Aver fede nel Gohonzon; Grande bene e grande male; Il significato della fede

di dicembre

spiegazione a cura del Dipartimento di studio

spiegazione a cura del Dipartimento di studio

Aver fede nel Gohonzon

(Pubblicato su SND, 7, 245)

Titolo originale: Myoshin-ama Gozen Gohenji, GZ, 1477
Scritto il 25 agosto 1275, a 54 anni, da Minobu
Destinato a Myoshin-ama

Ho ricevuto le tue varie offerte.
Ti affido un Gohonzon per la protezione del tuo figlioletto. Questo Gohonzon è l'essenza del Sutra del Loto, l'occhio di tutte le scritture. È come il sole e la luna nel cielo, come un gran re sulla terra. È come il cuore di un uomo, come la gemma che esaudisce i desideri, come il pilastro di una casa.
Quando uno abbraccia questo mandala, tutti i Budda e tutti gli dèi si raduneranno intorno a lui accompagnandolo come un'ombra e proteggendolo notte e giorno, come i guerrieri proteggono il loro signore, come i genitori amano i loro figli, come i pesci dipendono dall'acqua, come gli alberi e le piante desiderano la pioggia, come gli uccelli si affidano agli alberi. Devi riporre tutta la tua fiducia in esso.
Rispettosamente, Nichiren
25 agosto


CENNI STORICI E CONTENUTO

Il Daishonin scrisse questa lettera nel 1275 da Minobu per Myoshin-ama, una credente che viveva a Nishiyama nel distretto del Fuji.
Qui Nichiren le spiega la grande importanza del Gohonzon e le raccomanda di affidarsi a esso. In questo modo sarà protetta da tutti i Budda e dalle divinità.

Grande bene e grande male

(Pubblicato su SND, 7, 213)

Titolo originale: Daiaku Daizen Gosho, GZ, 1300
Scritto nel 1275, a 54 anni, da Minobu
Destinatario ignoto

Grandi eventi non sono preceduti da piccoli presagi. Quando accade un grande male, seguirà una grande bene. Poiché le peggiori offese alla Legge dominano già tutto il paese, la grande vera Legge si diffonderà sicuramente. Che motivo avete di lamentarvi? Benché non siate il Venerabile Mahakashyapa, dovreste saltare di gioia! Benché non siate Shariputra, dovreste mettervi a danzare. Quando il bodhisattva Jogyo emerse dalla terra, ne saltò fuori gioiosamente e, quando apparve il bodhisattva Fugen, la terra tremò in sei direzioni.
Ci sono molte cose che vorrei dirvi, ma sono troppe e devo fermarmi qui. Vi scriverò ancora.


CENNI STORICI E CONTENUTO

Non si sa quando fu scritto questo Gosho, a chi fosse destinato né se sia un frammento di uno scritto più ampio. Si pensa che sia stato scritto nel 1275 e indirizzato a qualche discepolo che attraversava un momento difficile nella fede.
Il Daishonin incoraggia a non lamentarsi delle ostilità che si incontrano nel propagare la Legge, ma a gioirne considerandole il presagio di un grande bene, cioè la sicura diffusione della grande Legge.

Il significato della fede

(Pubblicato su SND, 7, 209)

Titolo originale: Myoichi-ama Gozen Gohenji, GZ, 1255
Scritto il 18 maggio 1280, a 61 anni, da Minobu
Destinato a Myoichi-ama

Ciò che chiamiamo fede non è niente di straordinario. Come una donna ama il marito, come un uomo dà la vita per sua moglie, come i genitori non abbandonano i figli o come un figlio rifiuta di lasciare la madre, così aver fede significa riporre fiducia nel Sutra del Loto, in Shakyamuni e Taho, nei Budda e bodhisattva delle dieci direzioni, negli dèi benevolenti e recitare Nam-myoho-renge-kyo. Inoltre, devi meditare sui brani del sutra «Abbandonando onestamente gli insegnamenti provvisori»1 e «Non accettando un singolo verso degli altri sutra»2 e non pensare mai di rinnegarli così come una donna non getterebbe via il suo specchio o come un uomo porta sempre la sua spada.
Rispettosamente, Nichiren
Il 18 maggio


Note
1) Sutra del Loto, cap. 2.
2) Ibidem, cap. 3.

CENNI STORICI E CONTENUTO

Nichiren Daishonin scrisse questa lettera da Minobu nel 1280 per la signora Myoichi- ama, una sincera seguace di Kamakura nipote di Nissho, uno dei sei preti anziani. Dalle lettere che sono state conservate risulta che era una sincera e colta credente ma di scarsa salute. Il feudo del marito era stato confiscato a causa della loro fede. Rimasta vedova con due figli da allevare, continuò nonostante le difficoltà a inviare offerte al Daishonin. In questa lettera Nichiren le spiega che fede significa semplicemente recitare Nam-myoho-renge-kyo affidandosi al Sutra del Loto, con la determinazione di non abbandonare mai il Gohonzon.

SPIEGAZIONE

In questi tre brevi Gosho inviati a tre differenti credenti si trovano tutti gli aspetti fondamentali che costituiscono il cuore del Buddismo del Daishonin.
In primo luogo il Gohonzon, l'Oggetto di culto essenziale per manifestare la condizione di Budda inerente alla nostra vita. Qui si sottolinea l'importanza di mantenere un atteggiamento positivo nella vita, che permette di gioire in maniera non condizionata e quindi libera dalle catene del karma che condannano le persone a rincorrere inutilmente una gioia relativa e a restare perciò relegati all'interno di condizioni vitali basse vita dopo vita, per innumerevoli esistenze.
Poi la fede, l'ingrediente chiave per riuscire ad attivare il potere del Budda e la protezione degli shoten zenjin, le divinità buddiste che simboleggiano le varie funzioni protettive della vita umana e del suo ambiente.
Infine la necessità di praticare facendo un grande voto, decidendo cioè di utilizzare la propria vita non per scopi superficiali e di importanza minima, ma per il grande obiettivo di permettere a tutte le persone di ottenere la Buddità.

Aver fede nel Gohonzon
In questo scritto Nichiren spiega a Myoshin-ama il significato del Gohonzon che le aveva affidato, chiarendo con vari esempi che le potevano essere familiari la natura dell'Oggetto di culto che egli aveva iscritto. Differentemente dagli oggetti di culto di altre scuole, che spesso rappresentavano funzioni mistiche o simboleggiavano una divinità esterna all'essere umano, con estrema semplicità Nichiren spiega alla sua discepola che il Gohonzon è il centro della nostra vita, è ciò che ci permette di manifestare il potere stesso dell'universo, di trasformare qualunque condizione avversa, di avere conforto e fiducia nelle condizioni più difficili.
Il presidente Toda era solito paragonare il Gohonzon a una macchina che produce benefici, una analogia in linguaggio contemporaneo a ciò che Nichiren indica come «tutti i Budda e tutti gli dèi si raduneranno attorno a lui accompagnandolo come un'ombra e proteggendolo notte e giorno». Toda sottolineava anche che ciò è possibile solo sulla base di una forte fede.
Perché è necessario il Gohonzon per manifestare la Buddità? Nichikan Shonin, ventiseiesimo patriarca della Nichiren Shoshu e grande riformatore nel Buddismo di Nichiren, chiarì, fra vari principi fondamentali che erano stati distorti negli anni seguenti alla morte di Nichimoku Shonin, il significato del Gohonzon, spiegando che la frase del Daishonin: «L'osservazione della mente significa osservare la propria mente e vedervi i dieci mondi» significava: «Osservare la propria mente è avere fede nel Gohonzon», e che quindi attraverso la fede nel Gohonzon possiamo vedere la vera natura della nostra vita come in un chiaro specchio.
Daisaku Ikeda spiega tutto ciò in maniera cristallina: «Proprio come per truccarvi il volto vi guardate allo specchio, per abbellire il volto dell'anima avete bisogno di uno specchio che rifletta la profondità della vostra vita. Questo specchio non è altro che il Gohonzon, l'Oggetto di culto per osservare la propria mente, o più precisamente per osservare la propria vita. Nichiren spiega ciò che significa osservare la propria vita nel Gosho Il vero Oggetto di culto: "Solo quando ci guardiamo in un limpido specchio, per la prima volta vediamo i nostri organi di senso" (SND; 1, 217). Analogamente, osservare la propria mente significa percepire che la propria vita contiene i dieci mondi e in particolare il mondo di Buddità. È proprio per permettere a tutte le persone di percepire questa realtà che Nichiren concesse il Gohonzon [...] a tutta l'umanità. Nel trattato Esegesi sull'Oggetto di culto per osservare la mente Nichikan [...] afferma: "Il vero Oggetto di culto può essere paragonato a un oggetto meraviglioso". [...] Il Gohonzon è il più limpido di tutti gli specchi e riflette l'intero universo esattamente com'è. Quando recitate davanti al Gohonzon, siete in grado di percepire il vero aspetto della vostra vita e di far emergere l'inesauribile forza vitale della Buddità» (Il Gosho e le basi della fede, Esperia, 2007, pp. 41-42).
Per chiarire meglio Ikeda continua: «Il vero aspetto di tutti i fenomeni nell'universo in costante cambiamento è espresso perfettamente nel Gohonzon così com'è. Il vero aspetto dell'universo è esattamente lo stesso per ciascuno di noi, che siamo ognuno un microcosmo dell'universo. È quanto ci dice il Daishonin nei suoi scritti ed è per questo che il Gohonzon da lui iscritto materializza la Legge fondamentale dell'universo ed è l'Oggetto di culto fondamentale» (Ibidem).
Detto tutto ciò, il punto chiave per entrare in relazione col Gohonzon è la fede.
È sulla base della fede che Myoshin-ama aveva dimostrato, infatti, che Nichiren decise di affidarle un Gohonzon per la sua protezione. In questo caso, però, piuttosto che addentrarsi nella spiegazione dell'Oggetto di culto, il Daishonin specifica che il funzionamento o meno del Gohonzon dipende dalla sincerità della fede. Solo questa ci permetterà di godere naturalmente di benefici straordinari e di essere sostenuti dal nostro ambiente, coerentemente con il principio di engi o "origine dipendente" che spiega la coesistenza simbiotica di noi e del nostro ambiente. Dice Ikeda: «Se abbiamo fede, il Gohonzon si manifesterà nella nostra vita. Tuttavia, coloro che custodiscono il Gohonzon ma non praticano la fede [come insegna il Daishonin] non riceveranno benefici. Il Gosho stabilisce rigorosamente questo principio di causalità» (Ibidem, p. 107).
Quindi assolutamente, senza eccezioni, non mancheremo di verificare il funzionamento del Gohonzon, a patto di non smettere mai di attivare e rinforzare la nostra fede.

Grande bene e grande male
Nel secondo Gosho, di cui non si conosce il destinatario, il Daishonin spiega quanto sia importante risvegliare il nostro senso di missione e lanciarci con gioia nella grande impresa di kosen-rufu, invece di chiederci perché stiamo attraversando una qualche difficoltà o perché proprio a noi sta capitando quella sofferenza. A questo proposito Ikeda ci spiega: «Noi viviamo nell'Ultimo giorno della Legge, un'epoca estremamente impura. Promuovere kosen-rufu in queste circostanze è molto impegnativo. Nichiren è del tutto consapevole delle difficoltà che stiamo incontrando nel realizzare il suo mandato. Egli scrive: "Dite loro di essere preparati al peggio e di non aspettarsi tempi buoni" (cfr. SND, 4, 189). Perciò, qualunque cosa accada, non dovete farvi sviare, né dovete lamentarvi. Dovete vivere con orgoglio senza curarvi di qualunque contrarietà possa capitarvi! Innumerevoli Budda vi stanno proteggendo. Brahma e Shakra stanno entrambi lodando i vostri sforzi. Anche il dio della Luna e il dio del Sole vigilano su di voi e vi proteggono. Avanzate gioiosamente col cuore aperto. Nichiren ci incoraggia a vivere in questo modo» (Ibidem, p. 4).
Per quale motivo, però, è così importante far sorgere un senso di missione nella nostra vita? Questo punto, indicato dal Daishonin come il "grande voto", viene sottolineato costantemente da Ikeda come l'ingrediente fondamentale per recitare un Daimoku che ci permetta di cambiare qualunque difficoltà. Senza una ferma determinazione che rinnoviamo costantemente, avanzare da soli nella nostra fede sarebbe, se non impossibile, sicuramente molto difficile. Infatti Daisaku Ikeda spiega che «il cuore umano è in continuo cambiamento. Benché ora un individuo possa essere determinato a mantenere la fede, dopo un certo momento la sua mente può cambiare. Tuttavia, possiamo conseguire la Buddità solo se superiamo la nostra debolezza interiore, stabiliamo una fede incrollabile e viviamo in accordo con la Legge mistica fino all'ultimo istante della nostra vita. Una persona che mantiene una fede così salda stabilisce senza dubbio una felicità indistruttibile e gode dell'eterna vittoria. È per questo che la pratica della fede nel momento presente - e in questa vita - è della massima importanza. Questa è anche la ragione per cui esiste un'organizzazione come la Soka Gakkai» (Ibidem, p. 96-97).

Il significato della fede
L'ultimo Gosho è una lettera indirizzata a Myoichi-ama, una credente che nonostante le difficoltà aveva mantenuto una forte fede e un grande spirito di ricerca, continuando a inviare offerte al Daishonin nonostante fosse rimasta vedova e attraversasse delle difficoltà dovute anche a problemi di salute.
Sebbene fosse una credente colta, Nichiren la incoraggia ad approfondire la sua fede con esempi concreti e toccanti, indicando così anche a noi che spesso la risposta alle domande sulla fede che qualunque praticante si pone durante il lungo percorso della pratica non sono da ricercarsi in complicate speculazioni ma nella concretezza della vita quotidiana. Cosa ci può essere, infatti, di più intenso della passione per una persona cara? Cosa può essere più denso di calore dell'amore nei confronti dei propri figli? Questa intensità, questa passione nel recitare Nam-myoho-renge-kyo, è ciò che i discepoli del Daishonin devono considerare come fede. In questo semplice ma intenso sforzo si trova la radice che ci permette di far fiorire il cosiddetto "Loto della Legge meravigliosa" nella nostra vita, ovvero di percepire con gioia e naturalezza che la Buddità è la nostra natura più profonda e che possiamo manifestarla migliorandoci costantemente, approfondendo la fede attraverso lo studio e dedicandoci agli altri in condivisione con il voto del Budda, in quell'incessante processo di cambiamento che il presidente Toda denominò rivoluzione umana.

 

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