Il 16 marzo del 1958 Josei Toda affidò la missione di proseguire l'impresa di kosen-rufu ai membri del Gruppo giovani, primo fra tutti Daisaku Ikeda. Senza la sua forte determinazione, il Buddismo non si sarebbe diffuso nel mondo; senza l’emergere di giovani successori che si impegnano con il suo stesso spirito, il flusso di kosen-rufu non scorrerebbe. Tutti e tutte insieme, in questo mese di marzo dell'"Anno dei giovani e del progresso dinamico", facciamo emergere la nostra creatività intraprendendo nuove sfide e aprendo la vita a una felicità senza limiti
di Andrea Ciccorelli e Jasmina Cipriani, responsabili nazionali del Gruppo giovani
Marzo è un mese molto significativo per tutti i membri della Soka Gakkai, soprattutto per i giovani. Il 16 marzo, infatti, è il giorno in cui il secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda, due settimane prima dalla sua scomparsa, affidò ai suoi giovani successori, primo tra tutti Daisaku Ikeda, la missione di proseguire l’impresa di kosen-rufu.
Da allora il 16 marzo è diventato il Giorno di kosen-rufu.
Senza la forte determinazione del giovane Ikeda, il Buddismo non si sarebbe diffuso nel mondo; senza l’emergere di giovani successori che si impegnano con lo stesso spirito del maestro, il flusso di kosen-rufu non scorrerebbe. Anche noi oggi, come giovani membri della Soka Gakkai, rispondendo all’appello del nostro maestro rinnoviamo la promessa decisiva di diventare protagonisti di quello spettacolo meraviglioso che è kosen-rufu, mentre ci sforziamo di manifestare pienamente il nostro potenziale.
Ma cosa significa kosen-rufu? Rappresenta forse un punto di arrivo?
No, è piuttosto un flusso costante, l’emergere e il manifestarsi di persone che si dedicano a diffondere gli ideali umanistici del Buddismo per realizzare la felicità di ogni individuo e la pace nel mondo. Sensei conclude la sua opera più importante, il romanzo La nuova rivoluzione umana, con queste parole: «Se anche c’è un unico vero discepolo, kosen-rufu si realizzerà sicuramente» (NRU, 30, 834). Questo sta a indicare che, anche pur se dovesse esserci solo una persona che attraverso le sue azioni permette a questo flusso di non interrompersi, il grande voto di kosen-rufu si potrà realizzare.
Anche in questo “Anno dei giovani e del progresso dinamico” nel mese di marzo possiamo sentire tutto il sostegno e le aspettative del nostro maestro, mentre come nello scorrere di un fiume un giovane dopo l’altro della nostra preziosa rete Soka in Italia si sta impegnando ogni giorno a vivere il Buddismo in prima persona. Il maestro Ikeda, nel poema “Giovani, scalate la montagna di kosen-rufu del XXI secolo” scrive: «Il valore di una gioventù profondamente realizzata / si trova solo in coloro / che si sforzano di superare la dura realtà / della propria vita e della società» (NR, 591, 20-24).
«Superare la dura realtà della propria vita e della società»: in questo sforzo sta il valore di una gioventù «profondamente realizzata».
In questi tempi incerti, complessi, difficili sotto tanti punti di vista, possiamo sperimentare la verità del Buddismo che ci permette di vincere su noi stessi e noi stesse e su qualsiasi difficoltà. In quanto giovani, non possiamo restare immobili in attesa che passi la tempesta, non possiamo aspettare che la situazione migliori. Dobbiamo pregare con determinazione e agire manifestando senso di responsabilità nei confronti di ogni persona.
Il presidente Harada, nel suo discorso in occasione della sesta riunione dei responsabili di Centro, ha dichiarato: «È necessario porre la promozione dell’amicizia alla base del nostro movimento di kosen-rufu» (NR, 743, 7). Per creare nuove amicizie sono necessari tempo e impegno individuale. Per raccontare le nostre esperienze di fede agli amici, poi, servono coraggio e apertura mentale. A volte potrebbe sembrare che i nostri sforzi di condividere il Buddismo non diano frutti e potremmo pensare che siano inutili, ma nel Gosho leggiamo: «Duemila anni di propagazione nel Primo e nel Medio giorno della Legge sono inferiori a un’ora di propagazione nell’Ultimo giorno della Legge» (Ripagare i debiti di gratitudine, RSND, 1, 658). Dobbiamo avere la certezza assoluta che il modo infallibile per lucidare la nostra vita è la pratica di shakubuku. Superare le resistenze interne e condividere con sincerità il Buddismo con una persona fa risplendere la nostra esistenza.
Tutti e tutte insieme facciamo emergere la nostra creatività, intraprendendo nuove sfide con coraggio, e rompiamo il guscio del nostro piccolo io aprendo la vita a una felicità senza limiti. Partendo da una forte preghiera formuliamo il nostro grande voto, dichiarando al nostro maestro: «Sensei sarò io quell'unico vero discepolo!».