Lezione di Daisaku Ikeda | Pubblicata sul mensile Daibyakurenge di gennaio 2021
Il Buddismo di Nichiren ci dà il potere di trasformare le nostre circostanze, insegnandoci uno stile di vita sicuro e infallibile.
Il cuore della pratica buddista infatti è mostrare la prova concreta dei princìpi secondo i quali “la fede è uguale alla vita quotidiana” e “il Buddismo si manifesta nella società”.
La fede nella Legge mistica è la strada per costruire la felicità, la fonte della saggezza per realizzare la vittoria nella vita. Il Buddismo di Nichiren è una filosofia di speranza per compiere la nostra rivoluzione umana e trasformare il karma, un faro spirituale per costruire una società sicura e un mondo pacifico.
“Campioni e campionesse di saggezza e coraggio che mettono in pratica la fede nella vita quotidiana e applicano il Buddismo nella società”. Questo è il motto che i membri della Soka Gakkai, in Giappone e nel mondo, condividono e perseguono con fiducia e orgoglio ogni giorno.
Con salde radici nella vita quotidiana
Quest’anno cade il centocinquantesimo anniversario della nascita del fondatore della Soka Gakkai, il presidente Tsunesaburo Makiguchi.1
Poco prima della seconda guerra mondiale Makiguchi dichiarò che «la suprema essenza del Buddismo si dimostra in un modo di vivere di massimo valore»,
che definì come «il modo di vivere del grande bene». Aggiunse che lo scopo della nostra organizzazione è mostrare agli altri la via per creare questo supremo valore – una felicità insuperabile – nella vita quotidiana attraverso il nostro comportamento.
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Makiguchi espresse così il motto dell’educazione Soka: «Invece di camminare con la testa fra le nuvole, assicuratevi di avere i piedi ben piantati a terra e andate avanti un passo alla volta».
Con salde radici nella vita quotidiana noi andiamo avanti con decisione e vinciamo giorno dopo giorno, in un cammino pieno di speranza che conduce a una vita di valore, un tesoro concreto ben diverso da un effimero sogno a occhi aperti.
Incarnando la Legge della vita
Il mio maestro Josei Toda affermò, in un editoriale dal titolo “Rivoluzione religiosa”, che scrisse nel luglio 1949 per il primo numero del Daibyakurenge, la rivista di studio della Soka Gakkai: «La religione nasce come un codice di princìpi per vivere e dovrebbe essere inseparabile dalla vita quotidiana».
Durante la seconda guerra mondiale i presidenti Makiguchi e Toda furono imprigionati per aver rifiutato di accettare le richieste delle autorità militariste giapponesi. Makiguchi morì in carcere, mentre Toda alla fine fu liberato. Senza farsi sconfiggere da questa durissima persecuzione, ci lasciarono la profonda visione secondo cui l’essenza del Buddismo di Nichiren «rappresenta una Legge fondamentale della vita che abbraccia ogni cosa».
E poiché questa Legge è universale, affermò Makiguchi, è infallibile e può essere immancabilmente dimostrata da chiunque.
Ciò mi ricorda le parole del Mahatma Gandhi, il quale disse che la storia della sua vita di lotta nonviolenta consisteva unicamente di «esperimenti con la verità»
e affermò che «ciò che è possibile per una persona è possibile per tutte».
8Niente è superiore alla prova concreta
Gandhi disse inoltre: «I miei esperimenti [con la nonviolenza] non si sono svolti nell’armadio, ma in mezzo alla gente».
Ugualmente il nostro movimento buddista di persone comuni non si è sviluppato a porte chiuse, bensì nel mondo reale, grazie ai membri che hanno dimostrato il principio secondo il quale la fede è uguale alla vita quotidiana, perché, come afferma il Daishonin, niente supera la prova concreta (cfr. I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia, RSND, 1, 532).
La fede nella Legge mistica ci dà il potere di vincere nella vita. Noi recitiamo e agiamo, e continuiamo a recitare mentre lottiamo.
In tutto il mondo i membri della Soka Gakkai, partendo da una preghiera permeata dal voto di kosen-rufu, recitano Nam-myoho-renge-kyo per la propria felicità e per quella degli altri, raccogliendo il coraggio e la saggezza per vincere nelle sfide quotidiane e per diffondere con compassione la Legge mistica.
Per questo la Soka Gakkai è piena di esperienze toccanti di membri che hanno dimostrato la prova concreta del beneficio della fede e conducono una vita vittoriosa, pervasa da gioia e speranza. Sono convinto che stanno esprimendo il vero spirito del Sutra del Loto, il vero modo di praticare il Buddismo di Nichiren.
«Il [diciannovesimo capitolo] del Sutra del Loto [Il maestro della Legge] afferma: “[Le dottrine che essi (i maestri della Legge che accettano e sostengono il sutra dopo la morte del Budda) predicheranno] non saranno mai contrarie alla vera realtà” (cfr. SDLPE, 358). T’ien-t’ai spiega che questo significa: “Nessuna cosa che riguardi la vita o il lavoro contrasta in alcun modo con la vera realtà”.
10Saggio non è chi pratica il Buddismo prescindendo dalle questioni mondane, ma chi comprende perfettamente i princìpi che governano il mondo» (Il kalpa della diminuzione, RSND, 1, 995).
11Il Buddismo comprende tutte le questioni mondane
Makiguchi sottolineò questo passo nella sua copia degli scritti del Daishonin e lo impresse profondamente nel suo cuore.
Prima di questo brano il Daishonin spiega che nell’epoca corrotta del kalpa della diminuzione, quando la forza vitale delle persone tende a
calare, la saggezza del Buddismo che conduce le persone alla felicità viene sopraffatta e resa inefficace dall’impatto negativo dei tre veleni di avidità, collera e stupidità.12 Avverte anche che questi mali si intensificheranno se si continuerà a fare offerte a preti che, pur sembrando saggi al di sopra degli affari del mondo, nel concreto offendono il Sutra del Loto.
Nel passo che stiamo studiando il Daishonin dichiara che chi pratica il Buddismo separatamente dalle questioni mondane non è un’autentica “persona saggia”; inoltre chiarisce il principio fondamentale del Sutra del Loto secondo il quale il Buddismo comprende tutti gli affari di questo mondo e descrive la vera via di una persona saggia.
Il passo del Sutra del Loto che il Daishonin cita qui è tratto dal diciannovesimo capitolo, I benefici del maestro della Legge, nel quale è spiegato dettagliatamente il beneficio della purificazione dei sei organi di senso
che i maestri della Legge (cioè i bodhisattva), ottengono praticando il Sutra del Loto. Il passo in questione si riferisce in particolare alla purificazione della mente. In altri termini, quando i meccanismi del cuore e della mente vengono purificati attraverso la pratica della Legge mistica, le parole saranno naturalmente in accordo con i princìpi del Buddismo e con la vera realtà. Questo ovviamente è il risultato della purificazione degli organi di senso, sottoposti a una profonda trasformazione interna grazie alla pratica buddista. Per questo i “maestri della Legge” risplendono della saggezza buddista e riescono a creare felicità e vittoria in ogni attività che svolgono nel mondo.
Un impegno attivo nella società
Il Buddismo di Nichiren non è separato dalla realtà e dalle “questioni mondane”, bensì insegna a impegnarsi attivamente nella società per cercare di migliorarla. Nonostante ciò molti in Giappone, nel passato e nel presente, sono rimasti fermi all’idea che il Buddismo sia lontano dagli affari del mondo, che non abbia relazione con la vita di tutti i giorni. Questo in parte è dovuto al fatto che alcune scuole buddiste tradizionali consideravano il Budda come un essere trascendente e sovrannaturale e separavano in vari modi la sfera religiosa da quella secolare. Ciò ha portato alcune di queste scuole buddiste ad ammantarsi di un’aura di misticismo e autorità, che hanno usato per affermare la loro superiorità rispetto al mondo secolare ed esercitare un controllo sulla vita delle persone.
Invece il Daishonin afferma: «Le menti degli esseri viventi sono e sono sempre state il Budda» (La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 52). Il Buddismo di Nichiren insegna che il Budda non dimora in un regno lontano, separato dal mondo reale, e che tutti e tutte possediamo intrinsecamente la nobile condizione vitale della Buddità, un potere che possiamo tirar fuori da dentro per superare le difficoltà della vita.
Incidiamo ancora una volta in noi queste parole: «Saggio non è chi pratica il Buddismo prescindendo dalle questioni mondane».
Il travagliato mondo di saha in cui viviamo è veramente pieno di sofferenza, ma raccogliendo il coraggio di stare accanto a chi soffre, manifestando la compassione e la saggezza del Buddismo e contribuendo attivamente alla felicità degli altri possiamo diventare autentiche persone di saggezza. Questo è il fiero modo di vivere dei Bodhisattva della Terra. Il Buddismo vivente di Nichiren Daishonin mira a riversare nella società un flusso costante di persone del genere.
Le esperienze sono la forza trainante della diffusione della Legge mistica
Makiguchi dava grande importanza alle esperienze di fede dei membri. Citava spesso la testimonianza di una donna che aveva superato gravi difficoltà familiari e lavorative ed era riuscita a creare una famiglia felice e armoniosa ammirata da tutti i vicini; e anche quella di un uomo che, grazie alla pratica buddista, aveva dato nuova vita alla sua tipografia che era in perdita da più di dieci anni. Descriveva queste ispiranti vicende di rinnovamento come “il risultato di uno sforzo totale” e le paragonava a diamanti o a pepite d’oro scoperte nella sabbia.
Considerava le esperienze dei membri che avevano tradotto la fede in vita quotidiana come «prove concrete di una vita di grande bene» e «dimostrazioni del conseguimento della Buddità in questa esistenza».
Anche Toda ci insegnava che impegnandosi a mettere in pratica la fede nell’affrontare ogni tipo di problema si può stabilire una condizione di felicità assoluta nella quale vivere è di per sé una gioia. Niente gli faceva più piacere che udire le esperienze dei compagni e delle compagne di fede che progredivano nella rivoluzione umana e nella trasformazione del karma.
Il Daishonin afferma: «Quando il Sutra del Loto viene esposto da una persona in grado di esibire adesso una prova chiaramente visibile, ci saranno anche persone che crederanno [nel sutra]» (Lettera a Horen, RSND, 1, 455). Makiguchi osservava che una delle cose che rendono unica la testimonianza di fede dei membri della Soka Gakkai è il loro impegno non solo nell’accumulare esperienze personali del beneficio della fede, ma nel parlarne a quante più persone possibile. La verità è potente. Le esperienze dei membri di tutto il mondo sono i tesori imperituri della Soka Gakkai e la forza trainante della diffusione della Legge mistica.
“Fede uguale a vita quotidiana” significa che anche la vita quotidiana è uguale alla fede, cioè che ogni aspetto della nostra vita costituisce la pratica buddista.
Il Daishonin scrisse a uno dei suoi devoti discepoli laici: «Considera il servizio al tuo signore come la pratica del Sutra del Loto» (Risposta a un credente, RSND, 1, 804).
Quale prova di felicità otteniamo praticando il Buddismo di Nichiren – che insegna l’essenza del Sutra del Loto – in mezzo alle realtà della vita quotidiana, con lo spirito che ogni istante della nostra vita è parte della nostra pratica buddista? Approfondiamo questo aspetto leggendo il prossimo passo degli scritti del Daishonin, una lettera di incoraggiamento a Shijo Kingo che stava affrontando grandi ostacoli. Anch’io copiai nel mio diario questo passo,
che mi fu di ispirazione mentre mi sforzavo strenuamente, al fianco di Toda, per superare le difficoltà finanziarie della sua azienda.
«È raro nascere umani. Il numero di coloro che sono dotati di un corpo umano è piccolo come la quantità di terra che può stare su un’unghia. E mantenere in vita un corpo umano è difficile come per la rugiada restare sull’erba. Ma è più importante vivere un solo giorno con onore piuttosto che vivere sino a centoventi anni e morire in disgrazia. Vivi in modo che tutte le persone di Kamakura lodino Nakatsukasa Saburo Saemon-no-jo per la devozione al suo signore, al Buddismo e per il suo rispetto e attenzione nei confronti degli altri» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 755).17
Shijo Kingo perseverò in mezzo alle avversità
Dopo che il Daishonin fu graziato dall’esilio di Sado e poté fare ritorno a Kamakura, Shijo Kingo esortò con determinazione ancora maggiore il suo signore feudale, Ema, ad abbracciarne gli insegnamenti. Ma queste sue azioni sincere ebbero l’effetto di alienargli i suoi favori, poiché Ema era un devoto seguace del prete Ryokan18 del tempio Gokuraku; occasione che consentì agli altri vassalli, gelosi di lui, di screditarlo.
In questa situazione, già di per sé difficile, si verificò un altro grave episodio. Nel giugno del 1277 un discepolo di Nichiren Daishonin e un prete della scuola buddista Tendai si affrontarono in quello che è ricordato come il Dibattito di Kuwagayatsu.
Alcuni colleghi di Shijo Kingo riferirono a Ema la falsa notizia che Kingo aveva compiuto un’irruzione violenta nel luogo del dibattito, turbandone lo svolgimento. Ema andò su tutte le furie e impose a Shijo Kingo di abiurare la sua fede nel Sutra del Loto, pena la confisca delle sue tenute. Così Shijo Kingo si trovò in grave pericolo.
Il Daishonin, oltre a scrivere una petizione
a nome di Shijo Kingo da presentare a Ema per chiarire la sua innocenza, diede anche severe istruzioni al suo discepolo: «Anche se tu dovessi diventare il più misero dei mendicanti, non disonorare il Sutra del Loto» (Ammonimento contro l’attaccamento al proprio feudo, RSND, 1, 731). Shijo Kingo perseverò nella sua fede con determinazione incrollabile.
Poi improvvisamente Ema si ammalò e Shijo Kingo, che era un abile medico, lo curò con grande attenzione e devozione, riconquistandone i favori. Fu in occasione di questa svolta in senso positivo che il Daishonin gli inviò la lettera dal titolo I tre tipi di tesori, nella quale compare il passo che stiamo studiando.
“È un momento cruciale”: questo è il messaggio sottinteso nella lettera, dalla quale traspare la profonda preoccupazione del Daishonin e la sua acuta conoscenza della natura umana.
Il Daishonin ribadisce quanto sia raro e prezioso nascere come esseri umani e continuare a vivere. Il numero di coloro che vi riescono, afferma, «è piccolo come la quantità di terra che può stare su un’unghia» e mantenere in vita un corpo umano «è difficile come per la rugiada restare sull’erba».
Prosegue poi affermando: «È più importante vivere un solo giorno con onore piuttosto che vivere sino a centoventi anni e morire in disgrazia». La felicità e il valore di una vita non si misurano dal tempo in cui rimaniamo in questo mondo, ma da quanto sono stati ricchi e significativi i giorni che abbiamo vissuto.
Vivere con onore ed essere lodati dalle persone
Poi il Daishonin scrive: «Vivi in modo che tutte le persone di Kamakura lodino Nakatsukasa Saburo Saemon-no-jo per la devozione al suo signore, al Buddismo e per il suo rispetto e attenzione nei confronti degli altri».
«Per la devozione al suo signore», in termini moderni, significa costruire una solida relazione di fiducia con il proprio datore di lavoro, diventare dipendenti modello o comunque eccellere nella propria professione. Si riferisce anche al nostro comportamento come membri della società.
«Per la devozione al Buddismo» significa praticare costantemente, basandosi sempre sulla fede nella Legge mistica.
«Per il suo rispetto e attenzione nei confronti degli altri» significa prendersi cura delle persone, nutrire per loro un sincero interesse e guadagnarsi il rispetto e la fiducia di chi ci circonda nelle nostre comunità.
Queste tre frasi riassumono gli ambiti più importanti in cui dimostrare i princìpi secondo cui “la fede è uguale alla vita quotidiana” e “il Buddismo si manifesta nella società”.
Il Daishonin ci esorta a vivere in modo da guadagnarci la lode delle persone intorno a noi. Così facendo, in base al principio secondo cui “la natura di Budda si manifesta dall’interno e ottiene protezione dall’esterno”,
le nostre virtù scaturiranno con naturalezza dalla nostra vita e ci porteranno protezione dall’esterno.
Far parlare gli altri in nostra lode è un segno della fiducia e del rispetto da parte delle persone che ci circondano e della nostra comunità.
Proprio come il Daishonin desiderava, quando le persone di Kamakura videro che Shijo Kingo aveva assunto una posizione importante alla corte del suo signore espressero la loro ammirazione con parole di lode: «Per imponenza, dignità, cavalcature e servi che lo assistono, nessuno può competere con Nakatsukasa Saemon-no-jo [Shijo Kingo]. Agli angoli delle strade i ragazzi di Kamakura si radunano per vederlo e dicono: “Quello sì che è un bel tipo, un uomo davvero eccezionale!”» (Nove pensieri per una parola, RSND, 2, 686).
Il Daishonin insegnò a Shijo Kingo che un Budda è un “eroe del mondo”22 e che «la legge del Budda riguarda principalmente la vittoria o la sconfitta» (L’eroe del mondo, RSND, 1, 741). Dobbiamo vincere sia nella vita personale sia nelle nostre lotte nella società.
Come membri della Soka Gakkai noi abbracciamo la Legge mistica, utilizziamo gli insegnamenti buddisti nella società e pratichiamo la fede per la vittoria assoluta, impiegando sempre «la strategia del Sutra del Loto» (RSND, 1, 889). Continuiamo con orgoglio la nostra lotta come campioni e campionesse indomabili, come persone sagge e invincibili, per vincere con assoluta certezza.
Vinciamo nella vita quotidiana
Il Sutra del Loto illustra le caratteristiche dei Bodhisattva della Terra, ai quali Shakyamuni affidò la diffusione del sutra nell’Ultimo giorno della Legge. Così descrive la loro guida, il Bodhisattva Pratiche Superiori (SDLPE, 377):
«Come la luce del sole e della luna
può fugare oscurità e tenebre,
così questa persona, mentre passa nel mondo,
può liberare gli esseri viventi dall’oscurità».
I Bodhisattva della Terra “passano nel mondo”; ciò significa che sono attivi nel mondo secolare, nella società, nella realtà di questo mondo di saha. È inutile dire che il luogo in cui ci troviamo adesso è quello in cui conseguiamo la Buddità in questa esistenza. Praticare il Buddismo significa impegnarsi nella società basandosi sulla fede nella Legge mistica.
Victor Hugo (1802-1885), descrivendo ne I miserabili gli sforzi valorosi e perseveranti del giovane Marius di fronte a mille difficoltà, scrive: «Poiché molte grandi azioni si compiono nelle piccole lotte».
E prosegue affermando che vi sono «nobili e misteriosi trionfi che nessuno sguardo vede, nessuna fama compensa, nessuna fanfara saluta. La vita, la disgrazia, l’isolamento e la povertà sono campi di battaglia che hanno i loro eroi, oscuri talvolta più grandi degli eroi illustri».
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Le toccanti parole di Hugo fanno pensare a tutti quei membri che hanno affrontato con coraggio sfide inimmaginabili in questi tempi così travagliati.
In gioventù vissi una lotta simile a quella descritta da Hugo. Quando gli affari di Toda erano in crisi, le persone mi chiedevano sprezzanti come mai la fede buddista non bastasse a risolvere i nostri problemi. Ma per me non esisteva altro maestro di kosen-rufu se non Toda, il mio cuore era sereno e privo di dubbi. Ero deciso a recitare Nam-myoho-renge-kyo e a battermi con tutte le forze e l’impegno della mia gioventù per proteggere il mio maestro senza arretrare di un solo passo.
In quel periodo scrissi nel mio diario:
«Lotte e difficoltà!
In mezzo a loro svilupperai la tua vera umanità».
E: «Ho fede,
e posso sperimentare il valore, il grande bene
e la forza vitale,
la felicità della rivoluzione umana».
Ne ero fermamente convinto. Credevo pienamente alla verità delle parole: «Se il cielo è sereno, la terra è illuminata. Similmente, se si conosce il Sutra del Loto si può comprendere il significato degli affari di questo mondo» (L’oggetto di culto per l’osservazione della mente, RSND, 1, 336).
Ero infinitamente grato di poter imparare da un grande maestro e battermi al suo fianco; perciò continuai ad andare avanti in mezzo a quel turbine di difficoltà fino a riportare una clamorosa vittoria quando Toda fu nominato secondo presidente della Soka Gakkai. Il 3 maggio di quest’anno è il settantesimo anniversario di quel gioioso evento.
Quei giorni di lotta incessante sono la storia dorata della mia giovinezza, la vera pratica buddista per la rivoluzione umana. Il Daishonin scrive: «Una bella spada si ottiene battendo il ferro incandescente» (Lettera da Sado, RSND, 1, 269). Proprio come egli afferma, in quel periodo io ho forgiato uno stato vitale indistruttibile come il diamante e accumulato incalcolabili “tesori del cuore”.
Sin dalla mia gioventù mi sono impegnato senza sosta come discepolo di Toda e ho realizzato tutto ciò che egli aveva immaginato. Proprio grazie a questa lotta basata sulla non dualità di maestro e discepolo sono state gettate le fondamenta della Soka Gakkai come organizzazione globale. Adesso in tutto il mondo tanti giovani “Shin’ichi Yamamoto” hanno raccolto questa eredità e la stanno portando avanti.
Il grande cammino della speranza e della vittoria attraverso la rivoluzione umana
Le vere vittorie sono quelle che conseguiamo ogni giorno. Senza accumulare questi trionfi quotidiani non potrebbe esistere una grande vittoria nella vita. La strada più sicura per la rivoluzione umana e il cambiamento della società consiste nel far sbocciare fiori di felicità e vittoria nella nostra vita e ampliare la rete delle persone che riusciamo a incoraggiare nei luoghi in cui viviamo. Così si realizza l’ideale del Daishonin di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”, la pace mondiale.
A tal fine voi che praticate la Legge mistica, nobili paladini e paladine degli ideali e dei valori umani, non fatevi mai sconfiggere. Vincete con una fede autentica! Vincete nella vita quotidiana! Vincete nella società! Vincete nella vita! Vincete per sempre!
Partiamo! Continuiamo ad avanzare con coraggio, armonia e buon umore lungo questo grande sentiero di speranza e vittoria!