuna falsità.
Con profondo rispetto
Nichiren


Il venticinquesimo giorno del secondo mese

(nuova traduzione provvisoria)


Note
1) Rizomi simili alla patata.
2) Draghi: uno degli otto tipi di esseri non umani che proteggono il Buddismo. Si credeva che portassero la pioggia e che fossero dotati di vari poteri sovrannaturali e della capacità di far accadere fenomeni miracolosi.
3) Riferimento a un brano del capitolo Dharani del Sutra del Loto, in cui le dieci fanciulle demoni e altri promettono al Budda di proteggere dalla disgrazia e dai pericoli i devoti del Sutra del Loto. Esse dichiarano inoltre: «A chiunque ignora i nostri incantesimi e tormenta i predicatori della Legge, si spacchi la testa in sette pezzi come i rami dell'albero arjaka». (SDL, 415).

CENNI STORICI

Nichiren Daishonin scrisse questo Gosho da Minobu nel 1278, a cinquantasette anni. All'epoca nell'area del monte Fuji, sotto la guida di Nikko Shonin, la propagazione procedeva alacremente. I preti delle altre scuole buddiste, preoccupati dal numero di conversioni, cercavano di ostacolare i seguaci del Daishonin. Nanjo Tokimitsu, a cui è indirizzata la lettera, aveva iniziato a praticare da bambino e dimostrò per tutta la vita una fede incrollabile e un grande coraggio nel proteggere il Buddismo del Daishonin. Come signore feudale godeva di una certa influenza, che sfruttava per proteggere i membri perseguitati. Ma ciò non incontrava l'approvazione del governo di Kamakura, che lo colpì con tasse irragionevolmente alte, per cui si trovò in estreme difficoltà finanziarie, cui si aggiunsero il problemi dovuti alla carestia che aveva colpito il Giappone. Ciononostante egli continuò a offrire regolarmente al Daishonin viveri e altri generi di prima necessità. In questa lettera Nichiren lo ringrazia dei doni e loda la sincerità della sua fede.
(su Nanjo Tokimitsu vedi Buddismo e Società n.104, 2004)

SPIEGAZIONE

OFFRIRE IL BENE PIÙ PREZIOSO
All'inizio di questa lettera il Daishonin cita l'episodio di Tokusho Doji e Musho Doji, descritto nel sutra Zo-agon, per spiegare l'importanza dello spirito dell'offerta. I due fratelli non avevano beni materiali da offrire, ma possedevano un bene molto prezioso: la sincera intenzione di dimostrare gratitudine al Budda Shakyamuni con un regalo. Fu proprio questo grande desiderio che permise a Tokusho Doji di fare una cosa semplice ma di grande significato: confezionò una torta di fango e la mise nella ciotola dell'elemosina di Shakyamuni, mentre il fratello più piccolo congiungeva le mani in segno di rispetto. In virtù di questo gesto il più grande rinacque come re Ashoka e l'altro come sua moglie.
Rinascere come re, all'epoca, era considerata una ricompensa karmica molto positiva e un segno di grandissima fortuna; tra l'altro qui non si parla di un re qualunque, ma del re Ashoka. La storia narra che questo re (III sec. a.C.) fu inizialmente molto crudele ma poi, ispirato dalla sua conversione al Buddismo, sentì compassione per i suoi simili e orientò il suo modo di governare verso il rispetto e la protezione delle persone.

IL BUDDA È IL COMUNE MORTALE
Nichiren prosegue dicendo che sebbene il Budda - in questo caso Shakyamuni - sia degno di rispetto, paragonato al Sutra del Loto, cioè all'insegnamento che espone il principio dell'Illuminazione universale di tutte le persone, esso è come una lucciola rispetto al sole. Afferma inoltre che il Sutra del Loto è superiore al Budda come il cielo è più alto della terra. Quindi se l'offerta di un torta di fango a chi aveva ottenuto l'Illuminazione riceveva una così meravigliosa ricompensa, quella che gli esseri umani possono ottenere, vivendo in prima persona lo spirito di questo insegnamento e diffondendolo agli altri, sarà molto maggiore.
In questo breve passaggio Nichiren trasmette con grande efficacia la sua convinzione: la Buddità non è una caratteristica che appartiene a esseri superiori, verso i quali si mostra venerazione, ma è una qualità della vita appartenente a tutti gli esseri umani, che va quindi riverita in ogni singola persona esattamente come faceva il bodhisattva Fukyo (Mai sprezzante).
Nichiren Daishonin iscrisse il Gohonzon per permettere a ogni individuo di coltivare il massimo rispetto per la Legge fondamentale della vita (e della morte), che è alla base di tutti i fenomeni e che negli esseri umani viene percepita e manifestata con la condizione vitale di Buddità. Quella che Nichiren ha materializzato nel Gohonzon è la Legge fondamentale della vita, che dunque diventa il vero "Oggetto di culto" (vedi spiegazione del Gosho Risposta a Kyo'o in Buddismo e società n. 116, pp. 9-12). In ciò risiede la rivoluzione religiosa compiuta dal Daishonin anche rispetto agli altri insegnamenti che hanno preceduto il Sutra del Loto, che non riconoscevano questo tesoro nella vita di tutte le persone.
Con la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (che esprime la fede nella Legge mistica) e con le azioni tese ad aiutare gli altri a riconoscere la propria Buddità, noi esseri umani possiamo naturalmente manifestare la nostra intrinseca Buddità.

L'OFFERTA AL SUTRA DEL LOTO
Dalle parole di Nichiren si comprende che egli accoglie i doni di Nanjo Tokimitsu come offerte fatte al Sutra del Loto, perché grazie a esse egli poteva continuare la sua lotta per la propagazione della Legge; per questo, in un momento di grande difficoltà per il giovane discepolo, Nichiren gli assicura la ricompensa della protezione delle divinità buddiste (shoten zenjin).
Oggi non c'è più Nichiren Daishonin, ma esiste la Soka Gakkai, un vasto movimento di esseri umani che propagano l'insegnamento di Nichiren, testimoniandolo con la propria vita nelle situazioni più diverse. "L'offerta al Sutra del Loto" significa che le persone possono dedicare la vita, il bene più prezioso che ognuno possiede, per questa aspirazione: risolvere il problema della vita e della morte, trovare nella vita stessa la fonte inesauribile della felicità e della soddisfazione e godere dei benefici derivanti da questa pratica insieme agli altri.
Fortunatamente noi abbiamo un maestro che ci indica come realizzare tutto questo nel modo più certo: dobbiamo cercare di essere suoi discepoli mettendo in pratica ciò che insegna il Buddismo, ovvero ricambiare con azioni concrete basate su un sincero spirito dell'offerta ciò che riceviamo e percepiamo come prezioso.
Non bastano infatti azioni esteriori, parole formali o pensieri superficiali, occorre che azioni, parole e pensieri corrispondano a un'intenzione sentita, profonda: questa è l'offerta sincera. A volte dobbiamo lottare dentro di noi per far emergere l'intenzione più profonda delle nostre azioni o parole e non accontentarci solo della formalità o dell'abitudine, e ciò accade anche quando facciamo "attività" nell'organizzazione, ma proprio questo è un aspetto della lotta contro l'ignoranza innata che oscura la profondità del nostro cuore. Spesso è proprio quando recitiamo Daimoku e ci sforziamo di non farci influenzare dalle nostre ragioni o emozioni più superficiali che le azioni che facciamo si ripercuotono in modo molto positivo nella nostra vita e vediamo sorgere un beneficio al di là delle aspettative. Il cuore è la cosa più importante, ci ricorda sempre il presidente Ikeda; è un invito a partire da dentro di noi e a indirizzare costantemente il nostro pensiero alla Legge mistica.
Cosa si offre? Una volta compreso che è il cuore la cosa più importante, offriamo quello di cui c'è più bisogno: a volte il tempo per recitare Daimoku o per svolgere un'attività di utilità comune, a volte il denaro per le attività buddiste nel loro aspetto materiale, a volte la parola quando trasmettiamo agli altri la nostra esperienza e spieghiamo in cosa consiste la pratica a un'amica, a volte le gambe quando andiamo a trovare qualcuno per incoraggiarlo, ecc.
Ecco cosa dice Nichiren in altri Gosho a proposito dello spirito dell'offerta: «Poiché non c'è cosa più preziosa della vita, se la si dedica a praticare il Buddismo si ottiene sicuramente la Buddità. Chi è pronto a dare la propria vita, come potrà lesinare altri tesori per la Legge buddista? D'altra parte, chi esita a offrire al Buddismo i propri beni materiali, come potrà dare la vita che ha un valore di gran lunga maggiore?» (Lettera da Sado, SND, 4, 73-4). E ancora: «Potresti pensare di aver fatto offerte alla Torre Preziosa del Budda Taho, ma non è così. Le hai offerte a te stesso. Tu stesso sei un vero Budda che possiede le tre virtù dell'Illuminazione. Recita Nam-myoho-renge-kyo con questa convinzione» (La Torre preziosa, Ibidem, 212).

FEDE COME FUOCO E FEDE COME ACQUA
Nella seconda parte di questa lettera Nichiren ci parla di due tipi di fede: fede come fuoco e fede come acqua. Per spiegare la fede del primo tipo prenderemo come esempio le grandi riunioni della Soka Gakkai. Quando partecipiamo a un corso estivo o a un evento nazionale l'entusiasmo divampa facilmente nel nostro cuore spingendoci a mettere dei grandi obiettivi per kosen-rufu, ma poi quando torniamo alla vita di tutti i giorni i nostri buoni propositi si affievoliscono e si spengono, e risulta molto difficile mantenere la determinazione iniziale. Prendendo ad esempio Nanjo Tokimitsu e lodando la sua fede, Nichiren ci insegna che la fede corretta dovrebbe essere come l'acqua che scorre. Avere fede come l'acqua significa credere sempre senza mai retrocedere. Nel Buddismo del Daishonin esiste un unico precetto: qualunque cosa accada non lasciare mai il Gohonzon. Questo significa che di fronte a qualunque tipo di difficoltà dovremmo mettere il Gohonzon al centro della nostra vita, recitando Nam-myoho-renge-kyo con la "forza di un leone all'attacco", cioè con la convinzione che la nostra vita è Myoho-renge-kyo e che una fede senza dubbi ha la possibilità di trasformare realmente ogni ostacolo e ogni sofferenza.
L'esempio più eclatante ce lo fornisce lo stesso Nichiren, quando stava per essere decapitato a Tatsunokuchi: lì sentì che tramite la sua condanna a morte gli si era presentata l'occasione di offrire la vita per l'insegnamento del Sutra del Loto e ne provò gioia. Il raggiungimento di questa condizione vitale così profonda e la vittoria sull'oscurità fondamentale fecero emergere il potere infinito della Legge mistica. Infatti, proprio mentre stava per essere decapitato, un oggetto luminoso solcò il cielo terrorizzando il boia e tutti i presenti, rendendo così impossibile l'esecuzione della sentenza (vedi il Gosho Il comportamento del Budda, SND, 4, 39).
Come discepoli di Nichiren dobbiamo cercare di fare nostro l'atteggiamento del maestro in ogni evento della vita quotidiana, questo è l'unico modo per sperimentare direttamente ciò che è scritto nel Gosho.
Nichiren insegna che più preziosi dei tesori contenuti in un forziere sono i tesori del cuore. I tesori del cuore sono quelli che nessuno ci può dare ma nessuno ci può rubare. La fede è il tesoro del cuore per eccellenza, non si può comprare da nessuna parte, non si può scaricare da Internet né prendere in prestito da qualcuno. La fede va però approfondita e rafforzata ogni giorno. Una volta il presidente Ikeda ha detto: «Se la tua fede è debole sarai vinto dalle circostanze, se la tua fede è forte le circostanze cambieranno». Le stesse circostanze da negative diventano positive. È interessante notare che non dice la tua conoscenza, le tue possibilità economiche, le tue lauree, ma dice "la tua fede". Ciò significa che quando abbiamo un problema da risolvere dovremmo fare leva solo ed esclusivamente sulla qualità della nostra fede, attivando il potere della preghiera. Allora l'impossibile diventa possibile e la nostra fede può diventare "come l'acqua che scorre".

OLTRE I NOSTRI LIMITI
Nell'ultima parte di questa lettera Nichiren stimola il suo giovane discepolo Nanjo Tokimitsu, che aveva un parente ammalato, a non cedere allo scoraggiamento di fronte a questa difficoltà e lo aiuta a vedere in essa un'occasione per mettere alla prova la sua fede. Gli ostacoli infatti, visti da questo punto di vista, sono il carburante necessario che ci permette di andare oltre i nostri limiti.
Non dovremmo mai dimenticare che mentre Nichiren Daishonin si trovava a Sado, dove era stato esiliato dopo la fallita decapitazione, scrisse alcuni dei Gosho e trattati più importanti della sua vita. Sebbene a Sado Nichiren affrontasse condizioni estreme, con poche vesti e scarso cibo e con persone che attentavano alla sua vita ogni giorno, il suo stato vitale era talmente alto che scrisse: «Io Nichiren sono la persona più ricca del Giappone», sempre consapevole del suo voto di aiutare gli esseri umani a diventare felici.
Come suoi discepoli noi dovremmo riuscire a fare nostro lo stesso voto. Decidere autonomamente di dedicare la nostra vita a uno scopo altruistico ci permette di affrontare nel modo migliore le inevitabili difficoltà dell'esistenza e, anzi, di farle funzionare a nostro vantaggio.

 

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