Dagli errori dottrinali del clero allo sviluppo di una religione mondiale

Trent’anni di indipendenza spirituale/2 (a cura del Dipartimento di programmazione della Soka Gakkai Internazionale)

In queste pagine presentiamo la seconda puntata della lezione, a cura della Sgi, sui trent’anni di indipendenza spirituale della Soka Gakkai dalla Nichiren Shoshu. Vi sono esposti gli errori dottrinali della scuola Nikken riguardanti l’insegnamento originale di Nichiren Daishonin e il grande sviluppo del movimento di kosen-rufu realizzato dalla Soka Gakkai, dalla separazione dal clero ai giorni nostri.
La lezione originale è divisa in nove parti: le prime due sono state pubblicate sul numero di marzo, le parti dalla terza alla settima sono contenute in questa puntata, le ultime due usciranno ad aprile.

Le offese e le false dottrine della scuola Nikken


Il tentativo di distruggere kosen-rufu

Kosen-rufu, l’ampia propagazione della Legge mistica, è l’eredità di Nichiren Daishonin. Nel Buddismo le azioni che dividono o distruggono la rete di persone impegnate nella pratica buddista e nella sua propagazione sono tra le più gravi offese alla Legge. Poiché è stata la Soka Gakkai a diffondere il Buddismo di Nichiren in tutto il mondo, il complotto di Nikken per distruggere questa armoniosa comunità di credenti costituisce una grande offesa.

Il dogma del culto del patriarca
Nella dottrina della scuola Nikken, come affermato in uno dei suoi documenti pubblici, «il patriarca e il Gohonzon sono un’entità unica e inseparabile». Sulla base di ciò, egli deve essere riverito come essere speciale e assoluto. Questa falsa ed erronea credenza portò a far sì che Nikken, in qualità di patriarca, diventasse un simbolo di autorità assoluta, oltre che un oggetto di culto.
Ma Nikko Shonin, discepolo diretto e successore del Daishonin, aveva scritto: «Non seguite nemmeno il patriarca se va contro la Legge del Budda e sostiene opinioni personali» (GZ, 1618). Ciò significa che se il patriarca si allontana dagli insegnamenti buddisti corretti e fa dichiarazioni arbitrarie o autoreferenziali non deve essere seguito, a prescindere dalla posizione che riveste.
Inoltre il Daishonin scrive: «Credi profondamente in questo mandala» (Risposta a Kyo’o, RSND, 1, 365), chiarendo inequivocabilmente che avere una fede corretta significa credere nel Gohonzon. Considerare il patriarca come un essere infallibile e assoluto costituisce quindi un falso dogma che va contro gli insegnamenti sia di Nichiren Daishonin sia di Nikko Shonin.

Una visione errata dell’eredità
La scuola Nikken giustifica l’autorità assoluta del patriarca in base a un’interpretazione dell’idea buddista di eredità che devia dai princìpi essenziali del Buddismo di Nichiren.
Secondo tale visione, un patriarca trasmetterebbe in maniera esclusiva al suo successore due elementi specifici: “l’Illuminazione interiore” del Budda e “il corpo della Legge”, o la stessa Legge dell’Illuminazione.
I preti della scuola Nikken sostengono che tale trasmissione “misteriosa” renda automaticamente un “Budda” il successore del patriarca. Tuttavia Nichiren Daishonin chiarisce che l’eredità per conseguire la Buddità non è qualcosa che possiede esclusivamente un individuo prescelto, ma al contrario è accessibile a tutte le persone. Il Daishonin la definisce «eredità della fede» (L’eredità della Legge fondamentale della vita, RSND, 1, 191).
In sostanza, per eredità si intende la fede stessa. Pertanto, la visione di un’eredità misteriosa ed esclusiva, di un privilegio speciale che rende automaticamente Budda la persona che la riceve, è un dogma errato, poiché si discosta dal significato essenziale dell’eredità insegnato dal Daishonin.

L’atteggiamento discriminatorio dei preti nei confronti dei laici
Ciò che accomuna tutti gli appartenenti al clero, in base ai tre elementi precedenti, è l’idea che i preti siano superiori ai credenti laici. Nella loro visione distorta e obsoleta, anche un credente laico che abbia ottenuto i più grandi meriti è comunque inferiore a un prete.
Tutto ciò è in netto contrasto con le parole del Daishonin: «Perciò la persona che in questo mondo abbraccia il Sutra del Loto, uomo o donna, monaco o monaca, senza distinzione, è considerata dal Budda come il signore di tutti gli esseri viventi» (L’unità di marito e moglie, RSND, 1, 409). Come esemplificato in questo brano, il Buddismo di Nichiren considera tutte le persone uguali.
Quelle qui riportate sono false dottrine che non hanno nulla a che vedere con il Buddismo di Nichiren. In particolare, considerando l’eredità come la trasmissione di qualcosa di misterioso che può avvenire esclusivamente da un patriarca all’altro, la scuola Nikken ha di fatto adottato il culto del patriarca come suo fondamento e pertanto ha istituzionalizzato un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei credenti laici. Risulta evidente che, con tali posizioni, la scuola Nikken si dimostra un ordine religioso arcaico incapace di adattarsi ai tempi.
Dopo aver scomunicato la Soka Gakkai, il clero sostenne in modo ancora più evidente la fede indiscussa nel patriarca. Pertanto, alla luce della missione della Soka Gakkai di diffondere a livello mondiale il Buddismo di Nichiren, la separazione dal clero divenne inevitabile.
Inoltre nel 1998 la scuola Nikken mostrò chiaramente al mondo la sua natura demoniaca distruggendo il Grande tempio principale (Sho-Hondo). Costruito per durare almeno mille anni, lo Sho-Hondo era considerato a livello internazionale un capolavoro di architettura, tra i più pregevoli edifici religiosi del ventesimo secolo. Tuttavia Nikken lo demolì a soli ventisei anni dalla sua costruzione, compiendo un crudele affronto alla fede sincera degli otto milioni di fedeli che avevano fatto donazioni per la sua costruzione.
Nel 2005 Nikken si dimise dalla posizione di patriarca e trasferì la carica a un successore, Nichinyo. Nonostante il cambio di leadership, il lignaggio della Nichiren Shoshu è diventato sempre più corrotto, al punto che oggi la in completo contrasto con gli insegnamenti scuola si basa esclusivamente su dogmi errati del Buddismo di Nichiren.

Il Gohonzon per il progresso di kosen-rufu


A fronte delle azioni sconsiderate della scuola Nikken, nei primi anni ‘90 alcuni preti se ne separarono e iniziarono a sostenere la Soka Gakkai. Il prete responsabile di un tempio, convinto che il clero sottoposto a Nikken stesse violando gli insegnamenti del Daishonin, propose alla Soka Gakkai di conferire ai membri un Gohonzon, custodito presso il suo tempio, trascritto da Nichikan Shonin (1665–1726), un grande restauratore del Buddismo di Nichiren. Nel 1993 la Soka Gakkai acconsentì alla proposta. In quanto unica organizzazione religiosa dedita a far progredire kosen-rufu in esatto accordo con il volere di Nichiren Daishonin, riconobbe questo Gohonzon come appropriato per tale scopo e decise pertanto di affidarlo ai membri della Soka Gakkai di tutto il mondo.

Una religione al servizio degli esseri umani


Da quando la Soka Gakkai ha raggiunto la sua indipendenza spirituale, Daisaku Ikeda ha pubblicato alcune serie relative allo studio del Buddismo, a partire da I capitoli Hoben e Juryo e La saggezza del Sutra del Loto (editi in Italia da Esperia, n.d.r.).
Il suo impegno in questo ambito continua ancora oggi con le lezioni sugli scritti di Nichiren Daishonin pubblicate mensilmente sul
Daibyakurenge, la rivista di studio della Soka GakkaiinGiappone(epubblicateinitalianosu Buddismo e società, n.d.r.). Al cuore degli scritti di Daisaku Ikeda vi è il rispetto per gli esseri umani, la fiducia nel potenziale infinito e nella dignità della vita di ogni persona e la visione di una religione al servizio dell’umanità. I membri della Sgi di tutto il mondo stanno studiando insieme questi insegnamenti umanistici.

Il Palazzo del Grande voto di kosen-rufu


Nel 2008 la Soka Gakkai è arrivata a diffondersi in centonovantadue paesi e territori del mondo. Nel solco di tale progresso su scala globale, nel 2013 è stato completato e inaugurato il Palazzo del Grande voto di kosen-rufu (Kosen-rufu Daiseido). Al suo interno è custodito il Gohonzon della Soka Gakkai per kosen-rufu o “Joju Gohonzon della Soka Gakkai”, il Gohonzon che il secondo presidente Josei Toda aveva richiesto (nel 1951 al patriarca Nissho Mizutani, n.d.r.) per la realizzazione di kosen-rufu.
Sul lato destro, questo Gohonzon reca l’iscrizione: «Per la realizzazione del grande voto di kosen-rufu attraverso la compassionevole propagazione della grande Legge» (NR, 526, 12), mentre sul lato sinistro si legge: «Affidato permanentemente (joju) alla Soka Gakkai». Toda pregò di fronte a questo Gohonzon per realizzare il voto della sua vita, l’adesione di settecentocinquantamila famiglie alla Soka Gakkai. E Daisaku Ikeda ha pregato di fronte a questo Gohonzon per la felicità, la vittoria e la rivoluzione umana di ogni membro della Soka Gakkai, e per la realizzazione di kosen-rufu mondiale di cui ha costruito solide fondamenta.
Il Daiseido è un punto di riferimento della fede e della pratica buddista. È stato costruito per far sì che i membri di tutto il mondo abbiano un luogo in cui recarsi e pregare, di fronte al “Gohonzon per kosen-rufu”, per la felicità propria e degli altri, per la pace e la sicurezza della società, per rinnovare il grande voto della propagazione della Legge mistica e dell’adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel mondo. In occasione del completamento di tale edificio, il presidente Ikeda ha scritto:
«Il cuore del grande voto di kosen-rufu e lo stato vitale della Buddità sono la stessa cosa. Perciò, quando dedichiamo le nostre esistenze a questo voto, possiamo far emergere la suprema nobiltà, la forza e la grandezza della nostra vita» (NR, 526, 9).
Il voto condiviso di maestro e discepolo consiste nella promessa di condurre un’esistenza suprema di gioia e onore.

Consolidarsi per diventare una religione mondiale


Da quando, nel 2013, ha dato inizio a una “nuova era di kosen-rufu mondiale”, la Soka Gakkai si è fermamente impegnata a garantire la propria indipendenza religiosa nella maniera più adatta a una religione mondiale.
In primo luogo, nel novembre 2014 ha rivisto le “Regole e regolamenti della Soka Gakkai”, per chiarire che non riconosce più come oggetto di culto fondamentale il Gohonzon iscritto nel secondo anno dell’era Koan (1279) attualmente custodito presso il Tempio principale della Nichiren Shoshu, un luogo di grande offesa alla Legge.
Nichiren Daishonin rivelò Nam-myoho-renge-kyo come la Legge fondamentale dell’universo che esiste nella vita di ognuno e ognuna di noi. Per consentire a tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge di conseguire la Buddità, diede a tale Legge un’espressione concreta nelle tre grandi Leggi segrete: l’oggetto di culto dell’insegnamento originale, il Daimoku dell’insegnamento originale e il santuario dell’insegnamento originale.
L’oggetto di culto dell’insegnamento originale è il mandala in ideogrammi che rappresenta i dieci mondi, ovvero il Gohonzon iscritto dal Daishonin per la felicità di tutte le persone dell’Ultimo giorno della Legge, così come lo è ogni Gohonzon di fronte al quale i membri recitano nelle loro case.
Il Daimoku dell’insegnamento originale è Nam-myoho-renge-kyo, che si recita davanti all’oggetto di culto dell’insegnamento originale.
Il santuario dell’insegnamento originale è il luogo dove si recita il Daimoku dell’insegnamento originale.
Il Buddismo di Nichiren è aperto a tutte le persone e le tre grandi Leggi segrete devono sempre essere comprese dal punto di vista della fede di ogni individuo.
La scuola Nikken sostiene che il suo tempio principale è un santuario esclusivo e che il Gohonzon lì custodito è speciale e superiore a tutti gli altri. Afferma che se un Gohonzon non ha un legame con quel Gohonzon speciale non può manifestare il suo potere, quindi non è efficace, paragonando il collegamento tra questi Gohonzon a quello tra una presa elettrica e una lampadina. Ma tale visione dell’oggetto di culto non fa altro che ostacolare la realizzazione di kosen-rufu mondiale. Nichiren Daishonin definì il Gohonzon da lui iscritto come «il vessillo dellapropagazionedelSutradelLoto»(Ilreale aspetto del Gohonzon, RSND, 1, 737), pertanto è l’oggetto di culto per la felicità di tutte le persone, il Gohonzon per realizzare kosen-rufu.
Il tempio principale della Nichiren Shoshu si è trasformato in un luogo di grande offesa, quindi non ha alcun legame con la Soka Gakkai, il cui obiettivo è realizzare kosen-rufu mondiale. Per questo motivo, con la modifica dell’articolo di “Regole e regolamenti del-la Soka Gakkai” sui princìpi religiosi, viene chiarito che l’oggetto di culto è il Gohonzon accettato e riconosciuto dalla Soka Gakkai e non il Gohonzon iscritto nel secondo anno dell’era Koan (1279).
Inoltre nel 2015 la Soka Gakkai ha intrapreso ulteriori azioni per affermare la sua indipendenza spirituale, basata sui princìpi essenziali del Buddismo di Nichiren, istituendo la “Pratica quotidiana della Soka Gakkai”, il nostro attuale libretto di Gongyo.
Lo spirito di diffondere la Legge senza lesinare la propria vita dimostrato dai tre presidenti fondatori è lo spirito della Soka Gakkai. Sulla base di ciò, è stato modificato il Preambolo a “Regole e regolamenti della Soka Gakkai”.
In esso si legge: «I tre presidenti fondatori della Soka Gakkai – i maestri Makiguchi, Toda e Ikeda – sono gli eterni maestri di kosen-rufu, apparsi in questo mondo con la missione di realizzare l’intento e il volere del Daishonin, cioè kosen-rufu mondiale. Lo spirito di non dualità di maestro e discepolo e la pratica altruistica di dedicarsi alla propagazione della Legge dimostrati dai tre presidenti fondatori rappresentano lo “spirito dellaGakkai”esonomodellisenzatempoper tutti i membri della Soka Gakkai».
Inoltre nel novembre 2016 è stata inclusa in “Regole e regolamenti della Soka Gakkai” l’espressione “Budda Soka Gakkai”, a ulteriore conferma della sua indipendenza religiosa. Nel luglio di quell’anno il presidente Ikeda aveva infatti affermato: «La Soka Gakkai è l’unica organizzazione che incarna l’immensa compassione di Nichiren Daishonin e sta propagando la Legge in mezzo alle sfide della realtà quotidiana nell’epoca dell’Ultimo giorno della Legge. Fu per questa ragione che il maestro Toda dichiarò che sarebbe stata ricordata come “Budda Soka Gakkai” nelle future scritture buddiste». Poiché si tratta di una dichiarazione riguardante l’indipendenza religiosa della Soka Gakkai, tale espressione è stata inserita in “Regole e regolamenti della Soka Gakkai”. Successivamente, nel settembre 2017, è stata stilata la Costituzione della Soka Gakkai, che costituisce la normativa fondamentale per la nostra organizzazione in quanto ente religioso mondiale. Finora la Soka Gakkai è stata costituita a livello mondiale dalle organizzazioni e associazioni affiliate di ogni paese. Per permetterne un ulteriore sviluppo e stabilirne una struttura come movimento religioso su scala globale, sono state stabilite per iscritto le sue norme fondamentali.
Tale Costituzione stabilisce quindi gli ideali e le norme di un organismo religioso globale basato sulle guide dei tre presidenti fondatori. Nel Preambolo si legge: «Con lo sguardo rivolto al futuro di kosen-rufu mondiale nel ventitreesimo secolo, il maestro Daisaku Ikeda ha manifestato la sua lungimirante visione stabilendo in Shinanomachi la sede mondiale della Soka Gakkai e affidandone la realizzazione ai discepoli di tutto il mondo sotto la guida dei futuri presidenti».

In conclusione
Come precedentemente indicato, la Soka Gakkai ha dato avvio alla nuova era di kosen-rufu mondiale nel 2013 e successivamente ha modificato l’articolo di “Regole e regolamenti della Soka Gakkai” sulla dottrina (nel 2014) per tornare ai princìpi essenziali del Buddismo di Nichiren Daishonin.
Nel 2015 ha poi pubblicato la nuova “Pratica quotidiana della Soka Gakkai” e ha modificato il Preambolo di “Regole e regolamenti della Soka Gakkai” sulla base delle guide e dello spirito dei tre presidenti fondatori.
In questo modo la Soka Gakkai si è assunta il compito di garantire la propria indipendenza spirituale nella maniera più adatta a una religione mondiale. Inoltre, istituendo la sua Costituzione (nel 2017), ha ulteriormente consolidato la sua struttura in tal senso.

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