PRESENTAZIONE DELLO STUDIO MENSILE 2023
Studiamo insieme le lezioni più recenti del nostro maestro dalla serie “Il Buddismo del sole per illuminare il mondo”
Dopo una parentesi di due anni e mezzo, a partire da questo numero il materiale per il consueto studio del mese sarà nuovamente costituito dalle lezioni più recenti della serie “Il Buddismo del sole per illuminare il mondo”, a cui il maestro Daisaku Ikeda sta tuttora dedicando le sue energie. Concentrarci ora su questa serie è per noi discepoli l’occasione per rimanere al passo con Sensei, approfondendo insieme a lui gli svariati argomenti che ne sono oggetto.
Come esemplificato dallo schema riportato nelle pagine successive (pp. 27-29), il percorso di lezioni di Gosho che il nostro maestro ha seguito per decenni, secondo un filo conduttore ben preciso che garantisse uno studio esaustivo dei principali trattati del Daishonin e di innumerevoli altri suoi scritti, ha condotto all’attuale serie “Il Buddismo del sole per illuminare il mondo”, che possiamo senza esagerazione definire l’insieme di lezioni che indirizzeranno il futuro del movimento di kosen-rufu. I temi trattati, che affrontano tutti gli aspetti e le implicazioni della nostra fede, hanno sempre come fondamento il Gosho, gli scritti di Nichiren Daishonin, che rappresentano il solido riferimento per tutti i membri della Soka Gakkai fin dagli albori del nostro movimento. È stato infatti grazie alla preziosa guida dei tre presidenti della Soka Gakkai che abbiamo potuto approfondire, comprendere e mettere in pratica i concetti espressi nel Gosho; Daisaku Ikeda, in perfetta unità di intenti con il suo maestro, ha più di ogni altro reso possibile la comprensione e l’applicazione in termini moderni dei princìpi del Buddismo.
Questa serie includerà anche un’ampia trattazione de La raccolta degli insegnamenti orali, una trascrizione delle lezioni sul Sutra del Loto che il Daishonin tenne quando si trovava a Minobu redatta dal suo discepolo e successore Nikko. Daisaku Ikeda ha attinto in numerose occasioni da questa Raccolta citandone brani in tanti suoi scritti, ma non vi ha mai dedicato specifici approfondimenti. Crediamo che queste lezioni rappresentino un ulteriore, meraviglioso impegno del nostro maestro, che dà completezza alla sua immensa opera di analisi di ogni parola riconducibile a Nichiren Daishonin, che si aggiunge a quella da lui già svolta per rendere accessibile e comprensibile il Sutra del Loto, il testo di riferimento del Buddismo di Nichiren.
Per sottolineare come gli scritti di Nichiren Daishonin continuino a essere il fulcro del nostro studio mensile, nella nuova impaginazione della lezione (vedi pp. 32-41) sono ben evidenziati i passi dei Gosho studiati e inseriti alcuni brevi approfondimenti necessari a comprendere il contesto in cui sono stati redatti. (Il Comitato nazionale di studio)
ELEMENTI UTILI PER LO STUDIO DI QUESTA LEZIONE
(a cura del Comitato nazionale di studio)
«Quale è la maniera corretta di vivere?». In questa lezione Sensei, attraverso lo studio di due brani dagli scritti Persecuzione con spade e bastoni e I vestiti e il cibo, risponde a questa domanda indicando quale stile di vita adottare per ottenere la felicità indistruttibile di un’esistenza dedicata al grande voto di kosen-rufu.
FILO CONDUTTORE
Prendendo esempio dalla passione e dal potere della gioventù, dobbiamo alzarci con lo spirito dei Bodhisattva della Terra, da veri campioni di kosen-rufu. Chiediamoci sempre se abbiamo il coraggio e la passione per dedicarci all’impresa di realizzare kosen-rufu. (pp. 32-33)
Mantenere una pratica coraggiosa è l’essenza della fede e il tratto caratteristico delle persone giovani nel cuore, che mettono personalmente alla prova il Buddismo di Nichiren. La felicità nostra si costruisce insieme alla felicità degli altri. (p. 35)
Per manifestare la nostra missione unica e progredire nella fede dobbiamo basarci sempre sul Gosho e percorrere “le due vie della pratica e dello studio”. (p. 36)
Sostenere la vita in tutti i modi è la paramita della donazione, che contribuisce alla fioritura del Buddismo nel mondo. Donare, in questo senso, porta al grande beneficio di “prolungare la vita con la fede”. (p. 37)
Non c’è separazione tra fare bene agli altri e farlo a sé; questo è lo stile di vita che ci insegna il Gosho, che ci permette di superare l’egoismo e manifestare compassione e saggezza. (pp. 38-39)
Il nostro è un movimento di gente comune che realizza kosen-rufu attraverso il dialogo e l’incoraggiamento. L’intreccio di vite che si sostengono a vicenda costruisce una “terra preziosa” dove «“gioia” significa che se stessi e gli altri insieme provano gioia». (pp. 39-40)
Avanziamo con coraggio verso kosen-rufu continuando a progredire nella nostra vita
Lezione pubblicata sul mensile Daibyakurenge di gennaio 2022 nella serie “Il Buddismo del sole per illuminare il mondo”
All’inizio di un nuovo anno, con il cuore pieno di speranza e determinazione rinnovata trabocchiamo di entusiasmo e aspettative. Naturalmente ci aspettano giorni sereni e giorni di pioggia, e potremmo incontrare qualche bufera di difficoltà. Ma vista la nostra ferma decisione di andare avanti, non abbiamo niente da temere.
Mi torna in mente un monologo di Faust, il protagonista dell’omonima opera teatrale di Johann Wolfgang Goethe (1749-1832):
Sento il potere in me di avventurarmi
via per il mondo; di portare il peso
d’ogni bene terreno e d’ogni male;
di battermi con tutte le bufere
fra schianti di naufragio, e non tremare.1
Queste parole esprimono lo spirito di affrontare con coraggio le tempeste della vita: non è forse lo stesso che pulsa nella Soka Gakkai sin dai suoi albori?
Ho il coraggio?
Mentre rinnoviamo il nostro voto all’inizio del nuovo anno dovremmo chiederci: «Ho il coraggio di agire per kosen-rufu? Ho la passione ardente per farlo? Ho lo spirito combattivo per compiere nuovi passi avanti senza farmi scoraggiare da ostacoli o difficoltà?».
Kosen-rufu è l’intento del Budda e il nostro grande voto. Ma se pensiamo che un giorno lo realizzerà qualcun altro, non succederà mai niente: le ruote di kosen-rufu cominciano a girare solo quando noi decidiamo di alzarci e iniziamo a muoverci, anche di un solo passo. Questo è vero anche oggi che la Soka Gakkai continua a dispiegare le ali, come movimento religioso globale, verso il nostro centenario [nel 2030].
La passione e il potere della gioventù sono la forza motrice del progresso dinamico
Tra le macerie del Giappone del dopoguerra il mio maestro Josei Toda fece voto di realizzare kosen-rufu e iniziò per primo la lotta per alleviare le sofferenze delle persone, animato da un profondo senso di compassione e giustizia. In vista del 1952 dichiarò che il tempo di kosen-rufu era giunto e si appellò ai membri affinché lottassero da «coraggiosi campioni della propagazione, persone che si dedicano a kosen-rufu». Era il primo capodanno dopo la sua nomina a secondo presidente della Soka Gakkai (3 maggio 1951) e Toda era determinato a farne un anno di progresso dinamico. Soprattutto nutriva immense aspirazioni e grande fede nella passione e nel potere dei giovani. Nelle sue “Guide per la gioventù” pubblicate l’anno prima ci esortava con tutto il cuore: «Giovani alzatevi con coraggio! Giovani, unitevi a me nella lotta!».
E mentre ci accingevamo a iniziare il nuovo anno ci spronava a essere «coraggiosi campioni della propagazione».
Io, in quanto giovane, volevo rispondere alle sue aspettative e ripagare il mio debito di gratitudine nei suoi confronti. Una delle prime imprese che guidai, nel 1952, fu la Campagna di febbraio del capitolo Kamata di Tokyo.
In quel periodo anche nei capitoli più numerosi si convertivano al massimo un centinaio di famiglie al mese. Toda mi chiese di prendere in mano la situazione e io risposi con determinazione alla sua fiducia guidando quella campagna all’età di 24 anni. Uniti come una sola persona, i membri di Kamata e io introducemmo alla pratica del Buddismo di Nichiren 201 famiglie in un mese, superando qualsiasi record precedente e sbloccando la condizione di stallo in cui versavano le attività di propagazione in tutto il paese.
La passione dei giovani ci dà la spinta per librarci verso nuove altezze; il loro impegno è la forza motrice per un fresco progresso dinamico. Questa è una regola immutabile della storia. Se leggiamo gli scritti di Nichiren Daishonin vediamo quanta fiducia e speranza egli riponesse nei suoi discepoli più giovani. In questa lezione studieremo dapprima una lettera indirizzata a uno di loro, Nanjo Tokimitsu, che si intitola Persecuzione con spade e bastoni.
Per trasmettere la via dei campioni e delle campionesse dello spirito
Il Daishonin scrisse questa lettera poco dopo che uno dei suoi discepoli della zona di Atsuhara, vicino al monte Fuji, era stato ferito con un colpo di spada in un agguato, mentre la stessa persecuzione di Atsuhara si stava intensificando. A causa del pericolo crescente voleva far comprendere bene l’essenza della fede a Nanjo Tokimitsu, una figura importante fra i discepoli del luogo.
Nella lettera il Daishonin afferma di essere stato attaccato ripetute volte e osserva che, in particolare, la persecuzione di Komatsubara e quella di Tatsunokuchi erano esempi delle “persecuzioni con spade e bastoni” (cfr. RSND, 1, 856) citate nel Sutra del Loto,
4intendendo dire che egli aveva incontrato questi attacchi potenzialmente mortali ed era sopravvissuto.
Raccontando delle sue aspre lotte voleva trasmettere al giovane Tokimitsu quale fosse la via di un campione dello spirito che ha una salda fede nel Sutra del Loto. In questo suo atteggiamento possiamo ravvisare quale compassione e attenzione nutrisse per il discepolo.
Prosegue poi esprimendo il suo profondo legame personale con il quindicesimo capitolo del Sutra del Loto Emergere dalla terra, nel quale viene posta la questione di chi avrebbe propagato il Sutra del Loto in questo travagliato mondo di saha nel malvagio Ultimo giorno della Legge dopo la morte di Shakyamuni.
E si afferma che a farlo saranno i Bodhisattva della Terra guidati dal Bodhisattva Pratiche Superiori, i quali appariranno in quest’ultima epoca allo scopo di propagare «i cinque caratteri di Nam-myoho-renge-kyo». I Bodhisattva della Terra sono davvero i campioni di kosen-rufu.
Scrive il Daishonin: «Io, Nichiren, sono apparso prima di chiunque altro». Era nato nell’Ultimo giorno della Legge per prendere l’iniziativa in quest’epoca malvagia, proprio come aveva promesso nella Cerimonia nell’aria. Perciò, dichiara, sarà «lodato da tanti bodhisattva quanti sono i granelli di sabbia di sessantamila fiumi Gange!».
In questo passo sta esprimendo la speranza che Tokimitsu si alzi coraggiosamente al suo fianco per portare avanti questa impresa pionieristica. Dovremmo tenere bene a mente la sua esortazione a “credere e dedicarsi al Sutra del Loto” promettendo solennemente di impegnarci nella lotta condivisa di maestro e discepolo.
Una pratica coraggiosa è il tratto caratteristico delle persone giovani e l’essenza della fede
Il 14 agosto 1947 partecipai a una riunione di discussione nel quartiere Ota di Tokyo, dove incontrai per la prima volta il signor Toda, al quale chiesi: «Qual è la maniera corretta di vivere? Più ci penso, più la risposta mi sfugge». Con un sorriso egli mi rispose che avevo posto la domanda più difficile di tutte e proseguì spiegandomi ampiamente che la risposta fondamentale si trova nel Buddismo di Nichiren.
Poi aggiunse con forte convinzione: «Va benissimo riflettere su quale sia la maniera corretta di vivere, ma credo che impiegheresti meglio il tuo tempo se provassi a praticare il Buddismo del Daishonin. Sei giovane: se farai così, un giorno ti ritroverai naturalmente a seguire il cammino corretto nella vita».
“Cogli l’occasione e prova a praticare il Buddismo di Nichiren. Sei ancora giovane”. La fede che nutriva in me fu come un raggio di speranza che illuminò la mia vita di diciannovenne.
Quando poi seppi che durante la seconda guerra mondiale aveva trascorso due anni in carcere perseguitato dalle autorità militariste a causa delle sue idee, sentii che potevo fidarmi di lui e decisi di iniziare a praticare il Buddismo di Nichiren.
Ripensandoci adesso, mi rendo conto che nel suo incoraggiamento era racchiuso lo spirito delle parole del Daishonin: «Comunque sia, credi e dedicati al Sutra del Loto».
La pratica è la vita della fede. Praticare con tutto il proprio essere e agire con coraggio è l’essenza di una fede viva. Per quanto si possa conoscere il Buddismo, non si potrà mai comprendere la fede senza metterla in pratica.
Una pratica coraggiosa è il tratto caratteristico delle persone giovani, la via diretta per rompere il guscio del proprio ego e scalare la vetta suprema della missione; è il trampolino per una condizione vitale più alta e più vasta.
Il presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, esortava così le persone: «Abbiate il coraggio di mettere personalmente alla prova il Buddismo di Nichiren!».
Il Buddismo per costruire la propria e l’altrui felicità
Il Daishonin prosegue: «Non devi credervi solo tu». Sta dicendo a Tokimitsu che non basta che sia solo lui a praticare ma che, mentre approfondisce la sua fede, deve anche parlarne agli altri e aiutarli a praticare per diventare felici.
Quando attraverso la pratica ci convinciamo che il Buddismo di Nichiren è veramente meraviglioso, proviamo naturalmente una grande gioia che ci spinge a condividere questo insegnamento con gli altri. La pratica buddista è per la nostra felicità e per quella degli altri, questo è ciò che intende il Daishonin quando scrive: «Non devi credervi solo tu, ma devi anche incoraggiare gli altri a farlo». Agiamo per il benessere degli altri, per la nostra e la loro felicità! Lo scopo del Buddismo di Nichiren è permettere a tutte le persone di diventare felici.
Progrediamo con il Gosho e le “due vie della pratica e dello studio”
Nel 2021 la Soka Gakkai ha celebrato l’ottocentesimo anniversario della nascita di Nichiren DaishoninSecondo il conteggio tradizionale giapponese una persona al momento della nascita ha un anno. Nichiren Daishonin nacque il 16 febbraio 1222. e nel 2022 il 770esimo anniversario della proclamazione dei suoi insegnamenti.Secondo il conteggio tradizionale giapponese Nichiren Daishonin fondò il suo insegnamento il 28 aprile 1253. È [stato] anche il settantesimo anniversario della pubblicazione dell’edizione originale della Soka Gakkai del Nichiren Daishonin Gosho Zenshu (Raccolta delle opere di Nichiren Daishonin) realizzata nel 1952 su iniziativa di Toda. Da allora la Soka Gakkai ha stabilito saldamente la tradizione di basarsi sugli scritti del Daishonin e impegnarsi nelle «due vie della pratica e dello studio» (Il vero aspetto di tutti i fenomeni, RSND, 1, 342).
In concomitanza con queste due tappe così significative, è stata ultimata la nuova edizione riveduta del Gosho Zenshu: per noi discepoli che abbiamo un legame diretto con il Daishonin questa è una fonte di gioia impareggiabile.
Studiamo ora un passo della lettera I vestiti e il cibo, che nella nuova edizione giapponese contiene una parte inedita. [Questa parte inedita in giapponese era già contenuta nella traduzione dello scritto in lingua inglese e nel corrispondente volume 2 della Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, n.d.t.].
Ognuno e ognuna di noi ha una missione unica
Non sono noti né la data di stesura né ulteriori dettagli, ma la lettera all’inizio riporta la dedica “Alla monaca laica”: si ritiene che il Daishonin l’avesse scritta per ringraziare una discepola che gli aveva inviato un’offerta di mille monete.
Nella prima metà il Daishonin sottolinea l’importanza del cibo e dei vestiti per sostenere la vita e aggiunge che «quando si donano cose agli altri si ravviva la loro carnagione, si dà loro forza e se ne prolunga la vita» (RSND, 2, 1002).
La donazione, o elemosina, è una delle sei paramita, le sei pratiche dei bodhisattva mahayana per ottenere l’Illuminazione. È un atto nobile che sostiene la vita dei praticanti del Sutra del Loto e contribuisce alla fioritura del Buddismo nel mondo.
Questo passo riguarda il compiere azioni per gli altri, dimostrare attenzione e considerazione per le persone con le quali veniamo in contatto, per chi abbiamo di fronte, chiunque sia. Il punto di partenza è apprezzare i nostri legami con le persone che ci circondano. Il Daishonin scrive: «Quando si accende una torcia per qualcuno di notte si fa luce non solo a quella persona, ma anche a se stessi». E ciò è perfettamente sensato.
In Sulle tre virtù del cibo impiega un paragone simile: «Se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada» (RSND, 2, 996).
Supponiamo che ci sia una persona in ansia, ferma di notte sul ciglio di una strada buia. Passano in molti ma nessuno l’aiuta, finché qualcuno si ferma, solleva una torcia per farle luce e dice: «Ti devi essere spaventata, ma adesso sei al sicuro, camminiamo insieme»; e l’accompagna lungo la strada. Questa scena rappresenta lo spirito e le azioni del bodhisattva.
Non c’è niente di speciale in questo comportamento, significa semplicemente dimostrare empatia e considerazione per le persone sofferenti che incontriamo, tendendo loro una mano per aiutarle. Significa ascoltare i loro problemi e incoraggiarle con tutto il cuore. Questo caldo comportamento umano è l’essenza profonda di un bodhisattva.
Oggi i membri della Soka Gakkai del Giappone e del mondo, orgogliosi di essere Bodhisattva della Terra, si stanno adoperando attivamente per la felicità propria e degli altri.
In particolare le donne Soka di ogni paese e regione, soli radiosi del nostro movimento, rischiarano il cuore delle persone con la luce della compassione e della saggezza. Hanno costruito una meravigliosa rete in cui ogni donna risplende della sua missione unica, in accordo con il principio del «ciliegio, susino, pesco e prugno selvatico» (cfr. La raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 47). Si impegnano intensamente fra la gente come grandi Bodhisattva della Terra, con uno spirito compassionevole pari a quello del Budda che cerca di liberare tutte le persone dalla sofferenza.
Penso di poter dire che queste azioni ispirate dal desiderio di aiutare gli altri costituiscono di per sé la pratica buddista per espandere il proprio stato vitale.
Il grande beneficio di “prolungare la vita con la fede”
Il Daishonin continua: «Così, quando si ravviva la carnagione degli altri si ravviva anche la propria, quando si dà loro forza se ne dà anche a se stessi, quando si prolunga la loro vita si prolunga anche la propria».
Posso confermare queste parole per esperienza personale. Io avevo una costituzione debole e mi ero ammalato di tubercolosi, disturbo che spesso mi lasciava molto stanco e febbricitante. Da giovane pregavo ardentemente di avere una salute di ferro e anche mia moglie era molto preoccupata per me.
Nonostante ciò, passavo le mie giornate viaggiando ovunque in Giappone e nel mondo per incoraggiare i membri che aspettavano una mia visita.
Di certo era sfiancante ma, mirabilmente, quanto più mi sforzavo con tenacia, tanta più forza scaturiva da me e mi sentivo rinvigorito. I responsabili che mi accompagnavano spesso mi chiedevano dove trovassi tutta quell’energia.
Mi rifiutavo di cedere alla malattia, determinato a portare avanti la mia missione e adempiere alle mie responsabilità. Sapevo che più ci si impegna nelle attività della Soka Gakkai più ci si sente energici. Gli sforzi sinceri per incoraggiare e ispirare gli altri ci permettono di tirare fuori coraggio e saggezza, e vedere gli altri rivitalizzati ci infonde nuova speranza e ispirazione.
Sin dalla gioventù mi sono dedicato totalmente a sostenere e assistere Toda. Ho lavorato alacremente ogni giorno, determinato a fare il massimo per non avere alcun ripianto. Oggi sono qui grazie ai benefici che ho ottenuto con questi sforzi e sono convinto che è grazie a Toda se ho potuto dimostrare il principio buddista di “prolungare la vita con la fede”.
La convergenza dei benefici per noi e per gli altri
La frase del Daishonin: «Quando si dà loro forza se ne dà anche a se stessi» descrive benissimo il fatto che recare beneficio a sé e recarlo agli altri sono esattamente la stessa cosa. Con queste poche parole egli ci illustra un impareggiabile modo di vivere in cui non c’è separazione tra far del bene agli altri e farlo a sé, anzi sono azioni che coincidono con naturalezza.
Si tratta di un modo di vivere scevro da quell’egoismo preoccupato esclusivamente del proprio benessere e incurante di quello altrui, lontano da quella mentalità ristretta ed egocentrica che pone confini rigidi fra sé e gli altri. Ciò che interessa e motiva, in questo stile di vita, non sono i doveri sociali o il profitto bensì la compassione, il desiderio spontaneo di aiutare gli altri.
Se concentrarsi unilateralmente sull’aiutare gli altri può facilmente trasformarsi in paternalismo o spirito di sacrificio, noi proviamo riconoscenza e gioia proprio perché agire a beneficio degli altri giova anche a noi.
Senza cercare di fuggire da questo sofferente mondo di saha, coloro che così come sono si sforzano con sincerità e saggezza per il benessere e la felicità degli altri stanno già vivendo da autentici bodhisattva, come afferma il Daishonin nel famoso passo: «Il vero significato dell’apparizione in questo mondo del Budda Shakyamuni, il signore degli insegnamenti, sta nel suo comportamento da essere umano» (I tre tipi di tesori, RSND, 1, 756). Dimostrare rispetto per tutte le persone – il comportamento dei Bodhisattva della Terra – è la vera sostanza dell’insegnamento del Budda.
Nelle sue Guide per la gioventù Toda scrisse: «L’essenza della rivoluzione umana è lo sforzo di superare la freddezza e l’indifferenza nella nostra vita e raggiungere lo stesso stato vitale di compassione del Budda».
Tutto comincia da un coraggioso primo passo. In accordo con questa guida eterna i membri della Soka Gakkai sono emersi come Bodhisattva della Terra per realizzare il loro voto per kosen-rufu. Recitando Nam-myoho-renge-kyo per sé e per gli altri e impegnandosi coraggiosamente nel realizzare la propria rivoluzione umana hanno costruito un castello della gente che risplende di felicità per tutti.
Una “terra preziosa” che unisce una vita all’altra
Lo storico francese Jules Michelet (1798-1874) affermava: «La vita è illuminata e accesa dalla vita, e si estingue in isolamento. Quanto più la vita si mescola a vite diverse e si unisce ad altre esistenze, tanto più forte, felice e feconda è la sua stessa esistenza».
Le vite si influenzano reciprocamente spesso in modi impalpabili. Incoraggiare le persone intorno a noi può apparire una cosa da poco e non degna di nota, ma senza dubbio previene l’isolamento e la divisione e contribuisce allo sviluppo gioioso e vivace di una “terra preziosa” dove vite diverse possono incontrarsi e collegarsi.
Ne La raccolta degli insegnamenti orali il Daishonin afferma: «“Gioia” significa che se stessi e gli altri insieme provano gioia. […] sia se stessi che gli altri insieme troveranno gioia nel possesso della saggezza e della compassione» (BS, 118, 50).
Quando riconosciamo in ogni persona la nobiltà della natura di Budda e costruiamo legami basati sul desiderio di far del bene a noi e agli altri, sviluppiamo una saggezza suprema in grado di generare felicità e pace. Questo è il messaggio essenziale del Buddismo.
I bodhisattva sono coloro che considerano l’azione a beneficio proprio e degli altri come il loro principio guida e lavorano tra le persone, in mezzo all’umanità, per infondere incoraggiamento e ispirazione attraverso la pratica instancabile della compassione.
La nostra missione consiste nell’iniziare da dove siamo e portare con fiducia la grande luce di speranza del Buddismo del sole alle nostre famiglie, agli amici, alle persone care, ai vicini e a tutti coloro che ci circondano. Quella luce può dare il coraggio di vivere pienamente la propria esistenza, può fornire un’energia illimitata, accrescere la forza vitale e costituire una fonte di saggezza e forza per superare qualsiasi crisi.
Espandiamo il nostro movimento di dialogo e incoraggiamento
Kosen-rufu mondiale è davvero un movimento globale di base dedicato al dialogo e all’incoraggiamento.
Giovani successori, amati compagni e compagne Bodhisattva della Terra che state percorrendo questo sentiero di cambiamento epocale: mi rivolgo a ognuno e ognuna di voi, senza eccezioni, affinché celebriate la vittoria del progresso dinamico nella vostra vita attraverso la rivoluzione umana, danziate con coraggio e fierezza come pionieri e pioniere di kosen-rufu mondiale e scriviate una luminosa storia della magnifica vittoria della gente comune!