BS 233 / 1 giugno 2023

Diffondiamo una rinfrescante brezza di incoraggiamento

Editoriale di Daisaku Ikeda Tradotto dal mensile Daikyakurenge di maggio 2023

Daisaku Ikeda

immagine di copertina

Mai come oggi le persone desiderano ascoltare parole «soavi e gentili», piene di calore e premura, che rallegrano il cuore e conducono alla felicità. Parole che rischiarano con la luce di un'autentica gioia di vivere l’oscurità e l’incertezza che avvolgono i nostri tempi

Tutti voi, miei preziosi compagni di fede, vi state impegnando nel corso delle quattro stagioni in dialoghi volti a realizzare l’ideale del Daishonin di “adottare l'insegnamento corretto per la pace nel paese”. Incarnate davvero il principio per cui «dove c’è una virtù invisibile, ci sarà una ricompensa visibile» (RSND, 1, 806).
Sono certo che ciascuno e ciascuna di voi celebrerà trionfante il 3 maggio, Giorno della Soka Gakkai. Senza dubbio il Budda dell’Ultimo giorno della Legge vi sta applaudendo con tutto il cuore e verrete avvolti da benefici incommensurabili.
Nella parte conclusiva del suo trattato Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese Nichiren Daishonin afferma:  «Perciò affrettatevi a cambiare i princìpi su cui si basa il vostro cuore e ad abbracciare l’unico vero veicolo [per conseguire la Buddità], la sola buona dottrina [del Sutra del Loto]. Se lo farete, il triplice mondo diverrà la terra del Budda, e come potrà mai declinare una terra del Budda? Tutte le regioni nelle dieci direzioni diventeranno terre preziose, e come potrà mai essere distrutta una terra preziosa?» (RSND, 1, 26).
Chi è che sta avanzando con costanza e risolutezza per realizzare una simile trasformazione del nostro mondo? Siete voi, compagni e compagne di fede che vi impegnate insieme nei nostri settori. Giorno dopo giorno e mese dopo mese state piantando i semi della Legge mistica nella vita di ogni singola persona della vostra comunità locale, dove avete costruito tanti legami.
In questo modo state creando ed espandendo una “terra del Budda” che non conoscerà mai declino, una “terra preziosa” che non verrà mai distrutta.
In un passo del capitolo Espedienti del Sutra del Loto, che recitiamo mattina e sera durante Gongyo, si legge: «Le loro parole sono soavi e gentili e rallegrano il cuore delle moltitudini

1

» (SDLPE, 66). Le parole di incoraggiamento, piene di calore e gentilezza, rallegrano il cuore delle persone conducendole alla felicità. Questo è il regno della Legge mistica, questi sono i settori della Soka Gakkai.
Oggi più che mai i cuori delle persone desiderano ardentemente parole «soavi e gentili» e incoraggiamenti calorosi.
Il nostro comportamento sincero, come quello del Bodhisattva Mai Sprezzante, attiva e risveglia nella vita di ogni essere umano la natura di Budda, la condizione vitale più elevata.
Ciò fa scaturire «la più grande di tutte le gioie» (BS, 124) e crea una rete solidale sempre più ampia di individui saggi che affrontano le sfide della vita e della società con spirito positivo e coraggioso.
Quando risplendiamo di saggezza e compassione e aiutiamo gli altri a fare lo stesso, riusciamo a illuminare l’oscurità e l’incertezza che avvolgono i nostri tempi con la luce della felicità, la luce della più autentica gioia di vivere.
Il mio maestro Josei Toda affermò: «Non dimenticate mai che nel cuore delle persone possono verificarsi cambiamenti incredibili se interagite con loro animati da una profonda compassione. Più di ogni cosa, è essenziale mostrare la massima cortesia e pazienza quando ci relazioniamo con gli altri».
Uniti intorno ai nostri preziosi responsabili di settore dei Gruppi uomini e donne, impegniamoci ulteriormente per rinfrancare il cuore dei nostri amici, praticanti e non, con parole di sostegno e incoraggiamento, come una brezza rinfrescante.
Dicendo loro: «Venite nella nostra oasi di gioia e di speranza!», invitiamoli ai nostri zadankai, dove potranno ascoltare innumerevoli esperienze dei benefici derivanti dalla pratica del Buddismo del Daishonin. E utilizziamo anche le nostre pubblicazioni, che traboccano di «parole soavi e gentili che rallegrano il cuore delle moltitudini» (cfr. SDLPE, 66).

NOTE
  1. 1. Nel Gongyo si legge: «Gonji nyunan. Ekka shushin».

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