(brani scelti, testo integrale RSND, 1, 6)
[Il padrone di casa disse:] «Gli imperatori e i re hanno il loro fondamento nello Stato e portano pace e ordine; i ministri e i sudditi sono in possesso dei campi e delle risaie e provvedono ai bisogni del mondo. Ma se arrivano dei banditi da un altro paese e invadono il paese, o se scoppia una ribellione interna e le terre del popolo vengono saccheggiate, cosa potrà esserci se non terrore e confusione? Se il paese viene distrutto e le famiglie sterminate, dove ci si potrà rifugiare? Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese. [...]
Esaminando questa grande varietà di sutra, troviamo che tutti sottolineano la gravità dell’offesa alla Legge. Com’è triste che tutti gli uomini escano dalla porta dell’insegnamento corretto per sprofondare nella prigione di queste dottrine errate! Com’è sciocco che essi cadano uno dopo l’altro nelle spire delle dottrine malvagie e rimangano a lungo impigliati nella rete degli insegnamenti che offendono la Legge! Essi si smarriscono in queste nebbie e precipitano in basso fra le fiamme dell’inferno. Quanto devono affliggersi! Quanto devono soffrire! Perciò affrettatevi a cambiare i princìpi su cui si basa il vostro cuore e ad abbracciare l’unico vero veicolo, la sola buona dottrina [del Sutra del Loto]. Se lo farete, il triplice mondo diverrà la terra del Budda, e come potrà mai declinare una terra del Budda? Tutte le regioni nelle dieci direzioni diventeranno terre preziose, e come potrà mai essere distrutta una terra preziosa? In un paese che non conosce declino, in una terra che non conosce distruzione, il vostro corpo troverà pace e sicurezza e la vostra mente sarà calma e indisturbata. Dovete credere alle mie parole e rispettarle». L’ospite disse: «Chi non si preoccuperebbe di essere cauto in una questione che riguarda questa vita e le vite future? Chi non sarebbe d’accordo con voi? Leggendo questi passi dei sutra adesso capisco perfettamente le parole del Budda, e cioè che offendere la Legge è un peccato molto grave, distruggere la Legge è una colpa veramente terribile. Io ho creduto in un solo Budda, Amida, e ho rifiutato tutti gli altri; ho onorato i tre sutra della Pura terra e messo da parte gli altri. Non l’ho fatto per una mia personale idea distorta, ma per obbedire alle parole di eminenti uomini del passato. E lo stesso è vero per tutte le altre persone delle dieci direzioni. Ma così facendo ci si esaurisce in futili sforzi in questa vita e si cade nell’inferno Avichi nella prossima. I testi citati chiariscono perfettamente questo punto con argomentazioni esaurienti che non lasciano adito a dubbi. Grazie al vostro compassionevole insegnamento, ho potuto a poco a poco dissipare l’ignoranza della mia mente. Adesso bisogna prendere immediate contromisure [nei confronti di queste offese alla Legge] e portare subito la pace, in modo da poter vivere tranquillamente in questa vita e assicurarci la fortuna nella prossima. Non basta che soltanto io creda nelle vostre parole, ma mi impegnerò ad avvisare anche gli altri dei loro errori» (RSND, 1, 25-26).
[La lezione integrale di Daisaku Ikeda su questo brano del Gosho Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, pubblicata su Buddismo e società n. 175 di marzo-aprile 2016 (tradotta dal mensile Daibyakurenge di aprile 2015), si trova anche sul sito al seguente link: https://buddismoesocieta.org/a/adottare-linsegnamento-corretto-per-la-pace-nel-paese/.
I punti in cui sono stati omessi i brani della lezione originale sono indicati, come di consueto, con il simbolo [...].]
CENNI STORICI
Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese è uno degli scritti più importanti di Nichiren Daishonin perché espone la via pratica per realizzare la pace e la sicurezza dell’intera umanità attraverso l’adozione, da parte dei singoli individui, di una visione corretta dell’essere umano che si rispecchi nella società.
Il trattato fu inviato il 16 luglio 1260 a Hojo Tokiyori, ex reggente ma ancora figura influente del governo militare di Kamakura, con l’intenzione di evidenziare gli errori che si stavano commettendo e chiarire quale fosse la strada corretta che il paese avrebbe dovuto seguire per far fronte alla difficile situazione ed evitare il pericolo della guerra. Il trattato è scritto in forma di dialogo tra il padrone di casa, che rappresenta il Daishonin, e l’ospite, che rappresenta Tokiyori.
In quel periodo storico in Giappone non solo si erano verificate una serie di catastrofi naturali, con conseguenti carestie ed epidemie, ma si assisteva anche a un profondo deterioramento nella sfera religiosa del Buddismo e al prevalere della pratica meramente consolatoria della scuola Nembutsu.
L’essere testimone di queste tragedie e della sofferenza delle persone colmava il Daishonin di profondo dolore. Nell’agosto del 1257 in particolare la zona di Kamakura fu colpita da un grande terremoto, noto come terremoto dell’era Shoka; questo drammatico evento lo spinse a scrivere Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese.
Determinato a chiarire quale fosse la causa alla base di questa situazione e a porre fine alle sofferenze delle persone, il Daishonin intraprese un’approfondita ricerca nelle scritture buddiste giungendo alla conclusione che la causa fondamentale era l’“offesa alla Legge”, cioè il rifiuto del Sutra del Loto da parte delle altre scuole buddiste dell’epoca. Basandosi sulla convinzione della necessità di ristabilire l’insegnamento buddista corretto prima di tutto nel cuore delle persone, Nichiren scrisse questo trattato in particolare come ammonimento per risvegliare alla loro responsabilità i politici del tempo che sostenevano la scuola Nembutsu, e più in generale come lungimirante manifesto per la realizzazione di kosen-rufu nella travagliata epoca in cui stiamo vivendo, attraverso la rivoluzione umana dei singoli individui.
(a cura del Comitato nazionale di studio)
PER ORIENTARSI NELLA LETTURA
- La nostra sicurezza personale è inseparabile dalla pace e dalla sicurezza del nostro ambiente. (pp. 33-34)
- La visione olistica della vita basata sul Sutra del Loto insegna il “grande bene” fondamentale. (pp. 35-36)
- La trasformazione della nostra mente, del nostro cuore, dei nostri valori cambia il mondo. (pp. 36-37-38)
- Grazie al potere del dialogo aiutiamo gli altri a creare un legame con il Buddismo. (pp. 40-41)
Impegniamoci in dialoghi di speranza per portare felicità e pace al mondo
Le persone stanno cercando una filosofia che conduca a una felicità autentica. Stanno cercando sinceramente, dal profondo del loro essere, un nuovo movimento che le aiuti a rivelare la loro dignità intrinseca e che, attraverso il potere del dialogo, crei una rete di positività sempre più vasta per costruire un mondo di armonia e di coesistenza pacifica.
Tenendo alto il vessillo dell’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese” di Nichiren Daishonin, la Soka Gakkai continuerà sempre a perseguire la missione di realizzare un cambiamento sociale per la felicità delle persone e per la pace nel mondo. Questa è l’essenza di una religione al servizio degli esseri umani, espressione dello spirito originario del Buddismo. È l’essenza della lotta condivisa di maestro e discepolo nella Soka Gakkai, e testimonia che i nostri sforzi sono in perfetto accordo con lo spirito di Nichiren Daishonin. Lo scopo originale del Buddismo non può essere conseguito semplicemente con l’ottenimento della propria personale Illuminazione. La vera Illuminazione spinge ad agire per la felicità di tutti. Incoraggiando un gruppo di novizi a diffondere la Legge, Shakyamuni li invitò a viaggiare in lungo e in largo per diffondere felicità e pace alle persone intorno a loro mossi dalla compassione per il mondo intero: per il beneficio, la felicità e la pace degli esseri umani e celesti.
Lo scopo principale di Shakyamuni nel diffondere la Legge era sostenere con calore e agire per coloro che soffrono, lavorare insieme per stabilire una vita sicura e felice e costruire un mondo pacifico.
Il sole della Legge mistica illumina l’oscurità dell’Ultimo giorno della Legge
Sin dai suoi albori, perciò, il Buddismo fu una religione incentrata sui bisogni degli esseri umani che mirava alla felicità di tutte le persone, come si evince anche leggendo queste parole del Sutra del Loto: «Così facendo arrecherai tranquillità, benessere e benefici a una grande quantità di esseri celesti e umani» (SDLPE, 182).
Il desiderio di recare beneficio agli altri è il voto e l’aspirazione fondamentale non solo del Budda Shakyamuni, ma di tutti i Budda delle dieci direzioni e delle tre esistenze. Diffondere l’insegnamento – cioè il Sutra del Loto che incarna questo desiderio – è la ragione fondamentale, lo scopo per il quale i Budda fanno la loro apparizione in questo mondo.
Dopo la morte di Shakyamuni, nell’epoca di sofferenza e di confusione dell’Ultimo giorno della Legge, Nichiren Daishonin decise di agire con coraggio per portare avanti questo stesso voto. Come devoto del Sutra del Loto si dedicò all’ampia diffusione della Legge mistica, cioè alla realizzazione di kosen-rufu, allo scopo di condurre tutte le persone all’Illuminazione.
Se si desidera garantire felicità e pace a tutte le persone non si può fare a meno di rivolgere la propria attenzione al cambiamento sociale. Trasformare questo travagliato mondo di saha in cui viviamo nella Terra della Luce Tranquilla (una terra del Budda) è l’essenza dell’adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese. La Soka Gakkai è l’organizzazione che porta avanti fedelmente questo spirito e la grande lotta del Daishonin. [...]
«[Il padrone di casa disse:] “Gli imperatori e i re hanno il loro fondamento nello Stato e portano pace e ordine; i ministri e i sudditi sono in possesso dei campi e delle risaie e provvedono ai bisogni del mondo. Ma se arrivano dei banditi da un altro paese e invadono il paese, o se scoppia una ribellione interna e le terre del popolo vengono saccheggiate, cosa potrà esserci se non terrore e confusione? Se il paese viene distrutto e le famiglie sterminate, dove ci si potrà rifugiare? Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese”».
[...]
Adoperarsi per «la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese»
In questa lezione mi concentrerò sulla parte finale (relativa alle domande 9 e 10)3 del trattato, nella quale l’ospite infine accetta l’idea di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” esposta dal padrone di casa ed esprime la sua intenzione di abbandonare gli insegnamenti errati che offendono il Sutra del Loto e ricercare sinceramente l’insegnamento buddista corretto.
Il padrone di casa, cioè il Daishonin, rispondendogli sottolinea due punti: che la guerra deve essere impedita a tutti i costi e che bisogna agire rapidamente prima che sia troppo tardi.
[...] Niente è più barbaro della guerra, dobbiamo impedire a qualunque costo che accada. Questo è l’accorato messaggio contenuto nella rimostranza del Daishonin. Che dichiara poi: «Se vi preoccupate anche solo un po’ della vostra sicurezza personale, dovreste prima di tutto pregare per l’ordine e la tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese». Sta dicendo che se ci sta a cuore la nostra sicurezza dovremmo anzitutto pregare per la pace e la sicurezza della società in cui viviamo.
Queste non sono solo parole di biasimo nei confronti delle autorità governative dei suoi tempi ma anche linee guida nella pratica per chi di noi oggi vive in una società democratica.
La sicurezza personale non è qualcosa che si può costruire isolandosi. Affinché ognuno e ognuna di noi abbia una vita sicura è cruciale che nell’ambiente naturale e nella società in cui viviamo vi siano pace e stabilità.Perciò se davvero ricerchiamo la sicurezza personale dobbiamo andare oltre il nostro piccolo io dominato dall’egoismo e lavorare per costruire la pace e la sicurezza della società, in altre parole per la «tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese».
Il fatto che il Daishonin usi l’espressione «tranquillità in tutti e quattro i quadranti del paese» dimostra inoltre che non si stava preoccupando solo della sicurezza di un singolo Stato ma stava ricercando la pace per il mondo intero.
Un insegnamento per costruire la felicità nel mondo reale
Il Buddismo è una filosofia che asserisce la preziosità della vita. Il Daishonin scrive: «La vita è il più prezioso di tutti i tesori. [...] Una singola vita vale di più del sistema maggiore di mondi» (Sul prolungamento della vita, RSND, 1, 848) e «Il primo di tutti i tesori è la vita stessa» (L’offerta del riso, RSND, 1, 997). Dobbiamo costruire una società guidata innanzitutto dal principio del rispetto per la dignità della vita.
L’insegnamento del Sutra del Loto vede la natura di Budda, infinitamente degna di rispetto, nella vita di ogni persona. In base a questo metro di valutazione, ogni altro sistema di pensiero che insegni la dignità della vita merita il nostro rispetto. D’altro canto non potremo mai accettare una filosofia che neghi la dignità della vita. Questo è il vero spirito della tolleranza e della compassione.
Nel presente trattato il Daishonin non fa rimostranze alle autorità del paese per chiedere di eliminare tutti gli insegnamenti a parte il Sutra del Loto, insiste piuttosto sul fatto che devono accantonare le dottrine intolleranti ed esclusiviste che incitano le persone ad abbandonare il Sutra del Loto, nel quale si insegna la suprema dignità e il valore della vita.
Inoltre cerca attraverso il dialogo – la forma in cui è scritta questa rimostranza – di persuaderli a scegliere valori corretti per trovare una vera soluzione ai problemi del paese, esortandoli specificamente ad astenersi dall’offrire elemosine ai preti che offendono la Legge (cfr. Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, RSND, 1, 23).4
L’«unico male» (op. cit., RSND, 1, 16) che il Daishonin evidenzia in questo trattato è l’insegnamento Nembutsu diffuso dal prete Honen, che cercava di allontanare le persone dalla fede nel Sutra del Loto invitando i suoi seguaci a «scartare, chiudere, ignorare e abbandonare» il Sutra del Loto.
L’insegnamento Nembutsu, assai in voga a quel tempo, in realtà esortava i fedeli ad abbandonare ogni sforzo per realizzare la felicità in questa vita e a ricercare invece una fuga da questo mondo di sofferenza implorando un essere onnipotente e trascendente [il Budda Amida] di rinascere in una terra pura e tranquilla dopo la morte.
Questo è l’esatto opposto dell’insegnamento del Sutra del Loto, che ci incoraggia a rivelare in questa vita il supremo stato vitale che esiste dentro di noi, a purificare il mondo reale in cui viviamo e a costruirvi un regno di pace e felicità. Il Sutra del Loto insegna che l’essere umano svolge un ruolo determinante nel corso della propria esistenza in questo mondo dell’Ultimo giorno della Legge dilaniato dalla sofferenza, nel quale prevalgono le cinque impurità.
La vera saggezza si basa su una visione olistica della vita
Qualcuno potrebbe obiettare che anche il Nembutsu era un insegnamento di Shakyamuni e che era facilmente accessibile alle persone oppresse dalla sofferenza, alle quali offriva un temporaneo senso di sollievo e di rifugio. È possibile che il Budda abbia esposto alle persone tale insegnamento per rispondere a un particolare insieme di circostanze, ma si tratta di una visione parziale, offerta per andare incontro a capacità specifiche, e in quanto tale si può definire un “piccolo bene”. Il Daishonin considerava l’insegnamento della rinascita nella Pura Terra di Perfetta BeatitudineNome della terra del Budda Amida, che si riteneva situata nella regione occidentale dell’universo. Detta anche Pura Terra, Terra di Perfetta Beatitudine e Paradiso occidentale. dopo la morte come un espediente che forniva un conforto a breve termine. Parla di «momentanee parole di conforto predicate prima del Sutra del Loto» (Lettera a Shimoyama, RSND, 2, 666) e ribadisce che questa non è la verità.Scrive il Daishonin: «Di conseguenza, tutte le cose narrate nei sutra predicati nei primi quarant’anni e più, come i sutra della Meditazione, di Amida e del Compassionevole fiore di loto bianco, compresa la storia di come il monaco Tesoro del Dharma formulò i suoi quarantotto voti e gli altri bodhisattva formularono i loro, promettendo di guidare le persone comuni alla Pura Terra con la distinzione in nove gradi, non furono più altro che momentanee parole di conforto predicate prima del Sutra del Loto. Infatti questa cosa di essere accolti nelle pure terre delle dieci direzioni e della direzione occidentale, come affermano vari sutra, non esiste e non si dovrebbero considerare simili asserzioni come se fossero la verità» (RSND, 2, 666).
Al contrario il Sutra del Loto, che si basa su una visione completa e olistica della vita, insegna il grande bene fondamentale che è l’essenza di tutte le cose. Offre un mezzo pratico e realistico con il quale tutte le persone possono conseguire la Buddità in qualsiasi situazione o circostanza.
Fintanto che un piccolo bene non contrasta con il grande bene può ancora svolgere una sua funzione. Ma se una visione parziale oscura la nostra capacità di percepire quella completa, cioè la verità nella sua interezza, e contrasta con il grande bene fondamentale, non si tratta più di un bene ma piuttosto di un grande male che si oppone a un grande bene. La pratica esclusiva del Nembutsu propugnata da Honen poneva l’accento soprattutto sui limiti delle capacità delle persone e, così facendo, rifiutava il Sutra del Loto [sostenendo che per le persone dell’Ultimo giorno della Legge fosse difficile praticarlo].
In Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese il Daishonin rivela ai governanti l’essenza di questo male e poi indica l’autentico e corretto modo di vivere secondo il Buddismo.
La soluzione essenziale consiste nel basarsi su una saggezza che affondi le radici in una visione olistica della vita e nell’adottare un insieme di valori corretto, ponendo così fine a un’epoca di confusione e realizzando concretamente una società in cui ogni persona possa vivere felice e in pace.
Fare propri i princìpi del Buddismo di Nichiren, che stabiliscono il valore della vita, e compiere sforzi costruttivi per trasformare questo travagliato mondo di saha nella Terra della Luce Eternamente Tranquilla costituisce il grande sentiero che conduce all’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese”, cioè alla pace autentica.
«“Esaminando questa grande varietà di sutra troviamo che tutti sottolineano la gravità dell’offesa alla Legge. Com’è triste che tutti gli uomini escano dalla porta dell’insegnamento corretto per sprofondare nella prigione di queste dottrine errate! Com’è sciocco che essi cadano uno dopo l’altro nelle spire delle dottrine malvagie e rimangano a lungo impigliati nella rete degli insegnamenti che offendono la Legge! Essi si smarriscono in queste nebbie e precipitano in basso fra le fiamme dell’inferno. Quanto devono affliggersi! Quanto devono soffrire! Perciò affrettatevi a cambiare i princìpi su cui si basa il vostro cuore e ad abbracciare l’unico vero veicolo, la sola buona dottrina [del Sutra del Loto]. Se lo farete, il triplice mondo diverrà la terra del Budda, e come potrà mai declinare una terra del Budda? Tutte le regioni nelle dieci direzioni diventeranno terre preziose, e come potrà mai essere distrutta una terra preziosa? In un paese che non conosce declino, in una terra che non conosce distruzione, il vostro corpo troverà pace e sicurezza e la vostra mente sarà calma e indisturbata. Dovete credere alle mie parole e rispettarle”».
La trasformazione del cuore cambia il mondo
L’impegno del Daishonin per l’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese” fu una lotta contro il male fondamentale che si oppone al bene fondamentale, l’ottenimento dell’Illuminazione da parte di tutte le persone.
In questa sezione il padrone di casa ammonisce severamente l’ospite per impedirgli di cadere preda delle dottrine malvagie che imprigionano le persone nell’offesa alla Legge. E impiega le metafore della “prigione”, delle “spire” e della “rete” per sottolineare la difficoltà di liberarsi dall’offesa alla Legge. Quando dice «si smarriscono in queste nebbie» sta paragonando la confusione sulla correttezza degli insegnamenti buddisti all’essere avvolti in una densa foschia, mentre le “fiamme dell’inferno” si riferiscono all’agonia di bruciare nel fuoco vivo dell’inferno di incessante sofferenza.
Il Daishonin insegna con convinzione a liberarsi dalle catene della sfortuna e a portare pace e sicurezza nella società.
Quello che si richiede, afferma, è una trasformazione dei “princìpi su cui si basa il proprio cuore”, una rivoluzione radicale della propria condizione interiore più profonda.
Ciò in cui abbiamo fede indica ciò che riteniamo più prezioso, i valori che abbracciamo. E stabilisce lo scopo fondamentale e la direzione della nostra vita. In pratica dovremmo chiederci se a guidare le nostre azioni sono l’egoismo e la ricerca della nostra felicità personale, a esclusione e a scapito di altri, oppure un atteggiamento compassionevole che si preoccupa allo stesso modo del nostro benessere e di quello degli altri, e si rifiuta di costruire la propria felicità sulle disgrazie altrui. L’accento è sulla trasformazione della nostra mente, del nostro cuore, dei nostri valori. È la rivoluzione umana del singolo individuo, senza la quale non si può realizzare l’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
Su quali princìpi o ideali dovremmo basare la trasformazione del cuore e della mente? Secondo il Daishonin dovremmo basarci sull’«unico vero veicolo, la sola buona dottrina». «La sola buona dottrina» qui è il bene fondamentale insegnato nel Sutra del Loto, cioè il principio secondo il quale tutte le persone possono far emergere la loro intrinseca natura di Budda e ottenere l’Illuminazione.
Il primo presidente della Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi sottolineò con forza le parole «abbracciare l’unico vero veicolo, la sola buona dottrina [del Sutra del Loto]» nella sua copia degli scritti del Daishonin. Dedicare la propria vita alla sola buona dottrina del Sutra del Loto è la via certa per trasformare il karma dell’intera umanità.
Lo scopo ultimo di “adottare l’insegnamento corretto”
Desidero qui ribadire il significato del principio di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
“Adottare l’insegnamento corretto” dipende anzitutto dalla trasformazione del cuore e della mente, cioè da una trasformazione interiore a livello individuale. Richiede che ci si risvegli al bene fondamentale dentro di noi, si stabiliscano nel cuore i princìpi di rispetto per la dignità umana e per la vita insegnati nel Sutra del Loto e si faccia di essi il nucleo della nostra visione del mondo. Solo agendo in base a tale risveglio possiamo far sì che gli insegnamenti del Sutra del Loto siano adottati come princìpi guida della società.
E poiché l’essenza di “adottare l’insegnamento corretto” consiste nel costruire un solido fondamento spirituale per la pace nella società, è ovvio che dovremmo unirci alle persone e alle organizzazioni che condividono questo tipo di visione per lavorare insieme allo scopo di proteggere la dignità della vita e realizzare la pace mondiale. La causa per cui ci battiamo non è una nostra prerogativa esclusiva.
Il punto cruciale è far crescere individui che si dedicano all’“adozione dell’insegnamento corretto”. Quando un singolo individuo comincia ad applicare questo principio nella vita reale, può riorientare le persone intorno a sé in direzione del bene e della pace. “Adottare l’insegnamento corretto” alla fine non è altro che creare un flusso costante di persone coraggiose che si dedicano a questa missione.
Il “paese” della frase “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” è il luogo in cui vivono le persone, mentre la “pace nel paese”, il nostro scopo, consiste nel realizzare concretamente una terra del Budda costruendo un mondo di pace e di felicità per tutti. Dunque il termine “paese” non va inteso in senso nazionalistico né indica una specifica nazione.
Globalità ed eternità
Il significato essenziale di “pace nel paese” è l’esatto opposto del nazionalismo. È un concetto di pace inclusivo e aperto al mondo. Allo stesso tempo abbraccia e riguarda il futuro, perché la terra del Budda comprende tutto Jambudvipa, cioè il mondo intero, e durerà per sempre.
Una terra del Budda è una società nella quale lo spirito buddista del rispetto per gli esseri umani e per la vita è vivo e acceso, è un mondo che valorizza l’ideale di realizzare la felicità propria e degli altri.
In questo brano il Daishonin afferma che il triplice mondo, cioè il mondo reale in cui viviamo, è una terra del Budda e un regno prezioso che non declinerà mai né sarà mai distrutto. Finché non saranno distrutti i “tesori del cuore” di coloro che lo abitano, esso sarà per sempre una terra del Budda.
La missione di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”
“Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” è lo spirito fondamentale del movimento della Soka Gakkai centrato sulle persone.
Il maestro Makiguchi, che nella sua veste di educatore aveva elaborato un programma di riforma pedagogica basata sul desiderio della felicità di ogni bambino e bambina, fu profondamente colpito dalla lettura del trattato Adottare l’ insegnamento corretto per la pace nel paese, che rappresentò in realtà una delle ragioni principali per le quali decise di cominciare a praticare il Buddismo di Nichiren.
Convinto che il solo scopo della religione fosse operare per la felicità dell’umanità e rendere il mondo un posto migliore,
iniziò a propagare apertamente e diffusamente il Buddismo del Daishonin nella società. Con coraggio prese posizione durante la seconda guerra mondiale, che considerava il tempo adatto per fare rimostranze al governo militarista giapponese di allora. Benché in conseguenza di ciò sia stato imprigionato, continuò a combattere per la felicità delle persone fino all’ultimo istante e alla fine morì per le sue idee.
Il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, preparato a lottare contro la natura demoniaca dell’autorità, si alzò da solo in mezzo alle rovine del Giappone postbellico animato dal voto di ricostruire la Soka Gakkai e il movimento di kosen-rufu. Quando all’età di diciannove anni ebbi il mio primo e fatidico incontro con lui in una riunione di discussione a Kamata (nel quartiere Ota di Tokyo), stava tenendo una lezione su Adottare l’ insegnamento corretto per la pace nel paese.
«Voglio eliminare tutta l’infelicità e la sofferenza dalla faccia della Terra!». Il ruggito del leone di Toda risuona ancora nel mio cuore.
Basandosi sul voto condiviso di maestro e discepolo, i tre presidenti fondatori della Soka Gakkai hanno dedicato la vita alla lotta per “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” in nome della felicità delle persone e per liberare tutti dall’infelicità e dalla sofferenza.
Il nome “Soka”, che emerse dai dialoghi fra Makiguchi e Toda, significa “creazione di valore”. Qual è dunque il valore che cerchiamo di creare? Credo che si possa riassumere nell’empowerment delle persone sofferenti che incontriamo, nell’incoraggiarle a basare la loro vita sulla salda filosofia della Legge mistica allo scopo di realizzare pace e sicurezza per tutta la gente e per il mondo intero. Sia la pratica di “adottare l’insegnamento corretto” sia la missione di realizzare concretamente “la pace nel paese” sono inclusi nello spirito Soka, o creazione di valore, che considera prezioso ogni singolo individuo e si concentra sul dialogo da persona a persona.
A questo proposito vorrei dichiarare a gran voce che la Soka Gakkai è l’organizzazione che ha veramente ereditato la lotta del Daishonin per l’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese” e la sta fedelmente portando avanti nell’epoca attuale.
«L’ospite disse: “Chi non si preoccuperebbe di essere cauto in una questione che riguarda questa vita e le vite future? Chi non sarebbe d’accordo con voi? Leggendo questi passi dei sutra adesso capisco perfettamente le parole del Budda, e cioè che offendere la Legge è un peccato molto grave, distruggere la Legge è una colpa veramente terribile. Io ho creduto in un solo Budda, Amida, e ho rifiutato tutti gli altri; ho onorato i tre sutra della Pura terra7 e messo da parte gli altri. Non l’ho fatto per una mia personale idea distorta, ma per obbedire alle parole di eminenti uomini del passato. E lo stesso è vero per tutte le altre persone delle dieci direzioni. Ma così facendo ci si esaurisce in futili sforzi in questa vita e si cade nell’inferno Avichi nella prossima. I testi citati chiariscono perfettamente questo punto con argomentazioni esaurienti che non lasciano adito a dubbi. Grazie al vostro compassionevole insegnamento, ho potuto a poco a poco dissipare l’ignoranza della mia mente. Adesso bisogna prendere immediate contromisure [nei confronti di queste offese alla Legge] e portare subito la pace, in modo da poter vivere tranquillamente in questa vita e assicurarci la fortuna nella prossima. Non basta che soltanto io creda nelle vostre parole, ma mi impegnerò ad avvisare anche gli altri dei loro errori”».
Un classico della pace mondiale e del dialogo
Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese è un’opera dedicata alla realizzazione concreta di un mondo pacifico allo scopo di aiutare le persone a liberarsi dalla sofferenza e a realizzare la pace e la sicurezza. È anche un classico del dialogo nel quale attraverso lo stile di domanda e risposta il padrone di casa e l’ospite, preoccupati dei disastri che affliggono il paese, cercano insieme un modo per porvi fine e alla fine si trovano d’accordo.
Nel corso del dialogo c’è una scena in cui l’ospite, al quale il padrone di casa ha fatto capire che le sue idee sul Buddismo sono errate, si arrabbia e minaccia di andarsene. Ma «il padrone di casa, sorridendo, trattiene l’ospite» (cfr. op. cit., RSND, 1, 16) e continua a parlare: in sostanza riesce a impedire che l’ospite se ne vada sorridendogli, creando un contatto con lui e continuando a spiegare la sua posizione con calma.
Alla fine l’ospite è conquistato dal comportamento rispettoso del padrone di casa, dalle sue argomentazioni pacate e a sua volta esprime il suo rispetto per lui, ammettendo che adesso aveva capito il suo punto di vista. Rispondendo a questo visibile cambiamento, il padrone di casa esclama: «Vi siete intrattenuto con un amico nella stanza delle orchidee e vi siete raddrizzato come l’artemisia che cresce fra la canapa8» (op. cit., RSND, 1, 24). È lieto che grazie alla sua influenza positiva l’ospite abbia preso coscienza della verità, mettendo da parte le proprie convinzioni errate.
In questa parte finale l’ospite accetta totalmente le parole del padrone di casa ed esprime il voto di unirsi ai suoi sforzi. Dice di aver compreso la severità dell’offesa alla Legge, la gravità di violarla. E afferma che anche l’aver adottato l’insegnamento nembutsu non era stata una sua idea, ma si era limitato a seguire gli insegnamenti degli «eminenti uomini del passato» e specificamente di Honen.
Questo punto è molto importante. Anche oggi le valutazioni e i giudizi delle persone tendono a essere influenzati dalle opinioni altrui invece di essere guidati da intuizioni o idee proprie. Inoltre si è più propensi a prendere per buone le opinioni di chi gode di autorità e potere. Per questo chi è in una posizione di leadership ha una grande responsabilità e l’offesa che commette sviando gli altri è particolarmente grave. Qui il Daishonin sta ammonendo di guardarsi anche da questa tendenza. Rimprovera severamente, definendoli radici del male, non solo i principi che sviano le persone e le rendono infelici ma anche i preti che le promuovono e che, in virtù del loro rango elevato, vengono considerati autorità in materia.
Nello stesso tempo le persone devono imparare saggiamente a riconoscere il male, perché se si lasciano ingannare alla fine ne riceveranno solo danno.
Ispirare un impegno condiviso
Per tornare al brano del Gosho, l’ospite dice che l’aver udito gli insegnamenti compassionevoli del padrone di casa ha dissipato l’ignoranza dalla sua mente, e fa voto di iniziare immediatamente a denunciare l’offesa alla Legge, di portare sicurezza alla società e di pregare per la pace nell’esistenza presente e in quelle future.
Trasformare persino un avversario in alleato è l’essenza dei nostri dialoghi e dei nostri sforzi per condividere il Buddismo con gli altri; è il modello di una vera discussione.
La chiave di questa trasformazione è la reazione del padrone di casa nei confronti dell’ospite. Davanti a ogni manifestazione di collera e di dubbio dimostra tolleranza e offre spiegazioni accurate, approfondendo così il dialogo e creando un incontro cuore a cuore che sia fonte di ispirazione.
In conclusione l’ospite dice: «Non basta che soltanto io creda nelle vostre parole, ma mi impegnerò ad avvisare anche gli altri dei loro errori».
Con questa dichiarazione l’ospite condivide il voto del padrone di casa per l’“adozione dell’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
A mio avviso, che il trattato si concluda non con un’affermazione del padrone di casa ma con un voto da parte dell’ospite non può che avere un grande significato.
Credo che le parole dell’ospite esprimano il principio di kosen-rufu, un flusso costante di successori che si mettono in moto per realizzare l’ideale di “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese”.
Il dialogo avvicina le persone
Il trattato dunque si conclude con l’ospite che esprime con forza la sua determinazione. Quello che possiamo imparare da ciò è che la fine di un dialogo diventa il punto di partenza di un altro.
Il Buddismo proclama il potere del dialogo.
Anche se può sembrare che non abbiano un effetto immediato, i nostri dialoghi attivano la natura di Budda della persona con cui stiamo parlando. «I semi della Buddità germogliano tramite la causalità, e per questa ragione [i Budda] predicano l’unico veicolo [la Legge mistica]» (SDLPE, 86). L’unico modo per far emergere la natura di Budda è un impegno basato sulla causalità fondamentale della Legge mistica (Nam-myoho-renge-kyo). Più parliamo e condividiamo la verità come praticanti della Legge mistica, più aiutiamo le persone a creare un legame con il Buddismo di Nichiren. [...] Mentre ci sfidiamo con coraggio nella nostra rivoluzione umana, creiamo un’ondata di dialoghi cercando occasioni di scambio con una persona dopo l’altra, per cambiare la società e portare pace e felicità a tutte le persone. “Adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” equivale a lavorare per la pace mondiale.
Continuiamo a espandere la nostra rete rivolta al bene attraverso il mezzo pacifico del dialogo.
I nostri dialoghi sono battaglie per far rivivere il potere degli esseri umani. I nostri dialoghi cambiano la società, uniscono il mondo e determinano il futuro. I nostri dialoghi infondono speranza. Hanno il potere di rivitalizzare le altre persone e risvegliarle al loro potenziale interiore, e contengono il coraggio, la convinzione e la causa per la vittoria.
I nostri dialoghi per “adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese” costruiranno un’epoca della gente comune attraverso il potere della fede nell’essere umano.