Il prossimo 24 agosto, il Giorno del Gruppo uomini, ricorrono 75 anni dall'ingresso nella Soka Gakkai del nostro maestro Daisaku Ikeda, un evento che non solo cambiò la sua vita ma determinò il futuro di kosen-rufu nel mondo. Oggi, come allora, la società globale attraversa un momento di estrema difficoltà. Seguendo l'incoraggiamento di Sensei, decidiamo di agire da «alleati di chi soffre, mettendo sempre al primo posto la felicità delle persone»
di Francesco Geracitano, responsabile nazionale del Gruppo uomini
Anche quest’anno possiamo festeggiare insieme a Sensei e sua moglie Kaneko il 24 agosto, data che rappresenta un importante punto di riferimento per tutti i membri del mondo, e in particolare per il Gruppo uomini. Infatti il 24 agosto 1947 il maestro Ikeda è entrato a far parte della Soka Gakkai e questa data è stata da lui stesso designata come il Giorno del Gruppo uomini.
Nel secondo volume de La rivoluzione umana è descritto dettagliatamente il primo incontro tra il giovane Daisaku Ikeda e Josei Toda, avvenuto dieci giorni prima, il 14 agosto 1947. Fu un evento che non solo ha cambiato il corso della vita di Sensei, ma di fatto ha aperto le porte al grande sviluppo di kosen-rufu nel mondo. È stato grazie a quell'incontro che oggi così tante persone possono beneficiare del grande potere del Buddismo. Possiamo senz’altro affermare che in quel breve lasso di tempo si è deciso il futuro di kosen-rufu!
Quel giorno il giovane Ikeda partecipò al suo primo zadankai. Quando arrivò alla riunione, Toda stava parlando del Gosho Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese: «Il Daishonin illustra l’essenza della sua profonda filosofia. Lui solo ha raggiunto una comprensione assoluta del Buddismo e in questo sta la sua grandezza. Anche se queste parole sono state scritte circa settecento anni fa, sembrano indirizzate direttamente a noi, che viviamo in questa epoca tormentata dalla guerra. Se non cerchiamo di risolvere i nostri problemi tramite il Buddismo, che si tratti di questioni personali o che riguardano l’intera nazione, non saremo in grado di costruire le basi della felicità» (RU, 2, 128).
La sera stessa Ikeda decise di seguire la guida di Toda e il 24 agosto entrò a far parte della Soka Gakkai.
Anche oggi stiamo vivendo un periodo molto incerto, e in tanti stiamo affrontando gravi problemi. Questa difficile situazione non finirà da sola, è necessario che ognuno di noi decida ancora più profondamente di trovare una soluzione. Sensei afferma: «Poiché ho promesso di portare avanti l’impresa dei presidenti Makiguchi e Toda, non intendo lesinare la mia vita […].Intraprendiamo con convinzione e dignità una nuova partenza come alleati di chi soffre, mettendo sempre al primo posto la felicità delle persone» (NR, 763, 5).
E riguardo alla minaccia della guerra afferma: «Il 1962 fu un anno in cui il conflitto tra Oriente e Occidente andò intensificandosi. Solo l’anno prima era stato costruito il muro di Berlino che divideva in due parti la capitale della Germania, mentre in ottobre scoppiò la crisi dei missili di Cuba, una situazione di braccio di ferro nucleare tra gli Usa e l’Unione Sovietica. La minaccia dell’utilizzo di armi nucleari suscitò paura e sgomento nei cuori delle persone di tutto il mondo. In questo stato di ansia e incertezza, molti media giapponesi iniziarono a diffondere previsioni e commenti sulla possibilità dello scoppio di una guerra nucleare o di una terza guerra mondiale. Io però non ero interessato a tali speculazioni. La mia determinazione come discepolo del maestro Toda, che aveva denunciato le armi nucleari come un male assoluto, rimase incrollabile: “Non dobbiamo assolutamente permettere che scoppi una terza guerra mondiale!”. Recitando un forte Daimoku con questa determinazione, in un simile periodo storico noi membri della Soka Gakkai giurammo insieme di aprire la strada alla pace nel mondo» (Ibidem).
L’anno scorso, in uno scritto della serie “Incoraggiamenti delle quattro stagioni” del 28 febbraio 2021, Sensei ha dedicato queste bellissime parole al Gruppo uomini (NR, 696, 4):
«Sia sul luogo di lavoro
che nella nostra organizzazione,
i compagni di fede del Gruppo uomini
dovrebbero impegnarsi con il cuore del re leone
assumendosi la responsabilità della felicità
e della vittoria di tutti,
e diventare individui che ispirano
fiducia e rispetto profondi in chi li circonda.
Quando tu, in quanto uomo,
raccogli il coraggio nel tuo cuore
e decidi di non tirarti mai indietro,
qualunque cosa accada,
adempiendo fino in fondo alle tue responsabilità,
la tua vera forza si manifesterà».
È il momento di rispondere a Sensei e manifestare la nostra vera forza!
Decidiamo di agire, vincendo in tutti gli ambiti della nostra vita e della società. Incoraggiamo quante più persone possibile dando loro speranza. Ripartiamo da un potente Daimoku, lo possiamo fare!
Auguri, tantissimi auguri a tutti i “pilastri d’oro” italiani!