«Noi, leader di oggi, siamo impegnati nel lavorare alla creazione di un mondo libero da armi nucleari. Vi invitiamo a unirvi al nostro appello e a proteggere il futuro comune». Sono le parole conclusive della Dichiarazione del movimento Youth For Tpnw, letta durante la prima Conferenza degli Stati parti (1Msp, 1st Meeting of States Parties) del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (Tpnw).
Youth For Tpnw (Youth4Tpnw) è un movimento globale di pace indipendente, guidato da giovani, nato per supportare il Tpnw. «Uno spazio per parlare di argomenti come il disarmo nucleare in modo sistemico e intersezionale» raccontano Lucy Tiller, 24 anni, del Regno Unito, cofondatrice di Youth4Tpnw, e Sarah Wanjiru Kimani, 29 anni, keniota, rispettivamente la prima e l’attuale presidente dell'organizzazione, che hanno dato vita alla Youth Msp, una conferenza di giovani svoltasi a Vienna nel Giugno 2022 in parallelo alla conferenza principale degli Stati Parti. In tale occasione 130 giovani delegati provenienti da tutto il mondo si sono uniti in workshop e riunioni plenarie per confrontarsi e pianificare le azioni future.
Carlo Abrate, Sara Boninsegna, Monica Falsone, Alice Ferrario e Mattia Savelli del Gruppo studenti della Soka Gakkai hanno incontrato le due esponenti di Youth4Tpnw e discusso con loro del senso e delle prospettive di questo movimento di giovani nato per creare un futuro più giusto per le prossime generazioni.
Cos’è e come è nato il progetto Youth4Tpnw?
LUCY: Youth4Tpnw è un progetto di pace indipendente, una rete, ma è anche uno spazio educativo, un luogo per emanciparsi.
Quando lavoravo con uno dei partner della campagna Ican nel Regno Unito ho compreso che in questi ambienti essere una persona giovane non è semplice, si è davvero in pochi e ci si sente isolati. Agli incontri partecipavano soprattutto adulti, che avevano molta esperienza e molto da insegnare, ma nonostante l’utile confronto con loro sentivo che mancava la presenza di giovani, e con i pochi presenti era difficile creare rapporti umani. Purtroppo i giovani sono sottorappresentati e non vengono coinvolti nei processi decisionali, anche se ascoltare la loro voce è sempre più essenziale. Infatti circa il 50% della popolazione mondiale ha meno di 30 anni, mentre solo il 2,6% circa dei parlamentari ha questa età. Il mio desiderio era coinvolgere sempre più giovani nel movimento di sostegno al Tpnw. SARAH: Non sono molti i giovani coinvolti in argomenti seri come il disarmo nucleare. Youth4Tpnw vuole essere uno spazio internazionale dove le persone giovani possano sentirsi incluse nel dibattito. Noi speriamo che nel processo di costruzione di un nuovo e più sicuro domani questa organizzazione possa crescere e raggiungere l’obiettivo della totale messa al bando delle armi nucleari.
Come scrive Daisaku Ikeda nella Proposta di pace 2020, «la questione delle armi nucleari viene associata a immagini di una tale distruzione da minacciare l’esistenza stessa della specie umana, e per questo motivo le persone tendono a distogliere lo sguardo». E aggiunge: «Se le persone vedono il mondo anzitutto come un luogo pieno di sofferenza, rischiano di interagire con esso in maniera errata, [...] sentendosi impotenti e rassegnate davanti alle dure realtà sociali o finendo per vivere in modo passivo, aspettando che siano altri a risolvere i loro problemi». Come possiamo incoraggiare le persone a non perdere quella che viene definita una “speranza attiva” supportata da azioni concrete?
SARAH: Vorrei parlare di due concetti chiave che credo possano essere utili per mantenere costante la “speranza attiva”. Uno di questi è la conoscenza, e non uso questo termine con leggerezza, perché la conoscenza è potere. È importante sapere cosa sta succedendo in un particolare momento storico, informandosi il più possibile sull’attualità. Oggi questo significa anche approfondire il tema delle armi atomiche: cosa sono? Sappiamo quali Stati possiedono queste armi o le ospitano sul proprio territorio? Come sono state utilizzate queste armi in passato? Acquisito un bagaglio di informazioni, è importante iniziare a parlarne con altre persone per diffondere la conoscenza sulla reale situazione in cui ci troviamo oggi, unendo così le forze per evitare di ripetere gli errori del passato e costruire un futuro migliore per le generazioni a venire.
Il secondo punto è il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali riguardanti obiettivi come la pace. Oggi i giovani hanno capito che saranno loro a ereditare il mondo di domani. Perciò la domanda è: come vogliamo che sia? Un mondo in cui gli Stati possano in qualsiasi momento minacciare l’uso delle armi di distruzione di massa? Oppure vogliamo vivere in un mondo guidato dalla pace, riducendo il surriscaldamento globale, costruendo un ambiente rigoglioso e un pianeta in cui si possa facilmente viaggiare da un paese all’altro senza essere discriminati per la propria provenienza? Occorre iniziare a visualizzare un futuro del mondo da qui ai prossimi 50 anni.
Ora è necessario lottare con tutte le nostre forze, unendoci insieme per la totale abolizione delle armi nucleari. E una volta che tutti gli Stati avranno firmato il Tpnw, che cosa succederà? Dobbiamo assicurarci che il Trattato entri in vigore e che si inizino a smantellare gli arsenali. Soprattutto noi giovani dobbiamo agire per portare fino in fondo il processo di totale eliminazione delle armi nucleari.
LUCY: Non credo che noi giovani ci sentiamo senza speranza, piuttosto siamo spaventati dal futuro, proviamo un senso di vulnerabilità e solitudine. Siamo una delle generazioni più sensibili ai problemi globali e vogliamo essere inclusi nel dibattito per compiere azioni concrete. Se il cambiamento necessario non verrà da noi giovani, non potrà arrivare da nessun’altra parte. Una delle azioni concrete che possiamo attuare per mantenere costante questa “speranza attiva” è unirci in organizzazioni che promuovano ideali di giustizia e democrazia, che si prendano le proprie responsabilità e facciano crescere altri giovani.
Uno dei concetti buddisti alla base della campagna Senzatomica è espresso in questa frase di Daisaku Ikeda: «Il vero nemico non sono le armi nucleari in quanto tali, né gli Stati che le possiedono o le costruiscono, il vero nemico è il modo di pensare che giustifica le armi nucleari: l’esser pronti ad annientare gli altri qualora essi siano considerati una minaccia o un intralcio alla realizzazione dei propri interessi».
La questione è come pensiamo alla sicurezza dell’umanità: appare chiara l’impossibilità di giustificare dottrine di sicurezza basate sulle armi nucleari, che presuppongono la perdita di milioni di vite e la distruzione dell’ecologia globale. A tale proposito il Tpnw rappresenta lo strumento giuridico fondante, una pietra miliare per la costruzione di una cultura di pace. Cosa pensate a riguardo?
SARAH: Dopo Hiroshima e Nakasaki, gli Stati nucleari hanno fatto esplodere circa 2.000 ordigni nucleari nei test, provocando danni ingenti alle comunità in varie parti del mondo. A partire dall’anno scorso stiamo subendo anche la minaccia dell'uso di armi nucleari da parte delle superpotenze nel presente conflitto in Ucraina. Questo sembra riguardare l’Europa, ma ha influenzato tutti i continenti, generando ovunque preoccupa- zione. Tali azioni alimentano continuamente paura e sfiducia tra le nazioni.
Perchè spingiamo per il passaggio alla piena implementazione del Tpnw? Perchè il Trattato proibisce agli Stati parti di eseguire test, fabbricare, acquistare, possedere, immagazzinare le armi nucleari e altri dispositivi esplosivi nucleari. Il Tpnw è lo strumento legale che unirà gli Stati nel non usare affatto tali armi.
LUCY: Sono d’accordo con Sarah, e in particolare penso che il Tpnw sia un ottimo strumento per l’educazione di tutti, non solo dei giovani. È un trattato veramente importante, rappresenta una nuova visione delle cose. Sta facendo emergere molte questioni urgenti la cui soluzione non può essere rimandata.
Detto questo, non dobbiamo credere ingenuamente che il Trattato porrà fine a tutti i problemi. Ma dobbiamo rifiutare con risolutezza l’approccio nichilista e distruttivo che ci porta a pensare che non serva a nulla. Questo tipo di pensiero è ciò che impedisce di eliminare le armi nucleari dal nostro pianeta.
In realtà il trattato sulle armi nucleari più noto, l’NpT (Trattato di non proliferazione nucleare), non garantisce la sicurezza alla popolazione mondiale perché non considera molti fattori fondamentali, come il punto di vista delle vittime dei test nucleari e delle comunità che vivono ancora le terribili conseguenze delle armi atomiche. Non considera le persone.
È assurdo criticare il Tpnw dicendo che non prende in esame il quadro completo, perché in realtà ne tiene conto più di quanto si sia fatto in cinquant’anni. Come Youth4Tpnw vogliamo che si avverta sempre di più l’urgenza di realizzare incontri di questo tipo, di includere le voci dei giovani, di arrivare sempre a nuove persone, perché si tratta di una questione che tocca ognuno e ognuna di noi.
In una recente dichiarazione (vedi pagine 6-13) Daisaku Ikeda parla del principio di "Non Primo Uso", secondo cui ogni Stato detentore di armi nucleari si impegna a non usarle per primo; un principio che, nel solco dello spirito del Tpnw, può accelerare il percorso del disarmo. Cosa ne pensate?
LUCY: È un concetto che sta avendo un certo successo, il che è davvero positivo. La situazione ideale sarebbe quella in cui tutti i Paesi adottassero queste politiche. L’idea di disarmo nucleare non deve essere vista in contrapposizione a concetti come la non proliferazione o il controllo degli armamenti, perché anche questi sono passi importanti verso l’obiettivo finale dell’eliminazione delle armi nucleari.
Quali sono gli obiettivi attuali e i piani futuri di Youth4Tpnw?
SARAH: Molte persone in tutto il mondo stanno portando avanti collaborazioni e dialoghi sul Tpnw. Anche noi abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un incontro con Senzatomica e proviamo una forte emozione nel vedere sempre più persone e organizzazioni portate avanti da giovani impegnate incessantemente per l’abolizione delle armi nucleari.
Oltre a questo, stiamo anche lavorando per aiutare le persone giovani a formare un loro pensiero critico sul disarmo e siamo ben felici di fornire piattaforme come la nostra per offrire loro questa possibilità. Al momento stiamo organizzando una sessione di Youth4Tpnw che si terrà in Norvegia, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più giovani e incoraggiarli a continuare il loro percorso verso il disarmo nucleare.
Quest’anno siamo più motivati che mai: uno dei nostri principali obiettivi è aiutare i giovani a fare sentire la loro voce nel secondo Meeting degli Stati Parti (2Msp) che avrà luogo a New York a novembre, affinché siano coinvolti nel vivo delle discussioni sui processi decisionali e possano avere un impatto su scala globale.
LUCY: Vorrei sottolineare che Youth4Tpnw rimarrà indipendente, non diventerà l’ala giovanile di un’altra organizzazione. Resterà un progetto costituito e guidato da giovani, con un sistema di base democratico in modo da rappresentare e dar voce a tutti i partecipanti. (a cura di Mirko Lugli)